Viganò, Omelia sulla Trinità. Cita Papa Leone e Sant’Agostino, Ricorda la Blasfemia di Bergoglio.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questa omelia pronunciata dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Buona lettura e meditazione.

§§§

 

Mons. Carlo Maria Viganò

In illo uno unum

Omelia nella Domenica della Santissima Trinità

Gratias tibi, Deus, gratias tibi,
vera et una Trinitas, una et summa Deitas,
sancta et una Unitas.

Ant. ad Magn.

La Santa Chiesa celebra oggi, con particolare solennità, uno dei principali Misteri della Fede Cattolica: la Santissima Trinità, l’unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Mistero – nell’accezione greca del termine μυστήριον – è ciò che la mente umana non riesce a conoscere se non mediante una Rivelazione divina. Nell’accogliere questa Rivelazione l’uomo accetta con umiltà il proprio stato di creatura bisognosa di un aiuto soprannaturale e gratuito, che vada al di là della razionale conoscenza di un unico Dio che premia i giusti e punisce i malvagi. Ogni persona porta infatti in sé quell’impronta del Creatore che gli mostra i principi morali della Legge naturale; mentre la conoscenza dei divini Misteri quali appunto la Santissima Trinità e l’Incarnazione è possibile solo grazie alla Fede in ciò che l’autorità del Dio rivelante ci propone a credere mediante il Magistero della Chiesa.

Questa visione implica due verità. La prima, che all’uomo corrotto dal peccato originale è teoricamente possibile salvarsi – laddove egli ignori totalmente il Vangelo – anche solo comportandosi rettamente e seguendo il lume della retta ragione. La seconda, che solo nell’unica vera Chiesa di Cristo, Cattolica Apostolica Romana, unica custode della Rivelazione divina e depositaria dei mezzi della Grazia santificante, l’uomo peccatore, purificato dal Battesimo, ha gli strumenti ordinari che gli permettono di fatto di salvarsi, professando la Fede Cattolica che Nostro Signore ha insegnato agli Apostoli e che la Santa Chiesa ci propone infallibilmente a credere.

Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me, ha detto il Signore (Gv 14, 6). Se crediamo che Gesù Cristo è Figlio unigenito del Padre, che Si è incarnato per noi uomini e per la nostra salvezza, che ha patito ed è morto per noi, che è risorto e che siede alla destra del Padre; e se conformiamo la nostra condotta di vita alla Sua santa Legge e a ciò che Nostro Signore ci ha comandato, saremo salvi. E per credere questo, dobbiamo anche credere nella Santissima Trinità, che Egli ci ha fatto conoscere e di cui portiamo, in quanto Sue creature, l’impronta indelebile. È infatti la dimensione trinitaria della nostra natura umana che ci rende veramente ad immagine e somiglianza di Dio, del Dio Uno e Trino. Le nostre facoltà rimandano ai divini attributi: alla memoria del Padre, all’intelletto del Figlio, alla volontà dello Spirito Santo.

Chi crede che il Mistero della Santissima Trinità sia materia da teologi e che l’uomo comune possa ignorarlo compie un imperdonabile errore, anzitutto perché mette in discussione quella mirabile pedagogia che il Signore ha voluto adottare con noi, rendendoci partecipi non solo della conoscenza delle Tre divine Persone, ma anche della loro natura divina, nel momento in cui con la Sua Incarnazione Nostro Signore ha assunto la natura umana. Una bellissima preghiera dell’Offertorio, composta da San Leone Magno, recita:

Deus, qui humanæ substantiæ dignitatem mirabiliter condidisti et mirabilius reformasti, da, per hujus aquæ et vini mysterium, ejus divinitatis esse consortes, qui humanitatis nostræ fieri dignatus est particeps, Jesus Christus, Filius tuus, Dominus noster.

O Dio, che in modo meraviglioso hai creato la nobile natura dell’uomo e ancor più meravigliosamente l’hai riformata, concedi, mediante il mistero di quest’acqua e questo vino, di essere consorti della divinità di Colui, che si è degnato di farSi partecipe della nostra umanità, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.

Se non professiamo la nostra fede nella Santissima Trinità, non possiamo comprendere la ragione che rende la nostra Religione Cattolica unica e veramente divina, non solo credibile, ma da credersi (credenda): il miracolo inaudito dell’Incarnazione del Figlio Unigenito del Padre, con la cooperazione dello Spirito Santo, per redimerci e strapparci alla morte eterna che per nostra colpa abbiamo meritato in Adamo. Ed è sempre trinitaria la nostra vita: al Padre dobbiamo la nostra creazione, al Figlio la nostra redenzione, allo Spirito Santo la nostra santificazione.

Questo ci porta ad una visione teocentrica – anzi, più propriamente cristocentrica – del κόσμος divino, dell’ordine di tutte le cose, che trovano il proprio principio e il proprio fine in Cristo, secondo le parole dell’Apostolo: Instaurare omnia in Christo (Ef 1, 10). Perché è in virtù dell’unione ipostatica che l’Uomo-Dio, nuovo Adamo, restaura quell’ordine che Adamo aveva violato. Un ordine divino che si fonda su Dio Verità e Carità, portando anche noi a credere e ad amare, veritatem facientes in caritate (Ef 4, 15).

Ma chi si oppone, cari fratelli, a questa visione ordinata e perfettissima, che riflette le perfezioni della Santissima Trinità, se non colui che è mentitore e omicida sin dal principio (Gv 8, 44)? Satana non è capace di amore, ma solo di odio; non crea nulla, sa solo distruggere; e il suo odio non è rivolto solo a Dio, ma anche a noi uomini, perché il Verbo eterno del Padre ha scelto di farsi carne, di diventare uomo. Se dunque la nostra salvezza dipende dal credere nella Santissima Trinità e nell’Incarnazione, è ovvio che Satana faccia di tutto per adulterare la purezza della Fede e cercare di vanificare così l’opera della Redenzione. Perché chi crederà sarà salvo; e chi non crederà sarà condannato (Mc 16, 16). L’invidia del Diavolo per il nostro destino soprannaturale, che nel suo orgoglio gli è stato negato, lo porta a scatenarsi proprio nel farci credere che possiamo salvarci senza credere nella Santissima Trinità e nell’Incarnazione. 

Lo scorso 13 settembre, in occasione di un viaggio a Singapore, Jorge Bergoglio aveva affermato che tutte le religioni sono un cammino per arrivare a Dio. Sono – faccio un paragone – come diverse lingue, diversi idiomi, per arrivare lì. Ma Dio è Dio per tutti. E poiché Dio è Dio per tutti, noi siamo tutti figli di Dio. ‘Ma il mio Dio è più importante del tuo!’. È vero questo? C’è un solo Dio, e noi, le nostre religioni sono lingue, cammini per arrivare a Dio. Qualcuno sikh, qualcuno musulmano, qualcuno indù, qualcuno cristiano, ma sono diversi cammini. Understood?

Queste parole blasfeme ci fanno inorridire per la loro intrinseca matrice satanica. Esse sovvertono la realtà oggettiva, relativizzandola e adattandola a come essa è percepita dal singolo. I Modernisti dell’Ottocento attribuivano la molteplicità delle dottrine al “bisogno del sacro” nell’uomo, e questa esigenza immanente si tradusse prima nell’ecumenismo verso gli acattolici, per poi allargarsi alle false religioni e alle superstizioni idolatriche, e infine confluire nel panteismo, nel Cristo cosmico di Teilhard de Chardin, nella Pachamama. La Rivelazione cristiana, per i Modernisti, non consiste nell’azione del Dio vivo e vero che Si fa conoscere e Si rivela nei Suoi Misteri all’uomo, Sua creatura, ma nella proiezione di un immanente “sentimento religioso”, in una chimera creata dall’uomo – un idolo, letteralmente – e quindi dipendente dalla sua cultura, dall’ambiente in cui è nato, dai condizionamenti esterni, dalla società. Nella visione cattolica, l’uomo creatura si inchina alla Maestà divina del Creatore che Si manifesta e Si rivela; nel delirio modernista, Dio è una creatura dell’uomo, che in ragione della sua infinita dignità è libero di scegliersi gli dèi da annettere al proprio pantheon. E cos’è questo, se non l’applicazione dell’idealismo hegeliano in ambito teologico, secondo cui la realtà è il prodotto della ragione o dello spirito? È su questa base filosofica che si fonda l’intero edificio ereticale dell’ecumenismo del Vaticano II, riassunto dalla visione sincretista della Casa della Famiglia Abramitica di Abu Dhabi.

Una tale visione antropocentrica e immanentista della religione è ovviamente in aperta contraddizione con il Credo cattolico, che si fonda invece sull’azione rivelatrice della Santissima Trinità mediante l’Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, con la cooperazione dello Spirito Santo. La nostra santa Religione non è il frutto di cervellotiche speculazioni, né la proiezione di un “bisogno del sacro” cui l’uomo dà una risposta parziale e incompleta, «qualcuno sikh, qualcuno musulmano, qualcuno indù, qualcuno cristiano». Essa è invece l’insieme delle dottrine e dei precetti che Gesù Cristo – vero Dio e vero Uomo – ha insegnato agli Apostoli e comandato loro di trasmettere intatto a tutti gli uomini, perché possano salvarsi dalla dannazione eterna che hanno meritato peccando in Adamo.

La società moderna, impregnata di relativismo, è vittima di un grande, diabolico inganno. Essa non crede che esista una verità oggettiva, ma che ciascuno possa crearsi una propria realtà virtuale, che è vera e falsa allo stesso tempo. Che Dio sia trino o meno; che la Seconda Persona della Santissima Trinità Si sia incarnata o meno non è dunque importante, perché per i Neomodernisti il fine della religione non è conoscere, adorare, amare e servire Dio e meritare la beatitudine eterna, bensì avere un comune e quanto più possibile generico concetto del divino che serva la causa della fraternità universale, senza alcuna prospettiva ultraterrena. È proprio questo che fa la Rivoluzione: essa muta il fine in mezzo e il mezzo in fine – ossia abbassa il Dio vivente a idolo tra i tanti, oppure erige un idolo al posto del Dio vivente. Ossia, negare la Verità per affermare ogni errore; non riconoscere il Dio Uno e Trino, per poter riconoscere tutti gli idoli. E questa è opera intrinsecamente diabolica.

