La Fuga di Cecilia, il cui Vero Nome è Speranza. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo breve racconto fantastico che maschera – ma pochissimo – la realtà in cui viviamo… e i Poteri da cui siamo guidati, oppressi, manipolati. Buona lettura e condivisione.

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Al gran funerale del Ter Dignitarius erano accorsi tutti i maggiorenti della Congregazione Rossa. Occhi rotondi e sguardi vitrei tra gli alti papaveri della CR: come era possibile, parlavano le saette della vista che a volte colpivano il piancito, anche lui, il quasi centenario, pur ancora alto e snello nella persona, lui con la maiuscola (per loro tutti) che si era nutrito del “cibo sacro”, che aveva bevuto il “nutrimento”, che per anni aveva guidato con saggezza la CR mettendo d’accordo Sadchei e Farchei? Come, come poteva essere accaduto a chi onorava il tenebroso sire dei tanti sacrifici? Eppure era successo. Come a un pecorotto qualsiasi (pecorotti erano chiamati i sudditi del pianeta T1, cioè i suoi abitanti). Sì, come a un pecorotto qualsiasi il Ter Dignitarius aveva seguito gli altri due Dignitarii  nella tomba, passando stupidamente dalla vita al sonno eterno.

E ora? Le due fazioni della CR già cominciavano a guardarsi in cagnesco e i sadchei che fino a quel giorno avevano governato il Nuovo T1, cioè la parte sinistra del pianeta, iniziarono a tremare nel vedere che il figlio del Ter Dignitarius si era seduto tra i farchei ignorando o quasi la  bionda principessa sadchea, la quale, in disparte si mordeva di nascosto le unghie, coprendosi con lo scialle giallo e turchino (i colori dei sadchei). E ora? Pensavano anche i sadchei che comandavano, spietatamente, sui pecorotti della parte destra di T1, cioè il cosiddetto Vecchio T1? Era stato tutto facile fino ad allora, le differenze tra i due gruppi, lievi ma c’erano, si stemperavano nell’odio comune verso i pecorotti che con il loro lurido respiro impestavano l’aria e volgari animali quali erano dovevano essere eliminati per il bene di T1.

Oh che divertimento organizzare le campagne d’odio era stato per il CR unito, con gran risate nascoste durante i “sacrifici u.” consumati in ogni dove nelle notti senza luna e sempre di mercoledì! Ci fu la caccia al pecorotto biondo con gli occhi azzurri. Che sollucchero, quanto sangue innocente sparso! I media, secondo le istruzioni del CR unito, cominciarono a insinuare il dubbio che i pecorotti biondi con gli occhi azzurri fossero in realtà dei cattivissimi alieni che volevano conquistare T1, poi mostrarono immagini create con la Negligenza vergognosa, che lo provarono nella menzogna artificiale. L’odio riempì l’intera T1 e di biondi con gli occhi azzurri non ne rimase nessuno. Che tripudio per il CR che era fatto per intero da chiome rosse o ramate!

Il ricordo di tutti volò poi alla campagna starnuto. Che divertente, che gaudio! Quella volta si spiegò ai pecorotti che chi starnutiva era portatore sano di un virus malefico che riduceva in poltiglia verde le interiora. Etciù, eri fritto, dai, un solluchero. Altro sangue, altri massacri, leggi inique, lockdown, vaccini mortiferi obbligatori… i ghigni del CR, alla memoria di quello sterminio, quasi si vedevano. Il bello è, ridacchiavano ancora gli alti papaveri, che anche il tempio del Golgota, cioè gli adoratori della purezza, si erano convertiti al Sadcheismo! C’era stato un sacrificio speciale di Emmanuella nel Primo tempio del Golgota, a imitazione dell’Antica Uccisione voluta proprio dai Sadchei e dai Farchei tanti anni orsono… Così il Vecchio T1 era stato conquistato per intero. Gloria e onore al CR!

Intanto il cerimoniere proseguiva nelle lodi. E ora?, continuavano a domandarsi gli spietati del CR. Dagli sguardi feroci che si scambiarono le due fazioni si capì subito che sarebbe stata guerra. La guerra comune contro i pecorotti non li univa più. Certo, sulle nuove campagne anti-pecorotti un accordo lo avrebbero trovato, ma per il resto… Il culto era finito.

Il Ter Dignitarius bruciato, tutti si ritirarono nell’ala maggiore del castello a forma di corvo per consumare un “SU”. Per l’occasione uno dei sadchei era riuscito a rimediare una chicca con gli occhi azzurri e i capelli biondi. L’eccitazione montava e quasi facevano pace le due code di satanassi quando uno strano brusio cominciò ad animare la sala.

“Come, come? Fuggita? Non si trova più?”, il mormorio si fece ruggito. Il servitore, un pecorotto spaurito, fece spallucce: “Cecilia non c’è, è sparita!”. Laggiù, laggiù, nella prateria sconfinata un cavallo bianco correva libero e in groppa recava una bimba bellissima, bionda e con gli occhi azzurri, nata da una famiglia di pecorotti neri.

Si chiamava Cecilia, ma il suo vero nome, il nome che sua mamma usava nel segreto della loro stanza, era Speranza.

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1 commento su “La Fuga di Cecilia, il cui Vero Nome è Speranza. Benedetta De Vito.”

  1. Chiesa allo sbando? no, non direi, meglio dire preti allo sbando ( a partire dalla gerarchia, e non da oggi, o solo da Bergoglio, ma da diversi decenni puttroppo). i fedeli sono stati costretti a seguire le loto farneticazioni, i loro inganni, la loro perdita della fede, dando credito e fiducia in chi non la metitava più… così hanno cambiato la dottrina, la liturgia e la pastorale, cioè le basi, gli strumenti e gli obiettivi della Chiesa fondata da Cristo…oggi non vogliono più convertire i non cristiani, con la bufala dell’ecumenismo (sempre condannato dalla Chiesa preconciliare) hanno sostituito il proselitismo con un dialogo sterile e infruttuoso, il Cristocentrismo con l’ antropocentrismo, cestinato i Novissimi, Cristo giudice (ci mentono, dicendo che Dio ci accetta così come siamo, che non giudica e non condanna nessuno), ecc. Infine, hanno un odio ancestrale per i pochi veri cattolici rimasti in circolazione, cioè i disprezzati “tradizionalisti”, che si ostinano a seguire la Chiesa preconciliare….

    https://www.aldomariavalli.it/2025/04/04/chi-di-sinodalita-colpisce-la-chiesa-trasformata-in-assemblea-permanente-e-allo-sbando/amp/

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