Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni originate dal celebre moto “Mens Sana in Corpore Sano”, tratto dalle Satire di Giovenale. Ma visto in orizzonte cristiano. Buona lettura e condivisione.
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C’è chi pensa che lo sport, la lettura di libri classici e non, le distrazioni e la felicità effimera offerta dal mondo possano colmare i vuoti e risolvere i problemi ..ma come si sa lasciano insoddisfatti e se ne diventa schiavi come succede nel consumo di droghe e alcool . Fin quando non si capirà che esiste un’anima che non si nutre e neanche potrebbe nutrirsi di materia si è destinati ad essere depressi, di cattivo umore e sempre più egoisti ! Nella maggior parte dei casi si ricorre anche a consultare maghi, tarocchi e psichiatri che prescrivono psicofarmaci che danno assuefazione e diversi effetti collaterali a volte distruttivi per sé stessi e per gli altri.
La nostra anima trova ristoro e pace tra le lotte quotidiane meditando e nutrendosi della Parola Dio, del Suo corpo e del Suo sangue nella Eucaristia, professando la propria fede … e amando se stessi si ama anche il prossimo . Insieme alla cura della nostra anima , dobbiamo necessariamente pensare a quella del nostro corpo attraverso una buona alimentazione, l’ attività sportiva e l’adeguato riposo . In questo modo anima e corpo procedono all’unisono verso la serenità e l’armonia.
Alcuni versi della Bibbia per il ristoro dell’anima :
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (MT 11,28-30 ):
“Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome”( Salmo 23,3 );
“…gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (PT 5,7 );
“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesú” ( Filippesi 4,6-7);
“Guariscimi, Signore, e sarò guarito; salvami, e sarò salvo; poiché tu sei la mia lode” ( Geremia 17,14) ;
“Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato”(Galati 6,1);
“Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in piú” (MT 6,33);
“Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore” (1Giovanni 4,18);
“Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio” (Salmo 42,11);
“Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima?” ( MT 16,26)
Versi biblici sul corpo tempio dello Spirito Santo, tabernacolo in cui abita il Signore e adoriamo Dio presente in noi (1Corinzi 6,19-20) :
“Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere,tu mi conosci fino in fondo” (Salmo 139,13-14);
“Un cuore lieto fa bene al corpo, uno spirito abbattuto inaridisce le ossa” ( Proverbi 17,22 );
“Non credere di essere saggio,temi il Signore e stà lontano dal male. Salute sarà per il tuo corpo e un refrigerio per le tue ossa” ( Proverbi 3,7-8) ;
“E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna” (MT 10,28 );
“Poiché tutti quanti manchiamo in molte cose. Se uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo” (Giacomo 3,2 );
“Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito” ( Luca 12,22 -23);
“O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia,a te anela la mia carne,come terra deserta,arida, senz’acqua” (Salmo 63,2);
“E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!” (Colossesi 3,15 );
“Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” ((MT 26,41).
Così adorando con la nostra anima Dio vivo in noi, come Pietro diveniamo pietre vive per costruire un edficio spirtuale di cui Gesù è la pietra angolare , offrendo per mezzo Suo con un sacerdozio santo , sacrifici spirituali a Lui graditi ( 1PT 2,4-5).
Cinzia Notaro.
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11 commenti su “Mens Sana in Corpore Sano. Che significato Può Avere per i Cristiani? Cinzia Notaro.”
Grazie delle bellissime citazioni.Diceva Padre Pio che quando verrà il momento della prova non bisogna ascoltare nessuno,ma seguire la Parola di DIO e la fede dei Padri.
Brava Cristina, segui sempre la Parola di Dio e la fede dei Padri e dei Santi, compreso San Giovanni XXIII che ne disse e ne fece di cotte e di crude contro “San” Padre Pio. Ed aggiungo anche il vescovo cappuccino di Padova Girolamo Bortignon, che conobbi personalmente, il più acerrimo nemico del suo “santo” confratello. E le “ragioni” sono sempre quelle medesime per cui, invece, un altro “santo subito” fece più “subito” santo il Pio.
Infatti non si diventa santi dopo la morte, se non si è stati santi prima.
Tutto è questione di “miracoli”!
Gesù, prima di fare il miracolo, chiedeva la “fede”. Così almeno insegna il vangelo! Sempre che abbia capito bene questo passo!
Anzi il card. Roncalli si trovava in episcopio a Padova a neanche una ventina di giorni dal conclave che lo avrebbe eletto papa!
“Tutto è un grande miracolo” mi diceva la prima miracolata, signora Diana Basile, dalla “Madonna postina” secondo la definizione di papa Francesco, il Grande.
Grandi sono tutte le opere di Dio!
Cara Cristina.
LA PAROLA DI DIO.
Non è una parola da niente!…..
Il canone muratoriano (a) fol.2a 7-9 = linee 69-71, scritto in un latino barbaro, ci fornisce la chiave di chi può essere l’autore del libro della Sapienza.
