Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di don Curzio Nitoglia, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.
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MORLION, ROSSELLINI, ANDREOTTI E MONTINI
MORLION, ROSSELLINI, ANDREOTTI E MONTINI
di Don Curzio Nitoglia
TREDICESIMO CAPITOLO
II PARTE
- IL VOLTO PUBBLICO DI MORLION L’INFEDELTÀ DEL FILM ROSSELLINIANO PER RAPPORTO ALLE “FONTI FRANCESCANE”
Prologo
Tomaso Subini nel suo libro La doppia vita di “Francesco Giullare di Dio”. Giulio Andreotti, Félix Morlion e Roberto Rossellini, (Milano, Libraccio, 2011), affronta prima (pp. 205-228) la questione dell’opportunità che dei giovani novizi Francescani fossero stati chiamati da Morlion e Rossellini a recitare il ruolo di comparse sul set cinematografico del film “Francesco Giullare di Dio” e solo poi, da p. 229 a p. 278, la corrispondenza o meno del film alla vera dottrina e vita francescana. Io preferisco invertire i termini e affrontare prima (capitolo XIII) la questione se il film sia veramente una rappresentazione corretta e veritiera del pensiero e della vita spirituale francescana e solo nel capitolo successivo (XIV) studiare se fosse conveniente chiamare dei novizi a recitare in ambiente cinematografico e sotto un regista quattro volte “sposato” con quattro donne ancora in vita. Infine, per concludere con Morlion, vedremo (capitolo XV) se il film avesse almeno un certo valore estetico o artistico, dal punto di vista puramente cinematografico, oppure se fosse sprovvisto anche di questo requisito.
Introduzione
Molti, avendo visto il film di Rossellini – nel 1948 – su san Francesco d’Assisi si chiesero se esso fosse conforme alla vera storia, dottrina, vita e opere del “Poverello d’Assisi”. Tomaso Subini risponde alla vexata quaestio fondandosi su “Le Fonti Francescane” (da pagina 229 a pagina 278 del suo lavoro). “Le Fonti Francescane” Esse sono la raccolta ufficiale degli scritti, biografie, cronache, testimonianze e documenti giuridico/canonici che riguardano la vita, la dottrina e le opere di san Francesco d’Assisi, santa Chiara e le origini storiche dei Tre Ordini (I – “Frati Minori”, fondato da san Francesco nel 1209; II – “Clarisse”, fondato da san Francesco e santa Chiara nel 1212; III – “Frati Minori Cappuccini”, fondato da Fra Matteo da Bascio nel 1528). Insomma, se si vuol ricostruire e studiare la spiritualità e la storia del Movimento Francescano Medievale Originario, bisogna ricorre alla “Fonti Francescane” (d’ora in poi “FF”).Tuttavia, la formazione delle FF non è stata lineare, ma è stata il risultato di un lungo processo storico/dottrinale, ascetico e mistico, che è stato segnato anche da dibattiti molto accesi all’interno dell’Ordine Francescano. San Francesco è morto nel 1226, il Beato Tommaso da Celano fu incaricato dai compagni del Santo di metterne per iscritto la vita, essa fu redatta dal frate abruzzese (nato a Celano provincia de L’Aquila tra il 1185 e 1190 e morto, tra il 1260 e il 1265, nel Monastero di san Giovanni in Barri di Val de’ Varri – ai confini tra il Lazio e l’Abruzzo, oggi Pescorocchiano di Rieti – e sepolto nella chiesa di san Francesco a Tagliacozzo in provincia de L’Aquila) sotto il titolo di “Vita Prima” nel 1228, appena due anni dopo la morte di san Francesco.Tuttavia, nel corso degli anni, l’Ordine si divise tra α) gli “Spirituali” che volevano una povertà assoluta e β) i “Conventuali” che la volevano più equilibrata e temperata. Nel 1266, 40 anni doppo il transito di san Francesco, il “Capitolo Generale di Parigi” – per porre fine alle dispute sull’interpretazione autentica del pensiero di san Francesco – ordinò la distruzione di tutte le Biografie di Francesco precedenti il 1266 e impose come unica versione ufficiale la “Legenda Maior” – scritta nel 1260/62 – e la “Legenda minor” – scritta nel 1262/63 – da san Bonaventura da Bagnoregio, nel secolo Giovanni Fidanza (nato a Bagnoregio di Viterbo tra il 1217 e il 1221; morto a Lione in Francia il 15 luglio 1274), abrogando quella del Beato Tommaso da Celano del 1228.Dottrina spirituale francescanaLa Dottrina e la Spiritualità francescana, che emerge dalle FF, che dette un impulso notevole alla vita ecclesiale del XIII secolo si basa sui seguenti Pilastri Fondamentali: Povertà con Cristo poveroRinunzia a ogni possesso sia individuale sia a livello comunitario, ossia l’Ordine deve vivere di elemosina senza poter possedere nulla (da qui la disputa tra “Spirituali” che volevano questa forma estrema di povertà e “Conventuali” che ammettevano un lecito possesso dei beni da parte della Comunità che dava sussistenza ai singoli Francescani).UmiltàI Frati Francescani devono porsi all’ultimo posto, farsi i più piccoli o Minori (Ordo Fratrum Minorum) e servire specialmente i poveri e gli umili.
Perfetta letizia Mantenere la pace interiore accettando tutte le prove e le sofferenze che si presentano ogni giorno per amore di Gesù Cristo.
Struttura delle FF
Esse sono divise in 4 grandi sezioni:
1a Sezione: “Scritti di san Francesco”, dettati o scritti direttamente da lui stesso. Essi si suddividono in: a)“Le Regole”: che a loro volta comprendono α) la “Regola non bollata” del 1221. Regola non “bollata”; ossia, non approvata ufficialmente dalla Santa Sede con una “Bolla pontificia” e β) la “Regola bollata” del 1223; “bollata” ossia approvata da papa Onorio III (1216-1227) con la Bolla “Solet annuere”, tramite la mediazione del cardinale Ugolino di Anagni (nato nel 1170 ad Anagni, morto a Roma nel 1241), che diverrà papa Gregorio IX (1227-1241); in esse si trova descritto lo stile di vita spirituale che devono avere i Frati Francescani. La Regola approvata è quella che ammette un voto di povertà rigido, ma con deroghe per le necessità degli ammalati e l’accettazione di donazioni, la possibilità di usare Conventi e libri senza possederli come proprietari; invece la Regola non approvata vieta non solo di toccare ma anche di ricevere donazioni non solo di denaro ma di qualsiasi altra forma, il tutto senza controllo gerarchico anche interno all’Ordine da parte del Superiore Provinciale, ma sulla libera volontà del singolo frate Francescano. La “Regola bollata” è quella che ha permesso all’Ordine Francescano di essere pienamente inserito nella Chiesa romana e gerarchica, evitando ogni pericolo d’insano spiritualismo esagerato e di rigorismo ascetico e morale, verso il quale sono invece inciampati gli “Spirituali”, che hanno avuto una tendenza al Gioachimismo o millenarismo (cfr. Henri de Lubac, La posterità spirituale di Gioacchino da Fiore, Milano, Jaca Book, 2 voll., 1981-84; II ed., 2016; Herbert Grundmann, Gioacchino da Fiore. Vita e opera, a cura di G. L. Potestà, Roma, Viella, 1997; Olivetta Schena, I francescani e la politica. Correnti spirituali, Roma, Viella, 2007; Gian Luca Potestà, L’evangelo eterno. Pietro di Giovanni Olivi e gli Spirituali francescani, Roma, Viella, 2005; Id., Il tempo dell’Apocalisse. Vita di Gioacchino da Fiore, Roma-Bari, Laterza, 2004; Id., Gioacchino da Fiore, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1999). b)
“Il Testamento”, che san Francesco scrisse poco prima di morire, in cui ha ribadito tutte le sue convinzioni e scelte espresse antecedentemente.c)
“Preghiere e Lodi”: il “Cantico delle Creature” e le “Lodi di Dio Altissimo”, che sono una breve preghiera scritta di propria mano dal Santo nell’autunno del 1224, sul Monte della Verna, sùbito dopo essere stato stimmatizzato, esse si rivolgono e parlano solo di Dio e non sono una lode a Dio partendo dalla sua creazione e dalle sue creature come “il Cantico delle Creature”.