Papa Leone ha scelto come proprio motto In illo uno unum, che riprende questo passo di Sant’Agostino tratto dalla Esposizione del Salmo 127:

Voi dunque siete molti e siete uno; noi siamo molti e siamo uno. In che modo, pur essendo molti, siamo uno? Perché ci teniamo strettamente uniti a Colui del Quale siamo membra, e se il nostro Capo è in cielo lassù Lo seguiranno anche le membra.

Il Salmo 127 inizia con queste parole: Beati omnes qui timent Dominum, qui ambulant in viis ejus. Beati coloro che temono il Signore, che camminano nelle Sue vie. È in relazione a queste parole del Salmista che dobbiamo leggere e comprendere il commento del Santo Vescovo di Ippona. Non nel perseverare sulla via di quel falso ecumenismo irenista che tace la Verità per compiacere lo spirito del mondo, ma nel ritornare al principio unico, ontologico della realtà trascendente e indefettibile del Dio Uno e Trino, tenendoci strettamente uniti a Colui del quale siamo membra, l’Uomo-Dio, il Verbo fatto carne, senza il Quale è impossibile venire al Padre. Possa essere questo non un mero auspicio, ma la fiduciosa speranza di veder finalmente ricapitolate tutte le cose in Cristo, resa gloria alla Santissima Trinità, onore alla Santa Chiesa e al Papato, salvezza alle anime che il divino Pastore ha affidato al Suo Vicario in terra. E così sia.

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

15 Giugno MMXXV
Dominica I post Pentecosten, in festo Ss.mæ Trinitatis

25 commenti su “Viganò, Omelia sulla Trinità. Cita Papa Leone e Sant’Agostino, Ricorda la Blasfemia di Bergoglio.”

  1. Simone Torreggiani

    @ La Signora di tutti i popoli:
    Se Benedetto XVI avesse voluto che fossero i cardinali a scegliere il successore di Pietro, perché mai non rinunciò pubblicamente, senza dilazione, ‘sigilli’ e ambiguità di sorta, e accettando di buon grado il fisiologico ritorno al Cardinalato?
    Ma così non fece, evidentemente (forse per un buon motivo?!), lasciando deliberatamente una grossa incertezza di fondo sulla effettiva vacanza della Sede Apostolica dopo l’ ‘ora X’.
    Dove sta scritto, nel Codice di Diritto Canonico, che è sufficiente che un cardinale si penta per annullare gli effetti di una scomunica latae sententiae senza il benestare del Papa, il detentore esclusivo della potestà di ‘legare e sciogliere’?
    La UDG (36) in effetti stabilisce proprio il contrario: in tempo di Sede vacante neppure l’intero collegio cardinalizio potrebbe riammettere o riabilitare uno o più cardinali deposti (la deposizione è la conseguenza della scomunica).
    In pratica, se davvero Benedetto XVI (mentendo) si fosse trattenuto il munus per sé, avrebbe solo incasinato la Chiesa, guidandola in un vicolo cieco e poi abbandonandola a se stessa per una sorta di ripicca personale. Avrebbe quindi agito da egoista e da irresponsabile, meritandosi ampiamente quelle aspre critiche che molti, cattolici e non, gli rivolsero.
    In alternativa sarebbe stata preferibile una ‘onesta’ fuga di fronte ai lupi con la speranza che, dopo il golpe globalista, lo Spirito Santo in qualche maniera ci avrebbe messo una pezza.
    Questa è logica elementare, la base di quel pensiero razionale di cui Ratzinger fu un esimio esempio vivente. Proprio per questo escluderei entrambe queste possibilità.
    Ma se lei preferisce pensare che Ratzinger fosse un insensato, uno che pregava poi faceva cose a casaccio, senza riflettere sulle conseguenze del suo agire, creda pure quello che vuole!
    Dal canto mio preferisco di gran lunga la prospettiva di un legittimo Papa ben presente anche ora, attivo anche se in parte ancora impedito (e che un domani, dopo il pubblico riconoscimento, avrà la piena autorità per confermare o revocare le scomuniche dei cardinali, tra le altre cose) a una deriva insanabile e al caos nella Chiesa, con l’illegittimità divenuta la norma e senza la possibilità di ripristinare legalmente la successione petrina.

    1. La Signora di tutti i popoli

      Caro Simone, non è da lei chiedere dove sta scritto faccia un po di sforzo giuridico e studi. Occorre conoscere Catechismo e canoni e poi capire cosa si intende per “dignità cardinalizia”.
      Innanzitutto se si tratta di SOLO peccato di “Scisma” (can.1364 para 1 CjC) per un cardinale pre-2013 ( cioè di “Santa Romana Chiesa” quindi non di nomina bergoglifera) che sia pentito, la assoluzione e la remissione di una scomunica “non dichiarata” non ha bisogno necessariamente del papa (nè è materia riservata alla Santa Sede) quindi basta l’Ordinario o un vescovo qualsiasi normalmente… anche un cardinale naturalmente.
      Peraltro come le ho già detto, la confessione del peccato di scisma deve essere rimessa ad un ministro non scismatico, cioè ancora nella Chiesa. Infatti Ogni Sacramento amministrato nel nome e sotto il nome di un antipapa, (cioè quando un ministro eserciti riconoscendo un antipapa) non può esplicare la sua efficacia perchè è inficiata la Comunione Ecclesiale. Quindi un vero cardinale che abbia, di sua volontà e con deliberato consenso, riconosciuto un antipapa può esercitare la sua confessione valida presso un ministro idoneo e lecito, oppure in caso di assenza si impegnerà a confessarsi appena possibile secondo dottrina.
      Peraltro trattandosi di scomunica non dichiarata non sembra possa applicarsi il can. 1331 § 2, n.4 e 5 e quindi un cardinale riabilitato dalla scomunica L.S. non incorre mai nell’art. 36 UDG.
      Poichè il prec. art.35 UDG prescrive: “Cardinalis elector nulla ratione vel causa Summi Pontificis electione activa et passiva excludi potest”,
      l’applicazione dell’art.36, riguarda quindi solo quei cardinali ai quali sia espressamente tolta la dignitas (cardinalizia) o quelli che vi abbiano rinunciato col consenso insindacabile del papa (vds can. 189).
      Quindi caro Simone, NON è corretto quello che lei dice, cioè che un cardinale che per scomunica, pur avendo perso la facoltà di esercitare gli uffici della sua carica, possa essere anche esser escluso dal diritto/dovere di eleggere il pontefice. Un cardinale scomunicato non perde MAI la sua dignità cardinalizia, se non vi provvede solo il papa con apposito decreto (vds. can 1401, 1405) e mai basta la sola scomunica. Quindi aspettiamo che qualche cardinale si penta del suo scisma per poter avere un conclave valido e un papa vero.
      Quanto al fatto che Benedetto non cedette il Munus è così ed è chiaro nella Declaratio: perchè ancora discuterne??

      1. Simone Torreggiani

        Quindi a lei starebbe bene la prospettiva che dei cardinali scomunicati per il diritto stesso poi (presumibilmente…) pentiti decidessero (in pratica auto-assolvendosi dal delitto di scisma) il destino della Chiesa (quella che avrebbero a lungo tradito e traviato), solo perché non deposti con atto ufficiale, pur essendo il loro delitto di scisma evidente a tutti, avendo essi prima eletto, poi riconosciuto un antipapa anticristiano per oltre un decennio…
        Analogamente, se tali cardinali avessero ucciso il Pontefice regnante in diretta TV nessuno, in seguito, avrebbe avuto l’autorità di deporli canonicamente, quindi il destino della Chiesa resterebbe nelle mani sporche di sangue degli assassini, nell’assurda speranza che le ‘lacrime di coccodrillo’ prima o poi laveranno via il loro peccato…
        Suvvia!
        Secondo questa stessa logica perversa e ‘salva-poltrone’ Giuda iscariota, dopo che si pentì del tradimento (per altro senza lasciar passare molti anni, ma solo poche ore…) e restituì i 30 denari ai sommi sacerdoti, avrebbe potuto tranquillamente riprendere il suo posto tra i Dodici, come se niente fosse…
        Pietro, dopo il triplice rinnegamento fatto alle spalle di Gesù, dovette fare una triplice (e sofferta) professione d’amore di fronte a Gesù (non di fronte ai discepoli…) per tornare in grazia di Dio e assumere il suo ministero pastorale.
        Nella Chiesa Cattolica Romana spetta al vicario di Cristo la potestà di ‘legare e sciogliere’; se pure il vicario delega tale autorità ad altri ministri, tribunali ecc. essa, in ultima istanza, dipende da quella del vicario, su mandato di Cristo.
        Proprio per questo, in assenza del vicario (Sede vacante), tutte le funzioni di governo a lui riservate restano in sospeso, in attesa della valida elezione del successore.
        La scomunica per delitti gravi è automatica per il diritto stesso, la riabilitazione invece NON lo è.
        La remissione della scomunica per scisma (in particolare nel caso di alti prelati) è riservata alla Santa Sede, punto. Dunque, senza il placet di un legittimo Pontefice vivente, NESSUNO avrebbe l’autorità di riabilitare i cardinali scismatici, che quindi procederebbero ad elezione illegalmente (e per altro violando diversi altri di punti della UDG).
        Gesù le ‘chiavi per legare e sciogliere’ non le diede ai Dodici, una copia per ciascuno; le diede entrambe al solo Pietro. Di questo primato Benedetto XVI era ben consapevole, come del fatto che (volendolo fare) avrebbe avuto la piena autorità di nominare lui stesso il suo legittimo successore, senza lasciare la Chiesa in balia dell’arbitrio di cardinali per lo più ribelli, sulla inconsistente speranza di una (eventuale) futura conversione.
        Ripeto: se Benedetto avesse voluto lasciare ai cardinali l’incarico di scegliere il suo successore sarebbe stato decisamente meglio fare una rinuncia pubblica e con tutti i crismi già il 28 febbraio 2013, poi lavarsene le mani del destino della Chiesa, alla Pilato: questi non ebbe il coraggio di difendere Gesù fino in fondo, ma per lo meno disse le cose come stavano!
        In fondo al cuore lo sa che dico il vero, anche se stenta ad ammetterlo e preferisce arrampicarsi sugli specchi, forse perché ha sposato la tesi ‘normo-sragionante’ di Cionci (che propone di purificare la Chiesa affidandosi a quella stessa gerarchia corrotta che l’ha traviata… un’assurdità) e cambiare idea è sempre un piccolo ‘rinnegare se stessi’ che ferisce l’orgoglio.
        Tra non molto, a Dio piacendo, ci verranno rivelati tutti i retroscena. Questa conversazione si sta facendo sterile; non ho quindi nient’altro da aggiungere (anche per non tediare ulteriormente il nostro indulgente ospite, Marco Tosatti).
        Che il collirio del Testimone fedele e verace ci doni una vista cristallina quanto prima! (Ap. 3,18)
        Amen!

