Mons. Delpini Abolisce la Processione del Corpus Domini per le Vie di Milano. Solo in Cattedrale. MIL.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Messa in Latino, che ringraziamo per la cortesia. Che dire? Poi lamentiamoci per le invasioni silenziose che subiamo, ma un paio di domande su noi stessi poniamocele…Natura vacuum abhorret…e noi di che cosa siamo pieni (o vuoti?). Buona lettura e diffusione.

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Milano. Mons. Delpini abolisce la processione del Corpus Domini all’esterno

 

L'Arcivescovo al Corpus Domini dello scorso anno (foto Andrea Cherchi) Non siamo su Scherzi a parte, decristianizzazione a tutta forza. Dalla comunicazione UFFICIALE della Diocesi di Milano (QUI e sotto): “Le problematiche della viabilità caratterizzata da un traffico automobilistico sempre intenso – specie nelle zone semicentrali ma anche periferiche di Milano – rendono impraticabile la processione così come dovrebbe essere. Mentre in centro l’overturism rischia di farla apparire un’iniziativa folcloristica, perdendo quindi totalmente la natura e il senso del rito“.
Il triangolo intorno alla Cattedrale di Milano, piazza del Duomo, piazza Castello – piazza San Babila – piazza Fontana – corso Vittorio Emanuele è essenzialmente completamente pedonale. Dove vede Delpini le auto?
E allora il Pellegrinaggio Ad Petri Sedem a Roma, nel traffico infernale  sul Tevere intorno a Via della Conciliazione con 3500\4000 fedeli l’anno scorso, dobbiamo abolire anche quello?
E i turisti non sarebbero edificati, come succede al nostro Pellegrinaggio a Roma, da Gesù Sacramentato nelle strade di Milano? 
Vescovi curatori fallimentari del nulla. Dirigenti ASTEMI che dovrebbero vendere liquori. A 75 anni, Delpini ha scoperto che a Milano c’è il traffico. Povera Chiesa ambrosiana, meno male che l’agonia sta giungendo al termine.
Dovremmo proporlo, 
salva reverentia, al sindaco Sala come capo dei vigili dopo la pensione,visto che ha così a cuore il traffico cittadino. Pronti per l’obbediente ritorno alle Catacombe! C’è da augurarsi che anche CGIL (ma anche i Gay Pride) et alia seguano l’esempio e facciano le prossime processioni laiche al chiuso, evitando così le assurde congestioni di traffico nelle mattinate dei giorni lavorativi e con i negozi aperti.
Un appunto: ieri il centro cittadino di Milano (piazza Duomo compresa) è stato chiuso, e deviate 34 linee del servizio del trasporto pubblico, per il Giro d’Italia (foto sotto): si vede che il Giro d’Italia, per Delpini, è più importante del 
Corpus Domini.
«
Ci crede ancora?», come ha scritto un nostro lettore?
QUI e in fondo al post un’altra Cristianità di migliaia di giovani (che invece ci credono ancora): il Pellegrinaggio Parigi Chartres (QUI) che si sta svolgendo ora.
Luigi Casalini

Corpus Domini, processione in Duomo e non per le vie di Milano
Chiesa di Milano, 22-5-26

 

La novità per la celebrazione diocesana in programma il 4 giugno è motivata dalla congestione del traffico e dalla concentrazione turistica, che rischiano di svilire l’autentico significato del rito. Il Moderator Curiae monsignor Carlo Azzimonti: «L’Arcivescovo si muoverà tra le navate per benedire con il Santissimo Sacramento, così sarà l’Eucaristia a raggiungere i fedeli raccolti in Cattedrale»

di Annamaria BRACCINI

Sarà una novità significativa e riguarderà l’imminente celebrazione diocesana della solennità del Corpus Domini, in programma giovedì 4 giugno: la tradizionale processione si svolgerà infatti all’interno del Duomo e non per le vie di Milano. «Ovviamente si tratta di un cambiamento, maturato però dopo un’attenta riflessione sull’esperienza degli ultimi anni, quando la processione per le strade dei diversi quartieri di Milano – sia in pieno centro, sia in periferia – ha dato un esito purtroppo insoddisfacente», spiega il Moderator Curiae monsignor Carlo Azzimonti.

Perché insoddisfacente?
Perché il senso di camminare e pregare guidati dal Santissimo Sacramento portato tra le mani dall’Arcivescovo vuole manifestare, attraverso un gesto pubblico, qualcosa che è fondamentale per la nostra fede: adorare la presenza reale del Signore Gesù, il Crocifisso Risorto. Si tratta di un segno di amore, di affetto. Ma perché questo atto sia vero e sentito occorre che si diano le condizioni oggettive per vivere, nel profondo e nel raccoglimento, la preghiera, il canto, la meditazione. Purtroppo oggi, nella serata di un giorno feriale, come è il giovedì nel quale il Rito ambrosiano prevede la celebrazione del Corpus Domini, nella nostra città ciò non è possibile. Le problematiche della viabilità caratterizzata da un traffico automobilistico sempre intenso – specie nelle zone semicentrali ma anche periferiche di Milano – rendono impraticabile la processione così come dovrebbe essere. Mentre in centro l’overturism rischia di farla apparire un’iniziativa folcloristica, perdendo quindi totalmente la natura e il senso del rito.

