Padroni nell’Ombra. Alex Karp, Peter Thiel e il Progetto Palantir. Don Curzio Nitoglia.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di don Curzio Nitoglia, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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LA “NUOVA ÉLITE EBRAICA” CHE GOVERNA IL MONDO

CAPITOLO DECIMO

ALEX KARP, PETER THIEL E PALANTIR: IL FILOSOFO, IL GUERRIERO E LO “STATO PROFONDO”

Introduzione

Peter Thiel e Palantir

La dottoressa Alterio prosegue il suo lavoro affrontando lo studio della persona di Peter Thiel, l’inventore e proprietario di Palantir.

Tuttavia, inizia a spiegare che «“Palantir è qui per sconvolgere, per rendere le istituzioni con cui collaboriamo le migliori al mondo, e, quando necessario, per spaventare i nostri nemici, e, a volte, per ucciderli”» (Tiziana Alterio, Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025, p. 209).

Peter Thiel e il suo alter ego: Alex Karp

Ma, queste parole non sono state pronunciate da Thiel, bensì, da un suo stretto collaboratore: Alex Karp1, l’8 febbraio 2025, che è il “Deus ex machina, la figura centrale nello sviluppo strategico di Palantir, co-fondatore e anche Ceo di Palantir, la più controversa società californiana al servizio dell’intelligence militare, con legami profondi con i servizi segreti di Paesi in guerra [v. Mossad, ndr]” (Ivi).

Karp è nato nel 1967 a New York ma è cresciuto a Filadelfia, suo padre era un pediatra ebreo di origini tedesche ed era molto stimato nella Comunità ebraica di Filadelfia (T. Alterio, p. 210). La madre era un’attivista afroamericana impegnata nella battaglia dei diritti civili.

Alex Karp ha studiato Giurisprudenza all’Università di Stanford, lì nacque la sua amicizia con Peter Thiel, che allora aveva fondato soltanto PayPal non ancora Palantir.

Non è esagerato dire che i due amici assieme hanno stravolto la natura dell’innovazione tecnologica. Tuttavia, se dal punto di vista tecnologico e tecnocratico sono identici, quanto alle idee politiche, invece, nettamente opposte (T. Alterio, p. 211).

Infatti, mentre Karp è un liberal e un progressista di “sinistra” che partecipa con la madre alla lotta per i diritti civili dei lavoratori e degli afroamericani e contro ogni passo dato dal conservatore Presidente Ronald Reagan; Thiel era di tendenza piuttosto libertaria, radicale di “destra”; insomma – tanto per intenderci – tra di loro vi era la differenza che in Italia passava tra un comunista dei tempi di Berlinguer e un liberal/radicale pannelliano.

Karp, Habermas e Brede

Inoltre, Karp studiò anche filosofia in Germania nei primi anni Novanta con Jurgen Habermas (uno dei “guru” della Scuola di Francoforte2) e si laureò a Francoforte sul Meno nel 2002. Tuttavia, Habermas nel 2000 entrò in conflitto con Karp perché non accettava le sue idee sulla biologia e sul linguaggio. Perciò, la Tesi di dottorato di Karp fu discussa sul tema della “Aggressività nel mondo della vita e sull’antisemitismo secondario”3, in cui riprendeva le teorie di Teodoro Adorno (della “prima Scuola di Francoforte” dal 1900 al 1990, che sono abbastanza diverse da quella di Habermas della “seconda Scuola di Francoforte”: anni 1980/2026) con la psicologa sociale Karola Brede (dell’Istituto Sigmund Freud4), che iniziò la sua carriera universitaria nel 1967; ora è “docente emerita” all’Università Goethe di Francoforte sul Meno. Sostanzialmente è una psicoanalista di matrice freudiana, che ha studiato specialmente il tema dell’aggressività e dell’antisemitismo. Karola Brede ha polemizzato con Habermas e ha difeso Karp, avendone apprezzato soprattutto la duttilità e l’applicazione pratica delle idee filosofiche alla tecnologia che è sfociata in Palantir.