        1. La Signora di tutti i popoli

          Non sono io che faccio la dottrina. La Dignitas cardinalizia NON è soggetta ordinariamente alla scomunica, immagino per la sua provenienza primaziale e dunque è solo soggetta alle decisioni del papa per essere tolta o alle dimissioni (se accettate!).
          Certo mi rendo conto che uno scismatico incallito come uno dei pre-2013 difficilmente, se non prima pentito, farà marcia indietro, e non solo per essere reintegrato nella Chiesa e negli uffici dopo la scomunica latae sententiae ma per decidersi a ristabilire la successione petrina. Tuttavia un Cardinale se scomunicato NON perde il diritto a eleggere un papa. Simone, non dimentichi che il pentimento è alla base della conversione e del perdono dei peccati e dunque è alla base di ogni nostra e altrui buona azione, e fra queste l’elezione canonica di un papa. Circa l’Iscariota, egli NON si pentì, e se pentito davvero avrebbe mantenuto ciò che Dio gli aveva donato: il posto fra i 12. Pure Saulo pentito fu accettato fra gli apostoli, non lo dimentichi.
          Ma Giuda non si pentì perchè questa parola ha un diverso significato fra i cristiani e lei Simone dovrebbe conoscerlo pochè il pentimento rimette i peccati, anche i più insanguinati. Giuda ebbe un rimorso di coscienza ma preso dalla disperazione, non credette fosse possibile il suo perdono, dimenticò 3 anni di catechesi divine, disperò appunto del perdono e della salvezza che gli sarebbero state donati anche per un deicidio!
          Caro amico, Dio ama gli uomini così tanto, anche quei traditori dei cardinali dovrebbero saperlo, che da 2000 anni si fa torturare e uccidere ogni momento dai nostri peccati in attesa che ci accorgiamo del suo amore. È difficile certo ma la salvezza del mondo è basata sul pentimento di molti e sul sacrificio di pochi… occorre aver fede, speranza e tanto amore.

  2. giuseppina, quella vera

    SARA e TORREGGIANI credo dicano le stesse cose, anche su Viganò che ha cambiato tattica pel consenso mediatico su Prevost che ancora non sembra si possa attaccare coi modi usati con Bergoglio.
    @ SARA
    “Morto un antipapa se ne fa un altro”: se tutto è stato stravolto c’è una amica, SARA, che ci spiega che Benedetto non è davvero morto poichè non ancora sostituito e credo ci spinga a tenercelo stretto, alla luce delle vicende attuali.
    Dobbiamo aprire gli occhi sulle banderuole che cambiano direzione al mutar del vento, così  Viganò sta facendo nelle ultime esternazioni e  capire gli obiettivi di questo articolo, rivelandoci un Viganò preso dalla improvvisa smania di essere reinserito in quella cosa satanica che eredita il nome di Chiesa, cercando visibilità presso il nuovo occupante che lui stesso ha visto eletto in modo irregolare, col “contorno” immutato di cardinali fasulli e di vescovi omertosi, in un tacito assenso dei vari don proni a obbedire all’illegittimo con la scusa che “tutti” lo accettano universalmente come tale.
    Mons. Viganò, spinto dal suo entourage (che lo assiste e lo indirizza e che deve campare finanziariamente) ha quindi rivisto il suo atteggiamento sul nuovo ospite della Santa Sede, e pare sia pronto ad ossequiarlo …ma fino ad un mese fa la pensava diversamente.
    Dalla intervista recentissima che cito di seguito (Demicheli, 8.5.2025) ad oggi, Viganò sembra abbia nuove aspettative, tese a trovare in punto di intesa politico con il governo di Prevost:
    [è giusto] se si obbedisce a un’autorità legittima per un ordine legittimo; è un male se si obbedisce a un’autorità illegittima o a un ordine illegittimo.”
    Viganò spiegò infatti che l’obbedienza non è dovuta a chi sia un usurpatore, così come lo era Bergoglio e ai suoi sodali, e continua:
    “108 Cardinali sono stati creati da un usurpatore che non era Papa. Essi cercheranno di perpetuare l’usurpazione bergogliana con un papa che ne raccolga il testimone e porti a termine l’azione distruttrice di Jorge Bergoglio: ammissione delle donne agli Ordini Sacri, abolizione del Celibato sacerdotale, eliminazione della Messa di sempre, cancellazione della Tradizione cattolica, legittimazione della sodomia, obnubilazione della condanna dell’aborto e dell’eutanasia, […]. Il loro essere eretici, e molti di essi moralmente pervertiti, li rende del tutto estranei all’autorità che usurpano”.
      Viganò previse infatti dagli anti-cardinali la nomina di un alter ego di Bergoglio e per le masse un comportamento “minimo” da tenere:
    “occorre iniziare a non dare alcun aiuto a chi, nella Chiesa, appoggia gli errori della setta che la occupa: né offerte, né donazioni, né otto per mille. E se nella propria parrocchia il parroco è un eretico, non la si deve frequentare né per la Messa né per altro.”
    Non bisogna disprezzare in una persona il desiderio di essere riabilitata: ma in quale contesto se lo stesso Viganò dichiarò esser rimasto nella Chiesa? Ora a chi vorrebbe riunirsi, se Prevost per ragione di scisma, nè è fuori?
    @ TORREGGIANI.
    Nella risposta complessa di Sara deve saper vedere ciò che rende improbabile la sua teoria su un papa eletto segretamente per anticipare in modo legittimo l’esito bergoglifero del conclave 2013 da tenersi da lì a poco.
    La risposta infatti sta nella Declaratio in cui è chiarissimo fu una rinuncia al Ministerium e che questa in fondo poteva permettere di portar via solo il titolo di Vescovo di Roma, che nel 2005 era stato attribuito dai cardinali a Benedetto, ma non il Munus, di origine divina. Un Ministerium che in qualche modo Benedetto però si riprese nei momenti in cui Bergoglio stava per farla grossa (vedi sacerdozio femminile).
    È inutile discutere se lei non da prove che Benedetto volle bypassare la UDG con una elezione diretta. Tutto il suo discorso -summa càpitis- sembra intelligente e ben congegnato ma non ha riscontri sugli Acta e non ci sono aggiunte alle Normas Nonnullas.
    Non bisogna essere psicologi per capire che Benedetto non poteva lasciar indeterminato il modus elegendi del papa senza prima consacrare agli atti il suo volere abrorogatore e rielegificatore. Però lo sforzo che lei caro amico ha sostenuto sembra un ottimo esercizio intellettivo di ricombinare il puzzle con le stesse tessere e non dispiace leggerla perchè è apprezzabile anche la benevolenza vs Benedetto. Mi scuso se in precedenza ho definito il tutto “fanta-religione”, ma comunque mi sembra improbabile razional-fantasia.
    In ultimo vorrei dire che l’escamotage di dare a un papa segreto (e chi lo ha visto mai in 12 anni?) lo stesso nome pontificale di Bergoglio è un trucco al quale Benedetto non si sarebbe prestato, perchè significa ingannare il popolo, nascondendo un uomo e lasciando nel suo nome da venerare, un nome che finisce per corrispondere al corpo e all’anima di Bergoglio, falso papa. Lei fa lo stesso errore che fece don Farè in un video che consigliava ai preti di usare, delle 4-5 in vigore, quella Preghiera Eucaristica che non riportava materialmente il nome del papa, per non farsi sgamare.
    D. Farè dovrebbe sapere che le vv. Preghiere Eucaristiche non devono essere usate indifferentemente poichè la Liturgia le vuole differenti per differenti casistiche, ma l’errore più grave per d.Farè è che durante la Messa, in presenza dello Spirito di Verità, applicare dei trucchetti a sè stessi, al popolo e a Dio è offensivo e ridicolo. Un papa illegittimo o lo si accetta o lo si rifiuta espressamente con tutto sè stessi, dando alla Messa certezza, con chi sia celebrata in comunione e, anche se non nominato materialmente il papa, si offende il popolo che ritiene di trattarsi di Bergoglio e Dio stesso che vede l’inganno verso i fedeli, che comunque che intendono comunicarsi cum Bergoglio (comunione illecita) e verso di Sè da parte di un suo consacrato vile.
    Non si fanno trucchi sulla SS.Eucarestia, se poi un prete è ignaro di un (vero) papa segreto e pronuncia il nome “Francesco” sa e intende riferirsi a Bergoglio e questo è il 4° elemento, della volontà, ed è ciò che conta per rendere o meno valido un Sacramento, anche se quel nome è eguale a quello di un papa segreto, del quale nessuno conosce l’esistenza. Benedetto, per chi lo conosce un po’, non inganna e non fa trucchi. Ha semplicemente rinunciato all’esercizio attivo del suo Ufficio, aprendo la stada non a un doppio papato ma ad un papa povero, semplice come la Chiesa futura, nel quale esiste solo il dono divino, il Munus e del Ministerium restano le briciole, le piccole accortezze per guidare e confermare un piccolo gregge, anche fuori, nei campi, o nelle necropoli sotterranee. Il potere temporale del vero papa è finito, si ritorna alle origini: Pietro cammina per le strade e dorme da chi lo accoglie ma non fa trucchi e non scappa per salvare la pelle, il Signore gli richiederebbe: Quo Vadis?

