Gli Italiani Stanno con Meloni e Trump. Matteo Castagna.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su lla situazione geopolitica. Buona lettura e condivisione.

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di Matteo Castagna
Il nuovo numero di Radar SWG del 18.03.2025 inizia con un sondaggio relativo agli sviluppi nello scenario internazionale e, in particolare, col nuovo atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa, imposto da Trump, che pongono l’Unione Europea davanti alla necessità di prendere delle decisioni importanti.
Nell’immediato, sottolinea la SWG, ci sono due fronti sui quali occorrerà fare delle scelte. Il primo riguarda il conflitto in Ucraina, sul quale l’opinione pubblica italiana spinge per un disimpegno: meno aiuti e contrarietà all’invio di truppe di interposizione.
Il secondo tema è invece la guerra commerciale. In questo caso, i cittadini sono divisi a metà, tra chi chiede contromisure severe, e chi, invece, auspica una pacificazione con gli americani. In ogni caso, secondo la maggioranza è ora di superare il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti e cercare mercati alternativi, ma senza assoli, quanto in sintonia con gli altri paesi Ue.
Ad ogni modo, conclude SWG, è diffusa la consapevolezza che l’Unione debba diventare più competitiva sul piano globale, soprattutto negli ambiti della tecnologia e dell’industria, ma anche in termini di rilevanza politica sullo scacchiere internazionale. Maggiori perplessità emergono sulla necessità di rafforzare il peso dell’Ue sul piano militare.
Nonostante l’atteggiamento critico nei confronti dell’Ue sia piuttosto diffuso tra gli italiani, questi non scambierebbero l’Europa con nessun altro paese. Il vecchio continente rimane il posto migliore dove vivere secondo diversi aspetti, quindi standard che quindi vengono difesi con forza.
Su un campione di 800 persone maggiorenni, il prestigioso istituto ci racconta che “l’Unione Europea si trova in queste settimane a dover rispondere ad una serie di sfide legate alla guerra in Ucraina e alle decisioni dell’amministrazione USA guidata da Donald Trump. Il 52% degli intervistati ritiene opportuno rimanere con gli attuali sistemi di difesa nazionali e di cooperazione con la NATO, mentre il 48% è per un cambiamento.
Ben altre sono le percentuali riguardanti l’impegno economico e militare in Ucraina. Ben il 74% si esprime per “non mandare alcun soldato neppure all’interno di un contingente di pace”, e il 64% sostiene che dovremmo diminuire l’impegno economico nei confronti di Zelensky. Su questo argomento, va riconosciuto che gli italiani si sono espressi nettamente come trumpiani e, quindi, meloniani.
Per rispondere all’aggressività espressa dagli Stati Uniti in queste ultime settimane nei confronti dell’Europa e di altri Paesi, la maggioranza degli elettori di centrodestra è favorevole al fatto che l’Italia stabilisca un legame più forte con gli USA, anche a costo di andare contro la linea politica dell’Unione Europea, premiando, anche in questo caso, le scelte del governo, mentre la maggioranza degli elettori di centrosinistra è per un’ Unione Europea che cerchi nuovi accordi commerciali e di collaborazione con altri Paesi, come il Canada, i Paesi Arabi, l’India o il Giappone.
Quanto al rafforzamento della competitività europea, la maggioranza degli italiani la auspica principalmente nei settori della tecnologia, innovazione (59%) e produzione industriale (54%) quanto, invece, alla difesa ed alla capacità militare l’asticella delle priorità scende nettamente ed è ritenuta meno urgente. Anche in questo caso, secondo quanto espresso da Radar SWG, gli italiani stanno premiando le scelte della maggioranza di Giorgia Meloni o, comunque, di coloro che sono, comunque, per la pace senza condizioni.
Per la stragrande maggioranza degli intervistati da SWG, l’Europa è il «posto dove stare». Il resto del mondo non può competere. Solo sul piano economico, 1 italiano su 4 predilige gli Usa. Addirittura il 74% sostiene che l’Europa è il miglior posto per vivere in uno Stato capace di offrire ai propri cittadini dei servizi sanitari e previdenziali di qualità. Si intravedono fiducia e speranza, oltre ad un certo orgoglio patriottico ed attaccamento alla propria terra, ma forse più per le potenzialità dei popoli che per questa UE.

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2 commenti su “Gli Italiani Stanno con Meloni e Trump. Matteo Castagna.”

  1. Mettere sullo stesso piano la Meloni e Trump è come paragonare Arlecchino servo di due padroni a Lincoln

  2. Questo articolo mi lascia un po’ così.

    Quasi quasi avrebbe ragione Benigni? Che l’Europa (la UE) sarebbe la più alta forma di istituzione per la convivenza civile realizzata dall’essere umano negli ultimi 5000 anni?
    E quale poi?
    UK inclusa o esclusa?
    A 12 stati o a 27?
    Sempre e comunque?

    L’Europa di Bruxelles e Strasburgo è un carrozzone dirigista utile soprattutto a chi l’ha voluto e lo dirige occultamente, manovrandone i meccanismi.
    Per l’Italia poi è una colossale fregatura, ab ovo.
    Non per nulla il “vile affarista” ne è il mentore indefesso.

    E’ indifendibile: lo era con gli USA a garantirla, lo è ancor meno senza la copertura USA. I tedeschi beneficiari dei vantaggi stanno conoscendone il ribaltone: inflessibili con i greci e i PIGS verranno stritolati nel loro farisaismo eurocrate. I francesi non hanno più i benefici del franco CFA per far quadrare i conti interni in barba ai mitici parametri di Maastricht: gli africani li sbattono fuori.

    Adesso che Putin minaccerebbe di invadere territori dei quali non ha bisogno (la Russia è immensa di suo), guarda un po’ che i soldi ci sarebbero per armarci a difesa del nemico, dopo anni di fiscal compact, pareggio di bilancio in costituzione, spread e altri lacci e lacciuoli.

    Per altro aggirato per acquistare centinaia di milioni di dosi tramite contratti secretati fatti alle aziende di parenti prossimi dei firmatari?

    Domanda: se Putin è così desideroso di invaderci perchè dovrebbe attendere il 2030 quando il riarmo autofinanziato sarebbe concluso da programma?

    Allora, questa Europa degli oligarchi è semplicemente una dittatura, che Benigni, difendendo a spada tratta le immani scemenze scritte nel manifesto di Ventotene mostra di voler difendere in toto, senza distinguo alcuno… Piangono persino i sindacati che il manifesto di Ventotene dipinge come estremamente negativi.

    Eh no: non è più il posto migliore, se mai lo è stato.
    Il posto migliore per me è l’Italia, per un francese la Francia, per uno spagnolo la Spagna e così via. Senza qualcuno che ci depreda col debito creato ad arte per farci soldo con la leva finanziaria extra giudiziale, tutelata da loro politicanti preoccupati di non scontentare “i mercati”, come se dietro non ci fossero i mercanti…

    Abbiamo un’occasione per uscire da questa gabbia: alle europee gli italiani saggi hanno votato in meno del 50%.
    Segnale chiaro che non importa nulla del baraccone.

    Infatti la Von der Layen è tornata, da indagata, ad esserne presidente con i voti della sinistra.
    Per favore parliamo di inciucio e non di democrazia.

    Negli ultimi 5000 anni c’è stato poco di peggio, forse la rupe Tarpea, ripresentata da diritti come aborto, eutanasia, gender e vaccini, imprigionando chi dice una preghiera fuori dagli ospedali.

    Vi piace così tanto questa europeità?

I commenti sono chiusi.

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