Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione una seconda puntata del suo racconto Da Divinia. La prima puntata la trovate a questo collegamento. Buona lettura e diffusione.
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Da Divinia
Quando Nunziatino tornò a casa con la sua mamma, la nonna Aldina aveva già preparato la cena e tutta la famiglia, papà Torchitorio, mamma Adelasia, Nunziatino e gli altri fratellini si misero intorno al tavolo per mangiare. Ci fu prima il segno della Croce poi la preghiera di ringraziamento, declamata dal vocione di Torchitorio e poi tutti a godersi la cenetta sopraffina di nonna Aldina.
Fu Nunziatino a fare la prima domanda: “Nonna, abbiamo visto dei topi neri vicino al gran Tempio del nostro Dio Uno e Trino…”.
“Sì, piccolo mio, da quando abbiamo avuto la seconda rivoluzione, il fumo del nemico è entrato a Divinia e ha portato con sé i suoi alleati: topi e mosche”.
La seconda domanda venne dalla piccola Eleonora: “Nonna, ma se c’è stata una seconda rivoluzione, quando è stata la prima?”.
Nonna Aldina si pulì le labbra e si versò un bicchiere d’acqua e, dopo essersi schiarita la gola, riprese: “La prima rivoluzione, oramai quasi trecento anni fa, uccise il Re, unto da Signore, scelto dalla Provvidenza come difensore di Divinia”.
“E come avvenne, nonna?”, domandò Nunziatino.
“Fu la prima battaglia contro Dio. Costruirono, con parole amare e false, la nuova torre di Babele e il popolo sempre pronto a seguire il peccato e le cose vane, si unì ai rivoltosi nel peccato supremo: tagliarono la testa al Re e alla Regina per significare che la guida sacra non c’era più e costruirono un mondo falso, senza Dio, una tirannide”.
“E poi?”, domandò mamma Adelasia, che sapeva qualcosa ma non tutto.
“Poi fecero re un piccolo generale dal nome roboante di Colonnello Sterminatutti che volle farsi ungere il capo dal nostro Gran Sacerdote. E vi riuscì, rapendolo…”
“Come riuscirono a convincere il popolo?”, domandò Torchitorio.
“Fu semplice perché l’arcinemico, che è una misera, piccola creatura, sa inventare mondi falsi, immensi e ingolosenti, che ipnotizzano il gregge. Li riempì di false speranze, li imbottì di illusioni, tolse loro la Sacra Croce (ma in realtà la fece molto più pesante e piena di chiodi) ed essi, miseri, lo seguirono perdendo a poco a poco l’anima e indurendo il cuore”, rispose la nonna.
“E quando avvenne la seconda rivoluzione, nonna?”, domandò Nunziatino.
“Ora ci arrivo, ma prima lasciatemi spiegare come fu che il nostro Dio, Uno e Trino, scelse il suo nuovo popolo eletto dopo il tradimento della prima scelta. Sapeva che il nostro Gran Sacerdote avrebbe avuto bisogno di un difensore e così scelse due paesi. A Divinia mise il Gran Sacerdote e a Francescasia pose il Re, suo difensore. Entrambi i capi erano legati stretti stretti a Lui, entrambi lo amavano, entrambi facevano solo la Sua Volontà e il bene del popolo”.
“E poi, nonna?”, chiese Eleonora.
“Non ora, è tardi ed è ora di dormire per tutti”, rispose nonna Aldina e tutti andarono a letto mentre lei, Aldina, recitando il suo Santo Rosario della sera, rigovernava.
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2 commenti su “Un Racconto da Divinia. Benedetta De Vito, Seconda Puntata.”
Cara Benedetta, è stata indotta, costretta, a passare dall’analisi dura e cruda della realtà politica ed ecclesiastica attuale a delle semplici metafore, oppure è una sua libera scelta ? ..ci mancano molto le sue ferme, apodittiche prese di posizione sui misfatti dei politici al comando in Europa e nell’occidente euro Atlantico e degli spostati e traditori al comando della Chiesa di NSGC. Sursum corda, quindi, in alto i cuori! a noi la battaglia, a Dio la vittoria, seguendo l’esempio di Santa Giovanna D’Arco.
Nella fantasia quanta verità!
E in attesa della puntata.finale, la saluto, cara amica Benedetta.