Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo Taglio Laser del prof. Giovanni Lazzaretti, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e condivisione.
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Taglio Laser n.440
21 ottobre 2026, beato Carlo I d’Asburgo
22 ottobre 2026, San Giovanni Paolo II
25 ottobre 2026, beato don Carlo Gnocchi
27 ottobre 2026, Sant’Evaristo
La mia nemica Emma
SENZA FRETTA. È MORTA EMMA BONINO
L’11 settembre 2026 è morta Emma Bonino. Sono passati 46 giorni, quindi questo non è un articolo di attualità. O forse sì? Dipende da cosa pensate. Emma Bonino è un mucchietto di cenere nella cappella di famiglia a Bra? Oppure è un’anima nelle mani di Dio?
Sono trascorsi più di 10 anni da quando scrissi l’articolo in morte di Marco Pannella. Allora fu un articolo di attualità, perché Taglio Laser era una rubrica nata da meno di un anno, e usciva settimanalmente su un quotidiano cartaceo.
Con Emma Bonino invece non ho fretta. Non ho fretta perché l’urgenza cartacea non c’è più. Ma anche per un altro motivo che verrà fuori dopo.
Cominciamo intanto a inquadrare il personaggio. Poiché è impossibile ricordare tutto ciò che ha fatto Emma Bonino, potete andare su Wikipedia e scorrere l’ampia pagina a lei è dedicata. Ricaverete l’impressione di una militante perpetua, assolutamente trasversale(1) rispetto alla politica tradizionale, sostanzialmente priva di sostegno elettorale(2), e con tutte le porte internazionali aperte.
Poi andate a cercare gli articoli in morte: troverete che vanno tutti dalla lode sperticata alla comunicazione tenue(3). Per trovare qualche articolo di critica bisogna cercare col lanternino.
Tutto questo è storia inutile. Emma Bonino non è una che ha “fatto delle cose”. È una che ha plasmato il pensiero degli italiani.
Devo partire da lontano.
DIRITTO NATURALE O AUTODETERMINAZIONE
Il Partito Radicale nasce nel 1955 come scissione del Partito Liberale. Entra in Parlamento solo nel 1976, con 4 eletti, e non ha quindi preso parte in alcun modo alla stesura della Costituzione.
Al tempo della scissione Marco Pannella era già attivo nel partito (aveva 25 anni), Emma Bonino invece era una bambina.
In che cosa consisteva quella scissione dal Partito Liberale? In una visione diversa del termine “liberale”, da esportare verso sinistra, in un’area che potremmo vagamente definire socialista (purché non la si confonda col socialismo di Giovanni Faraboli(4). L’unico punto che li accomunava a Faraboli era l’anticlericalismo).
Le parole che iniziano con LIBER hanno delle definizioni molto variegate, e alla fine bisogna scegliere. Fatta la mia scelta attraverso le varianti e sfumature dei significati attribuiti alle parole, descrivo il Partito Radicale attraverso queste 4 definizioni.
Liberale: vuole uno Stato fortemente limitato di fronte ai diritti individuali.
Liberista: vuole la assoluta libertà economica, finanziaria, monetaria.
Libertario: vuole che lo Stato limiti le sue funzioni (scuola esclusa).
Libertino: chiede la totale sparizione dell’etica, oppure l’insignificanza dell’etica, nella vita personale e collettiva.
Questa nuova entità si propone come “movimento” per 20 anni (con occasionali apparentamenti elettorali) e poi entra in Parlamento con i 4 Cavalieri dell’Autodeterminazione(5): Marco Pannella, Adele Faccio, Mauro Mellini, Emma Bonino (la bambina adesso è cresciuta).
La parola chiave dell’ideologia radicale è “autodeterminazione”.
L’autodeterminazione non fa parte della nostra Costituzione: è invece il suo veleno.
Dobbiamo ricordarci che non tutte le cose sono oggetto di mediazione.