Per questo si è deciso di rimanere per l’intera celebrazione tra le navate del Duomo?
Sì. Manteniamo la verità del gesto, con un tempo di adorazione silenziosa, ma insieme lo innoviamo con una benedizione che definirei itinerante. Infatti l’Arcivescovo si muoverà all’interno della Cattedrale per benedire con il Santissimo Sacramento, come per esempio avviene nella tradizione di Lourdes. Potremmo dire che, mentre nella processione tradizionale si segue il Santissimo, il 4 giugno sarà l’Eucaristia a raggiungere, quasi a “toccare” i fedeli raccolti nelle navate della nostra Cattedrale.

Sono comunque invitati, come sempre, i rappresentanti delle diverse realtà del territorio?
Certo. Tutti i fedeli sono invitati, in particolare vescovi, presbiteri e diaconi, poi religiosi e religiose della città. Inoltre, poiché quest’anno il titolo sarà «L’Eucaristia dà forma alla Chiesa ed è “farmaco di immortalità”», richiamando l’antica citazione di Sant’Ignazio di Antiochia, desideriamo coinvolgere in special modo i ministri straordinari della Comunione eucaristica e tutti i membri delle organizzazioni di volontariato che hanno a cuore i malati. Inoltre speriamo nella partecipazione dei giovani, anche perché la loro pastorale insiste molto, appunto, sulla preghiera dell’adorazione eucaristica.

La novità riguarda la celebrazione diocesana, ma nelle singole parrocchie, laddove è possibile, si potrà ancora fare la processione?
Naturalmente, non solo è possibile, ma è auspicabile. Penso soprattutto alle piccole cittadine e ai paesi, dove non vi sono congestione del traffico metropolitano e concentrazione del turismo, e dove il Corpus Domini, per ragioni pastorali, si celebra di domenica. In quelle situazioni può celebrarsi adeguatamente anche la processione.

Foto: L’Arcivescovo al Corpus Domini dello scorso anno (foto Andrea Cherchi)

15 commenti su “Mons. Delpini Abolisce la Processione del Corpus Domini per le Vie di Milano. Solo in Cattedrale. MIL.”

  1. la signora di tutti i popoli

    “io non godo della morte del malvagio, ma che il malvagio si converta dalla sua malvagità e viva.” (Ez 33)
    Riprovo a presentare il commento (grazie per la pazienza) perché mi sembra che non siamo in un blog dove l’ipocrisia é di casa. Cominciamo a combattere il nemico che si nasconde nella Chiesa ma NON é Chiesa.
    Peraltro tutta la Scrittura é una richiesta a Dio di liberarci dai nemici e Delpini é uno dei tanti che non teme Dio, sia chiaro a tutti.
    So che se si verificasse sarebbe troppo bello (stiamo attenti a non pensare male parlo della conversione e non della morte fisica): io prenderei mons. Delpini, lo chiuderei nel Duomo e via la chiave finchè non sopravvenga pentimento e morte (al peccato). A lui due possibilità: salire su ad invocare la Madonnina e salvarsi o a buttarsi giù!
    Poi parliamoci chiaro: una volta che l’anima di un impenitente é morta, la morte del corpo é irrilevante.

  2. la signora di tutti i popoli

    Mah, io prenderei mons. Delpini, lo chiuderei nel Duomo e via la chiave finchè non sopravvenga pentimento e morte. A lui due possibilità: salire su ad invocare la Madonnina o a buttarsi giù!

  3. giorgio rapanelli

    Questo è un degno successore di un certo Cardinale Martini, che tutti ci aspettavamo che diventasse papa col nome di Pietro II, con cui avrebbe concluso il cammino millenario della Chiesa di Cristo. Vedo che anche senza di lui il piano demoniaco va avanti… Il Corpus Domini non fu istituito dal Cristo. Mi sembra che iniziò nel XIII con San Tommaso d’Aquino con il suo “O salutaris Hostia”, di cui probabilmente vedeva lo splendore di un sole irradiarsi sui fedeli, con la partecipazione di angeli di ogni ordine e grado, mentre le onde vitali per l’anima si espandono vibrando, eccetera. Ciò avviene anche se l’Ostia è nel tabernacolo. Ma, portata in processione, evidentemente raccoglie il flusso di fede dei fedeli. E quindi, sollecitata da ciò, aumenta di forza…
    Facciamo una cosa: preghiamo lo Spirito Santo che dia una botta sul settimo chakra, alla sommità della testa, del Cardinale, onde farlo rinsavire. Da umano, teme il fallimento della sua opera e della sua figura. Purtroppo gli manca la Fede nella Trinità e quindi ragiona alla maniera di un Berlusconi.

