Antisemitismo: il PD si Finge Morto. C’erano una Volta i Valori di Sinistra. Lavinia Marchetti, Infosannio.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Infosannio che ringraziamo per la cortesia. E inoltre un commento si Lavinia Marchetti a cui va il nostro grazie pubblicato sul suo profilo. Buona lettura e diffusione.

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(Gioacchino Musumeci) – Emanuele Fiano afferma che lascerà il Pd qualora si schieri contro il Ddl sull’antisemitismo proposto dal governo Meloni in accordo con alcuni elementi di spicco dell’area riformista Pd.
Secondo Fiano il Pd “ Sta perdendo se stesso”.
Ed è qui che bisogna fermarsi. Perché l’argomento è troppo serio per l’approccio ideologico a compartimenti stagni. Non voglio parlare del Pd, magari sta ritrovando qualche elemento della sinistra storica, per decenni rigettata. Voglio parlare invece di chi si è perso veramente, di chi attualmente non riconosce alcun diritto al popolo palestinese.
Questo è Israele oggi. Non è più tempo di lamentele da bambini viziati. Abbiamo il dovere morale di ammettere che il governo Netanyahu ha mostrificato l’immagine di Israele, e ha reso odiosi gli Israeliani agli occhi di una frazione impressionante di opinione pubblica mondiale. Il Mondo non è più antisemita, questo è semplificare. C’è ben altro. L’informazione è più veloce e le immagini di Gaza, le affermazioni dei soldati, i motivatori dell’esercito che inneggiano allo sterminio di tutti gli Arabi, il razzismo dei vertici Israeliani, i bambini sparati alla testa, i morti di fame assassinati a frotte mentre cercano cibo, le sevizie nelle carceri, l’opinione pubblica manipolata, non sono invenzioni antisemite. Tutto questo rappresenta l’orrore con cui il governo di Benjamin Netanyahu ha sepolto lo stato di Israele.
Genocidio o non genocidio, i fatti sono questi.
Se Emanuele Fiano fatica a riconoscere fatti documentati e si rifugia nel Pd che perde sé stesso, quello perso è lui. E non dobbiamo difenderci da false accuse di antisemitismo grazie a una definizione approssimativa il cui scopo non era certo entrare nel quadro giuridico degli stati.
Il Ddl sull’antisemitismo non cambierà che nei paesi più importanti del mondo l’immagine di Israele è compromessa in modo quasi irreversibile. Fiano deve chiedersi perché senza cercare scuse. In Italia il 75%, in Spagna e Svezia il 78%, nei Paesi Bassi il 76%, in Germania il 73%, nel Regno Unito il 69%, in Canada il 65% e persino negli Stati Uniti abbiamo dati mai visti prima: il 60%. degli americani ha una percezione negativa dello Stato di Israele. E questa percezione è ancora più alta nei giovani. Le prossime generazioni sono schierate, e non dalla parte di Israele.
Perché è successo? Perché il mondo non è più disposto ad accettare un’ asimmetria del diritto cominciata con la risoluzione 181.
Bene. Adesso qualcuno dirà che voglio mettere in dubbio il diritto all’esistenza dello stato di Israele. Falso. Sto semplicemente ricordando a tutti ciò che documentavano le relazioni UNSCOP (commissione delle Nazioni Unite per la Palestina ) nel 1947. Ciò che tutti sapevano e hanno comunque ignorato.
Su quelle relazioni si leggono parole inequivocabili : “il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese non è stato applicato”
Qualcuno opinerà: “E’ falso che il diritto non sia stato applicato, la partizione prevedeva due stati sovrani.” Vero con una condizione fondamentale: i popoli indigeni dovevano esprimere l’assenso che non fu mai espresso. Anche questo è documentato. Ma si andò avanti comunque col voto.
L’asimmetria non era limitata al diritto internazionale che fu letteralmente “ violato”. Era anche un’asimmetria territoriale: più territorio e più risorse agli ebrei per cui era prevista un emigrazione massiccia.
Ma la partizione creò un problema anche per gli stessi ebrei: prevedeva una cospicua minoranza araba all’interno del neonato stato. Tale minoranza, dato che in Palestina la popolazione era prevalentemente araba, costituiva circa la metà della popolazione. Un problema serissimo nel progetto dello Stato per gli ebrei. Si poneva ancora una volta un problema di diritto: se gli arabi avessero avuto identici diritti civili a quelli degli ebrei, avrebbero potuto operare scelte politiche avverse al progetto sionista.
Poi, come documentato, scoppio la guerra e le conseguenze furono disastrose.
Non si può dedurre che la Nakba, visto il problema demografico nello stato di Israele, fu pianificata. Ma tra i nuovi storici – Ilan Pappè – sostiene proprio questa tesi. Il risultato finale fu comunque che la quota di popolazione araba diminuì drasticamente proprio come anelato da alcuni sionisti dell’epoca. Personaggi come Joseph Weitz, mentre le ruspe spianavano villaggi di palestinesi cacciati via, annotavano nel diario: “ Nessun rimpianto, nessun odio, poiché questa è la via del mondo. Gli abitanti di queste case di fango non volevano che noi esistessimo qui”: Ecco, questa frase contiene la normalità che qualificava il sionismo politico che vinse rispetto al sionismo di Brith Shalom e altri che consideravano i palestinesi soggetto politico attivo.
Ma tutti questi furono semplicemente ignorati. Perciò prevalse l’orientamento secondo cui “ il destino dei palestinesi – la via del mondo- fosse che le loro terre diventassero ebraiche.
E’ ovvio che “ gli abitanti delle case di fango” non volessero Ebrei proprio là dove si spianò con indifferenza. Quei posti presi con la forza erano arabi. E non perché lo dico io, perché la sovranità non si trasferisce ai territori acquisiti con la forza della guerra. La CIG, ha dichiarato che Israele deve lasciare i territori occupati. Questione chiusa. Questa è la via del mondo nel rispetto della legge.
Concludo: Emanuele Fiano conosce sicuramente nei dettagli la storia di Israele che certo, ha diritto di esistere come tutti gli Stati del mondo. E qui siamo tutti d’accordo. Tuttavia non esiste diritto di eludere le proprie responsabilità, sperare che un video prodotto con l’intelligenza artificiale, in cui i capi di stato Onu sono rappresentati come pappagalli che ripetono “ Blame Israel” cancellerà la storia e aprirà le porte a un glorioso grande Israele. A questo Governo di Israele, spiace molto dirlo, sono aperte le porte del disprezzo mondiale. Ecco la via del Mondo.

