Se Tutti si Possono Salvare, (senza Cristo) la Chiesa a Cosa Serve? Agostino Nobile.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla salvezza, e sulla Chiesa come via maestra ad essa. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

    Se tutti si possono salvare, la Chiesa a cosa serve?

 

Non riportiamo la lista dei fatti, diciamo, poco evangelici, delle contraddizioni e delle frasi uscite dalla bocca di chi dovrebbe diffondere il Vangelo. L’ultima, è relativa alla notizia data da Vatican news “Contro i muri del pregiudizio, CEI e Pisai presentano le Schede per conoscere l’islam.” 

 

La dichiarazione Nostra Aetate, promulgata da Paolo VI il 28 ottobre 1965 durante il Concilio Vaticano II, tra l’altro afferma: «La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni.» Vediamo perché questa affermazione è ambigua. Non esiste ideologia o filosofia che si sia diffusa senza contenere una parte di verità. Marx, per esempio, aveva ragione da vendere nella sua denuncia dello sfruttamento dei lavoratori. Peccato che l’alternativa da lui proposta abbia prodotto i risultati più nefasti della storia occidentale. In ogni teoria, ideologia o filosofia si può trovare un frammento di verità, altrimenti non riuscirebbe a conquistare consensi e a diffondersi. Il “trucco” del loro successo sta proprio qui: mescolare una dose di verità a una quantità di menzogne, talvolta così devastanti da poter annichilire intere società.

 

Dal presupposto di Nostra Aetate, siamo arrivati alle “schede per conoscere l’islam” e le altre religioni. Nel frattempo un numero incalcolabile di religiosi non conosce il cattolicesimo degli ultimi duemila anni, perché oscurato e vilipeso dai vaticanesi. Non meraviglia, dunque, che il numero di missionari sia diminuito drasticamente. Che senso ha convertire a Cristo se tutti i fedeli delle altre religioni si possono salvare con quel “vero e santo” che posseggono? Nei paesi musulmani ho conosciuto più di un religioso che mi ha confermato a che punto è arrivato il “vero e santo”. Non ricordo i commenti letterali, ma il significato non lascia dubbi: non serve più far conoscere Gesù perché in tutte le culture si possono salvare.

 

Domandamoci. Che senso ha confessarsi e accogliere il Corpo di Cristo, se nel protestantesimo non è contemplato e nelle altre religioni non sanno nemmeno cosa sia? Perchè un cristiano pecca se fa sesso prima e fuori dal matrimo, mentre nell’islam è permesso lo schiavismo e la violenza sulle donne delle altre comunità? Perché un cristiano pecca se divorzia mentre il pio musulmano può sposare anche quattro donne salvandosi con quel “vero e santo”? Perché gli ebrei possono definirsi popolo eletto (come sottolinea Nostra Aetate) quando per Gesù Cristo tutti i popoli sono creature di Dio e davanti a Lui non esistono persone di serie A e di serie B? Tra l’altro, cosa da non trascurare, diversi storici ebrei, tra i quali Louis Finkelstein (1895-1991) studioso del Talmud, esperto di diritto ebraico e figura di spicco del Jewish Theological Seminary of America e dell’ebraismo conservatore, nella sua ricerca The Pharisees dice chiaramente che il giudaismo di oggi sono i farisei di ieri. Si, l’unica comunità presente nei vangeli che Gesù tratta a muso duro, per la loro ipocrisia e la profonda contraddizione di chi mostra una facciata esteriore perfetta e virtuosa, ma nasconde dentro di sé falsità, egoismo e corruzione morale, definendoli “sepolcri imbiancati”.  

 

Il fatto che tanti cattolici abbiano progressivamente abbandonato le chiese, a quanto pare è  considerato un problema marginale. Eppure, i numeri parlano chiaro: nel 1970, in Italia, i praticanti settimanali erano circa il 55% della popolazione; nel 2025, la percentuale è scesa a circa il 17%. E cosa fa la CEI di fronte a questo progressivo allontanamento dei fedeli? Si preoccupa di promuovere la conoscenza dell’islam e delle altre religioni, ovviamente edulcorate e mascherando i versetti più compromettenti. La motivazione, ripetuta ormai come un mantra, è sempre la stessa: Pace, pace, pace! Non alzare muri, costruire ponti, accoglienza, dialogo, inclusione… e così ad libitum. 

 

Ma i vaticanesi sanno cos’è la pace? Gv 14,27: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» Gesù promette una pace interiore, non sembra che parli della pace a 360º. La pace, o perlomeno il rispetto, può essere raggiunto solo attraverso il messaggio evangelico, cambiando i cuori. Chi pensa di fare diversamente è un povero illuso o in malafede. I compromessi possono avere risultati positivi in politica, ma quando si baratta la fede le conseguenze possono raggiungere livelli raccapriccianti.