2a Sezione: Biografie e Agiografie, sono i racconti della vita di Francesco scritti da chi lo conobbe personalmente e da storici contemporanei al Santo di Assisi. Essa si suddivide in: 1°) Opere di Tommaso da Celano (“Vita Prima”, “Vita Seconda”, “Trattato dei Miracoli”, compiuti da san Francesco). 2°) “Legenda Maior et Minor” scritte da san Bonaventura.
3°) “I Fioretti di san Francesco”, una raccolta del XIV secolo dei miracoli e aneddoti popolari che dipingono l’atmosfera genuinamente originale del primo Francescanesimo.
4°) “La Compilazione di Assisi” e la “Legenda dei Tre Compagni”, una testimonianza preziosa dei suoi amici più stretti: Fra Leone, Angelo e Rufino.
3a Sezione: Fonti, Cronache e Documenti, sono due tipi di documenti:1°) “Testimonianze esterne”: Lettere e Cronache di contemporanei non Francescani (per esempio, Jacques de Vitry, teologo, vescovo e cardinale francese, nato nel 1165 circa vicino a Parigi e morto nel 1240 a Roma), che descrivono l’influenza dei Francescani nella società medievale.2°) “Bolle papali”: i Documenti ufficiali della Santa Sede che approvano l’Ordine e ne regolano giuridicamente la vita.
4A Sezione: Scritti e Biografie di santa Chiara1°) “La regola di santa Chiara”.2°) “Lettere di santa Chiara ad Agnese di Praga”, una principessa boema nata nel 1211 e morta nel 1282; santa Chiare le scrisse queste lettere o testi sulla mistica e la povertà francescana. 3°) “Processo di Canonizzazione di sorella Chiara”: le testimonianze delle clarisse che vissero assieme a lei nel Convento di san Damiano di Assisi e ne narrano la vita.
Il film di Rossellini per rapporto alle “Fonti Francescane”Dopo questa breve introduzione alle “FF” passiamo a vedere se il film “Francesco Giullare di Dio” di Rossellini corrisponda alle FF oppure se sia una rappresentazione adulterata del Francescanesimo.Non avendo visto il film e non avendo nessuna intenzione di vederlo, si può, tuttavia – studiando le citazioni riportate da Tomaso Subini nel suo libro: La doppia vita di “Francesco Giullare di Dio”, (T. Subini, cit., pp. 229-279) riusciamo a capire che già nel 1950, un anno dopo la diffusione pubblica di esso, il Vescovo e i Francescani di Assisi furono assai severi e polemici con la pellicola rosselliniana (T. Subini, cit., p. 231). Addirittura Ugo Zatterin (Il duello a distanza tra Rossellini e Johnson, in “Gazzetta del Popolo”, 11 ottobre, 1950) scriveva che “Negli ambienti ecclesiastici si parla di eresia [del film di Rossellini, ndr]” (T. Subini, cit., p. 231).Inoltre, quando il film fu proiettato nell’Aula Magna della Pontificia Università Francescana “Antonianum” di Roma, nel 1951, “la maggior parte dei Padri Francescani abbandonò la sala sùbito dopo il primo