Quando morì il nonno di Alex Karp, che era un arcimiliardario, il giovane rampollo ricevette un’enorme eredità che fece cambiare direzione alla sua vita. Infatti, iniziò a investire in startup (un’impresa temporanea progettata per cercare un modello di affari ripetibile e moltiplicabile in aumento e in crescita); fu così che molti miliardari iniziarono a rivolgersi a lui investire e gestire i lori capitali, fidandosi della sua capacità investitrice.

Alex, nel 2000 fondò il “Caedmon Group” a Londra nel cuore della City. Negli anni Duemila rientra in Usa dove oramai l’innovazione tecnologica avanzava a gonfie vele e la “Silicon Valley” grazie alle sue neonate società cominciava a macinare miliardi di dollari.

Frattanto Peter Thiel aveva fondato PayPal e l’aveva già venduta a eBay nel 2002 per fondare il “Clarium Capital”, divenendo uno dei principali manager della Silicon Valley; fu così che si rincontrò col suo vecchio amico d’Università: Alex Karp.

Thiel stava iniziando proprio allora a pensare come applicare l’algoritmo antifrode di PayPal in altri ambiti e specialmente in quello dell’intelligence, dell’industria bellica e sanitario/farmaceutica.

Nel 2003 si unirono il pensiero filosoficamente critico di Karp con il pragmatismo di Thiel e, a Palo Alto, in California fondarono Palantir Technologies.

Abbiamo già spiegato cosa siano le “Palantir” originarie del romanzo “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien, scritto tra il 1937 e il 1949; qui riassumo brevemente: esse sono delle sfere di cristallo con le quali gli Elfi osservano a distanza ogni cosa e comunicano tra di loro con la velocità del suono; purtroppo, però, nel romanzo le Palantir possono essere anche rischiose per chi le usa senza la dovuta precauzione: infatti, possono manipolare le visioni ricevute e chi le usa a sua volta può essere spiato e persino ingannato. In breve, chi se ne serve corre il rischio di corrompersi. Insomma, la conoscenza transumana, che presume di essere senza limiti, contiene in sé il rischio manipolatorio e ingannatore di un potere ambiguo.

Ora, è proprio a queste pietre di Tolkien che s’ispirano Thiel e Karp per la loro “Palantir Technologies”; cioè un’ambizione prometeica o luciferina di “diventare onniscienti e onnipotenti come Dio”, come aveva suggerito il serpente infernale nell’Eden a Eva: “Eritis sicut Dii, scientes bonum et malum” (Genesi, III, 5).

Si vis bellum, para Palantir

Inoltre, “la clientela di riferimento di Palantir, da sempre è la Cia, il Pentagono, il Ministero della difesa britannico, i servizi segreti israeliani” (T. Alterio, p. 210).

Palantir è al fianco dell’Esercito statunitense nelle campagne d’Iraq e Afghanistan, essa è “la vera essenza nera dell’intelligenza artificiale applicata alla guerra e al controllo. Un sistema ove guerra e informazione sono oramai la stessa cosa: software che colpiscono, hardware che analizzano” (Tiziana Alterio, cit., p. 210).

Come si vede la “Palantir” contiene in sé l’innovazione tecnologica che le viene da Thiel e l’audacia intellettualmente luciferina che le viene da Karp, allievo di Habermas della “Scuola di Francoforte” e di Karola Brede (dell’Istituto Sigmund Freud), che rappresentano l’inizio e la maturità della Rivoluzione del Sessantotto, la quale ci sta portando verso “un Quarantotto”, ossia una guerra nucleare di scala mondiale.

Se gli inizi di Palantir Technologies furono difficili, essa tuttavia fu finanziata dalla Cia, che vide in essa uno strumento bellico e spionistico straordinariamente efficace (T. Alterio, p. 216-217).

Il 2020 è l’anno d’oro dell’Industria Palantir. Infatti, si trasferisce a Denver nel Colorado tra le Grandi Pianure e le Montagne Rocciose, il 30 settembre del medesimo anno Wall Street apre le sue porte ad essa, che era già allora valutata a circa 16 miliardi di dollari sul mercato privato, ricevendo molti altri miliardi di dollari.