  4. O forse, leggendo tra le righe, si evince che Delpini immagina che la partecipazione alla processione non sarà così massiccia… Dunque tenendola dentro il Duomo, maschererà il fallimento.
    Ovviamente le motivazioni sono più che pretestuose.
    C’è però un trend, non limitato a Milano ma diffuso in tutta Italia, che fa pensare che i vescovi abbiano avuto direttive precise dalla Cei di “boicottare” le manifestazioni più tradizionali della Fede e della pietà del popolo, per farle in un successivo momento sparire del tutto, “visto che non viene nessuno”…
    Inoltre, giugno è il mese del Gay Pride, e non sia mai che la processione del Corpus Domini tolga visibilità e partecipazione popolare alle “concorrenti” veglie anti-omo-trans-fobia, raccomandate caldamente dalla NCS (Nuova Chiesa Sinodalica). Evviva i nostri vescovi, così sapienti, aperti, moderni, a-la-page, eccellenti nel leggere i “segni dei tempi” in arrivo dal Potere, e a prostrarsi a quattro zampe di fronte ai nuovi idoli! Wow! Doppio Wow!! Triplo Wow!!!

  5. E’ la lobby woke sanpietrina che continua ad avanzare e ad imporsi.
    E il “papa” (????) che dice?
    O sta di nuovo a Castel Gandolfo a giocare a tennis?

  6. Davide Scarano

    Anch’io avevo pensato alla pedofobia della diocesi di Milano ed alla ciclofilia dei suoi amministratori che hanno promosso l’arrivo di tappa domenicale per le vie del centro. Eppure il cammino, che trova forma liturgica nel pellegrinaggio e nella processione è rito essenziale della cristianità, basti pensare alla via Francigena, a Santiago de Compostela fino ai pellegrinaggi in terra santa. E, a voler capire: allora anche l’ultimo Giubileo è stato evento folcloristico? Qual’è la differenza? Che dire? Forse è meglio non dire niente tanto è chiaro (se solo si vuol capire).

  7. Ero nel 1992 a Reykjavik, per un bellissimo viaggio “giovanile” e alla domenica andai a messa proprio nella capitale islandese dove c’era anche l’unica comunità cattolica d’Islanda. Era la domenica del Corpus Domini e alla fine della s. Messa ci fu la processione all’interno della cattedrale. Quindi nel 2026 si compie, nella più grande diocesi europea, il cammino iniziato nel 1965 di protestantizzazione della Chiesa Cattolica? Piangiamo e preghiamo!

  8. giorgio rapanelli

    siamo alla frutta…
    Sacerdoti e laici addetti a portare la Comunione a casa delle persone impotenti, dovrebbero fare circolare l’Ostia Consacrata per le vie della città, anche in incognito, affinché la Forza positiva dello Spirito possa espandersi sugli esseri umani, come pure sugli animali, sui vegetai e sulla Natura. Un “Corpus Domini continuo” contro Satana. E contro i suoi accoliti, laici e in tonaca.

  9. Mi sembra assolutamente pretestuosa la motivazione. Ricordo vividamente una sua omelia, in relazione al trapasso del Cavaliere, sull’amore. Fu capace di parlare senza affermare nulla.

    1. fosse solo lui! mi ricordo un verso di Dante nella Divina Commedia : “tutti son baratieri, fuor che Bonturo”, si trattava di Binturo Dati, eccellente baratiere. Questo per dire che nel carrozzone sinodal-conciliare non se ne salva nemmeno uno (a partire da papa Leone in giù), se per avventura qualcuno osa ancora parlare cattolico, o mettere in dubbio le loro farneticazioni, blasfemie, bestemmie, viene subito emarginato, cacciato, scomunicato; vedasi Mons. Viganò, don Claudio Crescimanno, don Lorenzo Maria Pimoei, ecc. Questi ultimi sono la vera Chiesa di Cristo, il piccolo resto di evangelica memoria, il resto è pula, che il Padrone della Vigna farà bruciare di fuoco inestinguibile. Si salvi chi può, quindi, alla larga da tutti loro.

  10. Davide Scarano

    Anch’io avevo pensato alla pedofobia della diocesi di Milano ed alla ciclofilia dei suoi amministratori che hanno promosso l’arrivo di tappa domenicale per le vie del centro. Eppure il pellegrinaggio è rito essenziale della cristianità, basti pensare alla via Francigena, a Santiago de Compostela fino ai pellegrinaggi in terra santa. E, a voler capire: allora anche l’ultimo Giubileo è stato evento folcloristico? Qual’è la differenza? Che dire? Forse è meglio non dire niente tanto è chiaro (se solo si vuol capire).

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