- O scegliamo la ragione che contempla l’essere.
- O scegliamo di essere il dio di noi stessi.
Detto in altre parole.
- O scegliamo la legge naturale universale (e i princìpi non negoziabili in essa radicati).
- O scegliamo l’autodeterminazione.
Nel primo caso la realtà è il dato da contemplare, per agire bene di conseguenza.
Nel secondo caso la realtà è totalmente plasmabile secondo i nostri pensieri.
NESSUN COMPROMESSO È POSSIBILE
Tra legge naturale universale e autodeterminazione non ci possono essere compromessi e mediazioni.
Non possiamo dire «politicamente facciamo un po’ di legge naturale e un po’ di autodeterminazione».
Esiste però una forma di rapporto tra legge naturale universale e autodeterminazione. Cercherò di spiegarmi con un esempio tratto dalla fisica.
La nostra vita ordinaria (dal costruire una casa, al montare un mobile, allo stimare il tempo di un viaggio) scorre utilizzando fisica galileiana e geometria euclidea.
Se però utilizzo un navigatore satellitare, è interessante sapere che il navigatore usa fisica relativistica e geometria non euclidea.
È possibile realizzare un navigatore con fisica classica e geometria euclidea? La risposta è: no.
Quindi fisica relativistica e geometria non euclidea avvicinano meglio la realtà rispetto a fisica galileiana e geometria euclidea.
Fisica galileiana e geometria euclidea cessano allora di essere utili? Certamente no, sono utilissime.
Però è chiaro che tra i due mondi galileiano/euclideo e relativistico/non euclideo non ci può essere nessuna forma di mediazione. Ci può essere solo una convivenza gerarchica.
Quando si ragiona su grandi distanze, alte velocità, forti campi gravitazionali, la fisica relativistica è NECESSARIA.
Quando si ragiona su distanze brevi, basse velocità, campi gravitazionali modesti, CONVIENE servirsi della semplicità galileiana.
La convivenza tra legge naturale universale e autodeterminazione dovrebbe seguire lo stesso schema.
Se devo decidere le piccole cose (nelle piccole cose potete includere le strade da asfaltare, come la costruzione di una centrale nucleare), CONVIENE autodeterminarsi col semplice criterio della maggioranza.
Ma quando si toccano i 4 pilastri dell’esistenza umana
Vita – Famiglia – Proprietà – Verità
allora è NECESSARIO rifarsi alla legge naturale universale.
Convivenza gerarchica: autodeterminazione nel piccolo, legge naturale universale nel grande.
Il lavoro dei Radicali, e quindi anche di Emma Bonino, è tutto volto a stravolgere questo rapporto gerarchico, per far credere che ogni argomento può essere oggetto di autodeterminazione.
STRATEGIA DEL PARTITO RADICALE(6)
Capita di sentir dire «Tante battaglie dei Radicali non sono condivisibili, ma alcune sono buone e condivisibili».
È un malinteso pericolosissimo. I Radicali in Italia non effettuano singole battaglie ma conducono una guerra. Non si alzano al mattino dicendo «Oggi che battaglia facciamo?», ma si alzano dicendo «Quale è oggi la battaglia più congeniale per vincere la guerra?»
Conducono da sempre una guerra, su diversi fronti: morte della famiglia, distruzione della fertilità umana, sessualizzazione della società, fine della presenza efficace dei cattolici in politica, equiparazione tra morte e vita(7), fecondazione artificiale, droga libera, eutanasia, omosessualismo, immigrazionismo, e si potrebbe continuare.
La guerra è sintetizzabile con un’unica espressione: sostituzione del diritto naturale con l’autodeterminazione.
Non è possibile comprendere Emma Bonino se continuiamo a pensare che conducesse singole battaglie, a volte cattive, a volte buone. Dobbiamo invece pensare a un’unica guerra, cattiva.
Prendiamo ad esempio la battaglia “contro la fame nel mondo”, e analizziamola in dettaglio.