    1. Simone Torreggiani

      Grazie per aver condiviso queste circostanziate obiezioni.
      Ad alcune delle questioni sollevate ho già dato una risposta, che può trovare leggendo alcuni dei miei commenti al seguente articolo:
      https://marcotosatti.com/2025/06/13/gaenswein-di-nuovo-in-curia-benissimo-pero-una-lettera-a-stilum-dai-sacri-palazzi/
      Come ho già scritto altrove è possibile che il ‘cambio di tattica’ di Viganò su Leone XIV non sia avvenuto per mero opportunismo, ma piuttosto per fedeltà al legittimo Papa Francesco, che (con tutta probabilità) desidera (per ora…) preservare l’unità della Chiesa a partire dalla persona del Romano Pontefice visibile e riconosciuto, se non proprio ‘universalmente’, diciamo da una stragrande maggioranza di Cattolici.
      Lo stesso Leone XIV, se seguirà fedelmente la guida di Papa Francesco, quando verrà fuori tutta la verità sul legittimo papa sarà annoverato tra i ‘cooperatores veritatis’, piuttosto che tra i ‘dispotici usurpatori’, al pari dell’antipapa Bergoglio.
      La declaratio di per sé non è un atto di rinuncia, ma solo l’annuncio dell’intenzione di rinunciare… in una certa data… all’ufficio petrino. Alla rinuncia vera e propria solo pochissimi (presumibilmente) devono aver assistito, ma dev’essere avvenuta con tutti i crismi, ossia a norma del Codice di Diritto Canonico e a seguito della sospensione della UDG (la validità della rinuncia la confermarono sia Bendetto XVI che il suo segretario, in più occasioni). Per fare questo, oltre a Bendetto XVI, occorrevano almeno due testimoni (ma spero siano di più…). I concistori segreti, in realtà, sono piuttosto frequenti nella storia della Chiesa. Non si tratta di una pratica illegale. Lo stesso Vangelo è pieno di esempi in cui lo stesso Gesù esorta vari soggetti a mantenere il segreto su questioni ‘sensibili’, almeno per un certo tempo, quindi la segretezza (se a fin di bene e in determinate circostanze) non dovrebbe creare scandalo tra i cristiani.
      Il fatto che l’identità di Papa Francesco (quello vero) non sia nota ai più non significa che egli sia rimasto nascosto e passivo per tutti questi anni. Trattandosi necessariamente di un Vescovo o Cardinale, avrà certamente svolto i normali incarichi assegnatigli, oltre a predisporre tutto il necessario per il giorno della pubblica rivelazione. A quel punto emergeranno anche gli ‘atti’ e i documenti che al momento rimangono necessariamente sotto sigillo, secondo le disposizioni di Benedetto XVI.
      La coincidenza del nome del vero Papa con quello dell’antipapa non è un trucco, ma un brillante espediente per non dover mentire sul riconoscimento del legittimo Papa della Chiesa Cattolica Romana, per non allontanare i fedeli dalla figura unitaria che il Papa visibile (anche se illegittimo) rappresenta, per proteggere la successione petrina nella persona del legittimo Vicario di Cristo e per dare tempo di prendere consapevolezza di come stanno le cose onde evitare lo scandalo e l’abbandono dei fedeli dalla Chiesa quando la verità verrà fuori con tutta la sua portata rivoluzionaria.
      Aggiungo anche che non si celebra in comunione (una cum) un uomo, ma si celebra in comunione con Colui che quell’uomo (che ha un nome pontificale diverso da quello di battesimo, non a caso) rappresenta. Quindi, da un punto di vista liturgico, se il nome del Vicario è quello giusto non vi sono errori di sorta. Questa situazione, ovviamente, non rettifica tutto (le eresie nel magistero ecc.); è solo un rimedio temporaneo per ridurre i danni e poter gestire una situazione di irregolarità, senza compromettere il piano di riscatto della Chiesa rivelando prematuramente come stanno davvero le cose. Credo che anche solo discutere apertamente di questa ipotesi (che reputo altamente probabile) possa accorciare il tempo di attesa e preparare le coscienze al terremoto che accompagnerà l’emergere della verità nella sua interezza, con tanto delle evidenze che ora mancano all’appello.
      A quel punto il parlare sarà ‘sì sì, no no’, finalmente!
      Per ora occorre pazientare e preparare il terreno pregando, indagando, riflettendo e condividendo.

      1. La Signora di tutti i popoli

        Provo ad usare il mio solito nick al posto del mio nome Giuseppina.
        Caro Torreggiani, grazie per la risposta e per l’intelligente e gentile modo di porsi, anche se, come lei, qui non mancano altri rari amici che non oppongono assiomi ma proposte accettabili anche se non necessariamente vere: nessuno ha la verità in tasca
        Ho letto i suoi vv. interventi e non posso accettarli lì dove lei non da appoggi concreti in prove e testimonianze.
        L’unica cosa che mi preoccupa, leggendo in lei una persona che ha buona volontà, anzi il desiderio di capire, è che si faccia portare la mano da una teoria, simpatica, anche ardita se vogliamo, che esista ancora nascosto un papa vero (indipendente dal nome pontificale) che regga una Chiesa con dei prestanome, alias degli anti-papi: l’ultimo sarebbe il Prevosto.
        Anche se lei caro Simone, non ha indicato “inganni”, la Chiesa del nostro Cristo, cioè della Verità, rifugge dagli accorgimenti, dai trucchi e dagli escabotage. Benedetto non poteva permettere che un nome santo di un vero papa (ammettiamo che sia stato eletto segretamente) rimanesse poi sempre segreto e in tale posizione potessere essere pronunciato e schifezzato con un omonimo in una Messa, per salvare Eucarestia, capre e cavoli, quando poi (repetita iuvant fino a quando, caro Simone?) la VOLONTÀ del celebrante espressamente indicava affianco al “cum” un tizio che pur chiamandosi falsamente Francesco e che richiamava non uno sconosciuto a tutti (ammettiamolo vero ma segreto) ma Bergoglio. Iddio così sarebbe irriso e il popolo di Dio ingannato, non solo perchè il papa è il “visibile” e non segretissimo Vicario di Cristo e dunque non coinciderebbe con le fattuali conoscenze del popolo e le sue attese; questo popolo è anzi confermato nell’inganno, poichè a Messa tutti si aspettano una communio cum Bergoglio. Questa diastasi fra: -ciò che vuole la liturgia nel richiedere (e attestare) una communio con un vero papa -e i fedeli/celebrante (non necessariamente in mala fede) che invece vogliono/riconoscono come vero un falso Francesco, provoca l’annullamento della Messa (Ved. 39 di De Ecclesia de Eucharistia) e la mancata transustanziazione; rimane quindi assolutamente inoperante ed indifferente la coincidenza che un vero (segreto e mai rivelato) papa abbia lo stesso nome di quello falso nominato con intenzione e volontà nella Preghiera Eucaristica. Chiamiamolo trucco, accorgimento (a lei piace espediente? ok!) che non può essere “brillante” perchè cio che brilla è la luce di verità non ciò che è tenuto nascosto e che tiene all’oscuro di sè il Corpo Mistico. Quindi ritengo MOLTO sbagliata e soprattutto dottrinalmente ingenua, la sua affermazione che “dal un punto di vista liturgico, se il nome del Vicario è quello giusto non vi sono errori di sorta”. La Liturgia non è un copione da recitare, è espressione visibile della Dottrina e di Gesù stesso e non di trucchetti che sono invisi alla Verità. L’errore che induce ad altri errori ed inganni dunque esiste ed è inaccettabile.
        Ecco perche a maggio, senza alcuna voglia di offenderla (ma con la certezza di avere a che fare con uomo di cuore e di mente aperti) ho affermato che la sua teoria non ha basi dottrinali che la tengano in piedi. Se bisogna ancora indagare, pregare ecc., allora si indaghi se la nostra dottrina è stata rispettata e certo Benedetto non aveva bisogno di espedienti, il Vangelo stesso non ci parla mai di “espedienti brillanti”. Un caro saluto e un vivo apprezzamento se saprà correggere le sue teorie, niente affatto stupide e comunque interessanti.

        1. Simone Torreggiani

          Carissima Giuseppina,
          comprendo molto bene e condivido il suo stato d’animo, quello di chi ama la chiarezza, la schiettezza, il fare le cose alla luce del sole e senza compromessi.
          Non credo però che sarebbe onesto interpretare questa probabilissima via scelta dalla Provvidenza come un compromesso con la verità. Al contrario: solo un vero credente potrebbe optare per una soluzione così ardita, sfidando una millenaria consuetudine (mi riferisco l’elezione pontificale tramite l’istituto del Conclave) sulla fiducia che un minuscolo gruppo di fedeli servi di Dio (per Sua grazia) faranno la differenza riportando, a tempo debito, ordine e armonia nella Chiesa.

          Il mondo di oggi non è il Paradiso o uno scenario idilliaco; quaggiù occorre impegnarsi per mettere a frutto quel (poco o tanto) che Dio concede, senza particolari aspettative se non quella di servire fedelmente il Suo disegno.
          A chi ha un solo talento Dio non chiede di restituirne dieci; se ne restituirà due avrà già fatto tutto il possibile; considerato quel poco che gli era stato dato in partenza, anche con questo ‘magro bottino’, sarà considerato un servo fedele ricevendo ‘un denaro di paga’, al pari degli altri.

          Benedetto affermò (secondo verità: bastava guardarlo…) che gli mancavano le forze per restare, parafrasando le sue parole, ‘al timone della Barca di San Pietro in acque tempestose’.
          Ben sapendo che i ‘lupi in veste di agnelli’ (dentro e fuori la Chiesa) non desideravano altro da lui se non che si togliesse di mezzo per sostituirlo con uno dei loro (come poi è accaduto) che cosa avrebbe dovuto fare?

          “Pregate per me, perché io non fugga davanti ai lupi,” disse Benedetto XVI già nel lontano 2005, proprio all’inizio del suo Pontificato.

          È dunque fuggito davanti ai lupi, come avrebbe fatto tramite una semplice rinuncia a norma del Codice di Diritto Canonico?

          Sappiamo bene che non è questo il caso. Una ‘rinuncia sigillata’ come la sua non può essere considerata valida per dichiarare la Sede vacante. Questo suo agire ha quindi (di fatto e di diritto) invalidato l’elezione del lupo/Bergoglio (che lo si voglia ammettere oppure no…).

          Che cosa avrebbe ottenuto, trattenendo il munus per sé, se non creare, alla sua morte, una pressoché insanabile situazione di confusione e illegittimità nella successione petrina?

          Se il problema centrale era la disubbidienza di molti cardinali (proprio quelli che, lasciati a se stessi, guarda caso elessero un lupo…), che senso avrebbe mai avuto semplicemente spostare in avanti il problema della successione petrina a futuri cardinali (tra cui quelli creati dall’antipapa…), ossia lasciare la Chiesa nelle mani degli stessi cardinali che l’avevano tradita e/o di cardinali illegittimi?