 

Fatti.           Dopo anni di compromessi la violenza contro i cristiani non è diminuita, anzi,  continua ad aggravarsi, anno dopo anno, assumendo proporzioni inaudite. Secondo gli ultimi dati diffusi da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), 413 milioni di cristiani vivono in Paesi in cui si registrano gravi violazioni della libertà religiosa; di questi, circa 220 milioni sono direttamente esposti alla persecuzione. Guarda caso nella lista dei paesi che maggiormante perseguitano i cristiani per la loro fede, oltre ai paesi indù e comunisti, primeggiano i paesi musulmani. Secondo il rapporto World Watch List, il numero dei cristiani perseguitati ha registrato un’impennata negli ultimi decenni, e possiamo dunque affermare che gli incontri di Assisi e una Chiesa sempre più rinunciataria rispetto all’insegnamento del Vangelo, hanno peggiorato i rapporti con le altre religioni.

 

Solo tra il 2025 e il 2026, migliaia di cristiani sono stati massacrati, spesso in modo atroce in Nigeria, Etiopia, Sudan, Etiopia e Mozambico. Dietro queste persecuzioni sembra esserci una regia ben precisa. Eppure, in Vaticano si tende a ricondurre le cause di queste violenze a conflitti tribali ed etnici, ridimensionandone o negandone la matrice religiosa.

I vaticanesi non hanno mai pensato che sarebbe più evangelico cercare di spiegare, almeno ai musulmani immigrati, la verità cristiana? Dalle conversioni avvenute, sappiamo che i musulmani, perennemente ingannati sul messaggio coranico e cristiano, quando finalmente conoscono la verità evangelica molti si convertono. Ed è forse per questo motivo che i vaticanesi hanno alzato le barricate: per limitare le conversioni a questi bizzarri musulmani, negli ultimi anni hanno iniziato a strizzare l’occhio a quell’omosessismo ripudiato in tutte le altre culture. 

 

I prelati ci assicurano che l’islam è una religione di pace e che gli estremisti non sono altro che schegge impazzite. Peccato che, a voler fare un piccolo esercizio di lettura, basterebbe aprire il Corano e gli Hadith per mettere seriamente in difficoltà le loro rassicuranti certezze. Perché mentono sapendo di mentire? Evidentemente, non credono all’unicità salvifica di Cristo.

 

A parte il cinismo insopportabile, c’è qualcosa che lor signori hanno volutamente cancellato dalla memoria. Nel Vangelo troviamo commenti che, se confrontati con la Chiesa di oggi, dovrebbero suscitare ben più di qualche perplessità, sollevando interrogativi tutt’altro che trascurabili. Tra i tanti passi evangelici, ne ricordiamo un altro che indignerà i vaticanesi. Mt 10,32-34:  «Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.»

 

Dopo una sequenza di paradossi, fatti e commenti – per usare un eufemismo – decisamente eterodossi, i soliti noti, che da almeno sessant’anni si alternano alla guida della Chiesa in Vaticano, sembrano evitare come la peste persino la parola Salvezza. Perché ne parlano così poco, o addirittura non ne parlano affatto? Comprendo che, dopo anni di “mea culpa”, di affermazioni come “Dio non è cattolico” e Pachamama in Vaticano pronunciare la parola Salvezza possa provocare a lor signori una fastidiosa orticaria. Ma sappiano che nessuno li trattiene: andandosene, renderebbero un immenso favore a Dio e ai cattolici. Il cristianesimo non è, come lor signori possono pensare, una favola per bambini dementi, ma la dimensione più vitale dell’esistenza. E non sopportiamo più le bacchettate sui cattolici e le sparate profondamente disturbanti, sia per la fede che per il buon senso.

 

Non possono smontare il Vangelo pezzo dopo pezzo, adattandolo alle loro fisime con la ridicola scusa del “mondo che cambia”. «In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto» (Mt 5,18). Tra l’altro, i vaticanesi che auspicano una Chiesa non più maestra, ma adattata al mondo, sanno bene che le società non cambiano spontaneamente. I cambiamenti nei costumi e nel modo di pensare vengono indotti e imposti attraverso mirate campagne mediatiche. Detto terra, terra: i poteri finanziari impongono i cambiamenti e la Chiesa deve adattarsi. Chiaro?

 

Tutti sappiamo, come suppongo lor signori, che un cristianesimo privato della Salvezza è un cristianesimo destinato a perdere la propria ragion d’essere. Viene allora il sospetto che l’obiettivo sia proprio quello di destrutturare progressivamente la Chiesa, fino a svuotarla della missione che Gesù affidò agli apostoli. Essi, sanno benissimo che mettendo da parte la Salvezza cristiana, crollano duemila anni di storia per far posto alla barbarie. O forse non ci hanno mai pensato? Beh, data la loro debordante arguzia, non è da escludere.  

 

E chissà che i signori delle grandi ammucchiate non abbiano già predisposto il loro progetto per il futuro: un Vaticano trasformato in una sorta di condominio interreligioso, con tutti i capi delle religioni comodamente rappresentati, inclusi i sacerdoti adoratori di Pachamama. Tutti dentro, naturalmente, tranne gli “sgranarosari”. Non penso che nella Chiesa si sia mai vista tanta miseria spirituale e intellettuale.

