G@z@, un Anno di “Tregua”. 1471 Palestinesi Uccisi da I$r@ele. Un Bambino Ucciso ogni 71 Minuti.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione  questo post su Instagram. Non dimentichiamo che nessuno dei governi difensori dei diritti umani (a scelta…) o l’Unione Europea dicano una parola.  E la maggioranza che ci governa, con l’aiuto di qualche frangia della pseudo opposizione, stia per  far passare una legge liberticida che impedirà di criticare Israele. Buona visione e condivisione.
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“Un cessate il fuoco che in gran parte ha tenuto per un anno e ha aperto la strada per alleviare le sofferenze del popolo palestinese a Gaza. Incredilbile quanto tutto sia cambiato”.

Così Jared Kushner, genero di Donald Trump e tra i negoziatori dell’accordo, ha celebrato su X il primo anniversario della “tregua” a Gaza.

Nello stesso anno, ogni 90 minuti in media, un palestinese è stato ucciso o ferito da un attacco israeliano nella Striscia: lo rivela l’rganizzazione umanitaria Islamic Relief.

Dal 10 ottobre 2025, giorno in cui la tregua è entrata in vigore, il ministero della Salute di Gaza conta almeno 1.471 palestinesi uccisi, tra cui oltre 320 bambini, e 5.189 feriti.

Israele ha attaccato la Striscia 325 giorni su 361.

Dal 7 ottobre 2023, gli attacchi israeliani hanno ucciso un bambino ogni 71 minuti. Tra loro 5.444 avevano meno di cinque anni e 1.125 non avevano compiuto un anno. È il bilancio del ministero della Salute di Gaza, che conta anche 45.569 bambini feriti, 1.134 dei quali hanno subito amputazioni, e 71.846 rimasti orfani.

157 persone sono morti di malnutrizione.

Kushner rivendica un aumento degli aiuti del 72% rispetto a prima della tregua. Ma l’accordo prevedeva l’ingresso di 189.000 camion: secondo l’Ufficio stampa del governo di Gaza, tra il 10 ottobre 2025 e il 24 agosto 2026 ne sono entrati 66.607, circa il 35%.

Israele continua a bloccare materiali per i rifugi, carburante e forniture mediche, protesi e carrozzine per i mutilati.

Dei 38 ospedali della Striscia, 19 sono fuori servizio. Dall’inizio del genocidio sono stati uccisi 1.723 operatori sanitari.

“In realtà non c’è nessun cessate il fuoco”, racconta un operatore di Islamic Relief, anonimo per ragioni di sicurezza.

Per Physicians for Human Rights-Israel, ong israeliana di medici, “il cessate il fuoco non ha fermato il genocidio, ha solo cambiato il modo in cui viene effettuato”.

Leggi l’articolo di @claudiacarpi_ su InsideOver

#gazagenocide #thereisnoceasefire

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