Nel 1979 Pannella comincia a parlare di “Olocausto per fame” e chiede all’Italia di donare lo 0,7% del PIL per lo sviluppo, come previsto da una risoluzione ONU. «E alla fine si riuscirà a strappare al Governo e al Parlamento italiano l’impegno che loro stessi avevano deciso di sottoscrivere, ma che fino a quel momento avevano disatteso tra l’indifferenza dei più e la complice omertà di molti.»(8).
«Nel 1981 Emma Bonino promuove un appello contro lo sterminio per fame e contribuisce a fondare l’associazione Food and Disarmement International, con lo scopo di coordinare le attività e le iniziative d’informazione internazionale su questo fronte, di cui dopo qualche anno diventerà segretaria. In tale veste nel 1986 organizza un convegno internazionale che lancia il “Manifesto dei Capi di Stato contro lo sterminio per fame e in difesa del diritto alla vita e della vita del diritto”. Nello stesso anno, in occasione di un incontro ufficiale con papa Giovanni Paolo II, illustra in Vaticano le iniziative per combattere la fame.» (Wikipedia)
Tutto questo si svolge, non a caso, dopo l’approvazione dell’aborto, nella fase referendaria e nel periodo di consolidamento culturale (l’aborto da “dramma” diventa “diritto”).
Evidenziamo 4 punti della strategia radicale.
- Manipolazione del linguaggio. Si appropriano dell’espressione “in difesa del diritto alla vita” proprio mentre promuovono una cultura di morte. Uno degli slogan nei referendum 1981 sull’aborto era «Noi ci occupiamo del diritto alla vita dei vivi, non dei grumi di cellule».
- Entrature internazionali. Nel 1981 Emma Bonino aveva 33 anni e, dopo la laurea, aveva occupato quasi tutto il tempo come militante per la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto. Questa è la patente che le consente di “contribuire a fondare” la Food and Disarmament International. È considerata, evidentemente, una buona rotella del meccanismo internazionale.
- Accreditarsi come “buoni”. La Chiesa Cattolica ha sempre promosso pensiero e azione per vincere la fame nel mondo. Non lo fa certo per essere catalogata come “buona”. I Radicali invece hanno un altro metodo. Non parlano di “problema della fame”, ma dichiarano che loro lottano “contro lo sterminio per fame”. Se c’è uno sterminio, ci sono gli sterminatori. Gli sterminatori sono quindi i “cattivi”. E chi lotta contro i “cattivi” è per forza “buono”.
- Stornare l’attenzione dai veri colpevoli. Strappano l’erogazione dello 0,7% al Governo e al Parlamento, ma non diranno una parola contro il colpevole principale della fame: la finanza internazionale. Anche perché quella finanza è la stessa che promuove contraccezione, sterilizzazione e aborto nel mondo.
Nella lotta contro la pena di morte creano l’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
Dopo l’accoppiata aborto + fame nel mondo, adesso è il turno dell’accoppiata eutanasia + moratoria sulla pena di morte.
Anche qui evidenziamo alcuni punti metodologici della “battaglia”.
- Manipolazione del linguaggio. Si appropriano di una espressione che “suona” come biblica. Ma la Bibbia quando riporta «Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato» non parla della pena di morte, parla del divieto di vendetta privata.
- Entrature internazionali. “Nessuno tocchi Caino” è, da subito, una formazione internazionale. Vedere un partito che, privo di base elettorale, riesce a creare movimenti internazionali, indica quanto sostegno ci sia dietro i Radicali, da parte degli ambienti “che contano”.
- Accreditarsi come “buoni”. Chi vuol salvare anche il colpevole è per forza “buono”. E quindi lo riterrai “buono” anche quando parlerà di eutanasia.
Vogliamo ricordare la campagna per le carceri?