tempo” (T. Subini, cit., p. 232, nota n. 10). Addirittura in Francia negli ambienti cattolici si scrisse che i giovani novizi Francescani, durante il film, sembravano “dei semi handicappati mentali, un po’ tonti” (Pierre Leprohon, Perché il san Francesco d’Assisi di Rossellini mi ha deluso, in “Radio-Cinéma-Télevision”, n. 61, 18 marzo 1951, p. 3-4).Per quanto riguarda il film in sé (come vedremo meglio nel capitolo XV) scrisse che “l’impressione che lascia la pellicola è di strettezza e di assurdità, la semplicità, la letizia e la freschezza francescana acquistano nel film di Rossellini un carattere burlesco, buffonesco e non gioioso spiritualmente” (Pierre Leprohon, Il cinema religioso, in Aa. Vv., Cinema e Cattolici, Padova, Edizioni Lice, 1962, p. 206-207). Persino il “progressistissimo” padre Nazareno Fabretti (1920 – 1997), dichiarò (come pure il p. cappuccino Emidio d’Ascoli, 1887-1965) che il film di Rossellini “dimostra soltanto una deplorevole incomprensione dell’anima francescana. I giovani frati novizi possono costituire sul set una caricatura del Francescanesimo e non certo una manifestazione della semplicità insegnata da san Francesco” (sine nomine, ma attribuito a Nazareno Fabretti, Piccolo dizionario del Cristiano, Genova, stampato in proprio, 1951b, p. 11).Ancora dalla Francia, padre Damien Vorreux scrisse che “più che di semplicità francescana si tratta di caricatura del Cristianesimo, di agitazione emotiva, di perpetua ricreazione di chierichetti più che di frati francescani, simili più a marionette, a giullari, troppo poco vicini a Dio” (riportato da “sine nomine”, ma attribuito a Nazareno Fabretti, Piccolo dizionario del Cristiano, Padova, stampato in proprio, 1951 e-d).Inoltre, i Domenicani francesi, come ha riportato Raymond Pichard (Undici Fioretti di Francesco d’Assisi, in “Radio-Cinéma-Télevision, n. 61, 18 marzo 1951, p. 4), dissero che il film di Rossellini era “grottesco, disonorava il Cinema italiano e metteva in ridicolo la Religione” (cfr. anche Simone Dubreuilh, Allievo Rossellini, ricopia il tuo compito! In “Libération”, 15 marzo 1951; Christine De Rivoyre, Francesco d’Assisi e Roberto Rossellini, in “Le Monde”, 8 marzo 1951; Pierre-Jean Guyo, Undici Fioretti di Francesco d’Assisi, in “La Croix”, 24 marzo 1951).Damien Vorreux assieme a Gérald Hego ribadirono la loro critica al film rosselliniano (G. Hego – D. Vorreux, A proposito del film: “Undici Fioretti di san Francesco”, in “La vie franciscaine”, n. 4, aprile 1951, pp. 115-116). Cfr. pure lo storico medievista Grado Giovanni Merlo, Le “Fonti francescane”, Assisi, Edizioni Porziuncola, 1991, II ed., 2000, pp. 66-67; Nel nome di san Francesco, Padova, Editrici Francescane, 2003, pp. 107-118.