          Questa è l’enorme, insanabile contraddizione che qualcuno dovrebbe spiegare ad Andrea Cionci, che continua imperterrito a sostenere che quegli stessi cardinali pre-bergogliani (proprio quelli che elessero e riconobbero Bergoglio come papa legittimo per oltre un decennio…) sarebbero i soli che potrebbero salvare la Chiesa riunendosi in un conclave esclusivo per eleggere un nuovo papa; la Chiesa salvata dei traditori della Chiesa, quindi… per altro scomunicati automaticamente per scisma dal diritto stesso… un’assurdità che non starebbe né in Cielo né in terra, almeno per chiunque abbia occhi per vedere e orecchi per sentire!

          Se quindi scartiamo l’ipotesi di una fuga di fronte ai lupi (rimettendo ‘pacificamente’ il munus nelle mani di una maggioranza di cardinali infedeli, cosa che chiaramente non avvenne), poi scartiamo pure l’ipotesi che Benedetto abbia trattenuto per sé il munus (solo per creare il caos all’interno della Chiesa, oltre a dichiarare pubblicamente il falso), quale altra possibilità rimane, se non quella che il munus sia stato trasmesso segretamente da Papa Benedetto a una una persona della massima fiducia?

          Se lei (o chiunque altro) riesce a pendere in considerazione un’altra possibilità sensata per spiegare quanto è accaduto sono tutto orecchi.

          Aggiungo anche che era preciso dovere di Benedetto, da Pontefice regnante, assicurare alla Chiesa, in un modo o nell’altro, una legittima successione petrina. Trascurò quindi questo sommo mandato, oppure lo onorò?

          Io ipotizzo semplicemente che Bendetto l’abbia onorato, al meglio delle sue possibilità, tenuto conto delle circostanze. Ipotizzo anche che non abbia dichiarato apertamente il falso quando affermò di aver validamente rinunciato.
          Ipotizzo, in pratica, che il legittimo Papa sia davvero un servo di Dio assistito dallo Spirito Santo e che dice la verità, piuttosto che un bugiardo stravagante, un egoista insensato e impulsivo che sbatté la porta prima di andarsene, lasciando la Chiesa nel caos…

          “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” (Mt 10, 16)

          Se Benedetto XVI fu prudente (agendo segretamente) e semplice (dicendo sempre la verità, anche se non tutta la verità, per ottime ragioni), chi siamo noi per giudicarlo negativamente, solo perché non ci disse tutto e subito?
          Così facendo avrebbe compromesso il piano di salvezza per la Chiesa solo per soddisfare le nostre aspettative e togliersi un grosso peso dal cuore… e invece portò la croce (con le parole e con il silenzio) fino alla fine, sopportando pazientemente le lamentale e i tanti rimproveri che gli rivolsero, oltre ai fedeli, anche diversi cardinali, per non compromettere la missione affidatagli dal Cielo rivelando prematuramente come stavano davvero le cose.

          Quando i Re Magi scoprirono che in realtà Erode voleva sapere dove si trovava il Messia solo per ucciderlo, perché non tornarono da lui e non gli dissero la verità, come si erano impegnati a fare in precedenza (ma senza conoscere le sue reali intenzioni…)?
          Agendo così (celando la verità a chi ne avrebbe fatto cattivo uso) tradirono la verità o la difesero?
          Perché Giuseppe, Maria e Gesù fuggirono in Egitto, piuttosto che restare nella terra promessa e proclamare ‘senza paura’ la nascita del Messia?
          Fuggirono forse per vigliaccheria o seguirono con fede e abnegazione il disegno divino?
          Possiamo imputar loro la strage dei bambini di Betlemme che seguì, solo perché loro si misero in salvo mentre gli altri perirono?

          Questo per dire che occorre fidarsi della Divina Provvidenza, senza giudicare affrettatamente sulla base dei nostri umani desideri e aspettative.

          Papa Benedetto, oltre ad essere una persona di fede sincera, era pure molto intelligente e spiccatamente razionale. Non avrebbe mai desiderato creare confusione e illegalità all’interno della Chiesa. Non dobbiamo quindi accusare il Papa dei tanti peccati commessi (suo malgrado) all’interno della Chiesa.

          Gli antipapi, che collaborino o meno con il Vicario di Cristo per la salvezza delle anime, non sarebbero comunque dei ‘prestanome’ del vero Papa, proprio come il vero Papa non è un ‘prestanome’ di Cristo, ma un Vicario con una potestà reale.
          Attenzione a quello che ci esce dalla bocca…

          Sono diversi gli esempi di papi che hanno assunto lo stesso identico nome pontificale di un precedente antipapa, proprio secondo la logica per cui un antipapa non può essere messo sullo stesso piano di un legittimo successore di Pietro.

          Un esempio:
          Papa (falso) Giovanni XXIII:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_XXIII_(antipapa)
          Papa (vero) Giovanni XXIII:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_XXIII

          Affermare che Papa Roncalli sarebbe un ‘prestanome’ di Baldassare Cossa o viceversa non sarebbe ‘del tutto’ corretto, non trova?
          Ma se per ‘prestanome’ lei intende un ‘fedele ministro’ dell’autentico Vicario, preghiamo pure perché il ‘prestanome di turno’ rimanga tale fino in fondo!

          Credo che la Divina Provvidenza abbia decretato che l’ ‘albero cattivo’ (ossia la corrotta gerarchia ecclesiastica) producesse ‘frutti cattivi’ (l’antipapa/lupo Bergoglio). Da questo punto di vista Bergoglio (proprio in quanto nemico della Chiesa) ha reso, in un certo senso, un grande servigio alla Chiesa stessa: tutte le eresie, le menzogne e le mezze verità che ha propagato nel corso degli anni NON sono state sufficienti a suscitare un forte moto di rigetto da parte della stragrande maggioranza del clero, che ha ‘mandato giù’ (a parer mio) molto più di quanto avrebbe dovuto, non tanto per santità e per spirito di sacrificio, ma troppo spesso per pavidità e interesse personale.
          Così la Provvidenza ‘concesse’ l’emergere di Bergoglio per provocare e scuotere le coscienze dei cattolici, il ‘tiepidume del quieto vivere’ di molti ministri della Chiesa, che accettarono tale umiliazione troppo spesso senza fiatare, oppure abbracciano entusiasticamente le eresie: in nome della propria fedeltà alla Chiesa, o a qualcos’altro?
          Qui non si può fare di un’erba un fascio.
          Ognuno dovrà rispondere, secondo coscienza, dei suoi pensieri, parole, opere e omissioni dinnanzi a Colui che può giudicare (e al suo legittimo Vicario in terra, ma a tempo debito).
          Purtroppo l’impressione di fondo (volendo generalizzare) rimane quella di una troppo supina aderenza all’impostura.
          Anche la corruzione deve emergere ‘perché siano svelati i pensieri di molti cuori’ (Lc 2, 35) e si compia così il disegno divino.

          Come si dice, ‘quando il gatto non c’è, i topi ballano’.
          E così è avvenuto. Molti ‘ministri’ della Chiesa hanno seguito le mode del mondo pensando che, dopo l’usurpazione e senza un autentico Pietro visibile degno di questo nome, tutto fosse divenuto lecito…
          Con un Santo Padre forte e deciso a capo della Chiesa la rivelazione di questo traviamento/tradimento non sarebbe stata possibile. La ferita infetta, rimasta coperta, non sarebbe quindi stata facilmente sanabile; invece così, a Dio piacendo, sarà presto guarita.

          E così, con tutta probabilità, sarà anche prossima a realizzarsi una profezia apocalittica che lo stesso Ratzinger (quando era ancora Cardinale) aveva associato proprio a Pietro.
          Cito testualmente dal suo libro ‘La Chiesa — una comunità sempre in cammino’ (pag. 54):

          ‘[…] poiché Pietro è un fedele amministratore del messaggio di Gesù, egli apre la porta del regno dei cieli; a lui compete la funzione del portinaio, che deve giudicare se accogliere o rifiutare (cfr. Ap 3,7). In tal modo il significato del detto sulle chiavi si avvicina chiaramente a quello sul “legare” e lo “sciogliere”. Quest’ultima espressione è desunta dal linguaggio rabbinico e significa da un lato pienezza delle decisioni dottrinali; dall’altro lato esprime il potere disciplinare, cioè il diritto di infliggere o di togliere la scomunica. […]’

          Prestiamo attenzione a quella citazione di Apocalisse 3, 7, ossia quella relativa all’ ‘angelo della Chiesa di Filadelfia’ ipotizzando (secondo l’intuizione del Cardinal Ratzinger) che si tratti proprio del Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica Romana (Papa Francesco ‘esiliato’, assieme una manciata di fedeli ministri, quindi con ‘poca forza’).
          Quelli che che ‘si dicono Giudei (->Cattolici, nella fattispecie) ma mentiscono’ sarebbero gli infedeli tra il Clero, definiti appunto ‘sinagoga di satana’.
          La descrizione calzerebbe a pennello con la situazione di un Papa temporaneamente ‘esiliato nel nascondimento’ che, nonostante la sua ‘poca forza’ di fronte alla grande impostura portata avanti dai nemici della Fede, per grazia di Dio riuscirà a riscattare la Chiesa e ad affermare la sua autorità anche sopra quei ‘topi’ che in assenza del ‘gatto’ si sono dati alla pazza gioia (o alla gioia dei pazzi, la falsa gioia di quelli che rinnegano Dio).
          Il tempo pure calzerebbe a pennello, perché siamo entrati ‘nel vivo’ dell’Apocalisse solo pochi anni fa, secondo diverse profezie mariane e non solo:

          https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994

          Sempre dal testo che lei cita al punto 39:

          https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_eccl-de-euch.html

          “Ogni valida celebrazione dell’Eucaristia esprime questa universale comunione con Pietro e con l’intera Chiesa, oppure oggettivamente la richiama, come nel caso delle Chiese cristiane separate da Roma.”

          Celebrare in unione con quello che SI CREDE essere il Sommo Pontefice della Chiesa (anche a torto) oggettivamente richiama la (vera) comunione con Pietro (l’autentico Vicario di Cristo), quindi anche una ‘comunione imperfetta’ non invalida l’Eucaristia, anche se senza dubbio indebolisce il sacramento e la sua ‘fruttuosità’.

          Se poi il nome del Vicario legittimo è pure quello giusto, l’eventuale ‘dolo’ della comunione con un impostore sarebbe ulteriormente attenuato, perché si usa proprio il nome pontificale (e non un’immagine o un’icona) del Vicario per ‘ricordare’ Cristo (‘fate questo in memoria di me’).

