Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo postato su Facebook da Andrea Zhok, a cui va il nostro grazie. Ormai è evidente che il sistema di governo dei burocrati che guidano le nostre vite (e che si sono appena aumentati di qualche migliaio di euro le retribuzioni) sta non nell’identificare problemi da risolvere, ma nel creare problemi per obbligare i sudditi ad accettare (e pagare) soluzioni già pronte. Buona lettura e condivisione.
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Alla Commissione Europea ci hanno spiegato che dobbiamo armarci fino ai denti perché incombe la minaccia di un’invasione da parte della prima o seconda potenza nucleare del pianeta.
Poi ci hanno raccomandato di tenere scorte necessarie per 72 ore (perché 72 e non 48 o 96? Boh.)
Fino a questo punto c’erano tutti gli elementi per credere che stessero prendendo maledettamente sul serio una minaccia che il buon senso comune reputa del tutto remota.
Ma poi, ecco che arriva un video.
Protagonista, da attrice consumata, la Commissaria Europea Hadja Lahbib (Commissaria specificamente per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi, dunque non una che passava di là).
Il video è assolutamente sconcertante.
Il tono è lieve, salottiero, con un sottofondo da piano bar con aperitivo; si succedono umorismo e garbatezza; e si squaderna un incredibile pressapochismo in tutto ciò che viene detto (se qualcuno avesse la tentazione di prenderlo sul serio).
Infatti – esattamente come nel caso di minaccia bellica – se qualcuno volesse davvero “prepararsi a una crisi” deve prepararsi a una crisi specifica.
Viene meno il riscaldamento? L’elettricità? Il tetto sulla testa? C’è un’alluvione? Un terremoto? Un bombardamento? Una perdita di gas? Una contaminazione radioattiva? Sei vicino al mare o in montagna o in pianura? Devi poterti muovere a lungo o stare in un luogo? In un centro urbano o in una periferia agricola? Perché non una coperta termica? Perché non un binocolo? Perché non una corda? Perché non un asciugamano come nella Guida Galattica per Autotoppisti? Ecc. ecc.
Semplicemente NON ESISTE il “prepararsi ad una crisi” quale che sia. Devi sapere quale tipo di imprevisto, quale crisi.
E invece no, con quell’aria serena di chi casca sempre in piedi e può ironizzare su tutto, con il tono di simpatia paternalistica di chi si abbassa a spiegare alla mesta plebe alcune chicche da “survivalist” la nostra commissaria procede nella sua narrazione.
Ecco i documenti di identità, ecco l’accendino, ecco le carte da gioco per distrarsi. Quando ha estratto con aria maliziosa il suo “special friend” ci si aspettava, coerentemente con il contesto, che comparisse un dildo.
Il dicorso sulla borsetta della resilienza si conclude con un momento di serietà, in cui ogni speranza che si trattasse di cabaret, svanisce:
“The EU is preparing its strategy to be sure that every citizen is safe in case of crisis. Be prepared, be safe.”
[L’UE sta preparando la sua strategia per garantire che ogni cittadino sia al sicuro in caso di crisi. Siate preparati, siate al sicuro.]
Ora, di fronte ad un video del genere fluttua l’eterna drammatica questione:
“Ci sono o ci fanno?”
Qualcuno potrebbe azzardare un’interpretazione machiavellica, pensando che un video del genere sia una semplice operazione di distrazione pubblica: ci fanno discutere di video demenziali mentre cose più importanti e drammatiche covano nelle segrete stanze. Forse, ma improbabile. I palazzi di Bruxelles, nonostante la trasparenza degli edifici, sono il luogo più opaco del mondo, e non c’è bisogno di ulteriori distrazioni che facciano da copertura.
No, credo che l’interpretazione possibile sia una sola, tragica: questa gente è davvero così completamente sprovveduta, vacua, impreparata come sembra; è così scollegata dalla realtà, da non percepire l’assurdità dei propri gesti.
La sicurezza da ricchi che promana da ogni gesto è quella della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare che invita i ragionieri alla polentata.
