Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un dibattio intorno alla figura e alla santità di Santa Giovanna D’Arco. Buona lettura e diffusione.
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Da giorni si è acceso un dibattito intorno alla figura di Santa Giovanna d’Arco, eroina francese, detta la pulzella d’Orleans morta sul rogo il 30 maggio del 1431 a Rouen.
Da una parte c’è chi ne ha fatto un’icona femminista, il primo esempio di donna simbolo del riscatto femminile, capace di superare gli uomini nell’abilità militare, guidando con coraggio e determinazione l’esercito francese alla vittoria contro gli inglesi.
Dall’altra i cattolici più tradizionalisti che rifiutano totalmente il santino femminista e ne rivendicano invece la santità riconosciuta ufficialmente nel secolo scorso da papa Benedetto XV.
Ho sempre ammirato la figura di Giovanna d’Arco, ma ammetto che sulla sua santità ho spesso nutrito dubbi: figura esemplare, ha guidato gli eserciti francesi alla riscossa contro gli inglesi per liberare la Francia dal dominio straniero; e lo avrebbe fatto perché questa era la volontà di Dio.
Ma la guerra dei cent’anni, dentro cui si è svolta la storia e la missione eroica di Giovanna, non fu una guerra di religione, e per altro la riforma protestante e lo scisma anglicano di Enrico VIII erano eventi ancora lontani nel tempo.
La guerra dei cent’anni nacque per ragioni dinastiche, ovvero con la rivendicazione del trono di Francia da parte di Edoardo III d’Inghilterra e diventò poi una guerra di conquista.
Prima domanda: perché Dio avrebbe dovuto parteggiare in questa contesa per la Francia contro l’Inghilterra considerando che, in quel momento, entrambe erano nazioni cattoliche? Perché avrebbe dovuto spingere Giovanna ad una missione militare che non aveva pressoché nulla di religioso?
Una domanda che mi sorge oltremodo spontanea pensando a ciò che sarebbe avvenuto un secolo dopo, esattamente alla fine del 1500 nella guerra fra Spagna e Inghilterra.
Quella si una guerra di religione, fra la cattolicissima Spagna di Filippo II e l’Inghilterra protestante, che sotto Elisabetta stava cancellando il cattolicesimo; eppure l’Invincibile Armata spagnola che avrebbe dovuto sconfiggere gli inglesi e detronizzare l’eretica Elisabetta per ripristinare il cattolicesimo a Londra, fu distrutta dalla flotta inglese con il contributo del tempo; infatti contro gli spagnoli si abbatterono delle violentissime tempeste che danneggiarono gravemente le navi spagnoli e pregiudicarono l’esito della guerra a totale vantaggio degli inglesi.
I protestanti lessero tutto ciò come una benedizione divina e come la prova che Dio fosse favorevole alla riforma e contro la Chiesa di Roma.
Quindi, tornando a Giovanna d’Arco, è credibile che Dio sia intervenuto in maniera così decisiva in favore dei francesi nella guerra dei cent’anni inviando Giovanna sul campo e poi in seguito, lasciare che la Spagna cattolica fosse così rovinosamente sconfitta dall’Inghilterra anglicana?
Giovanna fu un’eroina senza dubbio, ma da qui a ritenere che nella sua azione militare fosse mossa da Dio ce ne corre.
Il suo processo fu sicuramente una farsa e la Chiesa stessa lo riconobbe annullando la sua condanna a morte per eresia e riabilitandola: quel processo fu sicuramente scandaloso, come scandalosa fu la condotta di Pietro Cauchon vescovo di Beauvais che si rese protagonista di atti proibitivi e blasfemi contro Giovanna pur di trarla in inganno, farla cadere in contraddizione e poterla accusare di eresia (sarà addirittura scomunicato post mortem da papa Callisto III per la sua ignobile condotta) ma va altresì riconosciuto che la revisione del suo processo da parte della Chiesa fu motivata soprattutto da ragioni prettamente politiche, ovvero dai rinnovati rapporti e dalle intese diplomatiche fra il papa e il regno di Francia, che voleva ad ogni costo un riconoscimento post mortem delle giuste ragioni di Giovanna.
