Mons. Schneider Accusa di Codardia i Vescovi che non Difendono l’Identità Cristiana Europea .

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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L’arcivescovo Schneider accusa i vescovi che non difendono l’identità cristiana europea di “codardia”

L'arcivescovo Schneider accusa i vescovi che non difendono l'identità cristiana europea di "codardia"

Il vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), Monsignor Athanasius Schneider, ha accusato di “codardia” i vescovi europei che, a suo avviso, hanno rinunciato a difendere pubblicamente l’identità cristiana del continente. Il prelato sostiene che per decenni certi settori dell’episcopato hanno favorito l’islamizzazione dell’Europa “sotto il pretesto della carità” e denuncia che la Chiesa ha indebolito la sua missione evangelizzatrice attraverso una falsa interpretazione del dialogo interreligioso.

In una dichiarazione rilasciata da Gloria.tv, Schneider ha messo in dubbio l’atteggiamento dei pastori che, secondo la sua valutazione, hanno sostenuto le politiche di immigrazione musulmana senza difendere con la stessa determinazione la fede cattolica e le radici cristiane dell’Europa. Le sue critiche erano anche rivolte alle élite politiche europee e alle direzioni che il dialogo interreligioso ha seguito negli ultimi decenni.

Schneider rimprovera i vescovi per la loro mancanza di difesa dell’identità cattolica

Il vescovo ha affermato che numerosi leader ecclesiastici hanno contribuito per decenni a favorire la presenza dell’Islam in Europa, giustificando la loro posizione attraverso appelli alla carità cristiana.

Schneider definì “codardia” l’atteggiamento di quei vescovi che, secondo lui, non osano professare apertamente la loro identità cristiana e cattolica di fronte alle trasformazioni religiose e culturali del continente.

Le sue dichiarazioni si sono concentrate sulla responsabilità dei pastori di preservare e trasmettere la fede nelle società che hanno attraversato un progressivo processo di secolarizzazione.

Per Schneider, la carità non può essere usata come argomento per abbandonare la proclamazione del Vangelo o per rinunciare all’identità cattolica delle nazioni europee.

Accusa le élite europee di promuovere deliberatamente l’immigrazione musulmana

Il prelato ha inoltre messo in discussione le politiche migratorie sviluppate in Europa negli ultimi decenni, assicurando che l’arrivo della popolazione musulmana non risponda solo a movimenti spontanei di persone in cerca di rifugio.

«Por lo general, no se trata de refugiados, sino de medidas deliberadamente orquestadas y organizadas por las élites políticas europeas para introducir una población musulmana en Europa», afirmó.

Con queste parole, Schneider ha attribuito ai leader europei la volontà politica di trasformare la composizione religiosa del continente. Si tratta di un’accusa formulata dal vescovo, senza che nelle informazioni diffuse vengano presentate prove documentali di una strategia coordinata a tal fine.

Schneider ha inoltre descritto l’Islam come una religione «totalitaria» e «anticristiana», mettendo in discussione la costruzione di grandi moschee in Europa, in quanto ritiene che queste costituiscano una forma di promozione pubblica di una religione i cui insegnamenti differiscono dalla fede cristiana.

Le sue affermazioni si inseriscono nel contesto della sua preoccupazione per la perdita dell’identità cattolica europea e per l’atteggiamento che, secondo quanto da lui denunciato, alcuni responsabili ecclesiastici hanno adottato di fronte a questo fenomeno.

Il documento di Abu Dhabi, un tradimento della missione del Vangelo.

Le critiche di Schneider si sono estese al dialogo interreligioso e, in particolare, al Documento sulla fratellanza umana, firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da Papa Francesco e dal Gran Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib.

Il vescovo ha definito l’approccio al dialogo interreligioso che caratterizza quel documento come «un tradimento della missione del Vangelo, che Dio stesso, Gesù Cristo, ci ha affidato».

Schneider ha respinto l’idea che le diverse religioni siano presentate su un piano di parità, come se tutte costituissero percorsi equivalenti verso Dio.

Per illustrare la sua critica, ha fatto ricorso all’immagine di un supermercato in cui ogni persona può scegliere liberamente una religione tra diverse opzioni, senza che venga riconosciuta l’unicità della rivelazione cristiana.

Il prelato aveva già espresso in precedenza le sue riserve sul Documento di Abu Dhabi, in particolare riguardo all’affermazione relativa alla diversità delle religioni come espressione della volontà divina.

Nel 2019 è arrivato persino a sollevare direttamente le sue obiezioni a papa Francesco, il quale in seguito ha chiarito che la diversità delle religioni doveva essere intesa nel senso della volontà permissiva di Dio.

 

Schneider denuncia sessanta anni di oscurità dopo il vaticano II

Il vescovo ausiliare di Astana ha rivolto le sue critiche anche alle pratiche ecumeniche e interreligiose sviluppatesi a partire dal Concilio Vaticano II.

Schneider ha descritto gli ultimi sei decenni come «sessant’anni di oscurità», durante i quali, secondo quanto da lui affermato, i metodi errati impiegati nell’ecumenismo e nel dialogo con le altre religioni hanno contribuito a indebolire l’annuncio del Vangelo.

