Moni Ovadia: A Gaza Genocidio, Sionisti come i Nazisti. Basta Sparare sui Giornalisti (e sui Civili Disarmati…).

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto si sta perpetrando, con la complicità attiva del nostro Paese, a Gaza e in Cisgiordania. Buona lettura e diffusione.

§§§

Il primo è questo articolo de Il Giornale d’Italia, che ringraziamo per la cortesia:

 

Moni Ovadia al GdI: “A Gaza genocidio con complicità occidentali, sionisti come i nazisti”, le pagelle a Meloni, Tajani, Salvini, Schlein e Conte

Il Giornale d’Italia ha intervistato Moni Ovadia: “Meloni dovrebbe rischiare per una causa giusta: la storia giudicherà i crimini come ha fatto con altri genocidi, non si governa con la paura”

L’attore, cantante e scrittore italiano di origine bulgara Moni Ovadia è stato intervistato dal Giornale d’Italia per parlare principalmente della situazione a Gaza, dove da ormai più di un anno e mezzo è in corso un vero e proprio genocidio.

Israele e Palestina e Gaza? Situazione di genocidio?

“A mio parere sì, è un genocidio e questo è suffragato anche dal fatto che la parola è stata usata in un breve testo ripetutamente dal massimo specialista israeliano dell’Olocausto, che è il professor Amos Goldberg, che l’ha definito alla fine il genocidio intenzionale“.

Differenze tra sionismo e nazismo? 

“Ci sono differenze dovute al contesto storico, ma non differenze di senso. Perché la disumanizzazione dei palestinesi è lo stesso mindset che è stata la disumanizzazione degli ebreidei rom e di tutti coloro che si volevano poi assassinare o comunque espellere. Quindi non è improprio il paragone, perché ci sono anche quegli elementi tipici del fanatismo. Per esempio la razza padrona era un ipostatizzazione di un mitologema quindi ci sono molte caratteristiche comuni“.

Conferenza di Berlino del 1884. Che succede lì?

“Viene sancito un principio che secondo i Paesi colonialisti esistono nel mondo delle terre nullius, terre che non appartengono a nessuno, non perché non vi sia nessuno, ma perché secondo i canoni celesti costoro non hanno caratteristiche umane vere e proprie e quindi sono solo selvaggi“.

Dopo un anno e mezzo, dal 7 ottobre, l’Europa sembra essersi svegliata e la Kallas ha dichiarato di rivedere gli accordi con Israele. L’Italia però ha votato no

“Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si comporta, essendo molto scaltra, in modo tale da non doversi confrontare con i veri problemi e per una persona che viene da un’eredità in qualche modo legata al fascismo, che promulgò le leggi razziali in Italia, per lei Israele rappresenta gli ebrei tout court, mentre invece un numero crescente è un numero che c’è sempre stato. Gli ebrei della diaspora non si sono mai sentiti israeliani e mai sentiti sionisti“.

Sta sbagliando la Meloni? E cosa dovrebbe fare?

“Dovrebbe avere il coraggio di rischiare per una causa giusta, perché quello che i sionisti stanno facendo al popolo palestinese è un crimine che la storia giudicherà come ha giudicato gli altri genocidi, che non è stato solo quello degli ebrei. Non dimentichiamo i Tutsi, non dimentichiamo gli armeni, non dimentichiamo quello della Namibia che fecero i colonialisti tedeschi. Non dimentichiamo neppure quello della Cambogia. Quindi dovrebbe avere il coraggio di prendere una posizione non per opportunità politiche, ma di rischiare anche di perdere consenso, ma di potere, un giorno dire, io ho fatto il mio dovere“.

 

 

Tajani ha detto che non c’è nessun genocidio a Gaza.

“Credo che il professor Amos Goldberg e il sopravvissuto ad Auschwitz Stephen Kapos (lo deportarono dall’Ungheria a sette anni) e altri sopravvissuti al genocidio siano un po’ più autorevoli di Tajani, con tutto il rispetto. Kapos che, sopravvissuto ad Auschwitz, gira con un cartello “Stop genocide” in casa da mesi e mesi davanti a Downing Street“.

Salvini ha detto che aspettano Bibi Netanyahu qui in Italia senza problemi, nonostante il mandato di cattura della Corte penale Internazionale

“Salvini è davvero un curioso soggetto. Io credo che lui sarà nel vasto novero dei complici di genocidio. Peccato, no? Matteo Ripensaci”.

***

Questo è un appello firmato da giornalisti perché Israele smetta di uccidere i giornalisti di Gaza, testimoni del genocidio:

Basta sparare sui giornalisti: appello per l’informazione a Gaza

 In 19 mesi di offensiva contro Gaza sono stati uccisi dai raid israeliani oltre 220 giornalisti e giornaliste palestinesi; 29 erano donne, secondo i dati aggiornati delle Nazioni unite al 19 maggio.