Conclusione
Da quanto visto si può concludere, senza timore d’errore, che il film “Francesco Giullare di Dio” di Roberto Rossellini non è affatto conforme alle “Fonti Francescane”, ma addirittura ne rappresenta una caricatura.Ecco dove ci ha portato lo spirito americanista, giustamente condannato da papa Leone XIII nell’Enciclica Testem benevolentiae nostrae, 1899 e accuratamente confutato da dom J. B. Chautard, L’anima di ogni apostolato (Parigi, Victor Retaux, 1907; tr. it., 1918, Torino, Libreria Berruti) e da Monsignor Henri Delassus, L’Americanismo e la Congiura anticristiana (Lille, 1899, Desclée de Brouwer; tr. it., 1903, Siena, Tipografia San Bernardino; II ed., Proceno, Effedieffe, 2016); ottima anche la voce “Americanismo”, nel “Dizionario di Teologia Dommatica” (Roma, Studium, 1947, a cura di Pietro Parente). Insomma, più si avanza nello studio del Puritanesimo e dell’infiltrazione americanista, tramite l’Intelligence statunitense (con p. Morlion), nell’ambiente ecclesiale vaticano; più ci si accorge della natura intrinsecamente perversa del modernismo ascetico e sociale; ossia, della «Democrazia Cristiana» e dell’«Americanismo».Oramai, terminato il capitolo XIII, ci avviciniamo al termine dell’indagine condotta su Morlion, di cui vedremo ancora: I – (cap. XIV) l’increscioso “incidente” con cui egli stesso volle spingere dei novizi francescani a calcare, come se fossero stati dei clown, le scene del set cinematografico, sotto il regista “cattolicissimo” e “democristianissimo” Roberto Rossellini, per ridicolizzare il Francescanesimo; ed infine: II – (cap. XV) persino, la totale mancanza di bellezza e di perizia artistica cinematografica, nel film rosselliniano, che nei piani di Morlion e della Cia,
1°) doveva – scientemente e volontariamente – servire ad abbrutire ed abbruttire il Cattolicesimo romano, per “purificarlo” – more puritano – dal Papismo e renderlo simile al Calvinismo; proprio come avvenne α) con l’orribile “messa beat”, lanciata a Roma nel 1966, da Morlion (che abbrutì a abbruttì la Liturgia, che sarebbe stata definitivamente abbruttita e abbrutita da Montini nel 1969 col NOM); già come
2°) era avvenuto nel 1948 con β) il film “Francesco Giullare di Dio”, di cui stiamo trattando (capitoli XIII/XV), che abbrutì e abbruttì la bella figura del Santo di Assisi, Patrono d’Italia, onde sfigurare la Spiritualità cattolica e la Romanità civilizzatrice del mondo, che nonostante la disfatta del 1943/45 era ancora presente in Italia e a Roma nel 1948 e che perciò andava infangata e demolita (assieme al volto della Chiesa romana, “si fieri potest”, come si tenterà col Concilio Vaticano II del 1962/65 e con il NOM del 1969) dal Puritanesimo statunitense, come oggi – vedendo il triste stato in cui gli Usa hanno ridotto l’Europa e l’Italia tramite l’UE – costatiamo amaramente. Tuttavia, “Le porte degli Inferi non prevarranno” (Mt., XVI, 18); invece Morlion, Rossellini, Andreotti, Montini son passati, ma “Dio non muore” (come disse Garcia Moreno al suo assassino) e così la Chiesa che Gesù Cristo ha fondato su Pietro (Ivi), manebit in aeternum! Infatti, “Stat beata Trinitas dum volvitur Orbis et Mondialismus”.
d. Curzio Nitoglia
Continua
Note
1 Oggi si suddivide in tre rami principali: I – “Frati Minori” (Ofm), fondati da san Francesco nel 1209; II – “Frati Minori Conventuali” (Ofm Conv.), anch’essi fondati da san Francesco nel 1209; III – “Frati Minori Cappuccini” (Ofm Capp.), fondati nel 1525/28 da Fra Matteo da Bascio.
2 Religioso francescano, ordinato sacerdote nel 1943; è stato un precursore e un fan del Concilio Vaticano II, che ha seguito da vicino come inviato di parecchi quotidiani (Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, La Gazzetta del Popolo); era molto progressista: infatti, è stato amico di don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari, p. Davide M. Turoldo, p. Ernesto Balducci, don Dossetti e Giorgio La Pira ed entrò in contrasto con l’Arcivescovo di Genova cardinale Giuseppe Siri.
3 In Francia il film di Rossellini “Francesco Giullare di Dio” venne ribattezzato “Undici Fioretti di Francesco d’Assisi”.
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