          Aggiungo anche che mons. Gänswein, in ‘Nient’altro che la Verità’, afferma con molta chiarezza che Benedetto XVI, dopo la rinuncia, celebrò la Santa Messa SEMPRE E SOLO in unione con Papa Francesco (al pari di ogni altro sacerdote cattolico), come possono testimoniare tutti coloro che assistettero alle sue celebrazioni.

          Ovviamente il Papa Francesco ‘di riferimento’ per il ‘Papa emerito’ non poteva essere l’impostore Bergoglio, ma quello autentico, quello a cui aveva segretamente trasferito il munus…
          Sta di fatto che il Vicario di Cristo ‘rappresenta’ Cristo, non è Cristo egli stesso ma lo richiama soltanto. Detto questo è molto meglio se il Vicario è santo, legittimo e se il suo nome è quello giusto. Anche chiamare le cose con il proprio nome ha la sua importanza.
          Se non conosco qualcuno ma grido per strada il suo nome potrebbe comunque voltarsi e rispondermi; a quel punto potremmo conoscerci…

          Non scambiamo però il ‘dito che punta alla luna’ con la luna stessa! Tuttavia, va ammesso, sarebbe molto utile che tale dito puntasse nella direzione giusta. Il Papa è uno solo. Se Papa Francesco a capo della Chiesa di Cristo, richiamare il suo nome liturgicamente è corretto (un po’ come quando, secondo verità, si pronuncia il ‘Credo’ pur senza capire bene il senso di quello che si afferma di credere… sulla base del principio che anche una comprensione imperfetta potrà, nel tempo, perfezionarsi).

          I plateali errori di magistero e le eresie di Francesco/Bergoglio invece avrebbero dovuto (e dovrebbero) ‘far drizzare le antenne’ a chi conosce i rudimenti del Catechismo, del Vangelo e del Diritto Canonico, spingendoci a indagare a fondo anche a costo di mettere in discussione lo status quo. Su questo non ci piove.
          Pure io ho cominciato a indagare proprio in seguito a certe inaccettabili ‘provocazioni’ di ‘Papa’ Bergoglio, pace all’anima sua… (per quanto possibile!)
          E chi cerca (a Dio piacendo) trova…

          1. La Signora di tutti i popoli

            Sarò breve per rispetto al buon Tosatti, che ringrazio per ogni cosa.
            Grazie per la risposta Simone: per lunghezza e articolazione è evidente la voglia di spiegare il suo pensiero e la rara gentilezza di dare considerazione a me che sono chiamata a comprenderlo.
            Prendiamo per buona la teoria del “papa segreto”.
            La cd storia del “prestanome” è ciò che sembra a chi prende dalla Dottrina l’essenzialità evangelica del “non mentire” e del non apparire per quello che non si è. Che Prevost sia -agli occhi del popolo- un antipapa è indubbio, che poi sappia del vero papa e faccia finta di esserlo lui è inaccettabile mentitore. Anche se lo facesse a fin di bene, mentire viene dal maligno che fu mentitore ed omicida, non si discute.
            La Provvidenza, non può operare cito “per compromessi” per quanto detto sopra e, se esistita, una elezione segreta doveva essere dichiarata subito, perchè il Vicario rappresenta visibilmente Cristo, come base fondante visibile e nella visibilità della sua personale opera. Anche questo Simone non è discutibile, altrimenti cancelliamo Verità e lasciamo Vita e Via.
            Si segue la Volontà di Dio senza usare mezzi occulti che tentino di giustificarla, anche fosse santa. Ratzinger condannò sempre l’opportunismo dei mezzi (2003 vd. libro di Harry Potter) o le parvenze di bene camuffate in “ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio” (Abusi sessuali, 2019).
            Benedetto trattenne il Munus e a ben vedere è tutto ciò che serve per un papa; il resto, l'”esercizio”, è legato ai frangenti storici. Una volta c’era il papa-re e una sua logica operativa, adesso basta un piccolo monarca appiedato di uno stato già in mano all’invasore. Pietro aveva la papamobile, la Santa sede e un diplomatico per ogni stato della terra?
            Quanto alla profezia, Ratzinger ne ha dato l’inizio e così sarà il papa ai tempi dell’Anticristo, avrà le scarpe bucate ma sarà il papa, il santo padre.
            Per il Popolo ciò che vale è il Magistero consacrato agli atti. Se esiste una legge speciale postUDG doveva essere resa palese. Quindi non è Cionci che ci presenta la soluzione dei pre-2013 ma la Legge vigente, che è quella che ha forma di verità dimostrabile. Come la rinuncia al trono deve essere manifesta anche la Legge deve essere tale, altrimenti è nulla. Vero che sono tutti scomunicati L.S. ma, glielo ripeto, se pentiti è sufficiente per avere un nuovo conclave, poichè tocca solo ai veri cardinali. Esiste una soluzione che si appelli al Diritto Apostolico ma non vorrei parlarne, porta lontano e va ben inquadrata.
            Capisco le asserzioni di un (ipotetico) dovere di un papa di non compromettere il futuro successore. Ma ciò che può impedire un conclave valido non è un papa ma chi deve nominarlo e non lo fa. Se nessuno vuole, non c’è UDG o papi con doveri che tengano, fermo restando che una lunga sede vacante non è storicamente una novità e poi noi crediamo nella Indefettibilità della Chiesa!
            Benedetto quindi tutto poteva fare ma non senza rivelarlo in qualche modo concreto e intellegibile al popolo; è chiaro ciò che fece: descritto nella Declaratio e nella talare bianca usata sino alla morte. I Magi compresero che la morte di un innocente non valeva un promessa e anche un giuramento davanti a Dio non ha forza se si basa sulla morte di un uomo. Dio guarda al cuore di chi promette non alla sua bocca. Idem vale per la fuga in Egitto.
            Simone carissimo, credo che mi capirà alla luce di quanto sopra, “prestanome” è appena un eufemismo per un antipapa; il papa se c’è, è uno solo e un antipapa che si fa chiamare papa è un impostore.
            È interessante (ma qui manca lo spazio) la sua interpretazione apocalittica ma le dico una cosa: anche il papa più povero e scalcagnato, perseguitato e nascosto ai nemici, se esiste, per il popolo è sempre un punto di riferimento, salva e conferma nella fede col suo munus e governa sia pure con una enciclica su carta da imballo; salva chi ha fede in lui, perchè solo lui e con quattro gatti di ministri che gli sono fedeli, realizza una potente Comunione Spirituale con vivi, morti, angeli e Cristo e se questa comunione non la si ritroverà nelle assemblee visibili nelle Cattedrali, avrà poca importanza; Simone ricordi ciò che disse Gesù in Gv. 4,21 e 4,23. L’interpretazione del suo “oggettivamente la richiama” si riferisce solo alla chiesa ortodossa e non a un nome casualmente coincidente con un segreto e sconosciuto papa… rilegga le mie 2 spiegazioni. Se incontrassi il mio amico Simone di Forlì e gli dicessi non accetto la tua teoria del papa segreto, lei non lo saprebbe mai e quello di Forlì mi darebbe per pazza.
            Non sono teologa ma ce ne vuole uno meglio di quelli appezzottati che girano, tipo Ghirlanda o Boni: la consacrazione con un antipapa rimane uno schifezzamento unico e sia chiaro che se non da mai alcun frutto di salvezza un sacramento illecito, figuriamoci uno nullo!! Un saluto di cuore con la speranza di rileggerla.

  3. Simone Torreggiani

    Per una volta vorrei spezzare una lancia a favore dell’antipapa Bergoglio.
    Sinceramente non capisco dove starebbe la blasfemia e la ‘matrice satanica’ della cristiana tolleranza nei confronti delle altre religioni (a partire dal loro riconoscimento come diversi cammini per avvicinarsi a Dio), tolleranza che per altro da decenni (grazie al Cielo) è divenuta parte integrante della dottrina della Chiesa, secondo il magistero di quei legittimi Papi che un Arcivescovo (che per altro afferma di onorare il Papato…) dovrebbe rispettare.
    Se invece al Papa si presta attenzione e ossequio solo quando afferma qualche cosa che noi già condividiamo, in pratica non abbiamo più niente da imparare dal Sommo Pontefice, ma ci rimane solo da approvare o disapprovare ciò che egli afferma sulla base della nostra personale opinione pregressa. Qui non mi riferisco, ovviamente, al presunto ‘magistero di Bergoglio’, ma a quello dei legittimi pontefici che l’hanno preceduto e che trasmisero un simile messaggio di tolleranza, assieme all’utilità del dialogo interreligioso.
    Penso che mons. Viganò, piuttosto che continuare imperterrito a sparare a zero sulle tante verità contenute nel Concilio Vaticano II, dovrebbe riflettere e meditare per cercare, con un atto di umiltà, di fare proprie tali verità.
    Poi sul fatto che molte di quelle verità siano state distorte ed abusate ad opera di modernisti ecc. siamo perfettamente d’accordo. Ma da qui a voler buttare tutto alle ortiche ce ne passa…
    Un certo rigido e intransigente tradizionalismo non porta ad altro che allo scontro diretto con le altre religioni; così va perduta la carità, che è il fondamento stesso del cristianesimo.

    1. Ma lei si rende conto di fare il gioco della massoneria ecclesiastica?

      Al suo intervento le risponde La Madonna quando il 13 giugno 1989 si rivolse ai Sacerdoti Suoi figli prediletti per spiegare che cos’è
      ◾LA BESTIA NERA SIMILE AD UN AGNELLO che dal 2013 ancora occupa il Vertice del Vaticano.

      .. Se LA BESTIA NERA, simile a una pantera, indica la MASSONERIA; LA BESTIA CON DUE CORNA, simile a un agnello, indica la Massoneria infiltrata all’interno della Chiesa, cioè la MASSONERIA ECCLESIASTICA, che si è diffusa sopra tutto fra i Membri della GERARCHIA.
      ◾Questa infiltrazione massonica, all’interno della Chiesa, vi è già stata da Me predetta in FATIMA, quando vi ho annunciato CHE SATANA SI SAREBBE INTRODOTTO FINO AL “VERTICE” DELLA CHIESA. (antipapa IMB)
      https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R 

      Se compito della massoneria è di condurre le anime alla perdizione, lo scopo della MASSONERIA ECCLESIASTICA è invece quello di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa.

