Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi relativi a Israele, le elezioni, e il programma di genocidio-pulizia etnica che si sta svolgendo senza interruzione a Gaza e in Cisgiordania. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo post pubblicato su Facebook da Luciano Tovaglieri, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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E poi c’è questo post su Instagram. Ditemi voi se una “democrazia” può comportarsi così: favorire le squadracce di coloni, lasciarle compiere violenze, e arrestare le vittime…Ma per favore. C’è il video, cliccate sul collegamentoper vederlo.
“Metti giù il fucile!”, grida uno dei giornalisti a un colono israeliano che punta l’arma.
È una delle scene del video che l’attivista russa Adele Shoko posta su X dopo l’aggressione subita insieme a Jasper Nathaniel, giornalista americano che collabora con Drop Site News, e ad Andrey X, giornalista e attivista russo-israeliano, a Umm al-Khair, villaggio palestinese a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata.
Andrey vive in Cisgiordania e da anni filma la violenza dei coloni per i social.
Nel filmato, girato di notte su una strada di campagna, un gruppo di coloni li picchia selvaggiamente.
Andrey finisce a terra, un colono con il fucile a tracolla lo afferra per la testa e lo trascina sull’asfalto. Andrey gli chiede di restituirgli il telefono.
“Andrey è stato picchiato duramente e ha perso conoscenza diverse volte davanti alla polizia”, scrive Shoko che riporta che Andrey viene caricato su un’ambulanza ma invece che in ospedale lo portano in una stazione di polizia. Lì resta in stato di arresto, senza cure.
Anche Nathaniel viene colpito con lo spray al peperoncino dai coloni e poi arrestato. Le forze israeliane lo portano via mentre urla: “Mi hanno appena picchiato!”. Shoko riferisce che i coloni hanno rubato loro l’attrezzatura e gli oggetti personali.
Più tardi gli avvocati riescono a parlare con Andrey e Nathaniel. Stanno bene, fa sapere Shoko, ma sono ancora in arresto. Le autorità israeliane non hanno commentato.
Pochi giorni prima, il 16 ottobre, ad Abu Falah, vicino a Ramallah, coloni mascherati avevano aggredito selvaggiamente Heidi Levine, fotoreporter americana del Washington Post, mentre documentava un attacco ai raccoglitori di olive palestinesi. “Mi hanno sbattuto a terra e presa a calci più volte, rubandomi tutto. Se non avessi avuto il casco non sarei qui a raccontarlo”, racconta Levine. L’aggressione le frattura quattro vertebre e una costola, e deve subire un intervento chirurgico alla mano sinistra.
A Umm al-Khair, il 28 luglio 2025, il colono Yinon Levi ha ucciso con un colpo di pistola Awdah Hathaleen, insegnante e attivista del villaggio, che aveva collaborato al documentario premio Oscar “No Other Land”.
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E infine c’è questo commento pubblicato da MSN , storia di Francesco Cancellato che ringraziamo per la cortesia:
Dopo aver imbarcato in coalizione due terroristi eversivi come Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, con cui fino a pochi mesi prima non voleva nemmeno farsi fotografare assieme.
Dopo aver proposto una riforma della giustizia che avrebbe depotenziato la Corte Suprema e trasformato di fatto Israele in un’autocrazia.
Dopo che giornali autorevolissimi come Haaretz hanno dimostrato che il governo israeliano sapeva cosa Hamas stava architettando per il 7 ottobre, ma non ha fatto nulla per evitare l’attacco terroristico di Hamas.
Dopo aver raso al suolo Gaza dopo la strage del 7 ottobre, senza alcuna remora verso la popolazione civile, con un’azione militare per la quale è stata usata – con cognizione di causa, da organismi internazionali qualificati a usarla – la parola genocidio.
Dopo un mandato di arresto per crimini di guerra della Corte Penale Internazionale.
Dopo 21mila bambini morti, 30mila bambini feriti, e 800mila bambini sfollati.
Dopo il ripristino della pena di morte in Israele per chi compie atti di terrorismo “con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”, cioè solo contro persone non sioniste, quindi palestinesi o comunque arabe.
Dopo una guerra in Iran che ha messo in ginocchio l’economia globale, scatenata assieme agli Usa di Trump senza alcun motivo valido, se non quello di rovesciare un regime ostile a Israele.
Dopo aver sabotato in ogni modo le trattative degli Usa con l’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz, incurante dei contraccolpi sull’economia globale della chiusura di uno degli stretti marini più strategici del mondo per il mercato dell’energia e dei fertilizzanti.
Dopo la copertura politica e giudiziaria alle razzie e alle violenze dei coloni in Cisgiordania, col deliberato intento di negare ogni possibilità di nascita di una qualsivoglia autorità nazionale palestinese, in violazione degli accordi di Oslo del 1993.
Dopo le elezioni del 27 ottobre 2026, comunque finiranno, abbiamo se non altro capito che Netanyahu è il perfetto rappresentante dell’opinione pubblica israeliana e del suo elettorato. E che la maggioranza relativa – forse addirittura quella assoluta – ha gradito quel che ha fatto.
Dopo oggi, comunque la pensiate su quel che è stato, sarà dura scindere le responsabilità di Netanyahu da quelle degli israeliani.
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3 commenti su “I$r@ele Democrazia? Vediamo…Coloni Massacrano Tre Giornalisti. La Polizia Arresta le Vittime.”
Vergogna… gente che va in giro a farsi picchiare da coloni disturbando quiete pubblica… in galera!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Sa, Tosatti: lei è un tipo strano. Di solito in questo periodo dell’anno i siti cattolici si producono in geremiadi anti-halloween, notoriamente la peggiore minaccia che oggi incombe sulla civiltà cristiana. E invece lei nulla: si ostina imperterrito a scrivere queste bazzecole. Cosa vuole che siano alcune migliaia di morti? È nella zucca che si nasconde satanasso. Sarà mica antisemita?
Strano di sicuro, antisemita non credo.