La stessa beatificazione e canonizzazione di Giovanna d’Arco, decretate rispettivamente da Pio X e da Benedetto XV ebbero un forte valore simbolico e politico, nel momento in cui in Francia divampava l’anticlericalismo e la santificazione di Giovanna, già considerata eroina nazionale, contribuì a pacificare i rapporti fra la Chiesa e i cattolici francesi; e ciò in considerazione della posizione contro la prima guerra mondiale che Benedetto XV aveva manifestato e che a Parigi era stata accolta con molta ostilità anche dai cattolici, al punto che il papa fu addirittura soprannominato maledetto XV e accusato di parteggiare per l’Austria.
Poi ovviamente c’è tutto il capitolo sulle virtù eroiche di Giovanna, la sua strenua difesa della propria purezza, la fede che seppe trasmettere nella truppe francesi, i miracoli che dopo la morte le sono stati attribuiti, ma personalmente credo che la sua storia sia ascrivibile a quella di una grande eroina, che ha combattuto per un’ideale e per la liberazione di un popolo oppresso; dubito che dietro tutto ciò ci possa essere stato davvero un intervento divino o che davvero potesse essere volontà di Dio capovolgere i destini dell’Europa.
Penso piuttosto che Giovanna sia stata una grande donna di fede che però ha forse con un eccesso di fede ha confuso la missione di salvezza del suo Paese con la salvezza dell’umanità nel nome di Dio.
Americo Mascarucci
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19 commenti su “Giovanna D’Arco: Eroina, Donna di Grande Fede, ma Santa? Ho i Miei Dubbi…Americo Mascarucci.”
Lasciamo il passato alla sua epoca, occupiamoci del presente piuttosto complicato foriero d ‘un futuro denso di incognite.
Ha ragione.. ma negli ultimi giorni si è acceso un dibattito intorno alla figura di Giovanna D’ Arco in occasione della festività del 30 maggio fra chi ne ha fatto un’ icona femminista e chi ne ha difeso la santità..io ho detto la mia….
Se è lecito che l’autore possa esprimere una sua opinione sui santi canonici, anche buttando nel Wc le decisioni della Chiesa, allora è giusto da parte dei lettori intervenire, non solo cercando di smantellare l’errato abbinamento della storia/nazioni col volere di Dio del dott. Mascarucci, ma ricordando la sua, quanto la nostra, incapacità di poter giudicare la volontà di Dio e anche quella volontà che ha espresso la Chiesa su questa donna. Santificazione voluta dalla Chiesa prendendo in esame non la nazione cui apparteneva ma le sue virtú eroiche, dove l’eroismo non é quello di saper usare la spada e dove il coraggio va ben oltre i fatti d’arme. Come il coraggio di combattere gli impostori e coloro che occupano troni e uffici rubati con la violenza o l’inganno. Proprio quel coraggio spirituale che manca e che forse neanche comprende il nostro Mascarucci che dovrebbe combattere l’invasore americano a Roma e invece lo esalta!
Potrei dire che questo modo di pensare fa parte della nuova religione prevosticola e non sbaglierei. Ma la santità può, e lo è, anche essere mezzo di educazione e paragone per il politico e dove purezza di cuore, onestá d’agire e amore per il proprio popolo, sono giuste direttrici per i Governi. Ma non voglio essere offensiva, basta solo ricordare che la Chiesa Cattolica, quella di una volta non era solo visibile, come ci ripete don PP, era soprattutto santa. Ora non più, è laida e quindi non è più Chiesa; anzi la santità è divenuta un difetto tale che il più spovveduto si sente autorizzato a metterla in dubbio e a mettere in dubbio che una grande fede non porti alla santità.
Ricapitolando il senso dell’articolo:
– Io credo nella grande fede ma non nella sua santità.
– Io credo che fosse un impostora, una esaltata, una visionaria, perchè Dio non poteva volere questa guerra… io so cosa vuole Dio!
– Poi ci sono i miracoli ma vabbeh capitano.
– Poi c’è la canonizzazione, ma vabbeh era una cosa politica anche se fu una decisione del Munus di un papa…
…ma i papi sbagliano! Vero dott. Mascarucci?