E il problema, naturalmente, non sono i video involontariamente umoristici, ma lo sguardo che ci consentono di gettare su istituzioni da cui dipende il funzionamento delle nostre scuole o del servizio sanitario, da cui dipendono i rapporti internazionali, da cui dipendono occupazione o disoccupazione, da cui dipende la produzione industriale, da cui dipendono guerra e pace.
In questo momento, come un lampo che squarcia le tenebre notturne, per un istante si riesce a vedere cosa si agita dietro le quinte e si mettono in fila con coerenza i tappi di plastica che non si staccano, le politiche green di autoevirazione industriale, i contratti miliardari per la fornitura di 10 vaccini a testa fatti via sms (e distrattamente cancellati), e la sfida in leasing alla Russia (si finalizza nel 2030, intanto paghiamo le rate), ecc. ecc.
A morte il tedioso principio di realtà: finalmente la fantasia al potere.
Tanto il conto è a carico vostro.
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8 commenti su “Europa, la Sprovveduta Fantasia al Potere. Tanto il Conto è a Carico Vostro. Andrea Zhok.”
Involontariamente (non sia mai che vi siano tracce di intelligenza, se non artificiale) il consiglio dei burocrati UE potrebbe salvare molte vite umane.
Mi spiego: l’esercito russo invade la mia città e stana gli europei casa per casa. Esco a mani alzate e dico: “non sparatemi, sono uno scemo di guerra”.
Loro: dimostracelo!
E io: “ho la mascherina, il coltellino svizzero, un kit di tonno e grissini per 3 giorni, una borraccia d’acqua, carta igienica e una carta prepagata da 20 euro”.
A quel punto sono certo che non sprecheranno una pallottola per me.
Gentile Sig. Tosatti,
Com’è possibile un commento che diventa una slavina di parole ?
Come favorire l’arte della sintesi e parsimonia ?
Non me ne parli…pensi a me che li leggo per moderare…
Sig. Paolo, basta non leggerli.
Poi se danno fastidio le ultime due righe problemi suoi.
Ci trattano esattamente per come ci considerano. A pubblico deficiente teatrino demente.
Modesta proposta del neobigotto sinodal-femminista nonché ministro della coltura a vita Dario Franceschini.
Spezzatino di maschio à la Boldrinì. https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/03/25/la-proposta-di-franceschini-ai-figli-solo-il-cognome-della-madre.-salvini-cancelliamo-i-padri_6ca5f577-0dff-484d-83f6-2c5625db90fc.html
Antropologia e Storia nel letamaio per concimare cavoli, lgbtq e cime di rapa.
Siano piddini come sembrano, o ancora più stupidi burattinai che si illudono di surfare in eterno sulle crisi e sul caos, l’evidenza sempre più evidente è che siamo incatenati in un costrutto che sta(va) in piedi con lo spago dei quantitative easing, lo sputo dei lacchè e la colla mediatica fatta sniffare a tre generazioni. Ora col fuoco della guerra e l’anello digitale al naso del popolo da bistecca e da cannone. Che si fa con le costruzioni compromesse, quando bisogna fermare a tutti i costi un incendio prima che bruci tutto?
https://www.aldomariavalli.it/2025/03/27/identikit-di-una-civilta-che-si-sta-suicidando/
-Una cultura morente uccide non solo i bambini nel ventre delle madri, ma anche gli antenati. Poiché, sotto sotto, li guarda con invidia, prende in giro i grandi uomini del passato, certamente imperfetti ma capaci di costruire non solo per loro stessi, ma anche per la posterità. Si diverte a trasformarli in mere leggende da negare. Le statue cadono nelle piazze pubbliche perché sono già cadute nei cuori degli uomini. Tutto il passato di un popolo deve essere calpestato, forse addirittura l’intero passato dell’umanità, perché non è un dono ma solo un peso. Di contro, i progetti utopici abbondano, perché le costruzioni utopistiche si fondano sull’odio per ciò che è.-
“Poi ci hanno raccomandato di tenere scorte necessarie per 72 ore (perché 72 e non 48 o 96? Boh.)”
72 ore = 3 giorni.
Mai sentito parlare dei “tre giorni di buio”?
Sì: solo dalla commissione europea!
Non so a voi, ma a me è successo spesso di venir redarguito dal pulpito (virtuale, terra terra) perchè non attento ai “segni dei tempi”.
