Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo sogno, purtroppo tremendamente reale…Buona lettura e condivisone.
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Stanotte la spada fiammeggiante di San Michele mi ha indicato, in volo, la corolla di statue orrende erette dagli adoratori dell’antico, sanguinario, toro fenicio – una delle infinite, proteiformi maschere dell’arcinemico – che s’oppone dal giorno delle caduta al Redentore. Oh subito cominciamo. Eccoci nel paese che, uccidendo senza pietà chi vi abitava, inventò un sogno al contrario.
La Statua della Libertà (da Dio), è infatti Lucifero (portatore di una fiaccola che è falsa luce a petto del Sole che è Nostro Signore) e infatti al piede ha la catena spezzata per invitar tutti a fare il comodo proprio, a indurire il cuore, a seguire il proprio disordinato ego, invece di rimanere fermi, ben incatenati alla Santa Legge del Signore, alla sua meravigliosa Volontà che fa cantare di gioia le sue creature. Scendiamo qui, d’uno scalino, ma sempre in alto, sotto la protezione dell’Arcangelo che è Principe delle milizie celesti.
Sempre nel paese del sogno inventato dal mago di Oz ecco la seconda orrida statua: un coccodrillo emerge da un tombino per afferrare tra le fauci una bambina che somiglia in maniera inquietante alla Bo di un film della Disney. Il simbolo di tutte le isole di epstein (nel ghigno di quell’uomo somigliante al Joker, che vive con l’eroe pipistrello in una città che ha per nome una bestemmia in diavoliano…). Proseguiamo il volo verso la Svizzera dove si è consumato al principio di quest’anno un grande sacrificio di vergini e che ancora attende giustizia (e non l’avrò mai). Sì, a Basilea, un brutto figuro, che pare il pifferaio di Hamelin, è ritratto nell’atto di divorare bambini e altri ne tiene prigionieri tra le orride braccia. Le isole di epstein sono ovunque. L’arcinemico odia l’innocenza dei bambini che è unico ponte per trovare la strada della conversione.
Ancora ancora. Eccoci a Milano, davanti alla Borsa dove spicca il gran dito medio, un gesto ben noto, che racconta la verità del denaro, non creatura, ma invenzione del cattivone. Il denaro che, in realtà è solo… acqua. Bank in inglese vuol dire sponda del fiume, currency è il denaro contante, cash flow il suo movimento. E noi chiamiamo i soldi il liquido e beni mobili i patrimoni in denaro. Ma via, avanti, andiamo a Strasburgo dove si raffigura in una brutta statua Europa in groppa al solito toro ruggente. L’Europa, sì, che ha rapito e tolto l’anima (quanto insistettero a togliere le radici cristiane all’Europa, io ricordo la battaglia perduta del professor Rocco Buttiglione e all’epoca non la capii…) a tutti i paesi dove ha portato il suo euro, divenuto un piccolo, orrido dio per tutti.
Già, l’Europa. Ma chi è il suo patrono? Certo San Benedetto. E perché, pensateci un poco, non c’è una statua dello stupendo Santo Romano, inventore delle Abbazie fruttuose e fruttifere, che ha dato il suo nome al nostro adorato Benedetto XVI? Nessuno lo celebra, nessuno ne parla. Tutti zitti e mosca mentre han fatto del dolce San Francesco un elettore di sinistra… Perché di lui, di Benedetto, non ci sono statue in “Europa”? Perché Benedetto, San Benedetto, è il Santo dell’ora et labora, della Sacra Croce usata negli esorcismi, della vera ricchezza dell’uomo, che è l’unione con Dio e l’utilizzo delle mani, dono prezioso, unico, per l’uomo che le usa per fare tutto e, giunte, per pregare… San Benedetto, e Papa Ratzinger lo sapeva, è una via per la conversione e per la salvezza! Torniamo a lui, alla sua lezione per salvarci!
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