Oltre alla Cia, si fecero avanti anche le “Tre Sorelle”: la “Vanguard”, la “State Street” e la “BlackRock”, che divennero le maggiori azioniste della Palantir con il rispettivo 8%, 5% e 7% delle quote azionarie. Comunque, i due fondatori mantennero il controllo della loro industria, grazie a una speciale classe di azioni fornite di super-voto (T. Alterio, p. 218). Da allora la “Palantir” venne definita e giustamente una “killer app”, ossia una “app o applicazione informatica” mortale e assassina (p. 219).

Vecchia élite (ebraica): finanziaria e nuova élite: tecnologica

Inoltre la Palantir ha reso sempre più forte lo “Stato Profondo” o il “Deep State” che tramite la tecnocrazia tecnologica iniziava a sorpassare il potere dello Stato pubblico o politico, i cui Governi diventavano sempre più dipendenti dalla tecnocrazia, che iniziava a sorpassare anche l’alta finanza; è per questo che si parla di “nuova élite ebraica” tecnologicamente avanzata (2020/2026 …), rispetto alla “vecchia élite bancaria” che era diretta soprattutto dai Rothschild dal 1740 sino al 2000/2020.

Ora, il problema disputato è se, 1°) la “vecchia élite bancaria ebraica” (Elkann, Rothschild, Warburg, Oppenheimer, Goldschmidt, Pereira, Camondo, Stern, Kuhn, Loeb, Lehman, Goldman & Sachs …)5, sia stata soppiantata totalmente o solo potenziata dalla 2°) “nuova e tecnocratica élite ebraica” (Alex Karp & Peter Thiel: con Palantir; Sergey Brin & Larry Page: con Google; Mark Zuckerberg: con Meta; Sam Altman: con Open AI; Dario e Daniela Amodei: con Antrhropic; Andy Jassy: con Amazon …); un po’ come la vecchia mafia degli anni Settanta è stata rimpiazzata o solo potenziata dalla nuova degli anni Ottanta.

Vecchia e nuova élite mafiosa siciliana

Per quanto riguarda la vecchia mafia6 1°) si parla comunemente delle famiglie Bontate, Inzerillo e Badalamenti di Palermo (negli anni ’60-’70); mentre 2°) la nuova mafia nata tra il 1981 e il 1983 è quella delle famiglie dei Corleonesi (dal paesino di 10 mila abitanti, Corleone, in provincia di Palermo), guidate da Totò Riina e dai palermitani: Bernardo Provenzano, da Francesco Madonia e, inoltre, da Michele Greco e dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.

I magistrati che inquisirono il fenomeno della nuova mafia sono stati: Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (cfr. Leonardo Guaranotta, C’era una volta il pool antimafia, Milano, Edizioni Zolfo, 2020; Michele Prestipino – Salvo Palazzolo, Il codice Provenzano, Bari-Roma, Laterza, 2008, II ed. 2017; Giovanni Falcone, Cose di Cosa Nostra, Milano, Rizzoli, 1991; Attilio Bolzoni, Il capo dei capi, Milano, Mondadori, 1993, II ed. 2007).

In questo caso, la nuova mafia non ha perfezionato e potenziato la vecchia (come ha fatto la nuova élite ebraica), ma l’ha sterminata fisicamente e ha introdotto il traffico dell’eroina nel giro d’affari mafioso aperto dalla Sicilia agli Usa; infatti, il traffico dell’eroina non era accettato dai vecchi mafiosi, contrari allo spaccio della droga e, perciò, essi furono uccisi – tra il 1981 e il 1983 – per far posto ai nuovi mafiosi (cfr. Salvatore Lupo, Storia della mafia. Dalle origini ai giorni nostri, Roma, Donzelli editore, 2004; John Dickie, Cosa Nostra, Bari-Roma, Laterza, 2024).

“Stato profondo” e “Stato pubblico”7 in Usa

«Mentre dalla Cia alle Agenzie [d’intelligence, ndr], l’Amministrazione politica o statale statunitense stravolge regole e posizioni; si va formando [dopo il 2020, ndr] uno “Stato profondo o parallelo”, irrorato da miliardi di dollari di contratti federali. Al centro di esso, oramai ci sono non più i politici, ma soprattutto i tecnocrati. Tra questi, chi ha le idee più chiare – su ciò che devono fare gli Usa per continuare a primeggiare – è il pragmatico Alex Karp, che ha ben capito che gli affari si fanno anche “fuori” l’Amministrazione federale [nello “Stato profondo / deep State”, ndr]. Inoltre, gli stessi algoritmi impiegati nelle guerriglie irakene del 1991/2003, oggi supportano le grandi industrie farmaceutiche o le più grandi banche americane» (T. Alterio, p. 220).