I Radicali la iniziano nel 1978(10), e anche qui si accreditano come “buoni”. Che la situazione giudiziaria e carceraria italiana sia disastrosa lo dicono le statistiche. Quello che i Radicali non vogliono percepire è che l’antidoto principale alla delinquenza è la struttura famigliare: non a caso il degrado carcerario denunciato dal 1978 inizia con la legge del divorzio, si acuisce con l’aborto, esplode con la sessualizzazione della società. I Radicali fanno “denuncia carceraria” e contemporaneamente creano le condizioni sociali per acuire il problema.
Battaglia contro le mutilazioni genitali femminili? Perfetto. Ma esiste un’altra “mutilazione femminile”, ed è la distruzione della fertilità, con le conseguenze di denatalità che abbiamo sotto gli occhi (e che si raccordano con l’immigrazionismo come soluzione).
Emma Bonino nell’estate 2017 tenne una relazione sul tema “Ero straniero” nella chiesa di Ronco di Cossato, Biella. Lì ricordò che l’Italia soffre di una paurosa denatalità. Ma la denatalità non è un virus come l’influenza: è un processo costruito attraverso divorzio, sessualizzazione, contraccezione, aborto. Emma Bonino ha quindi creato la denatalità in Italia, e poi ha lavorato per l’immigrazione di massa, a tappare i buchi da lei stessa generati.
Ma, naturalmente, chi spinge per l’immigrazione di massa è “buono”.
LA MIA NEMICA EMMA
Ho così descritto perché Emma era una mia nemica.
Ho compreso, secondo il mio livello di cultura, il diritto naturale. Ne ho compreso la declinazione particolare che ne fece Benedetto XVI coi “princìpi non negoziabili”. Ho anche dato il mio apporto, completando i princìpi non negoziabili con un tassello necessario, ossia la “proprietà di chi ha bisogno di lavorare per vivere”.
Ho scelto quindi l’antropologia corretta.
Poiché Emma Bonino lavorava per la distruzione di questa antropologia, era, come dato di fatto, mia nemica.
Lo era anche sul fronte della proprietà: il suo muoversi dopo la morte di Pannella comprende Ius Soli, Stati Uniti d’Europa, immigrazionismo, fondazione del partito +Europa. Il tutto sancito dalla sua partecipazione al board della Open Society di Soros(11), da ottobre 2015 a gennaio 2018.
Ma anche prima della morte di Pannella la sua linea era chiara: nell’ottobre 2011 firma infatti la lettera promossa da George Soros per il rafforzamento dell’Unione Europea nella crisi dell’euro.
Europa blindata & immigrazionismo sono elementi graditissimi alla grande finanza, e quindi cozzano violentemente contro la “proprietà di chi ha bisogno di lavorare per vivere”.
Emma era mia nemica, e lavorava benissimo.
È riuscita a impregnare di “autodeterminazione” l’intera società italiana. Nessuno contesta più nulla di ciò che i Radicali hanno acquisito, e chi è contrario alle loro posizioni teme di parlarne o parla con voce tenue (non tutti, ovviamente).
L’aborto in Costituzione ce l’hanno in Francia, ma è come se l’avessimo anche noi in Italia.
E, quel che è peggio, Emma ha plasmato anche la Chiesa Cattolica.
Non parlo del famosissimo “una delle grandi dell’Italia di oggi” attribuitole da Papa Francesco. Quello è folklore. Papa Francesco, non avendo compreso per sua ammissione i princìpi non negoziabili(12), dà la patente di grande italiana alla Bonino come “persona che conosce meglio l’Africa” (è un falso, ma facciamo che sia vero): non era quindi in grado di fare una distinzione tra princìpi e valori, e non era in grado di inquadrare le battaglie della Bonino “per qualcosa” nell’ambito di una guerra che la Bonino sosteneva “contro qualcosa” di essenziale.
Il punto dove la Bonino ha plasmato la Chiesa è la modifica del Catechismo(13).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al punto 2267, non escludeva il ricorso alla pena di morte «quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani».