Il prelato ritiene che alcune iniziative abbiano finito per presentare le differenze dottrinali tra le religioni come questioni secondarie, a scapito dell’annuncio di Gesù Cristo come unico Salvatore.

Le sue osservazioni arrivano in un contesto di dibattito sull’interpretazione della Nostra Aetate, la dichiarazione del Concilio Vaticano II dedicata ai rapporti della Chiesa con le religioni non cristiane.

A settembre, la Santa Sede emise una nuova nota in occasione del sessantesimo anniversario di questo documento, in cui riaffermava l’importanza del dialogo interreligioso e respinse l’idea di istituire una religione mondiale che diluisse le differenze dottrinali.

 

La difesa dell’identità cristiana contro il relativismo religioso

Le dichiarazioni di Schneider mantengono una linea che il vescovo ha difeso in numerosi interventi pubblici: la necessità di preservare l’identità cattolica e di impedire che il dialogo con altre religioni indebolisca la missione evangelizzatrice della Chiesa.

In questa occasione, il prelato ha collegato la sua critica al dialogo interreligioso alle azioni di alcuni vescovi europei di fronte all’immigrazione musulmana, che rimprovera di non aver difeso adeguatamente le radici cristiane del continente.

Per Schneider, la Chiesa deve mantenere la proclamazione esplicita di Gesù Cristo e la dottrina cattolica, senza presentare le diverse religioni come alternative equivalenti o rinunciare alla loro presenza pubblica nella società.

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6 commenti su “Mons. Schneider Accusa di Codardia i Vescovi che non Difendono l’Identità Cristiana Europea .”

  1. Nelle parole di mons. Schneider vi è una preoccupazione che merita di essere presa seriamente. Il dialogo interreligioso non può significare rinuncia all’evangelizzazione, oscuramento dell’unicità salvifica di Cristo o timore di professare pubblicamente la propria identità cattolica. Su questo il Vaticano II è chiaro: il rispetto per quanto di vero e santo è presente nelle altre religioni non elimina il dovere della Chiesa di annunciare Cristo.

    Anche la questione dell’immigrazione merita però una riflessione meno sbrigativa. L’accoglienza dello straniero appartiene indubbiamente alle esigenze evangeliche e molti vescovi l’hanno richiamata precisamente per questa ragione. Ma una cosa è il principio evangelico dell’accoglienza, altra cosa sono le modalità concrete, le dimensioni e le conseguenze sociali e religiose dei fenomeni migratori. Non si può escludere che un’accoglienza praticata senza sufficiente discernimento e senza una seria politica d’integrazione abbia contribuito, in alcune realtà europee, a una crescente islamizzazione, mentre contemporaneamente si indeboliva la coscienza cristiana dell’Europa. Porre questa domanda non significa rinnegare la carità evangelica: significa domandarsi se la carità sia stata sempre accompagnata dalla prudenza.

    Diverso sarebbe attribuire genericamente ai vescovi un progetto deliberato, gravissimo, di islamizzazione dell’Europa: un’affermazione del genere richiederebbe prove ben più consistenti.

    Quanto ad Abu Dhabi, va riconosciuto allo stesso mons. Schneider un fatto importante: fu proprio lui a sottoporre personalmente a papa Francesco la difficoltà relativa all’espressione sulla pluralità delle religioni, ricevendo dal Pontefice il chiarimento che essa doveva essere compresa nel senso della volontà permissiva di Dio. Questo chiarimento è teologicamente decisivo: Dio permette l’esistenza delle diverse religioni, ma ciò non significa affatto che le voglia positivamente come vie salvifiche equivalenti.

    Rimane invece problematica l’espressione sui «sessant’anni di oscurità». Gli abusi, le ambiguità e certe interpretazioni relativistiche del dialogo interreligioso possono e devono essere criticati; altra cosa è farne una condanna complessiva del cammino ecclesiale seguito al Vaticano II.

    La questione, allora, non è scegliere tra accoglienza e identità, oppure tra dialogo ed evangelizzazione. La via cattolica tiene insieme ciò che non deve essere separato: accogliere senza ingenuità, dialogare senza relativismo, rispettare senza equiparare e annunciare senza timore Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo.

  2. È di tutta evidenza l’ acquiescenza della Chiesa postconciliare alle politiche massoniche di sostituzione etnico religiosa poste in essere in tutta Europa. Qualche assaggio delle conseguenze ( largamente previste ) li vediamo in questi giorni. È impensabile che l’ alto Clero non ne abbia valutato i logici sviluppi. Per cui non è privo di fondamento il pensare ad un accordo per la distruzione del Cristianesimo ( l’ ambiguo percorso del dopo concilio è un chiarissimo campanello di allarme ) in favore di una religione unica mondiale, idea tanto cara alle logge. Pertanto limiterei la ” codardia ” a qualche caso.