Insomma, giustamente, conclude Tiziana Alterio: «Palantir è il “Granfe Fratello” orwelliano del XXI secolo, è un occhio che non riposa. Anzi è un “Grande Occhio”, che non si limita ad osservare, ma connette, prevede, interpreta, intervenendo dove la casualità sembrerebbe regnare. È la regia di un controllo che non conosce riposo; il volto che non si vede, la voce che viene dal teleschermo. Palantir non ti guarda soltanto, ma ti racconta, ti scompone, ti ricostruisce, rendendo la realtà una sequenza di variabili da manipolare. Una sorveglianza che si avvicina pericolosamente al controllo totale con un livello di opacità elevato. Infatti, chi controlla? Chi viene sorvegliato? […]. Palantir lo ritroviamo negli ultimi tre eventi che hanno scosso il mondo: la pandemia Covid/19 nel 2020; la guerra in Ucraina nel 2022 e il conflitto nella Striscia di Gaza nel 2023. Eventi che hanno consolidato l’enorme potere del “Grande Fratello Palantir”» (cit., p. 223), di cui nel 1948 scrisse George Orwell nel suo romanzo distopico “1984”.

Conclusione

Nella prossima puntata vedremo come – anche grazie alla “nuova élite” tecnologica e non-tradizionale ma ebraica – Israele sia diventato non solo de iure ma pure de facto – dal 2020 – il “Baluardo dell’Occidente”, che va da Washington a Tel Aviv e che viene presentato dai neoconservatori americanisti come una “Entità talmudicamente superiore”.

Inoltre, la “povera Vecchia Europa” non solo non è la “Magna Europa” sognata vent’anni fa da Marco Respinti (v. il settimanale “Il Domenicale”, n. 36, 3 settembre 2005) e dall’associazione neocon piacentina “Alleanza Cattolica”8 di cui Respinti è un militante, ma un “vaso di coccio tra due vasi di ferro”: gli Usa e la Russia.

Infatti Trump, prima ci ha gettati nelle braccia di Zelensky, ci ha scagliati contro Putin e poi ha lasciato Zelensky e la “Vecchia Europa” (o meglio la “UE” di Bruxelles) in balìa di se stesse. Infine, si è accordato per avere il petrolio dalla Russia verso la quale invece ci ha fatto imporre le sanzioni e ci ha spinti quasi a dichiararle guerra.

Facendo così, 1°) ha affossato almeno economicamente (per ora) l’odiatissima Europa, ancora troppo greco/romana per i Wasp, malgrado tutto il degrado che gli Usa hanno portato da noi dal 1945 da veri e propri “portatori sani”9; 2°) ha distrutto la Palestina e preparato la strada alla ricostruzione del Terzo Tempio10, rendendo il sionismo la Grande Israele “a mare usque ad marem”; e infine 3°) sta preparando la via al “Regno dell’Anticristo finale”11.

Henry Kissinger aveva ragione quando diceva tra il serio e il faceto: “Essere nemici degli Usa è pericoloso, essergli amici è letale!”.

d. Curzio Nitoglia

Continua

1 Michael Steinberger, Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palntir e l’ascesa dello Stato di sorveglianza, Roma, Foglio Edizioni, 2026.