Precisava poi che «oggi, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti».
Con questa frase il Catechismo riprendeva il punto 56 della “Evangelium vitae” di San Giovanni Paolo II.
Da inizio agosto 2018 abbiamo però un nuovo testo che suona così.
«Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo».
Ci sono varie questioni su cui riflettere.
Inviolabilità della persona. Riprendiamo l’Evangelium Vitae: «Se così grande attenzione va posta al rispetto di ogni vita, persino di quella del reo e dell’ingiusto aggressore, il comandamento “non uccidere” ha valore assoluto quando si riferisce alla persona innocente. L’inviolabilità assoluta della vita umana innocente è una verità morale esplicitamente insegnata nella Sacra Scrittura».
Ricordiamolo bene: solo la vita dell’innocente gode dell’inviolabilità assoluta; la persona del colpevole invece è “violabile”. Infatti può essere messo in carcere, mentre non si può mettere in carcere l’innocente. Il poliziotto può sparare al terrorista che sta per compiere un attentato. Anche il privato cittadino può colpire il colpevole, senza commettere reato, purché la difesa sia proporzionata.
La Chiesa “si impegna con determinazione”. No. Il Catechismo non è un manuale di azione. In nessun punto del Catechismo la Chiesa “si impegna” in alcunché e mai mette in campo una particolare “determinazione”.
Se proprio ci si dovesse “impegnare con determinazione” lo si dovrebbe fare in primis per la vita dell’innocente, ad esempio battendosi per l’abolizione delle leggi sull’aborto in tutto il mondo.
“Alla luce del Vangelo”. Per quanto mi sforzi, non vedo nulla nel Vangelo che indichi una tutela assoluta della vita del colpevole. Anzi, c’è la spaventosa frase «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare». La frase “alla luce del Vangelo” non è mai presente nel Catechismo: viene utilizzata solo qui, a sproposito.
Il nuovo articolo del Catechismo ha assimilato, purtroppo, la stessa impostazione dell’associazione radicale “Nessuno tocchi Caino”.
E questo non è bello, perché i Radicali si battono per la tutela assoluta del colpevole e al contempo diffondono la soppressione dell’innocente con l’aborto. Nessuno tocchi Caino. Ma Abele uccidetelo liberamente.
Non stupitevi quindi che il sottoscritto tenga in libreria il Catechismo in vigore fino all’agosto 2018 e non la sua variante di stampo radicale.
LA MIA EX NEMICA
La mia nemica Emma. Ma non c’è nessun disprezzo per lei, visto che vale la frase «amate i vostri nemici».
Nei primi mesi del 2006 due amici mi chiesero di pregare con costanza per un sacerdote. Bisogna stare attenti ad accettare questi impegni. Se dico “sì”, devo poi piazzare la preghiera in un punto opportuno della giornata, in modo da riuscire a ricordarmela spesso. La preghiera per quel sacerdote l’avevo piazzata nei minuti prima della Messa (quando arrivo puntuale).
Chissà perché, in quel 2006 mi venne da abbinare al sacerdote altri 4 nomi, tra cui quello di Emma Bonino.
Una preghiera brevissima «per Emma Bonino, che si converta e diventi Tua testimone». Da San Paolo in poi sappiamo che ciò è possibile. Adesso la preghiera è diventata un Requiem.
Vent’anni sono tanti. A viste umane non c’è stata nessuna conversione. Ma, chissà, Papa Francesco, al di là della sciocchezza della “grande italiana”, potrebbe averle offerto parole di vita eterna.
Nessuno può conoscere gli ultimi istanti di vita di Emma Bonino, quelli decisivi.
Guareschi scrisse un racconto nel quale Giaròn, bestemmiatore furioso, conducente della “carretta del demonio”, si salva a un soffio dalla morte, portato dal suo cavallo Menelik davanti a don Camillo a dire le parole decisive: «che Dio mi perdoni».