Altri 48 colleghi e colleghe sono imprigionati nelle carceri israeliane. Anche le famiglie vengono perseguitate. La stampa non è testimone del conflitto: è bersaglio. Nel corso del nostro viaggio verso il valico di Rafah, in una sola notte tra sabato e domenica, cinque colleghi sono stati uccisi dall’offensiva israeliana.

Per l’urgenza di raccontare, all’inizio i colleghi e le colleghe scendevano in strada senza segni di riconoscimento. Ora alcuni indossano giubbotti autoprodotti sul posto, fatti di spugna e con la scritta “Press”. Non proteggono dal fuoco, non servono a niente, se non a indicare che si è giornalisti. Sono gli unici testimoni del conflitto, e solo grazie a loro finora abbiamo avuto notizie da dentro la Striscia: la stampa internazionale a Gaza non può entrare. Non ci sono da 19 mesi occhi esterni mentre, anche in Italia, abbiamo visto un’informazione purtroppo non sempre al servizio del racconto della realtà.

Già da un anno il Comitato per la protezione dei giornalisti e centinaia di organizzazioni internazionali della stampa esortano le autorità israeliane a «porre subito fine alle restrizioni all’accesso dei media stranieri a Gaza e a garantire un accesso indipendente alle organizzazioni giornalistiche di tutto il mondo».

La stampa e l’informazione non sono un target militare. Basta sparare sui giornalisti. Chiediamo ai governi di fare pressione su Israele perché tuteli i giornalisti e le giornaliste palestinesi e garantisca l’ingresso della stampa internazionale a Gaza.

I giornalisti e le giornaliste presenti alla carovana al valico di Rafah

Flavia Amabile
Angela Caponnetto
Chiara Cruciati
Chiara Ercolani
Alessandra Fabbretti
Antonino Farina
Angela Gennaro
Youssef Hassan Holgado
Luca Liverani
Alberto Magnani
Daniele Napolitano
Lucia Sgueglia
Anna Spena
Giulia Zaccariello

***

 

Poi c’è questo post. Personalmente trovo vergognoso che questo criminale di guerra parli ancora di stupri e assassini di neonati il 7 ottobre, quando queste menzogne sono state smentite e vengono diffuse solamente dalla peggiore propaganda, negli Stati Uniti, in Israele e in Italia dai fogliacci servi e da alcuni catto-sionisti. Detto poi da uno che sulla coscienza decine di migliaia di  bambini ammazzati è veramente nauseante.

 

***

Sui reali scopi della politica israeliana c’è questo post illuminante:

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha ottenuto una significativa espansione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata in cambio dell’ingresso di cinque camion di aiuti umanitari a Gaza, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Maariv.

L’accordo prevede l’approvazione di 22 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata e centinaia di nuove unità abitative in avamposti di coloni precedentemente non ufficiali. Queste espansioni saranno finanziate in parte dal Ministero degli Insediamenti, guidato da Orit Strook.

La decisione è stata presa mentre aumentava la pressione internazionale su Israele affinché consentisse l’ingresso di aiuti umanitari di base a Gaza. Le Nazioni Unite affermano che sono necessari almeno 500 camion di aiuti al giorno per prevenire una carestia di massa tra i 2,3 milioni di abitanti di Gaza. Israele ha autorizzato solo cinque camion, la cui distribuzione all’interno di Gaza è stata poi bloccata. Finora nessun aiuto ha raggiunto i civili.

Meno di un mese fa, Smotrich aveva promesso di lasciare il governo se fossero entrati aiuti a Gaza. Aveva detto a Makor Rishon: “Se anche un solo granello di aiuti umanitari raggiungesse Hamas, lascerei il governo. Ho detto al Primo Ministro: non sono d’accordo. Passate sul mio cadavere”.

***

E c’è questo post – cliccate sul collegamento per vedere il video – che testimonia di come agisce “l’esercito più morale del mondo”. 

 

Un padre, a Shujaiyya, non ce la faceva più a sentire il pianto dei suoi figli affamati.
È uscito tra le macerie della sua casa distrutta, cercando un po’ di cibo nel vecchio ripostiglio.
Ha trovato un sacco di farina.
E mentre tornava verso il rifugio,
un soldato israeliano — da Tel Aviv o chissà dove — ha mosso un mouse.
Un click.