Avere tante, troppe idee strambalate non è peccato ma è come spingerci al peccato rifilandone un paio alla settimana su questo povero Blog, con la impotenza di non poter mettere un grosso tappo lì da dove escono.
La libertà di parola andrebbe usata per far valere la verità e la giustizia, non per passare il tempo, carissimo Mascarucci!
Gentile signora, il prossimo articolo verterà sulla ricetta delle trofie al pesto di spinaci…..sono certo che troverà anche in quel caso il modo di ripetere per l’ennesima volta la tesi di Leone che non è papa…….del resto mi pare che oltre ad offendere lei non sa andare oltre ….
Caro Mascarucci,
il suo ragionamento parte da un errore di fondo: immaginare l’intervento di Dio nella storia come una specie di “tifo soprannaturale” per una nazione contro un’altra, come qualcuno vorrebbe anche oggi.
Dio non è il cappellano militare dei francesi, degli spagnoli, dei russi, degli israeliani o degli inglesi.
La santità di Giovanna d’Arco non consiste nell’aver “vinto una guerra”, ma nell’aver vissuto eroicamente le virtù cristiane dentro una missione che la Chiesa, dopo lunghi discernimenti, ha riconosciuto autentica.
Lei inoltre oppone impropriamente:
* la Guerra dei Cent’anni,
* l’Invincibile Armata,
* la Riforma protestante,
come se la Provvidenza divina dovesse manifestarsi sempre con vittorie militari dei “buoni”.
Ma allora dovremmo concludere che Dio abbandonò anche i crociati, Costantinopoli, i martiri inglesi, i cattolici della Vandea e perfino Cristo sulla Croce.
La storia della salvezza non coincide con il successo politico.
Quanto poi alla canonizzazione “politica”, l’argomento prova troppo. Anche san Tommaso Moro, san Pio X o tanti altri santi ebbero inevitabilmente ricadute storiche e politiche. Questo non invalida affatto la santità.
Infine, ridurre Giovanna a “grande eroina con eccesso di fede” significa ignorare ciò che colpì la Chiesa:
* la purezza della vita,
* l’obbedienza,
* la forza soprannaturale,
* la lucidità nel processo,
* la perseveranza nella fede fino al rogo,
* e i segni spirituali riconosciuti nei processi canonici.
Il problema moderno è che si accetta facilmente una Giovanna femminista, nazionalista o rivoluzionaria, ma si fatica ad accettare una Giovanna mistica e santa.
Eppure è precisamente quest’ultima che la Chiesa ha canonizzato.
Caro don Pietro Paolo, Giovanna D’Arco è conosciuta ed è passata alla storia per le sue imprese militari. In Francia è venerata come eroina guerriera, non per la sua fede. Che poi sia stata una donna di fede non lo metto in dubbio. Ma Giovanna dichiarò di aver agito ispirata da voci celesti e di essersi assunta la missione di liberare la Francia perché questa era la volontà di Dio. Allora diciamo che Dio non c’entra assolutamente nulla nella guerra dei cent’anni e che non c’era nulla di divino nel liberare Orleans dall’occupazione inglese. Vede, Marco D’Aviano guidò le truppe cristiane contro gli ottomani salvando l’Europa dall’invasione islamica e impedendo l’islamizzazione dell’Occidente……ma non disse mai che quella era la volontà di Dio ma che in nome di Dio era necessario salvare l’Europa dal rischio di una colonizzazione musulmana……Quanto al resto, perché ci sono voluti cinque secoli per canonizzare Giovanna d’Arco se le sue virtù erano così note e certe? E come mai proprio nel momento in cui in Francia si stava perseguitando la Chiesa ad opera della terza repubblica laica e massonica? E non è strano che la canonizzazione sia arrivata soltanto nel 1920 e che proprio il gesto di Benedetto XV abbia contribuito a sanare la frattura fra Roma e l’episcopato francese dopo le tensioni seguite ai pronunciamenti del pontefice contro l’intervento bellico, interpretato a Parigi come un appoggio indiretto della Chiesa all’Austria? Mi perdoni, ma io ci vedo molta politica in tutto questo….e del resto accettare i santi incondizionatamente non è un dogma di fede………non a caso la Chiesa tiene a distinguere la venerazione per i santi dall’adorazione che spetta unicamente a nostro Signore Gesù Cristo……
“accettare i santi incondizionatamente non è un dogma di fede…”
Non credo che don PP le faccia passare queste sciocchezze pubbliche carissimo Mascarucci…
Quando un papa riconosce santa una persona, lo fa in una occasione che mette in gioco tutta la potenza del Munus petrino, quando cioé si pronuncia in modo infallibile. La Costituzione Dogmatica Pastor Aeternus definisce “infallibili“ per se stesse e non per il consenso della Chiesa” (né dei tanti Mascarucci), le definizioni primaziali in materia “di fede e di costumi” proclamate dal Papa ex cathedra e fra queste c’e il riconoscimento (non la attribuzione) della santitá.