2 Jürgen Habermas è stato l’esponente di spicco della “seconda generazione” della Scuola di Francoforte (anni Ottanta/Duemila), dopo la “prima generazione” (primi anni del Novecento e anni Settanta del Novecento): con Adorno (1903-1969), Horkheimer (1895 -1973) e Marcuse (1898-1979). Habermas è nato a Düsseldorf nel 1929 ed è morto il 14 marzo 2026. Il suo primo libro è “Storia e critica dell’opinione pubblica” del 1962. Il suo “capolavoro” è “Teoria dell’agire comunicativo” del 1981, in cui ridefinisce la razionalità non più come intellezione o comprensione della realtà, ma come capacità d’intendersi relativamente (tra soggetto parlante e soggetto che ascolta) tramite il linguaggio. Nel 2019 ha scritto una monumentale “Storia della filosofia” in cui studia soprattutto il rapporto tra Fede e ragione e le radici del pensiero europeo. Secondo lui la ragione è l’unico mezzo per difendere la democrazia dal totalitarismo e dall’oscurantismo. Egli ha rifiutato ogni forma di patriottismo basato sull’amore della “terra dei padri o Patria”; perciò è stato un accanito sostenitore della “Unione Europea” di Bruxelles, che ci sta portando verso la Terza Guerra Mondiale. Pur essendo un illuminista, laicista e filosofo della secolarizzazione, verso la fine della sua vita (“quando il corpo se frustra, l’anima se lustra” …) ha ammesso che la religione non è destinata a scomparire. Il 19 gennaio del 2004, a Monaco di Baviera, si confrontò in un dibattito pubblico e cordiale con l’allora cardinale Joseph Ratzinger sulla necessità che credenti e atei imparino a esprimersi in un linguaggio comune, accessibile e tutti imparando a dialogare con tolleranza per principio; il loro dibattito è divenuto un libro: “Dialettica della secolarizzazione. Ragione e religione in dialogo”, Friburgo di Brisgovia, Herder, 2005; tr. it., Venezia, Marsilio, 2005; Antonio De Simone, Soggetti di diritto: Il discorso filosofico-giuridico di Juergen Habermas, Udine, Mimesis, 2025.

3 “L’antisemitismo secondario” è quello biologico razzista e non teologico cristiano, nato in Germania e in Austria nel secondo dopoguerra, dunque distinto da quello degli anni Venti/Quaranta del Novecento, a causa della “shoah” (parola che significa “catastrofe” e non “olocausto” come comunemente si crede), per il quale i tedeschi non avrebbero perdonato gli ebrei per le accuse di “olocausto” e non di “catastrofe” loro rivolte, che avrebbero generato un complesso di colpa e di vergona nei Germanici.

4 Tomas Plankers – Michael Franza – Barbara Heimerl, Psychoanalyse in Frankfurt am Main: Von der Gruendug des Sigmund Freud Instituts bis alla Gegenwart, Frankfurt am Main, Brandes & Apsel Verlag, 2014.

5 Piero Ratto, I Rothschild e gli altri. Dal governo del mondo all’indebitamento delle nazioni: i segreti delle famiglie più potenti, Bologna, Arianna, 2015; Id., Rockefeller e Warburg. I grandi alleati dei Rothschild. Le famiglie più potenti della terra, Bologna, Arianna, 2019; Id., I Rothschild in Italia, Bologna, Arianna, 2020.

6 Salvatore Lupo, Storia della mafia, Roma, Donzelli, 1993, II ed., 2004; Vincenzo Ceruso, Le più potenti famiglie della mafia, Roma, Newton Compton, 2020, II ed., 2023.

7 Peter Dale Scott, The American Deep State, Lanham in Maryland, Rowman & Littlefield, 2014, II ed. 2017.

8 Giovanni Cantoni – Francesco Pappalardo, Magna Europa. L’Europa fuori dall’Europa, Crotone, D’Ettoris Editori, 2006; Oscar Sanguinetti – Pier Luigi Zoccatelli, “Costruiremo ancora cattedrali”. Per una storia delle origini di Alleanza Cattolica (1960-1974), Crotone, D’Ettoris Editori, 2022, II ed., 2023.

9 Cfr. John Kleeves, Un Paese pericoloso: Breve storia non romanzata degli Stati Uniti d’America, Cusano Milanino, SEB, 1998.

10 Cfr. Maurizio Blondet, I fanatici dell’Apocalisse. L’ultimo assalto a Gerusalemme, Rimini, Il Cerchio, III ed., 2008.

11 Cfr. Mauro Stenico, L’Anticristo. Considerazioni e ipotesi, Fornace di Trento, stampato in proprio con piattaforma Youcanprint, 2023.

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