Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione sulla censura che Israele vuole si compia nei confronti di quello che sta perpetrando in Medio Oriente, nella complicità dei governi “democratici”, Italia in testa. Un’avversione che “l’unica democrazia del Medio Oriente” (lol) condivide con i peggiori regimi della storia, quelli ispirati da fascismo, nazismo e comunismo. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo post su Instagram:
Che Israele vieti l’ingresso ai giornalisti stranieri a Gaza e che ne ha uccisi almeno 260 dal 7 ottobre 2023, si sa.
Ora però la polizia israeliana controlla anche i giornalisti stranieri diretti in Cisgiordania occupata raccomandando di negare loro l’ingresso se sono critici nei confronti di Israele.
Lo rivela un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz che ha visionato documenti della polizia sul giornalista freelance italiano Alessandro Stefanelli.
Stefanelli ha lavorato più volte in Cisgiordania, entrando regolarmente con un visto ETA-IL rilasciato dalle autorità israeliane.
Ma qualcosa cambia dopo un reportage da Masafer Yatta, area del Sud della Cisgiordania al centro delle violenze dei coloni israeliani contro le comunità palestinesi.
“Probabilmente è lì che sono finito sotto attenzione”, racconta Stefanelli.
A luglio 2025 Israele annulla il suo visto press.
Il fotoreporter prova a richiederne uno nuovo attraverso l’ambasciata israeliana a Roma. Ma gli appuntamenti vengono inviati o negati e il nuovo visto non arriva mai.
A quel punto Stefanelli decide di tentare l’ingresso in Israele attraverso la Giordania, passando per il valico di Allenby dove viene fermato e interrogato.
Le autorità israeliane lo respingono in Giordania per “motivi di sicurezza”.
Un documento della polizia raccomanda di negargli l’ingresso con la motivazione che aveva accusato Israele di “apartheid” in Cisgiordania occupata.
Articoli, foto e post social vengono trattati come elementi sospetti, trasformando un’attività giornalistica in qualcosa da sorvegliare e contenere.
L’avvocato di Stefanelli accusa la polizia israeliana di colpire la libertà di stampa con un approccio che, spiega l’avvocato, avvicina Israele a una “polizia del pensiero”.
In stories l’approfondimento di @claudiacarpi_
#westbankunderattack #jiurnalismisnotacrime

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Poi c’è questo post di Lavinia Marchetti su Facebook:

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Poi c’è questo post di Novara Media su Instagram:

Le forze israeliane hanno violentato e aggredito numerose attiviste che sono state rapite in acque internazionali mentre cercavano di fornire aiuto a Gaza, hanno dichiarato i partecipanti.
Parlando con i giornalisti dopo essere stati deportati in Turchia giovedì, la partecipante della flottiglia Juliet Lamont (immagine) ha dichiarato di essere stata tra le 12 persone aggredite sessualmente su una barca carica che conteneva circa 180 delle 428 attiviste rapite questa settimana.
“Siamo stati torturati”, ha detto alla Agenzia di Annolesco. “Sono stati legati con fili, sono stati iniettati siringhe con sedanti sconosciuti.”
“Ci sono stati molti casi di violenza sessuale contro i nostri partecipanti”, ha aggiunto Thiago Avila, un organizzatore della flottiglia che è stato rapito e torturato in un’ultima serie di intercettazioni da parte di Israele il 1 maggio.
Ha detto: “Il scenario è orribile, le persone sono state violentate, le persone sono state torturate, le persone sono state aggredite in i peggiori modi possibili. E il peggio è sapere che fanno molto peggio con i palestinesi.”
Hanno mostrato molti attivisti rilasciati segni visibili di essere stati picchiati e torturati.
Il ministro della sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir, ha condannato globalmente dopo aver pubblicato un video in cui gli attivisti sono stati brutalizzati in detenzione. Il Regno Unito ha convocato il dipendente israeliano più alto di grado in Gran Bretagna per esprimere la sua “forte condanna” alla condotta mostrata nel video.
Una commissione di indagine dell’ONU ha ritenuto l’anno scorso che l’uso della violenza sessuale da parte di Israele era sistematico, servendo a “dominare, opprimere e distruggere il popolo palestinese in intero o in parte”.
Israele detiene oltre 9.000 palestinesi in una struttura di tortura chiamata B’Tselem. Ci sono stati diversi rapporti di israeliani che hanno usato cani per violentare palestinesi.
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E poi c’è questo post di Nouvelle Aube:
La professoressa associata e chirurgo cardiovascolare Şeyma Denli Yalvaç, che ha partecipato alla flotta mondiale Sumud in qualità di medico volontario diretto a Gaza, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Yeni Şafak riguardo alle torture inflitte agli attivisti da parte di Israele.