Così riporta: “et sapientia ab amicis Salomonis in honorem ipsius scripta”.
Samuel Prideaux Tregelles ha fatto questa retrotraduzione nella lingua di Filone: “καὶ ὴ Σοφία Σαλομὸνις ὑπο Φίλωνις είς την τιμὴν αυτοῦ γεγραμμένη”: “e la sapienza di Salomone da Filone in onore di lui è stata scritta”.
“ΣΟΦΙΑ ΣΑΛΩΜΩΝΩΣ” è il titolo con cui appare nella LXX e non esiste il testo nella Bibbia ebraica.
Si contrappongono e vengono definiti “empi” (Ασεβεῖς) coloro che negano un concetto che per la prima volta appare nel cosiddetto libro sacro ed ispirato, cioè l’immortalità (“ἀφθαρσίᾳ”. Termine sconosciuto all’AT ebraico! ma familiare alla cultura greca ed indicava l’immortalità del ricordo, non certo quella stessa immortalità che gode la Divinità! Anzi è, costituisce la natura della stessa Divinità!).
“Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità;
lo fece ad immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà.”
Ritengo che ogni traduzione è sempre, a modo proprio, una lotta per la verità, ma la conseguenza è sempre un’effimera vittoria su un’altra verità pure effimera.
La “verità” cioè la “senza-dimenticanza” è ancora irraggiungibile per il cervello umano.
“ἅπαξ ἐλάλησεν ὁ θεος δύο ταῦτα ἤκουσα”
“una soltanto ha detto il Dio [per la precisione: “ELOHIM”], due queste ho capito” sta scritto in un salmo. Ed in ciò trova la sua “passione” l’uomo secondo il decreto di Giove:
“τὸν πάθει μάθος” (ΑΓΑΜΕΜΝΩΝ, 177). Patendo conoscere.
Credere non è lo stesso di aver fede. Anche il Signore YHWH dell’AT chiede “emunàh” fiducia in Lui solo.
“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, benedetto l’uomo che confida nel Signore”.
L’uomo può anche credere che la realtà delle cose stia così o cosà, ma la fiducia, alias Fede, è vita, speranza, desiderio (de sideribus).
Tutte belle parole, ma anche alquanto sospette.
Ecco:
“Fin quando non si capirà che esiste un’anima che non si nutre e neanche potrebbe nutrirsi di materia si è destinati ad essere depressi, di cattivo umore e sempre più egoisti !”
Mi sono imbattuto in un certo Rutilio Namanziano, che in tempi non sospetti, osservando i monaci cristiani che erano dediti alla salvezza dell’anima incuranti del corpo scriveva che la maga Circe aveva trasformato solo i corpi umani in maiali, ma occorreva l’avvento del cristianesimo per trasformare anche le menti insieme col corpo.
Noto poi che i santi monaci distrussero tutte le copie esistenti del De rerum natura. Ma una sopravvisse e fu scoperta da un segretario di papa, Poggio Bracciolini e dice che la Natura ci latra in continuazione (ci ricorda) il desiderio che il corpo sia esente da ogni male ed in pari tempo la mente libera da ogni preoccupazione e nient’altro. E lasciamo stare la Storia criminale del cristianesimo di quel tale!
In un corpo sano la mente è sempre sana se segue la “Natura, Dea di Tutto, Vita eterna ed anche Provvidenza immortale. Tutto Le appartiene e Tutto da sola genera e nutre”. Così recita un bellissimo inno orfico. E Gesù stesso, in Vaticano, venne paragonato a questo Orfeo, il quale “mortem reserasti” come recita la colletta del giorno di Pasqua sempiterna.
Cara Rolando , …sei più di là che si qua. Uno on meno per la battaglia che ci aspetta.
Carissimo e…bellissimo ORSO G., intanto sono un maschio, come lo fu Gesù, ma diversamente da Lui, non ho il pene circonciso.
Scrivi con sicumera certezza: “Uno on meno per la battaglia che ci aspetta.”!
Insomma, te la vuoi combattere tutta tu e, nella tua amorosa gentilezza cristiana, me ne esenti con assoluta certezza. Ti ringrazio. Ma ti assicuro con la Parola di Dio, che altri mille anni sono meno di un giorno agli occhi del Buon Dio.
Pertanto auguro al buon ORSO: ad multos annos vivas!
Carissimo ORSO GARIBOZZI, non dimentico mai né voglio dimenticare, anche qui, la cosa più importante e tu me ne dai l’occasione, cioè ringraziare il Buon Dio per tutti gli anni che mi ha regalato e che vorrà, se vorrà, ancora accordarmi.
La “Sua” parola al versetto 10 del salmo 90 decreta: ” I giorni de gli anni nostri in sé settanta anni oppure in forze ottanta anni, ma la boria loro fatica ed iniquità poiché passa presto e voliamo via”.