I santi sono riconosciuti e proposti al popolo dal MAGISTERO INFALLIBILE e, caro Mascarucci, é obbligatorio obbedirvi e allinearsi: é obbedienza dovuta far proprie le indicazioni delle virtú dei santi che il papa propone come modello per ogni fedele. Questa infallibilitá, anche nel caso delle canonizzazioni, é domma, ho detto DOMMA, al quale lei deve obbedire altrimenti passa per eretico.
Caro Mascarucci deve accettare che la santitá dichiarata dal papa equivalga ad aver riconosciuto in Paradiso Giovanna d’Arco. Lei, per ignoranza o indolenza, se insiste nelle sue baggianate, é eretico per non riconoscere la primazia del Papa, é eretico nel non riconoscere la sua infallibilitá nei processi di canonizzazione, lei é eretico per non obbedire alla Dottrina cattolica che le impone quanto specificato sopra e le impone di riconoscere “sante” le persone indicategli dal Magistero ed é eretico se si rifiuta di seguirne le virtú, é infine eretico se si rifiuta di ammettere di doverle venerarle, poiché sono imitaziome di Cristo. Poi se tutta la sua prosopopea discende dalla chiesa sinodale e dai due tizi che se la sono inventata, non é una giustificazione valida.
Carissimo Mascarucci, senta il consiglio di una persona che potrebbe essere per etá sua mamma: si dedichi a qualche attivitá manuale o se vuole scrivere magari descriva ricette di cucina, ma lasci teologia e dottrina, non fanno per lei.
“Roma locuta est, causa finita est” (Sant’Agostino).
Oggi vorrei parlarvi di Santa Giovanna d’arco (Benedetto XIV)
https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110126.html
Non metto in dubbio ciò che scrive Benedetto XVI ma ciò non toglie nulla a ciò che penso……la canonizzazione di Giovanna d’Arco è avvenuta cinque secoli dopo e in un periodo in cui nella Francia di fine ottocento e inizio Novecento era molto forte l’anticlericalismo e i francesi si stavano allontanando dalla fede. In più la posizione di Benedetto XV contro la prima guerra mondiale aveva creato una spaccatura fra la Chiesa e i cattolici francesi favorevoli al conflitto contro l’Austria…..parliamoci chiaro, i santi spesso rispecchiano le esigenze della Chiesa del tempo…..Pio X è stato canonizzato mentre in Europa divampava il modernismo specie in Francia, come Rosmini è stato beatificato perché c’è stato il Concilio Vaticano II……
Ma lei c’era ?
C. Gazzoli
Vous pensez donc que cette jeune fille de 17 ans a pu réaliser les oeuvres qu’on lui attribue sans aucune assistance de Dieu ?
Vos propos ne sont pas de nature à convaincre et à vous rendre crédible. Doit-on s’attendre à ce que vous traitiez de la sorte d’autres saints et saintes ou d’autres personnages célèbres comme, .par exemple, le pape Benoît XVI ?