      ◾Gesù è Vita perché dona la GRAZIA. Scopo della MASSONERIA ECCLESIASTICA è quello di GIUSTIFICARE IL PECCATO, (comunioni sacrileghe-adulterio- unioni omosessuali-aborto-eutanasia) di presentarlo non più come un male, ma come un valore ed un bene.
      Così si consiglia di compierlo, come un modo di soddisfare le esigenze della propria natura, distruggendo la radice da cui può nascere il pentimento e si dice che non è più necessario confessarlo.
      Le anime vengono portate a vivere nel peccato, rifiutando il dono della Vita, che Gesù ci ha offerto.
      ◾Gesù è Via che conduce al Padre per mezzo del Vangelo.
      La MASSONERIA ECCLESIASTICA favorisce le esegesi che danno di esso interpretazioni razionalistiche e naturali, fino a giungere a negare la realtà storica dei MIRACOLI e della sua RESURREZIONE e si mette in dubbio la DIVINITÀ STESSA DI GESÙ e la sua missione salvifica. (Imm. Concez. di Maria CORREDENTRICE)  

      .. Dopo di avere DISTRUTTO IL CRISTO STORICO, la bestia con due corna simili a un agnello cerca di distruggere il Cristo MISTICO che è la CHIESA.

      La Chiesa istituita da Cristo è una sola: quella santa, cattolica, apostolica, una, fondata su PIETRO.
      … La Chiesa è verità, perché ad essa sola Gesù ha affidato da custodire, nella sua integrità, tutto il deposito della fede. Lo ha affidato alla Chiesa gerarchica, cioè al PAPA (ultimo BXVI) e solo ai Vescovi uniti con Lui.

      La MASSONERIA ECCLESIASTICA cerca di distruggere questa realtà con un falso ecumenismo, che
      porta all’accettazione di tutte le RELIGIONI, affermando che ciascuna di esse possiede
      una parte della verità.
      Essa coltiva il disegno di fondare una Chiesa ecumenica universale, formata dalla fusione di tutte le confessioni, fra cui la Chiesa cattolica.

      – La Chiesa è vita perché dona la Grazia ed essa sola possiede i mezzi efficaci di Grazia, che
      sono i sette Sacramenti. Specialmente l’Eucarestia, per mezzo del Sacerdozio ministeriale e gerarchico..
      Allora la MASSONERIA ECCLESIASTICA cerca di attaccare la pietà ecclesiale verso il Sacramento della EUCARESTIA.
      Di essa valorizza solo l’aspetto della Cena, tende a minimizzare il suo valore sacrificale, cerca di negare la reale e personale presenza di Gesù nelle Ostie consacrate

      – La Chiesa è via perché conduce al Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo sul cammino della perfetta unità…
      ◾La Chiesa riesce ad essere unita solo se fondata sulla PIETRA angolare della sua unità: PIETRO ed il Papa che succede al carisma di PIETRO.

      Allora la MASSONERIA ECCLESIASTICA cerca di DISTRUGGERE IL FONDAMENTO DELLA UNITÀ DELLA CHIESA con l’attacco subdolo ed insidioso al PAPA. (in particolare BXVI).
      Essa ordisce le trame del dissenso e della contestazione al Papa; sostiene e premia coloro che lo vilipendono e gli disubbidiscono; propaga le critiche e le opposizioni di Vescovi e di teologi.
      In questa maniera SI DEMOLISCE IL FONDAMENTO DELLA SUA UNITÀ e la Chiesa viene sempre più LACERATA e DIVISA.
      Per questo, nell’atto di consacrazione del mio Movimento, Io vi ho sollecitato a rinunciare ad ogni aspirazione di fare carriera. Così potete sottrarvi alla più forte e pericolosa insidia,
      usata dalla massoneria, per associare alla sua setta segreta tanti miei figli prediletti.

      1. Simone Torreggiani

        Dalla rivelazione privata che lei cita:

        “La Chiesa riesce ad essere unita, perché è stata fondata sulla pietra angolare della sua unità: Pietro ed il Papa che succede al carisma di Pietro. Allora la massoneria ecclesiastica cerca di distruggere il fondamento della unità della Chiesa, con l’attacco subdolo ed insidioso al Papa. Essa ordisce le trame del dissenso e della contestazione al Papa; sostiene e premia coloro che lo vilipendono e gli disubbidiscono; propaga le critiche e le opposizioni di Vescovi e di teologi. In questa maniera si demolisce il fondamento stesso della sua unità e così la Chiesa viene sempre più lacerata e divisa.”

        Ora le cito questa frase dell’Arcivescovo Viganò: “È su questa base filosofica che si fonda l’intero edificio ereticale dell’ecumenismo del Vaticano II, riassunto dalla visione sincretista della Casa della Famiglia Abramitica di Abu Dhabi.”

        Ascoltiamo ora alcune affermazioni di Papa Benedetto XVI sulle altre religioni e sul dialogo interreligioso nel contesto del Concilio Vaticano II:

        https://youtu.be/DurgHmeuN34?t=2234

        A tale proposito le segnalo il documento sulla relazione tra la Chiesa Cattolica e le altre religioni citato da Papa Benedetto XVI (e per altro sottoscritto da San Paolo VI, oltre che dall’assemblea plenaria dei Vescovi):

        https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651028_nostra-aetate_it.html

        Dunque non è la ‘massoneria ecclesiastica’, ma lo stesso magistero dei Papi e la dottrina della Chiesa che invita non solo all’accettazione, ma anche al rispetto di tutte le religioni.
        Attenzione però: non in virtù del fatto che ciascuna possiederebbe una ‘parte’ della verità, ma in virtù del fatto che ciascuna ricerca la stessa Verità (Dio), pur percorrendo sentieri diversi.

        Il diavolo mescola astutamente la verità con la menzogna. A partire da una verità, ossia la tolleranza religiosa come pratica della carità cristiana, satana vorrebbe che le varie ‘parti della verità’ si unissero in una religione unica che (di fatto) le banalizzerebbe e le annullerebbe tutte.
        Occorre quindi evitare di ‘buttare il bambino con l’acqua sporca’, ossia riconoscere e custodire il vero e al contempo rigettare il falso, senza fare di un’erba un fascio.

        Il Concilio Vaticano II è magistero della Chiesa, la ‘Casa della Famiglia Abramitica di Abu Dhabi’ è pseudo-magistero della falsa chiesa sinodale dell’antipapa Bergoglio.
        È la distorsione delle verità contenute nel CVII che ha portato al progetto sincretistico, opera di satana. Vedere nel sincretismo la naturale evoluzione delle presunte ‘eresie’ del CVII disonora la Chiesa sulla base di un errato sillogismo.

        Se mons. Viganò continua a sparare a zero sul magistero dei Papi non può al contempo, in tutta onestà, affermare di onorare il Papato!

        Invito quindi Sua Eccellenza Reverendissima a rivolgere utili e necessarie critiche costruttive al Concilio Vaticano II, affinché non si faccia un cattivo uso delle verità che esso promulga. Se invece l’intento è solo quello di demolire, in questa sua ribellione Ella diviene l’altra faccia (reazionaria) di quella stessa massoneria ecclesiastica (modernista) a cui si contrappone.
        Entrambi i ‘partiti’ vorrebbero farsi una Chiesa secondo i propri desideri, le proprie aspettative e la propria visione, piuttosto che sottomettersi al disegno divino e accogliere il magistero dei legittimi Vicari di Cristo. Questo genere di dialettica distruttiva porta allo scisma.

        1. Chiedo rispettosamente che sia pubblicata la mia risposta a Simone Torreggiani:
          sinceramente non comprendo né condivido la sua prima frase in difesa dell’antipapa Bergoglio che, da fedele rappresentante della MASSONERIA ECCLESIASTICA ha davvero cercato di distruggere l’unica vera Chiesa Santa, Cattolica, Apostolica istituita da CRISTO e fondata su PIETRO (ultimo BENEDETTO XVI), unico custode della Verità assieme ai vescovi a Lui uniti…
          attraverso un “falso ecumenismo” che porta all’accettazione di tutte le RELIGIONI, affermando che ciascuna di esse possiede una parte della verità, per fondare una nuova falsa chiesa ecumenica universale, formata dalla fusione di tutte le confessioni, fra cui la Chiesa cattolica.
          Obiettivo fra i tanti del sinodo che il successore di Bergoglio ha già promesso di portare avanti.

          Poi, che il disprezzo verso il Valido CVII e i papi conciliari (ultimo BXVI), ponga certi tradizionalisti e Viganò in una posizione scismatica, lo dichiara il Sacro magistero infallibile della Chiesa:

          ◾papa Pio XII in Mystici Corporis Christi:
          Cristo illumina tutta la sua Chiesa[…]
          Egli infonde nei fedeli il lume della fede; egli arricchisce in maniera divina i Pastori e i Dottori, e specialmente il SUO VICARIO in terra, dei doni soprannaturali della scienza, dell’intelletto e della sapienza affinché custodiscano con fedeltà il tesoro della fede, lo difendano con coraggio, e piamente lo spieghino e diligentemente lo ravvivino; _EGLI (Cristo) infine, sebbene non visto, PRESIEDE E GUIDA I CONCILII DELLA CHIESA._
          https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_29061943_mystici-corporis-christi.html

          ◾papa Leone XIII in “Satis Cognitum”:
          … “Con ragione dunque Leone X nel quinto Concilio Lateranense sentenziò:“SOLO IL ROMANO PONTEFICE, temporaneamente in carica, in quanto ha il potere su tutti i CONCILII, HA IL PIENO DIRITTO E L’AUTORITÀ DI INDIRE, TRASFERIRE e SCIOGLIERE i CONCILII; e questo è evidente non solo per testimonianza della sacra Scrittura, delle dichiarazioni dei Padri e degli altri Romani Pontefici e dei decreti dei sacri canoni, ma anche per l’ammissione degli stessi Concilii”. Per la verità AL SOLO PIETRO furono consegnate le chiavi del regno celeste, e a lui, unitamente agli Apostoli, FU DATO, per testimonianza della sacra Scrittura, IL POTERE DI LEGARE E DI SCIOGLIERE;
          ma non si legge in alcun luogo che gli Apostoli ricevessero questo sommo potere “senza Pietro e contro Pietro”.
          Così davvero non l’hanno ricevuto da Gesù Cristo.
          https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_29061896_satis-cognitum.html

          GPII si esprime a favore del CVII https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921222_curia-romana.html

          ◾Benedetto XIV:
          … “Per precisarlo ancora una volta:
          ” Finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
          _la Fraternità NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
          […] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
          http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html

          ◾Papa BXVI:
          “Le confermo effettivamente che per essere veramente reintegrati nella Chiesa occorre veramente “accettare” il concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare”».