Pertanto innanzitutti voglio ringraziare il mio Dio e Signore fino all’ultimo respiro: “Ago tibi gratias omnipotens Deus pro universis beneficiis tuis”.
E poi ringrazio anche te, dolce ORSO, per avermi indotto al ricordo anche in questa occasione: “Dignare, Domine, retribuere omnibus nobis bona facientibus propter nomen tuum” e “vitam aeternam”, il più tardi possibile!
E dato che sono in questo salmo, non posso non accennare al famosissimo versetto due: “Prima che monti nascessero e [Tu/ ELOHIM ADONAI] generassi terra e mondo e da sempre fino a sempre Tu EL sei”.
La danza del creato è qui all’origine in forma acrostica delle cinque misteriose parole del famoso QUADRATO MAGICO, conosciuto già in Babilonia nel VI-V secolo a.e.v.
SATOR
AREPO
TENET
OPERA
ROTAS.
Le medesime lettere si possono anche stendere in forma di croce:
P
A
T
E
R
P A T E R N O S T E R
O
S
T
E
R
con due “a” alfa e due “o” omega per i quattro quadranti.
E, dato poi che siamo in quaresima, ed è doveroso meditare sul racconto della Passione di Gesù, mi piace leggere quello più antico raccontato da tal Marco e soffermarmi su questo versetto:
“Un giovinotto però lo seguiva, vestito di un lenzuolo sul [corpo] nudo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo fuggì via nudo”.
I preti preconciliari, quindi insospettabili, ci insegnavano in seminario che qui lo scrittore del racconto “aveva messo la propria firma”.
Una cosa però mi è apparsa rivelatrice da quando mi sono imbattuto nell’opera “De Josepho” di Filone Alessandrino. Al paragrafo 49 appare la stessa identica “scena” evangelica con gli stessi termini greci chiave!
Il giovanotto Giuseppe è l’uomo politico di Dio che veste la veste variopinta della politica umana, che non cedendo alle voglie passionali della Politica-Malafemmina si lascia strappare la veste preferendo rimanere nudo nella sola vera politica del Padrone dell’Universo!
Ciaoooo…
E dato che siamo in argomento (interessante no?) su cose “spirituali” vedo e noto che fondamentalisti e/o tradizionalisti cristiano-cattolici sono per “credo” preoccupati del fatto che se tutte le dottrine religiose vengono assunte come validi percorsi da praticare per accedere al mistero di Dio Ineffabile [Concilio pastorale?], il valore della redenzione di Gesù, avvenuto nella pienezza dei tempi della Storia, risulterebbe del tutto vanificato, inutile!
Logica e buon senso, innanzitutto, mi suggerirebbero che nulla è vanificabile di ciò che Dio permette nella Storia. Ne andrebbe di mezzo, per di più, la Sua stessa Divina Provvidenza che sa ricavare il bene anche dal male e…senza scomodare Isaia 45,7!
Temo che più che il concetto di redenzione cristiana, subirebbe una “vanificazione” l’identificazione del Verbo con il Dio stesso! Ovviamente il Verbo fatto uomo, fatto “carne”, cioè Gesù storico.
La retta dottrina insegna che la prova “storica” della Divinità di Gesù sia proprio la sua Resurrezione dai morti entro tre giorni, nel terzo giorno, dopo tre giorni.
Ma Gesù stesso, inventando una parabola, ha detto che neanche se “uno” [Lazzaro] resuscitasse dai morti gli uomini crederebbero!
Inoltre il sacrificio di Isacco da parte del Padre Abramo è rimasto incompiuto perché YHWH si è accontentato della sincera, seppur dolorosa, tragica ed inumana intenzionalità del padre Abramo. Ma mi chiedo… se la resurrezione della carne è un dogma…una realtà… Certo anche Isacco, se immolato, poteva essere resuscitato, tenendo presente che l’uomo Gesù ebreo e nazoreo resuscitò nella Storia proprio come uomo perché come Dio non poteva né soffrire, né morire e quindi neppure resuscitare. Infatti in Atti, Pietro parla chiaro: Dio resuscitò dai morti colui che voi avete crocifisso. Quel Dio stesso che aveva gradito la tragica intenzione di Abramo. Credere non è la stessa cosa di aver fiducia/fede. Nell’Amore si ha Fede/Fiducia cieca senza alcun ostacolo di storiche credenze dottrinali, sospette per molteplice umana virulenza.
Ho detto la mia. Ma…
Ah, ORSO GARIBOZZI carissimo e stimatissimo: è più quel che dimentico che quel che ricordo!
” OGNI GIORNO DEL NOSTRO CAMMINO SULLA TERRA È UN DONO SEMPRE NUOVO DEL TUO AMORE “, mi sembra si recitasse/reciti in un prefazio della messa!
Controlla, per favore, se ricordo bene! Grazie.
Ben detto. D’accordo.
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