Mi dispiace ma io non credo che Dio possa immischiarsi nella politica o peggio ancora tifare per una parte contro un’ altra. Se così fosse la storia sarebbe stata diversa e non avremmo probabilmente conosciuto tanti orrori. Vede ci sono tanti che leggono invece le voci di Giovanna sotto aspetti magici ed esoterici. …io ritengo che è stata una grande condottiera ma che dietro a lei ci possa essere stata la mano di Dio mi dispiace ma ho i miei dubbi. E come detto la sua canonizzazione è avvenuta in contesti che fanno sorgere in me il legittimo sospetto dell’ opportunità politica…. ciò detto sui santi non esiste alcun dogmz di fede quindi mi sento libero di esprimere dubbi
L’autore di questo articolo vive la fede secondo me per questo, come in tante altre occasioni, giunge a conclusioni assai bizzarre e totalmente errate.
Ho riportato fatto storici. Mi spieghi lei che dovrebbe essere un sacerdota dove sarebbero gli errori e le bizzarrie…..entri nel merito e smentisca ciò che ho scritto .
Con carità e umiltà occorre vedere la bellezza della sua anima, in questa povera devota e santa, l’azione di Dio.
Nel cuore della piccola furono Rivelati i Misteri di Dio, e rimasero nascosti ai dotti e sapienti privi di umiltà, ed erano,
radicalmente incapaci di comprenderla e che non sapevano di condannare una santa, che ha invocato il Santissimo Nome di Gesù,
fino agli ultimi istanti della sua vita, pronunciando il nome di Gesù mentre fissava il crocifisso astile processionale
che a uno dei suoi sacerdoti (frate Isembard de la Pierre) chiese di tenere davanti alla Pira.
Ha molto amato il Cristo, e ha cercato di compiere sempre la sua volontà, e di rimanere in grazia di Dio osservando il voto perpetuo che aveva fatto.
Ogni sua azione era precuduta dalla preghiera. Ella viveva nella contemplazione di Gesù “Re del Cielo e della Terra”.
nel suo stendardo fece dipingere l’immagine di “Nostro Signore che tiene il mondo” (ibid., p. 172)
“Nostro Signore servito per primo” (PCon, I, p. 288; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 223) questa era la sua bella espressione,
e sempre lo ha tenuto al primo posto nella sua vita.
Più di un sacerdote una volta mi disse che Giovanna d’Arco desiderava così ardentemente ricevere la comunione che,
addirittura l’Ostia Santa si sollevò fino a raggiungerla e si comunicò così per la prima volta nella sua Vità osservando sempre il voto che aveva fatto.
Siamo abituati ad immaginare Giovanna d’Arco che dica “Voglio essere una cosa sola con Te, adesso!” e che prende con le sue mani la Santissima Ostia dalla Pisside,
ma per lei non fu proprio così, la comunione la fece devotamente con la lingua, con la santa Ostia che la raggiunse,
per l’Azione dell’Effusione dello Spirito. Ahimè oggi giorno guide cieche e chi gli va a presso, la chiamano inappropriatamente “rugiada” …
Non so se fu processata dalla falsa inquisizione o da infiltrati nella vera Santa Inquisizione,
e se “l’analfabeta” fu realmente raggirata costringendola a firmare con una ics,
o se la vera Santa Inquisizione ha con pietà abbia seperato ciò che veniva da Dio,
da ciò che non veniva da Dio, ma dalla volontà umana e non coincidente a quella Divina,
provando il suo cuore nel “fuoco del crogiuolo”, ma questa ipotesi non trova riscontro.
Un dato certo è che nel processo solenne nel 1431 a presiederlo furono due ecclesiastici,
il vescovo Pierre Cauchon (l’organizzatore del processo, che in seguito al ribaltamento del verdetto fu scomunicato nel 1455)
e l’INQUISITORE Jean le Maistre,
ma che in realtà a guidare il processo furono un gruppo di teologi dell’Università,
che l’accusarono di essere una strega e la condannarono come eretica, negando quindi l’AZIONE DI DIO in lei e la POTENZA DI DIO,
e la Rivelazone nei Messaggi che la Santa ricevette nella sua vita devozionale e di preghiera in comunione con Dio.
Nel processo del 1431 del 9 gennaio a giudicare la Santa, ad interogarla a fondo furono una cinquantina di uomini dotti
della sua patria e di quella avversaria,
Vescovi, avvocati, ecclesiastici, prelati di vario grado, sui capi di mputazione di:
idolatria,
scisma
apostasia.