***

Questo post illustra la figura di uno dei due assassinati in USA:

***

E infine questo commento di Caitlin Johnstone sull’assassinio in USA:

Appunti dal limite della matrice narrativa

Ascolta la lettura di questo articolo (lettura di Tim Foley) :

Due membri dello staff dell’ambasciata israeliana a Washington DC sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da un uomo che gridava “Liberate la Palestina” e che, secondo quanto riferito, ha dichiarato alla polizia “L’ho fatto per la Palestina, l’ho fatto per Gaza” dopo il suo arresto.

L’intera classe politica e mediatica occidentale sta ferocemente condannando l’accaduto come un attacco antisemita, nonostante le motivazioni chiare e inequivocabili dell’attentatore siano contro lo Stato di Israele piuttosto che contro la fede ebraica, e nonostante una delle due vittime sia una cristiana tedesca .

Quindi, chiariamo una cosa fin dall’inizio: due membri dello staff dell’ambasciata israeliana uccisi a Washington DC sono meno degni di nota delle decine di migliaia di palestinesi uccisi nel genocidio israeliano . Sono meno importanti. Meritano meno attenzione. Non sono la notizia principale. Il genocidio israeliano a Gaza è la notizia principale.

Molti insinuano che si sia trattato di una sorta di attacco sotto falsa bandiera per cambiare la narrazione e salvare l’immagine di Israele sulla scena mondiale, mentre l’opinione pubblica si rivolta contro le sue atrocità genocide. Al momento non vedo alcuna prova di ciò. Ho previsto che le atrocità israeliane a Gaza daranno origine a violenti attacchi estremisti, perché questo è esattamente ciò che accade quando si compiono azioni profondamente malvagie sotto gli occhi del mondo intero. Potrebbe non esserci altro da dire.

Semplicemente non puoi provare compassione per Israele. Per niente. Mai. Qualunque cosa accada. Israele trasforma la compassione in un’arma; usa qualsiasi compassione gli venga data come arma per giustificare l’omicidio di persone. Se qualcuno usa qualcosa come arma per uccidere persone, è immorale continuare a dargli armi. Devi disarmarlo.

La vera storia, qui, è come l’intera classe politica e mediatica occidentale abbia espresso più indignazione e compassione per l’uccisione di due membri dello staff dell’ambasciata israeliana che per decine di migliaia di palestinesi nel primo genocidio trasmesso in diretta streaming della storia. La copertura mediatica della vicenda è la storia, perché rivela quanto poco riguardo l’impero occidentale abbia per la vita dei non occidentali. I palestinesi non sono considerati esseri umani a tutti gli effetti, quindi la loro morte, causata da massacri genocidi quotidiani, è considerata meno degna di attenzione di un duplice omicidio a Washington DC.

Le istituzioni occidentali considerano musulmani, arabi e persone di pelle scura come parassiti subumani, il cui sterminio dovrebbe essere accolto con una risposta emotiva che oscilla tra l’indifferenza e la gioia. La nostra civiltà si considera moralmente superiore alla Germania nazista, pur continuando a commettere sostanzialmente le stesse atrocità sotto la stessa ideologia.

Questa è la vera storia. Questa è la vera lezione.

Quindi ricapitoliamo nel caso qualcuno fosse confuso:

Niente di ciò che Israele ha fatto a Gaza giustifica il 7 ottobre, ma anche il 7 ottobre giustifica tutto ciò che Israele ha fatto a Gaza, ma anche niente di ciò che Israele ha fatto a Gaza dal 7 ottobre giustifica alcuna violenza nei confronti di Israele.

L’avete capito tutti? Vi sembra giusto?

Dana Bash della CNN sta già suggerendo che “Liberate la Palestina” è un appello alla violenza contro gli ebrei, e il capo dell’ADL Jonathan Greenblatt cita la sparatoria al personale dell’ambasciata come prova della necessità di togliere spazio alle voci pro-Palestina.

Ciò avviene mentre la polizia britannica ha mosso accuse di terrorismo contro un membro del trio hip hop irlandese Kneecap, accusato di aver sventolato una bandiera di Hezbollah durante un concerto.

L’ho già detto e lo ripeto: il sionismo è la più grande minaccia alla libertà di parola nella nostra società odierna. Il sostegno dell’Occidente a Israele sta causando un continuo e aggressivo attacco ai nostri diritti civili in tutto il mondo occidentale. È una questione personale. Israele ci minaccia direttamente tutti.

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

ATTENZIONE:

L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.

QUELLO GIUSTO E’:

IBAN: IT79N0200805319000400690898

***

1 commento su “Moni Ovadia: A Gaza Genocidio, Sionisti come i Nazisti. Basta Sparare sui Giornalisti (e sui Civili Disarmati…).”

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Moni Ovadia: A Gaza Genocidio, Sionisti come i Nazisti. Basta Sparare sui Giornalisti (e sui Civili Disarmati…). » ti può interessare:

Torna in alto