Ricompense, Punizioni, lo Stato e l’Anticristo. Bernardino Montejano.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sullo Stato, l’Anticristo, e Milei…Buona lettura e diffusione.

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RICOMPENSE, PUNIZIONI, L’ANTICRISTO

Un paio di richieste da parte di due amici, un premio insolito e uno strano riferimento all’Anticristo ci hanno spinto a scrivere di nuovo oggi.

I due amici sono il notaio Alfredo Cuerda, che giovedì scorso, mentre mi avvicinavo a casa dopo la riunione dell’Istituto di Filosofia del Collegio dei Notai, è sceso dalla sua macchina e con un grande abbraccio mi ha detto: “Per favore, ho bisogno di quelle riflessioni quotidiane, anche se a volte non sono d’accordo”.

Vi chiedo di scrivere di nuovo, e di rivolgervi al signor Miguel Mujica, che in una e-mail ha espresso il suo disagio per l’assenza di quei commenti.

Nel numero odierno di “La Prensa”, a pagina 2 e con una grande foto in cui appare una motosega abbiamo trovato una nota intitolata: “Milei ha decorato l’economista spagnolo Jesús Huerta de Soto” con il sottotitolo: “Poche ore dopo l’atterraggio a Ezeiza, il presidente ha onorato il suo impegno con il leader mondiale dell’anarco-capitalismo”.

Nella nota si chiarisce che il nostro presidente considera il vincitore del premio “il più grande esponente dell’anarco-capitalismo al mondo”.

Sono dettagliati gli inviti al visitatore, che, insieme a Milei, ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Università ESEADE ed è apparso in TV in un reportage in spagnolo. Sabato scorso ha anche guidato un’attività alla Fiera del Libro intitolata: “La libertà come via conservatrice con Jesús Huerta del Soto”.

Per situare il tema vogliamo esprimere che nell’ambito della giustizia distributiva consideriamo che i premi sono un tipo di sanzione previsto dall’ordinamento giuridico insieme all’altro tipo, il più comune dei quali è la punizione, perché come scrive Juan Llambías de Azevedo: «l’essenza del diritto implica la retribuzione, ma questa può essere non solo punizione, ma anche ricompensa» ( Eidetica e aporetica del diritto , p. 48).

Lo sottolineava già sant’Isidoro di Siviglia quando scriveva nelle sue “ Etimologie ”: “La vita umana è regolata dalla ricompensa e dal castigo” (LV Cap. 19).

Detto questo, faremo riferimento a quanto detto da Huerta del Soto in una trasmissione di cui siamo venuti a conoscenza tramite un articolo pubblicato qualche giorno fa sul quotidiano La Nación, intitolato “Irruzione in un televisore, critiche allo Stato e allusioni al Papa”. In questo articolo, si presenta il visitatore come un “docente e imprenditore spagnolo, una delle figure principali della Scuola Austriaca. Dal 1979 è professore di Economia Politica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Complutense di Madrid”.

Il giornalista si definisce un “cattolico convinto” e sostiene che lo Stato è l’“Anticristo” e, nell’ambito della “verità morale, lo Stato è l’incarnazione del male sulla terra”.

E qui è nostro dovere illuminare questo decorato professore con alcune nozioni fondamentali sullo Stato e, al comune cattolico, fornire alcune nozioni fondamentali sull’Anticristo.

Ciò che oggi chiamiamo Stato è una forma accidentale di qualcosa di permanente, che è la società politica, perché la nostra natura non è solo sociale, ma anche politica.

Quella società era chiamata “polis”, “civitas”, o regno, e dai tempi moderni è stata chiamata Stato. In futuro potrebbe assumere un altro nome, quello di entità politica globale, che comprenda anche i cosiddetti gruppi infrapolitici, a partire dalle famiglie. Questi gruppi territoriali, culturali e professionali hanno poteri e autonomia propri. Preferiamo parlare di gruppi e non di corpi. Abbiamo già scritto dello Stato totalitario, descritto dal grande teologo svizzero Emil Brunner come il grande errore, la grande ingiustizia del nostro tempo, costruito senza rispettare il principio di sussidiarietà.

In quanto cattolico, il professore deve anche riconoscere l’esistenza di un’altra società, che è la Chiesa, Madre e Maestra, che si prende cura di noi e ci istruisce, tra le altre cose, sull’Anticristo. E oggi, per coincidenza o meno, mentre torniamo a scrivere, apriamo il libro della Liturgia delle Ore e troviamo l’inizio del Libro dell’Apocalisse, o “Rivelazione manifestata da Gesù Cristo… manifestata attraverso segni al suo servo Giovanni, mediante l’invio del suo angelo. Giovanni attesta, come parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò che ha veduto. Beato chi legge e ascolta le parole di questa profezia e custodisce ciò che vi è scritto”.

In Argentina, un illustre sacerdote, padre Alfredo Sáenz, ha scritto uno straordinario libro intitolato “La fine dei tempi e sei autori moderni” (Associazione culturale pro-occidentale, 1997): gli autori sono Dostoevskij, Soloviev, Benson, Thibon, Pieper, Castellani).

Nel libro, l’autore smentisce in anticipo il premiato quando scrive: «Non dobbiamo dimenticare che la figura dell’Anticristo non è primariamente politica, ma teologica… il mistero dell’Iniquità che l’Anticristo racchiude si risolve nell’odio di Dio e nell’adorazione dell’uomo» (pp. 355/6).

In Dostoevskij, “il progetto dell’Anticristo è correggere gli errori di Dio, offrire la felicità in cambio della libertà” (p. 54).

Soloviev scrive un “Racconto sull’Anticristo” che lo presenterà come un grande umanitario che intende rendere felici gli uomini instaurando il paradiso sulla terra” (p. 130).

Il nome Anticristo fu inventato da San Giovanni. E realizzerà una sintesi mondiale dei nemici del cristianesimo. Secondo Castellani, “riuscirà a stabilire una collusione tra capitalismo e comunismo. Entrambi cercheranno il paradiso terrestre attraverso la tecnologia, per divinizzare l’uomo. L’ideologia che li unisce è comune: quella dell’immanenza, quella del paradiso terrestre, quella dell’edonismo illimitato” (p. 352). Nessuno degli studiosi identifica l’Anticristo con lo Stato.

Sarebbe culturalmente molto positivo se Milei e l’uomo decorato studiassero e riflettessero prima di parlare senza fondamento e pontificare su qualsiasi argomento, confondendo chi li ascolta.

Buenos Aires, 28 aprile 2025.

Bernardino Montejano

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