Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito ha indirizzato questa lettera al vescovo di Prato, in relazione all’evento di cui si parla a questo collegamento. Buona lettura e diffusione.
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Trieste, 2 aprile 2025
Oggetto: Ramadan e Adorazione – RECIPROCITÀ
Lettera aperta, rispettosa e affettuosa a Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Nerbini, Vescovo di Prato
Eccellenza,
Le scrivo la presente in virtù del C.D.C., Can. 212 – §2. I fedeli sono liberi di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.
Lei conosce molto meglio di me quanto affermato nel Catechismo della Chiesa Cattolica (C.C.C.). Al n. 816 si legge: «L’unica Chiesa di Cristo…» è quella «che il Salvatore nostro, dopo la sua risurrezione, diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri Apostoli – cioè Voi vescovi – la diffusione e la guida».
Il decreto sull’ecumenismo del Concilio Vaticano II chiarisce inoltre che: «Solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è lo strumento generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza».
Dunque tutti gli uomini (anche i mussulmani) devono ricevere l’annuncio del Vangelo ed essere invitati a convertirsi a Cristo, a credere (in Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, morto, risorto e asceso alla destra del Padre) e a farsi battezzare. Ne và della salvezza eterna!
Eccellenza, Lei sa bene i mussulmani intendono mantenere propri usi e costumi, come l’imposizione alle donne del niqab, hijab, burqa o khimar, sebbene in Italia vige la legge 22 maggio 1975, n. 152 (nota come “legge Reale”) che, all’articolo 5, vieta l’occultamento del volto in pubblico.
La storia europea è profondamente segnata da secoli di confronto e spesso di conflitto con l’Islam, che ha tentato in più occasioni di espandersi nel continente. Basti pensare a eventi come le battaglie di Poitiers (732), Lepanto (1571), Vienna (1683) e molti altri, che testimoniano il prezzo pagato per la difesa della cristianità. Ignorare tale eredità storica significa negare l’evidenza.
Pensare che l’immigrazione musulmana sia soltanto una questione umanitaria è, come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI, un approccio ingenuo e potenzialmente pericoloso.
Mi permetto una domanda diretta, Eccellenza: Lei spera di convertirli o di ricevere da loro la stessa accoglienza? Che azioni concrete ha messo in opera per promuovere l’evangelizzazione dei migranti mussulmani? Che piani pastorali ha attuato per favorire la conversione a Cristo dei mussulmani?
A tal proposito, Le propongo un gesto concreto: chieda all’Imam – che veste in modo diverso, parla un’altra lingua, professa una fede differente, ma resta pur sempre una persona, un uomo con cui ha condiviso anche un caffè – di voler organizzare un’ora di Adorazione Eucaristica all’interno della sua moschea.
Se ciò dovesse avvenire, allora potremo finalmente iniziare a parlare di vero dialogo e di autentica reciprocità. Ma se la risposta sarà un netto “NO”, allora è giusto dire basta a ogni forma di sottomissione: restiamo saldi nella nostra meravigliosa fede cristiana, nei nostri valori e nelle nostre tradizioni, che esaltano la libertà nella verità.
Eccellenza, noi, fedeli cattolici e mariani, continueremo a invocare l’aiuto di Gesù, Giuseppe e Maria affinché salvino la Chiesa, la famiglia e la vita. Continueremo a credere con fermezza e a professare con franchezza che uno solo è il vero Dio.
La ringrazio per l’attenzione e, in attesa di una Sua gradita risposta, Le assicuro la nostra preghiera per la Sua nobile missione cristiana: difendere i “principi non negoziabili” ed evangelizzare ogni creatura in tutto il mondo.
La saluto cordialmente, in Cristo e nella Vergine Santissima, Regina della Pace.
Cav. Salvatore Porro
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4 commenti su “Ramadan in Parrocchia a Prato. Lettera Aperta al Vescovo Nerbini.”
Ottima e sapiente lettera e anche la proposta:
“… Le propongo un gesto concreto: chieda… di voler organizzare un’ora di Adorazione Eucaristica all’interno …”
Come volevasi dimostrare…
Lettera prolissa e inutile; dovremmo forse spiegare ad un vescovo la differenza tra islam e cristianesimo? Se non lo sa già, cosa ci sta a fare come vescovo?
E se lo sa perchè lo fa? Certo è possibile fare molte ipotesi, che, appunto, sono solo ipotesi.
Probabilmente questo volenteroso ed attento fratello nella Fede ha seguito alla lettera il consiglio evangelico di essere “candidi come colombe e prudenti come serpenti”. Credo valga la pena ricordare per intero questo famoso passo evangelico: il Signore inizia dicendo “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi” ed al versetto successivo afferma “ma guardatevi dagli uomini” (cfr. Matteo 10, 16-17). Davvero molto su cui riflettere.
Spesso noi cattolici ragioniamo da peccatori e, ben sapendo che spesso il sospetto è l’anticamera della Verità, tranciamo giudizi, che però, rimanendo nel chiuso della nostra coscienza ovvero in un blog “amico”, non cambiano il mondo. Forse nemmeno questa lettera del Cavalier Porro cambierà il mondo, però almeno potrà dire di averci provato, usando carità e verità.
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