Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento pubblicato su Facebook da Gabriele Busti che ringraziamo di cuore. Buona lettura e condivisione.
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Vittimismo, vittimismo stracco e peloso, la #Meloni ha deciso che passerà la sua carriera politica a strizzare il suo elettorato come un tubetto di dentifricio per cavarne fuori le ultime reazioni pavloviane, confidando nello zoccolo duro dei tifosi e degli ultrasettantenni, riallestendo alla disperata un immaginario che sta per cadere a pezzi.
E tutto questo per il semplice motivo che, se provasse a incarnare davvero quella rappresentanza popolare che tanto strombazza, il mandato le sarebbe revocato in cinque minuti, proprio da chi le ha concesso di arrivare lì dov’è.
Un tizio apre una chat IL GIORNO SUCCESSIVO A UNA GUERRIGLIA IN PIAZZA e viene sbattuto al gabbio per “organizzazione finalizzata ad attività di terrorismo”, il gip si fa una risata e revoca l’arresto, l’obiettivo diventa quello di non far scemare la gazzarra, di passare un’altra settimana a cianciare di bucciottate:
– i giudici comunisti,
– i maranza,
– i jihadisti,
– i putiniani,
– i musulmani,
il solito frappé – tra l’ordine pubblico e lo scontro di civiltà – buono a far mulinare il mento di #Belpietro, “non le hai lette le idee estremiste che professava sui social quel magrebino di Brescia?”
Se avessero letto le mie sarei al gabbio da sei anni.
La povera #Giorgia passa giornate tremende a lavorare per la gloria della nazione ma è osteggiata da una confederazione di disagiati, di sconfitti dalla storia, di fanatici, di allergici al piccone e al sapone, di bambocci che il fine settimana non hanno niente di meglio da fare che andare a sfasciare le vetrine in piazza, alla faccia della gente che lavora.
L’elettore di #Giorgia non deve avere il minimo sentore che è finito il mondo in cui questa narrazione poteva avere una minima attinenza con la realtà della vita.
In verità quel mondo stava già scricchiolando ai beati tempi in cui queste canzoncine cominciarono ad andare di moda, ed è ufficialmente terminato nel 2012, quando la crisi dei subprime cancellò in un paio di anni almeno 400.000 esercizi commerciali.
Quel ceto medio di autonomi e di partite IVA che non chiedeva nient’altro che di godersi il benessere residuale degli anni Ottanta non esiste più.
Oggi una partita IVA nove volte di dieci è un disgraziato a rischio Caritas, è difficile farlo commuovere per le vetrine di Gucci.
#Giorgia è andata al governo con poco più della metà degli elettori di #Berlusconi, e ci è riuscita perché tre quarti degli italiani si toglierebbero un rene piuttosto che rivedere il PD al governo, ma di quel gruzzolo popolare è rimasta una manciata di pensionati e di rentires.
Hanno chiuso il parlamento, l’opposizione non batte colpo perché è tramortita dagli stessi diktat della maggioranza, per adesso il giochino è quello di delegittimare qualsiasi vagito di dissenso, blindando le piazze, creando allarmi a getto continuo per spaventare le vecchiette, “mentre fuori c’è la morte”.
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