Con fede e con precisione rispose alle accuse delle false ricostruzioni.
Le viene chiesto se sono in grazia di Dio e la replica è:
“Se ci sono Iddio mi custodisca; se non vi ci sono, Iddio voglia collocarmici perchè preferirei morire che non essere nell’amore di Dio”.
Al suo ritorno a Chinon, tra il 27 marzo e il 5 aprile, Giovanna consegnò al re una corona d’oro come segno della sua promessa di condurlo all’incoronazione.
È l’inizio di un’epopea che vedrà realizzate tutte le promesse della Pucelle, dall’assedio di Orléans alla cacciata degli inglesi dalla Francia.
Nel 1430 la Santa Eroina fu abbandonata dal re che aveva aiutato, e del molto bene che gli ebbe fatto,
si vide tornare indietro non la riconoscenza e la gratitudine, ma l’ingratitudine e l’ostilità e il ben poco aiuto,
e fu fatta prigioniera e poi venduta ai suoi nemici.
Qui una biografia della Santa:
https://hozana.org/it/santi/santa-giovanna-d-arco
Dopo la sua morte avvenuta sul rogo a soli 19 anni nel 1431 per un iniquo processo,
sono trascorsi cinque secoli e poi è stata elevata agli onori dell’altare.
Giovanna s’Arco è stata canonizzata il 16 maggio 1920 da Papa benedetto XV.
E chissà quante sante anime mistiche del XX secolo abbiano desiderato di parteciparvi o vi anno partecipato.
Nel secondo processo detto processo di riabilitazione, detto anche processo di nullità di condanna
sono contenute le deposizioni di 120 testimoni oculari della sua vita
e queste testimonianze permettono di mettere in luce la santità della giovane.
Nell’infanzia, Giovanna, che aveva ricevuto dai suoi genitori un’educazione cristiana,
si dimostrò particolarmente caritatevole e piena di compassione verso i più poveri, i malati e tutti i sofferenti.
Qui le Cause dei Santi:
Canonizzazione, 16-05-1920
– Papa Benedetto XV –
https://www.causesanti.va/it/celebrazioni/canonizzazioni/1920/05/16.html
Qui la Beatficazione:
Una cronaca del 1909. La beatificazione di Giovanna d’Arco – Roma 18 aprile 1909
https://manoscritti.altervista.org/giovannadarco.html
BENEDETTO XVI
UDIENZA GENERALE
Aula Paolo VI
Mercoledì, 26 gennaio 2011
https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110126.html
Video
vod.vatican.va/udienza26012011.mov
Santa Giovanna d’Arco fu guidata verso la Volontà di Dio e confortata spiritualmente e infervorata di coraggio e infusa di determinazione
nel compiere la sua Missione, nelle sue imprese militari e nel sostenere la sua fede durante le avversità degli accusatori, grazie alle voci
di San Michele Arcangelo e da Santa Caterina d’Alessandria del IV secolo (patrona della sapienza e del coraggio e patrona dei filosofi) e Santa Margherita di Antiochia
e di altri santi suoi protettori dall’età di 13 anni.
La spada di Giovanna D’Arco, spesso associata a Santa Caterina, era una reliquia
che fu rinvenuta arruginita dietro l’altare della cappella di Sainte-Catherine-de-Fierbois che Dio aveva già scelto per lei.
Giovanna la volle con sé per guidare le truppe francesi, considerandola un dono Celeste arrivato tramite le sue visioni.
Sucessivamente, Giovanna fece realizzare per essa uno splendido fodero (guaina) in panno robusto di velluto rosso,
decorato con ricami in oro, a cui ne fu poi affiancato uno in cuoio di grande pregio.
Giovanna d’Arco si fece fare quindi un secondo fodero realizzato in cuoio resistente, perfetto per l’uso in battaglia e a cavallo.
I dettagli chiave di questa storica spada di santa Caterina che è molto più di un simbolo di fede,
di coraggio e determinazione e di lotta per la libertà, e di gloria a Dio,
e che riflettono l’umiltà e il coraggio della straordinaria semplice contadina e guerriera, includono:
1 Origine miracolosa: Su indicazione delle “voci” (tra cui quella di Santa Caterina d’Alessandria),
inviò un messaggero a prelevare l’arma nascosta nella chiesa.