Poiché gli stessi mi hanno inculturato spiegando che Gesù non faceva miracoli ma segni, allora eccovi il miracolo dei nostri tempi: il mondo straordinario in cui viviamo, nell’ipnosi mainstream sacri ministri inclusi !
In passato le miserie umane hanno provocato massacri di innocenti per le più svariate “ragioni” che muovevano alcuni contro altri: politiche, etniche, demografiche, climatiche, economiche o religiose…
A corollario delle “ragioni” che hanno portato ad uccidersi anche tra compatrioti o tra correligionari, ci sono altri convincimenti non indolori: l’odio verso una razza o una cultura o il considerare animali (men che umani) quelli di un’altra religione.
Straordinario e miracolistico paradosso, l’epoca che maggiormente tutela gli animali pratica e insegna -de facto- un tale accanimento disumano e antiumano!
Per i transumani che dall’iperuranio dei vertici della cupola o della piramide agitano il desiderio di una ricreazione resiliente, ogni essere pensante che intralcia l’agenda è degno di essere microchippato, tra l’ingrasso di allevamento e la cremazione delle spoglie.
Il nostro tempo sta svelando una mostruosità inedita accanto a quelle “abituali” della storia precedente.
Sfogata la pressione che mi monta nelle viscere constatando la situazione (che alcuni pastori mi imputano di non vedere in positivo, ma rimpiangendo un passato crudele, cinico e baro) provo a guardarmi intorno e a spiegarmi quel che sta accadendo, anche dentro l’amata Chiesa che in Cristo annuncia la salvezza.
Il segno miracoloso è proprio quello descritto da Gesù: vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E’ là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto.
Faranno grandi portenti e miracoli, fino a resettare i cervelli e a sostituire l’intelligenza con quella artificiale?
Vedo però profilarsi lo scenario tipico dell’eterno perdente, l’AntiCristo. Somma è la disperazione del perdente che sa di aver perso e di non ingannare più, finalmente emerso, scoperto, manifesto. Gli resta solo di uccidere il più possibile tutti gli altri. In un certo senso un “muoia Sansone con tutti i filistei”. Sa di aver perduto, ma gongola (la soddisfazione dell’ego smisurato) di poter ingannare ancora per essere creduto buono e bravo, facendosi seguire proprio dalle vittime principali degli immensi massacri che desidera.
Ecco allora il marketing volto a spendere preziose risorse solo per provocare guerre, costi quel che costi.
Per convincere della necessità è tipico l’utilizzo di situazioni che facciano gridare vendetta le masse: il false flag è portentoso per additare all’esecrazione il nemico, pur avendo agito peggio del nemico per spingere il bisogno di attaccarlo.
Tutto questo non giustifica la sofferenza dell’innocente. Non giustifica la protervia disumana, nemmeno in nome della fede. Non giustifica nemmeno che lo sia in nome di una “scienza” o a un “diritto” piegati all’ipocrisia: non si è morti finché il cuore batte, ma non sarebbe omicidio l’aborto in cui già batteva un cuore, così come staccare dolcemente la spina al sofferente.
Il miracolo dei nostri tempi straordinari è di aver capito che è illusorio pensare che “il nostro sistema di valori”, che “difendiamo dal nemico” possa denunciare l’orrore, poiché a massacrare impunemente sono proprio i giusti, civili e democratici, che si paludano nei loro filantropismi ambientalisti e inclusivi.
Un potere morente sta puntando a distruggere i popoli che dovrebbe servire per indurli a combattere un nemico che non farebbe mai quel che fanno loro: come il curarti ammalandoti, dicendo la cura un atto di amore, salvezza da un malanno che è meno letale.
Puntano a provocare guerre chiamandola pace: è tutto al contrario, anche maschio e femmina, fluttuanti.
Solo la Verità rende liberi e la croce è il suo segno. I martiri cristiani possano sprigionare abbastanza luce per accorgerci che il marcio ci è dentro casa.
Il segno dei tempi impone di pensare la Sede impedita: ma il cosiddetto “impedito” ha ascoltato davvero la Verità, salvando il seme. Perciò i segni dei tempi vanno interpretati alla luce del Cristo e non del suo anti.
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