  3. Simone Torreggiani

    Un vescovo che si dice cattolico ma che giudica ‘oscurata per 60 anni’ la Chiesa Cattolica Romana rimasta fedele al Magistero dei Romani Pontefici legittimi (negando così il primato assegnato da Cristo a Pietro e ai suoi successori); non sa o non vuole distinguere i Papi autentici dagli antipapi [per maggiori chiarimenti vedi: https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome ]; pontifica sulla necessità della difesa dell’identità cattolica… giustissimo!
    Ma come?
    Esortando i Cattolici a restare fedeli al Papa?
    Elogiando l’aderenza allo Spirito d’Amore del Vangelo?
    Macché: riproponendo, in aperta opposizione al Magistero autentico, un anacronistico e folle scontro di civiltà tra Cristianesimo e Islam (religione rivelata che riconosce il Dio Unico, Creatore del cielo e della terra, Clemente e Misericordioso; che vede nel Cristo un divino Messaggero, un’incarnazione dello Spirito e della Parola di Allah, riconoscendoLo come Messia; che difende la purezza verginale di Maria Santissima; che esorta i fedeli al Bene in vista del Giorno del Giudizio; che condanna il peccato, la disobbedienza e ogni forma di idolatria; ecc.).
    Ma dato che la Rivelazione trasmessa dal Profeta Maometto ai musulmani (che significa ‘sottomessi all’unico Dio’: proprio come dovremmo esserlo noi cristiani…) per alcuni aspetti differisce (sia pur marginalmente) rispetto a quella data da Gesù (che pure sempre esortò all’amore e alla tolleranza anche nei confronti dei ‘traviati’ samaritani e pagani, cercando pure amorevolmente di correggere con ammonimenti le derive dottrinali di sadducei e farisei, ecc.) Schneider, in aperta ribellione ai Vicari di Cristo che considera legittimi, cerca di fomentare nuove ‘crociate’ contro i musulmani, ossia istiga a una sanguinosa guerra civile in tutto l’Occidente e oltre… [proprio il programma che i ‘poteri forti’ già pianificano e caldeggiano, servendosi anche di questi falsi tradizionalisti come collaboratori per le ‘crisi di domani’; dunque costoro sono tutto fuorché ‘anti-sistema’, come vorrebbero farci credere — anche se pochi se ne rendono (ad oggi…) pienamente conto].
    Che altro dire?
    Scismatico, per la Chiesa Cattolica autentica, lo è già: palesemente. Tuttavia non è abbastanza onesto per ammetterlo lui stesso, ostentando al contrario un’ipocrita ‘autentica e superiore cattolicità’; non si lamenti se la presto Chiesa (pur usurpata…) lo riconoscerà (pur con notevole ritardo, ma secondo verità) per quello che è — come già accaduto al suo socio in affari: lo scomunicato monsignor V’ingannò.

  4. Bravo mons. Schneider, si sta avvicinando sempre più a mons. Strickland e a mons. Viganò, sebbene ritengo sia un po’ difficile che arrivi ad accettare la persecuzione e la scomunica, e ciè per il timore che queste misure rivestono ancora per la maggioranza dei prelati. E’ difficile per loro (impossibile per i pavidi) uscire allo scoperto e dichiarare apertis verbis che la gerarchia è in mano a una banda di traditori di Cristo, eretici ed apostati, come mai è stato in due millenni di storia della Chiesa di Cristo….ricordo di aver letto, anni fa, di una locuzione della Madonna, in cui Lei avrebbe detto al veggente che “questa volta la Chiesa la salveranno i laici” e che, alla fine dei tempi, i consacrati rimasti fedeli a Cristo sarebbero stati solo poche centinaia, forse addirittura meno di un centinaio. Anche se uno non volesse dar alcun credito a locuzioni ed apparizioni, basterebbe usare un poco di sano discernimento degli spiriti per capire che quasi tutto il clero, preti, frati, suore, è ormai alla deriva, accecato completamente, se non addirittura delirante; cosa aspettarsi quindi da loro?… “ma noi dobbiamo andare avanti” ha detto papa Prevost..eh sì, lo vediamo, un giorno dopo l’altro, dove sta andando Prevost, e dove sta indirizzando chi ripone ancora fiducia in lui e nei suoi collaboratori, Fernandez, Zuppi, Roche, ecc., ma d a Lassù Qualcuno sicuramente prima o poi interverrà. Christus Vincit !

  5. Eccellenza il Suo è anche il mio dolor e di moltissimi altri, e forse per il tempo che viviamo, viviamo un grande martirio spirituale.
    Eppure dal cielo fummo avvisati varie volte, ma il discernimento umano dava ragione più al sociale che non all’obbedienza spirituale.
    Vieni Signore Gesu

  6. E i vescovi che non vogliono dire niente della Sede Imoedita di Benedetto XVI?
    Cosa sono?
    Si ricordino che stanno scandalizzando i piccoli. Perché non è questione di avere ragione o torto ma nel dubbio si indaga per la Verità e di fronte al dubbio della validità del papato di Francesco e Leone XIV: tutti zitti!
    Con tanto rispetto
    Francesco

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