E in un altro racconto c’è Giacomone, solo nella tempesta di neve, sicuro di morire, che inventa lucidamente un atto di amore folle. Bugiardo, ubriacone, bestemmiatore, ma per quell’atto d’amore entra a vele spiegate nel libro dei beati.
La salvezza può essere artigliata all’ultimo istante, come il ladrone sulla croce. Lo chiamiamo il “buon ladrone”, ma non aveva fatto opere buone. Anzi, diceva di aver ricevuto il giusto per le proprie azioni.
Però c’è sempre tempo per “l’opera”, l’opera unica citata dal Vangelo di Giovanni.
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».
Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Spero che Emma abbia artigliato la salvezza. Come a suo tempo per Pannella, ho fatto dire una Messa in suo suffragio.
Anzi, ho una possibilità in più: offrirle un’indulgenza plenaria. È in corso infatti il Giubileo francescano fino a gennaio. E, per chi frequenta la Ghiara a Reggio Emilia o altre chiese rette dai Servi di Maria, c’è anche il Giubileo di San Pellegrino Laziosi, fino al 1 maggio.
Cara Emma, mia ex nemica, riposa in pace.
Giovanni Lazzaretti
giovanni.maria.lazzaretti@gmail.com
NOTE
[1] Commissario europeo, designata da Berlusconi nel 1995. Ministro nei governi Prodi II e Letta. Eletta in parlamento come Partito Radicale, come Forza Italia, come Rosa nel Pugno (socialisti + radicali), come PD.
[2] Se si eccettua l’8,45% dei voti alle elezioni europee del 1999, i numeri elettorali della Bonino in Italia sono sempre stati del tipo 2 virgola, qualunque fosse la formazione con la quale si presentava (Partito Radicale, lista Pannella o Pannella-Bonino, Rosa nel Pugno, +Europa). Un unico 3 virgola i Radicali lo presero nel 1979 (3,45%).
[3] Per comunicazione “tenue” intendo articoli come questo.
[4] Cercare su Google Giovanni Guareschi “Quella chiara e onesta faccia”, articolo che Guareschi scrisse in morte di Faraboli.
[5] Evoco volutamente “i 4 cavalieri dell’Apocalisse”.
[6] Attingo da un vecchio Taglio Laser n.46 del 30 maggio 2016 intitolato appunto “Strategia radicale”.
[7] Mi è rimasto stampato in testa uno slogan usato dalla Bonino in TV durante la campagna referendaria del 1981: «Il parto è libero, gratuito, assistito? L’aborto deve essere libero, gratuito, assistito».
[8] Citazione dal sito di Emma Bonino consultato nel 2016, non so se è ancora reperibile.
[9] Catechismo della Chiesa Cattolica, prima di uno scivolone di cui parlerò in seguito.
[10] «Precisamente dal novembre 1978, ma sono 38 anni che assistiamo ad una flagranza di reati immondi perpetrati dallo Stato.» (Quaderni Radicali, 2012).
[11]
«Io, ad esempio, anni fa ero nel board della fondazione di George Soros, ma non avevo incarichi politici: appena li ho assunti, come parlamentare o al governo, mi sono dimessa dal direttivo».
[12] Risposta di Papa Francesco a una domanda di Ferruccio De Bortoli. «Non ho mai compreso l’espressione valori non negoziabili. I valori sono valori e basta, non posso dire che tra le dita di una mano ve ne sia una meno utile di un’altra. Per cui non capisco in che senso vi possano esser valori negoziabili».
Le implicazioni di questa risposta le ho esposte in diversi testi. Vedere ad esempio il più recente, Taglio Laser 439 del 30 luglio 2026 “UNA lettura della Magnifica Humanitas”.
[13] Per maggiori dettagli vedere il Taglio Laser 237 del 31 agosto 2018 “Catechismo sulla pena di morte”.
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