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3 commenti su “Il Pensiero di Joseph Ratzinger, il Magistero di Benedetto XVI.”
Testimoniare oggi per me Papa BXVI, significa testimoniare il suo amore per NSGC, e per i Suoi Figli che il Signore gli ha affidato, in qualità di Suo Vicario sulla Terra. Testimoniare oggi per me Papa BXVI significa testimoniare la sua mitezza, la sua umiltà, il suo grande senso di responsabilità, la profondità delle sue parole, il suo sguardo nitido e cristallino, il suo sorriso mansueto ed accogliente. Testimoniare oggi per me Papa BXVI, significa testimoniare il suo lavoro instancabile nella Vigna del Signore, a cui ha chiamato a lavorare tutti gli uomini di buona volontà, per offrire al Signore buoni frutti, coltivati nella fede, nella speranza e nella carità. Testimoniare oggi per me Papa BXVI significa testimoniare la sua sofferenza, il suo offrirsi al Signore ai piedi della Croce, nel silenzio umiliante del Mondo che non lo ha accolto, ma per il quale ha continuato, da unico, vero e legittimo Papa regnante, a pregare e a soffrire, fedele fino alla morte alla missione che il Signore gli ha affidato e nei modi in cui il Signore ha voluto la portasse a termine. Oggi per me onorare la sua memoria, il suo esempio, il suo “martirio”, significa dare testimonianza alla Verità!
E non dimenticare la sordità di chi dovrebbe capire.
Se ad un nato sordo mostro il filmato di una banda musicale e gli chiedo che cosa, secondo lui, sta avvenendo mi risponderà (più o meno) : si tratta di una cinquantina di matti che si divertono a soffiare in tubi di tutte le forme, con uno in piedi che smania minacciandoli con una bacchetta e un altro che si diverte a dare mazzate ad un grosso cilindro. Capita l’antifona?
Come si fa ad essere eletti? Bisogna essere votati.
E perchè dovrebbero votarli? Perchè hanno notorietà.
E chi li rende noti? Quelli che parlano bene di loro.
Anche se fanno del male? Lo tacciono per dirne bene.
La nostra società dell’elezione conosce solo questo.
In pratica una rappresentazione, dominio d’apparenza.
Si appare e per apparire ci si maschera e traveste.
Poi c’è chi suona la grancassa, con uno spartito preciso.
Più del partito ormai votano tutti lo spartito.
Il mondo sedicente civile, occidentale, è un simulacro.
Un’apparenza priva di reale consistenza, ipocrita.
Il sepolcro imbiancato, farisaica imbiancatura di tombe per mantenere una purità legale.
Lo spartito non viene eletto, ma solo suonato.
Le grancasse e tutta l’orchestra son dirette a bacchetta.
Possono esserci delle note stonate? Non in quel motivo.
Chi stona è democraticamente silenziato.
Viene fraternamente e accoglionamente emarginato.
Un direttore, una sola musica, e va saputa a memoria.
Tutti liberi di essere uguali, cioè trattati come animali.
Questa è la triste realtà dell’apparente progredita civiltà.
L’indietrista, il non progredito, chi sta ancora nella gabbia, legge che in quel tempo Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”.
Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Le elezioni in Cielo funzionano diversamente.
Non c’è la grancassa. E non si raccontano balle.
Benedetto XVI mi ha insegnato l’amore per la Verità.
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