Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post di Inside Over pubblicato su Instagram. Cliccate sul collegamento per il video. Buona lettura e diffusione.
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La salute di mio padre è in serissimo pericolo. Chiedo una mobilitazione immediata per evitare il peggio”.
Lo dice a InsideOver Elias Abu Safiya, figlio di Hussam, il pediatra palestinese direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord della Striscia di Gaza. Israele tiene il medico in carcere dal 27 dicembre 2024 senza accuse e senza processo. Il 16 ottobre un tribunale israeliano ha prorogato la detenzione di altri sei mesi.
Elias è in Italia per una serie di incontri a Roma, Torino, Milano e Lecce. Il 18 ottobre, a Lecce, ha partecipato al festival Conversazioni sul futuro con Basel Adra, l’attivista e regista palestinese di No Other Land, il documentario premio Oscar. Qui è stato intervistato da @mariannalentini.
“La situazione di mio padre è veramente drammatica, dal punto di vista fisico, mentale, da tutti i punti di vista”, racconta. “Lui e i suoi compagni di prigionia sono privati del cibo, dell’acqua, delle cure sanitarie. Sono detenuti al terzo piano sottoterra, in condizioni davvero animalesche”.
Le notizie su di lui, spiega Elias, arrivano alla famiglia con grande difficoltà.
I soldati israeliani hanno arrestato il pediatra durante il raid sul Kamal Adwan, l’ultimo grande ospedale ancora in funzione nel nord della Striscia. Abu Safiya aveva rifiutato di evacuarlo per non abbandonare i pazienti, molti dei quali bambini in terapia intensiva.
Israele lo trattiene in base alla legge sui combattenti illegali, che permette di rinnovare la detenzione senza processo. Dal 3 giugno scorso, secondo Amnesty International, il medico è in isolamento.
Il ministero della Salute di Gaza conta almeno 360 operatori sanitari arrestati dall’ottobre 2023.
“Chiedo al governo italiano una risposta efficace, e soprattutto rapida”, dice Elias. “Chiedo che venga adottato ogni mezzo possibile per cercare di salvare lui e tutti i suoi compagni di prigionia, che da 660 giorni vengono torturati e privati non solo della libertà, ma anche delle basi della vita civile”.
#freedrhussamabusafiya #gazagenocide
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