          https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2012/09/28/news/il-papa-ha-scritto-a-fellay-per-rientrare-accettate-il-concilio-1.36381422

          1. Simone Torreggiani

            Tante ne ho dette e scritte per denunciare l’impostura di Bergoglio che, per una volta che ne ha sparata una giusta, mi sono sentito di difendere non tanto lui, quanto la verità che ha affermato. Purtroppo tale verità è stata vilipesa per portare avanti una menzogna, ossia il sincretismo, che tende a svuotare ciascuna religione dei suoi fondamenti per renderla compatibile con le altre, unendole tutte assieme in una falsa religione che è solo un culto di uomini che adorano se stessi, non Dio. Questa ricerca del ‘minimo comune denominatore’ svilisce, annacqua e degrada tutte le religioni, compresa la religione Cattolica; su questo punto mons. Viganò ha perfettamente ragione.
            Quindi, partendo da una verità, si cerca di sviare la Chiesa per farle accettare una menzogna. Proprio per questo occorre separare il grano dalla zizzania ossia, nella fattispecie, accettare la tolleranza religiosa ma al contempo rigettare la sua ‘evoluzione’ in sincretismo; esso in realtà è solo un traviamento, una negazione delle peculiari vie verso la verità e la salvezza che Dio ha predisposto per le diverse anime che vivono sulla terra. Anche in questo caso il ‘pensiero unico’ non è altro che un grande inganno…
            Pur essendo un antipapa con spiccati tratti di eresia, anche Bergolgio ogni tanto ne sparava una giusta, occorre riconoscerlo… come pure Hitler, Stalin ecc.
            Il diavolo pure afferma delle verità e cita talvolta le Sacre Scritture, ma per indurre le anime alla caduta (come accadde anche a Gesù, quando fu tentato da satana nel deserto). Non è che, perché satana cita le Sacre Scritture, noi allora dobbiamo rigettarle; dobbiamo invece coglierne il senso più profondo, senza usarle a nostro uso e consumo per saltare a conclusioni sbagliate, cercare di giustificare comportamenti e ‘soluzioni’ in verità ingiustificabili, costruire falsi paradigmi ecc.

      1. Massone? Impossibile ci vuole sì malvagità ma intelligente.
        Magari un’altra cosa che fa rima.

  4. A proposito del Dogma trinitario, non ne esiste solamente la nota figurazione del pittore russo Rublev- giustamente celebrata- ma ne esistono altre immagini in Occidente, splendide, a cui non siamo avvezzi, e poco note, come “Il Paradiso” di Jean Fouquet.

  5. Riflettendo sul mistero della Santissima Trinità rivelatasi in Cristo, la prima frase che mi è venuta in mente è: “senza di me non potete fare nulla”. Gesù è proprio categorico nello sconsigliare qualsiasi presunzione antropocentrica, comprese quelle che attingono dalla religione.

    La rivelazione di Dio ha accompagnato le rotte e i naufragi dell’uomo nel mare della storia, dopo che il peccato ha rotto l’ormeggio del porto sicuro del paradiso terrestre.
    Sopravvissuto al diluvio un manipolo, sancita un’alleanza con un uomo disposto a sacrificare l’unico figlio e quindi tutta la promessa, liberato un popolo finito in schiavitù, ricevuta la legge, la terra e i profeti, nella pienezza del tempo il Verbo si fa carne.

    I comandamenti cambiano d’aspetto: non più un fare per avere, ma un ricevere amore per essere (e fare). Non più lo sforzo meritorio di chi poi questi meriti li accampa, ma la bellezza di un amare che sopporta tutto, anche la croce e vince tutto, anche la morte.

    Il comandamento prevederebbe una precedenza dello sforzo necessario per obbedire. Ma comandare l’amore risolve lo sforzo nel traporto dell’innamorato. Amare richiede certamente impegno, ma non sforzo. Non si ama facendo quel che ci pare, ma lo si va volentieri.

    E così si disvela il mistero trinitario: la volontà paterna è il Verbo creatore per cui ogni cosa esiste e sussiste. Ma tra questa volontà e la creazione c’è un medesimo spirito che procede. Questo soffio è come una scia dentro la quale chi sta a ruota non fa fatica. Gesù infatti dice “seguimi”. Non starmi davanti e neppure a fianco.
    “Seguimi”. Lì, con impegno, ce la puoi fare. Quello Spirito ti avvolge, ti ricolma di grazia e della bellezza di questa rivelazione che consola e cambia tutto. Quello Spirito partecipa alla creatura il cuore del Verbo che compie la volontà del Padre. Lo fa senza evitare la croce, ma nella scia non rimane lì inchiodato, perchè risorge portando i segni dei chiodi.

    Per camminare in quelle vie di verità e di vita è decisivo il “seguimi” di chi sta nella scia.

  6. Matteo 23:37-39
    37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!

    38 Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata DESERTA!

    39 Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».
    ————–
    Si, da quando è morto il Vicario di Cristo BXVI, la chiesa è deserta, perché priva del legittimo Pastore.
    Ma Gesù potrà tornare a governare visibilmente la Sua Chiesa solo quando qualche cardinale dirà:
    “BENEDETTO XVI È L’ULTIMO LEGITTIMO PAPA VENUTO NEL NOME DEL SIGNORE!”

      1. Bergoglio non ha mai ricevuto il Munus Petrino che Cristo ha affidato solo a papa Benedetto XVI, e che papa Benedetto XVI mai ha revocato:
        delle Chiese Orientali.

        🔴 76. Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, L’ELEZIONE È PER CIÒ STESSO NULLA E INVALIDA, SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO e, quindi, ESSA NON CONFERISCE ALCUN DIRITTO ALLA PERSONA ELETTA.

        E pertanto Gesù Cristo non può aver conferito un secondo Mandato Petrino a Bergoglio, che, di fatto, si è dimostrato essere l’impostore iniquo stabilito dalla massoneria ecclesiastica col preciso mandato di distruggere Cristo e la Sua Chiesa.

      2. Simone,
        che il papa stabilito da Cristo sia rimasto Benedetto XVI fino alla morte, se pur in sede impedita (Can 412), lo ha confermato lui stesso l’11 e il 27 Febbraio 2013:
        https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
        quando ha dichiarato ufficialmente di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), così come invece previsto obbligatoriamente dal Codex Iuris Canonici.
        «Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»

        A confermare la non rinuncia al papato di papa Benedetto, è il Prof. Antonio José Sánchez Sáez, docente di “DIRITTO” presso l’UNIVERSITÀ di Siviglia:
        “Bergoglio è un “impostore” in quanto messo al Soglio Pontificio “forzatamente” dalla massoneria ecclesiastica in un INVALIDO CONCLAVE, visto che Benedetto XVI NON HA ABDICATO FORMALMENTE, rimanendo così Papa e “INVALIDANDO” il suo successore.
        https://www.ilsussidiario.net/news/francesco-antipapa-eletto-da-massoneria-prof-sanchez-ratzinger-non-ha-abdicato/2198280/
        E spiega:
        «Ratinzger non ha rinunciato al MUNUS, (“muneri suo renuntiet”)
        «come disposto per la validità dal canone 332.2 del Codice di Diritto Canonico, ma al ministerium:
        (“declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”)
        Come se un professore che si dimette dall’insegnamento senza lasciare la sua cattedra, rimanendo docente dell’Università».
        Continua il Prof. Sánchez:
        Ma nel caso dell’elezione papale, secondo quanto stabilisce il diritto canonico, la sede “deve” essere vacante: il papa regnante deve essere morto o deve aver abdicato validamente.
        Quindi, per il can. 126 (dottrina dell’errore sostanziale) la rinuncia” di papa Benedetto era NULLA e la SEDE NON VACANTE, e di conseguenza il CONCLAVE 2013 INVALIDO:

        Can. 126 – L’ATTO POSTO per ignoranza o PER ERRORE, che verta intorno a ciò che ne costituisce la sostanza, o che ricada nella condizione sine qua non, *È NULLO; altrimenti vale, se dal diritto non è disposto altro, ma l’atto compiuto per ignoranza o per errore PUÒ DAR LUOGO ALL’AZIONE RESCISSORIA a norma del diritto.

        Quindi, non avendo papa Benedetto XVI rinunciato al MUNUS, per gli art. 76_77
        della COSTITUZIONE APOSTOLICA UDG l’elezione a pontefice di Bergoglio risulta nulla e invalida e SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO.
        UNIVERSI DOMINICI GREGIS

        CIRCA LA VACANZA

        DELLA SEDE APOSTOLICA
        E L’ELEZIONE DEL ROMANO PONTEFICE

        CAPITOLO VI
        77. Stabilisco che le disposizioni concernenti tutto ciò che precede l’elezione del Romano Pontefice e lo svolgimento della medesima, DEBBANO ESSERE OSSERVATE INTEGRALMENTE, anche se la vacanza della Sede Apostolica dovesse avvenire per rinuncia del Sommo Pontefice, a norma del can. 332, § 2 del Codice di Diritto Canonico e del can. 44, § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

        🔴 76. Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, L’ELEZIONE È PER CIÒ STESSO NULLA E INVALIDA, SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO e, quindi, ESSA NON CONFERISCE ALCUN DIRITTO ALLA PERSONA ELETTA.
        E pertanto Gesù Cristo non può aver conferito un secondo Mandato Petrino a Bergoglio, che, di fatto, si è dimostrato essere l’impostore iniquo stabilito dalla massoneria ecclesiastica col preciso mandato di distruggere Cristo e la Sua Chiesa.

        1. Simone Torreggiani

          Sul fatto che l’elezione di Bergoglio fu nulla e invalida per il diritto stesso sono perfettamente d’accordo.
          La declaratio (di per sé) non può essere intesa come valido ‘atto di rinuncia’, per svariate ragioni (in primis la questione dell’efficacia dilazionata, che comporta un’inaccettabile elemento accidentale in quello che dovrebbe essere un atto giuridicamente puro); se quindi, sulla mera base di questa dichiarazione, l’allora Cardinal Decano (mons. Angelo Sodano, pace all’anima sua) dichiarò la Sede vacante:
          https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2013/03/01/0134/00351.html
          così facendo egli agì NON in conformità con il diritto della Chiesa, invalidando il conseguente conclave che elesse Bergoglio.
          Ma io non parlavo affatto di Bergoglio quando citavo Papa Francesco nel mio precedente commento. Se legge e medita con attenzione il contenuto del relativo link lo scoprirà…

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