“È doloroso da raccontare: soldati israeliani hanno spogliato le nostre amiche militanti, le hanno lasciate nude e hanno filmato la scena. Degli ufficiali maschi era presenti mentre le spogliavano”.
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E infine questo post della sorella della Presidente Irlandese:

La sorella del presidente irlandese Catherine Connolly è stata trattenuta da soldati israeliani insieme a centinaia di altri attivisti della flotta che cercavano di rompere il blocco e di consegnare aiuto a Gaza.
Margaret Connolly, una medica di 67 anni di Sligo, ha dichiarato di aver partecipato alla flotta di aiuto a Gaza in una missione umanitaria pacifica e disarmata. Dopo essere stata intercettata dall’IDF, ha descritto tre giorni di detenzione come “barbarici, crudeli, brutti e violenti”.
Qualsiasi sia la tua politica, questo merita attenzione seria poiché le immagini video sono state condivise da Ben-Gvir che ha deriso gli attivisti della flotta dopo essere stati intercettati e detenuti illegalmente in acque internazionali.
#Israel #Gaza #Ireland #Flotilla #Irish
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3 commenti su “I$r@ele Blocca la Stampa Libera a G@z@ e in Cisgiordania. Flotilla, Accuse di Aggressioni Se$$uali.”
Più che bloccare… elimina!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
“Israele detiene oltre 9.000 palestinesi in una struttura di tortura chiamata B’Tselem.” Affermazione fuorviante, perché B’Tselem non è un centro di detenzione, ma un’Associazione di Israeliani per i diritti umani che documenta e denuncia gli abusi commessi dai loro connazionali sui palestinesi.
https://laviniamarchetti.altervista.org/sterminio-e-devastazione-come-intrattenimento-familiare-diagnosi-della-societa-israeliana-contemporanea/
-Se guardiamo bene la sequenza del video e catturiamo le reazioni degli “spettatori” con kippah, osserviamo come la distruzione di un paese vicino divenga puro ed entusiastico intrattenimento. Il bambino assiste seduto sulle ginocchia della madre. Lo schermo gigante restituisce interi villaggi (con persone dentro) fatti saltare in aria, come fossero immagini di un concerto popolare. Si sta dentro un gruppo chiuso e autoassolutorio, persuaso di una propria innocenza che alcun fatto esterno potrebbe scalfire, proprio come una setta.-
https://it.wikipedia.org/wiki/Masada#%22Mai_pi%C3%B9_Masada_cadr%C3%A0%22
-A tutt’oggi reclute dell’esercito israeliano vengono condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: “Mai più Masada cadrà” (in ebraico: “Metzadà shenìt lo tippòl”).-
https://storiainrete.com/masada-un-mito-che-si-infrange/
-E spesso non è nemmeno necessaria una scoperta eclatante per revisionare la storia passata: leggendo attentamente “La Guerra Giudaica” dello storico ebreo Giuseppe Flavio si vede come Eleazar ben-Yair fosse un personaggio che oggi non esiteremo a definire un terrorista integralista. Zelota massimalista, sicario (i sicari erano una setta ebraica dedita agli assassinii tramite un pugnale chiamato “sica”, da cui il nome), fomentò il popolo contro i romani, pretendendo dai sacerdoti che non accettassero più i sacrifici da parte loro. Un gesto considerato dallo stesso Giuseppe Flavio empio, poiché sempre al Tempio di Salomone ogni uomo aveva potuto offrire sacrifici a Dio quale che fosse la sua religione o razza. E i romani avevano trovato un modus vivendi con questo “strano popolo che adorava un solo dio”, sacrificando nel Tempio non all’Imperatore o alla Dea Roma, ma per l’Imperatore e per Roma, salvando così il monoteismo giudaico e la necessità politica dei romani di assicurare sempre che i riti sacri fossero ben compiuti: una preghiera “pro rege et pro patria”, insomma. Eleazar sapeva bene che i romani avrebbero percepito il rifiuto delle loro offerte come una insopportabile ed empia offesa, e sarebbe stata la guerra. Ed era ciò che egli voleva.
Ma la guerra non prese la piega voluta dagli integralisti: in tutto il Medio Oriente le comunità ebraiche furono trucidate dalle popolazioni ellenizzate o romanizzate, e gli stessi romani, dopo aver accusato iniziali rovesci, si riorganizzarono e schiacciarono la rivolta con una ferocia raccapricciante. Come se non bastasse, le fazioni giudaiche iniziarono a massacrarsi a vicenda: gli zeloti e in particolare i sicari praticavano un sistematico terrorismo contro ogni comunità ebraica “colpevole” di non sufficiente odio verso gli “invasori” romani. Eleazar stesso, rinchiuso a Masada con un migliaio di sicari, compì la sua miglior prodezza assaltando il vicino villaggio giudeo di Ein-Gedi sterminandone la popolazione, donne e bambini compresi. I paralleli con la situazione contemporanea sono fin troppo evidenti.-
Ciò che nella Grande Masada, i due minuti d’odio h24 x 3 generazioni hanno prodotto: disumanità e i presupposti perché la seconda sia una tragedia anche peggiore. Quanto alla Flotilla, al netto di qualsiasi critica sulle motivazioni e le storie personali da parte nostra che soffriamo il mal di mare, ha fatto una cosa che da sola vale tutte le chiacchiere dell’universo: per un attimo e una frazione infinitesima ha dato la nostra voce, il nostro nome e il nostro cognome alle vittime. A quelle che, in astratto e già da troppi anni, sappiamo vittime di crimini che ora possiamo definire nazisti senza virgolette e paura di etichette.
Palestinesi. https://www.youtube.com/watch?v=JHheMzBhlc0
PS. Il rifacimento con Mel Brooks non vale il cellophane.