 

Agostino Nobile

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

https://x.com/MarcoTosatti

***

banner pro vita

 

7 commenti su “ Se Tutti si Possono Salvare, (senza Cristo) la Chiesa a Cosa Serve? Agostino Nobile.”

  1. ‘Dalle radici farisaiche del giudaismo rabbinico non segue che si possano applicare agli ebrei contemporanei i rimproveri rivolti da Cristo a determinati farisei.’
    Che bello il giuoco delle tre campanelle.
    Dalle radici mosaiche della lapidazione, non segue che si possano applicare ai lapidatori contemporanei le rampogne rivolte da Gesù quei determinati giudei che volevano lapidare l’adultera.
    ‘Puntate gente, puntate… Vince chi la vede, perde chi la tocca!’.

  2. Caro Marco, dopo un simile, magistrale articolo, trovare, come sempre, gli sproloqui di don P.P. fa proprio pena, me lo lasci dire, senza cattivetia…non credo che lo accolga per fare audience, aumentare lo share, come suol dirsi, ragion per cui temo che glie lo impongano, come tassa da pagare per poter rimanere in rete. Lorsignori sono capaci di tutto, i loro tentacoli arrivano dappertutto. Ci penserà l’Onnipotente a suo tempo a metterli a posto, consoliamoci così.

    1. No, non me lo impone nessuno. Ma cerco – forse sbaglio, non so – posto che permetto i commenti, di dare spazio a tutti. E poi si può sempre fare come quel Segretario di Stato, che a un ambasciatore che si lamentava dell’Osservatore Romano, rispose: faccia come me: non lo legga.

      1. Ma no che il controcanto del don è simpatico. È così divertente vederlo dare sulla voce a ogni post o a ogni intervento che non gli garba. E come s’impazientisce! Mi raccomando, Tosatti, non lo censuri. Magari lo contenga, ecco, però lo lasci dire, lo lasci fare. Anche per lui, dico, soprattutto per lui.

  3. Caro Nobile, nell’articolo vengono confusi diversi piani. Provo schematicamente.

    1. «Se tutti possono salvarsi, a cosa serve la Chiesa?»
    La Chiesa non insegna che tutti si salvano né che tutte le religioni salvano: chiunque si salva, si salva per Cristo (At 4,12).

    2. Nostra aetate non è relativista.
    Riconoscere nelle religioni qualcosa di «vero e santo» non significa dichiararle vere. Lo stesso testo impone di «annunciare incessantemente Cristo».

    3. Il non cristiano può salvarsi, ma sempre per Cristo.
    Lumen gentium afferma sia la necessità della Chiesa (n. 14), sia la possibilità di salvezza per chi senza colpa non conosce il Vangelo (n. 16). Nessuna contraddizione.

    4. Perché allora i sacramenti?
    Perché sono mezzi di grazia istituiti da Cristo. Possederli è un dono, non uno svantaggio rispetto a chi ne è privo.

    5. Dialogare non significa equiparare.
    Conoscere l’islam e dialogare con i musulmani non significa considerare l’islam equivalente al cristianesimo. L’indifferentismo, se c’è, va dimostrato, non presunto.

    6. La missione rimane.
    «Fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). Il Vaticano II non ha abolito la missione: le ha dedicato Ad gentes.

    7. Israele «popolo eletto».
    L’elezione biblica è una categoria della storia della salvezza, non una patente di superiorità umana o morale (Rm 11,29).

    8. Farisei ed ebrei contemporanei.
    Dalle radici farisaiche del giudaismo rabbinico non segue che si possano applicare agli ebrei contemporanei i rimproveri rivolti da Cristo a determinati farisei.

    9. «Non pace, ma una spada».
    Mt 10,34 indica la divisione che la scelta per Cristo può provocare; non è una smentita dell’essere «operatori di pace» (Mt 5,9).

    10. Persecuzioni e dialogo.
    Le persecuzioni anticristiane vanno denunciate senza reticenze. Ma sostenere che il dialogo interreligioso le abbia aggravate richiede prove, non una semplice successione cronologica.

    In conclusione: l’equivoco fondamentale rimane: «un non cristiano può essere salvato da Cristo» non significa «tutte le religioni salvano». La prima è dottrina cattolica; la seconda no.

    Se si vuole confutare il relativismo, benissimo. Ma prima bisognerebbe trovarlo nei testi che si accusano, anziché mettercelo dentro. Altrimenti si costruisce una Chiesa relativista di propria invenzione, la si demolisce con grande vigore e infine ci si congratula per la vittoria. Teologicamente, però, si chiama combattere contro un fantoccio.

  4. A parte che “massacro” può significare “immolazione al divino”, occorre avere il coraggio di ammettere che il massacro dei Cristiani in ogni tempo e luogo è lo specchio in cui si riflette l’Eccelso Massacrato. Se il Flegellato Crocifisso è il primo punto di riferimento, dov’è il motivo di lamentela dei massacri in cui incappano i Cristiani?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Se hai letto «  Se Tutti si Possono Salvare, (senza Cristo) la Chiesa a Cosa Serve? Agostino Nobile. » ti può interessare:

Torna in alto