2 Le croci: Sulla lama erano incise cinque croci.
Quando fu ritrovata, la lama era ricoperta da cinque croci. Si narra che la spada fosse appartenuta in origine al leggendario Carlo Martello
3 La rottura: La spada si spezzò in circostanze fortuite prima della fine della sua campagna militare.
Durante l’assedio di Parigi, la spada si ruppe dopo essere stata usata (secondo la leggenda per colpire il piatto di una donna del mestiere più vecchio del mondo);
questo gesto dispiacque molto a Giovanna, che la considerava una reliquia sacra Spada di Giovanna d’Arco:
Dopo l’esecuzione di Santa Giovanna d’Arco la spada rimase come tesoro nella collezione di Re Carlo VII,
nel corso del tempo scomparve e la sua ubicazione attuale rimane un enigma.
Giovanna D’Arco montava un cavallo nero, indossava un armatura,
il suo paggio portava lo stendardo bianco del Dio Benedicente detto il Fiordalisio Francese,
che solitamente portava ella stessa per non arrecare ferite mortali agli avversari,
teneva la spada nel fodero al suo fianco sinistro e nel fianco destro un qualcosa simile ad una piccola ascia.
La promessa della Corona, la spada ritrovata, la sua prima comunione, le vittorie, la sua guarigione miracolosa,
i messaggi e la sua grazia e l’osservanza del suo voto perpetuo, e l’invocazione al Santissimo nome di Gesù in punto di morte, e la sua conteplazione a Cristo Re del Cielo e della Terra,
e molto altro ci indicano che fosse sotto la protezione di Dio e che ha compiuto la sua missione secondo la Sua Volontà.
Difficile negare che agiografia e apologia costituiscano il “binario” per approntare le figure dei santi.
Ciò valendo ovviamente anche per Giovanna D’Arco.
Ritenere che composizioni agiografiche-apologetiche trasmettano l’esatta figura di un santo
è quanto meno ingenuo. Come si dice, ognuno tira l’acqua al proprio mulino.
C’è poi l’enigma della “volontà di Dio” che a parole si dice imperscrutabile
ma poi, da parte degli umani, non si dubita a stabilire quale sia!
I bacchettoni cattolici mai ammetteranno che la volontà di Dio si manifesta
tanto nelle vittorie quanto nelle sconfitte. E sbandierano la vittoria di Lepanto contro i Turchi
mentre tengono da parte la disfatta dell’Invincibile Armata ad opera degli inglesi.
Ma … anche le «violentissime tempeste che danneggiarono gravemente le navi spagnoli e pregiudicarono l’esito della guerra a totale vantaggio degli inglesi», non si scatenarono per volontà di Dio?
Esatto, quindi anche le apparenti malefatte dell’ultimo Re di Savoia, rientrano nel Disegno di DIo, ad opera del suo Re, non più Re, ma pur sempre Consacrato a DIo e in obbedienza a Lui.
Può darsi. Come potrebbe darsi che se la Francia fosse caduta oggi sarebbe pure lei protestante.
Lo sa Dio…
Però, di fondo, mi pare che mettiamo in dubbio le canonizzazioni (come altro) non tendiamo alcun servizio al Vangelo (e mostriamo scarsa fede).
Io credo che, se anche sbaglia – e di sicuro dolorosamente sbaglia ed ha miseramente sbagliato tante volte – la Chiesa, anche non sapendo il perché né perché davvero lo fa – e senza nemmeno sapere che sbaglia, ma forse pure orgogliosamente e arrogantemente, fa più quello che deve fare per la gloria di Dio.
S. Tommaso d’Aquino: “Dio permette il male perché ne ricava un bene maggiore”…
Certe cose, “quasi tutte”, le sa solo Dio…
Molto importante ciò che scrive Mascarucci! Dopo l’Enciclica del Papa e’ senza dubbio la riflessione più utile per i cattolici che leggono il Vangelo secondo topolino