 

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Ed ecco il commento di Lavinia Marchetti. Se questo è un partito di sinistra…

 

SUL DDL ANTISEMITISMO IL PD SI FINGE MORTO. OPOSSUM STRATEGY.
La thanatosi in natura è un fenomeno biologicamente molto interessante. L’opossum si spaventa così tanto che sviene, si irrigidisce ed emana un odore pestilenziale. Il predatore, schifato dall’idea di mangiare un cadavere marcio, se ne va. Beh i miasmi del PD mi sono arrivati fin qui in Canada. Voi mi direte, ma perché ne parli? Perché da quando ho spiegato i motivi del mio non voto sono stata subissata di messaggi accorati al voto del campo largo, addirittura hanno richiesto la mia presenza per la presentazione di un partito. Meraviglioso. Quindi perché ne parlo? Perché è indecente. Il PD è indecente e non credo che allearsi con un partito indecente possa essere una strategia vincente. Eh ma allora tu che faresti? Boh, io continuo a non credere in un sistema che sforna DL anticostituzionali a raffica. Però posso dare un consiglio non richiesto: non allearsi con un partito indecente.
Ieri il PD aveva davanti una cosa piuttosto semplice da fare: votare e votare ciò che la propria base richiede. Una settimana fa, presente Schlein, il gruppo alla Camera aveva deciso che il ddl antisemitismo approvato dal Senato era irricevibile e che avrebbe votato contro. In commissione Affari costituzionali AVS e M5S hanno votato no. Il PD ha preferito non partecipare al voto. Motivo dichiarato (sì mi ha fatto ridere devo dire): mantenere aperto il «dialogo» con la destra e provare a modificare il testo in Aula. I democratici chiedono di sostituire la definizione IHRA con la Jerusalem Declaration e di scrivere esplicitamente che criticare il governo israeliano resta lecito. Se la maggioranza accetterà, spiegano, il ddl potrà essere votato. Se rifiuterà, arriverà il no. Peraltro la Jerusalem Declaration non dice assolutamente niente di più che già le leggi italiane non prevedano. Nel frattempo Fassino (sì, anche questo mi ha fatto ridere), a nome di Sinistra per Israele, invita il centrosinistra a non votare contro perché sarebbe «una profonda frattura con l’ebraismo italiano». Quelle simpatiche comunità romane e milanesi che chiedono di definire “bambino”.
Quindi ricapitoliamo la meraviglia. Il PD ritiene il testo abbastanza pericoloso da voler sostituire la definizione centrale su cui poggia, teme conseguenze per la libertà di critica verso Israele, propone addirittura un emendamento proprio per proteggerla e, davanti al voto, si astrae metafisicamente dal mondo sensibile e lo spaccia per “dialogo”. L’opossum almeno ha l’attenuante del sistema nervoso.
E cos’è questa definizione IHRA che si vorrebbe far entrare nella legge? La stessa IHRA la qualifica come definizione operativa «non giuridicamente vincolante» e precisa che gli esempi vanno valutati nel loro contesto. Holocaust Remembrance Tra gli esempi di antisemitismo indica:
– incitare o giustificare violenze contro gli ebrei;
– diffondere stereotipi e teorie cospirative sugli ebrei;
– attribuire agli ebrei collettivamente le azioni di singoli;
– negare la Shoah, la sua portata o la sua intenzionalità;
– accusare ebrei o Israele di aver inventato o esagerato la Shoah;
– accusare gli ebrei di doppia lealtà verso Israele;
– negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, per esempio definendo l’esistenza di Israele «un’impresa razzista»;
– applicare a Israele criteri che non si richiedono ad altri Stati democratici;
– utilizzare contro Israele immagini proprie dell’antisemitismo storico;
– paragonare la politica israeliana contemporanea a quella nazista;
– ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele.
La prima parte riguarda forme riconoscibilissime di antisemitismo, che infatti sono già perseguibili o contrastabili attraverso norme esistenti. Il problema politico e giuridico esplode quando dentro lo stesso elenco entrano giudizi sulla natura dello Stato di Israele, il criterio assai elastico del «doppio standard» e perfino le analogie storiche con il nazismo. Sia come sia se un ebreo si comporta come un nazista io lo chiamerò nazista. Se uno stato come Israele si comporta come uno Stato terrorista lo chiamerò Stato terrorista. Se uno Stato, come quello di Israele opera l’Apartheid ed il razzismo sistematico userò queste parole. Se vorranno denunciarmi pazienza. Chissà se il PD continuerà a criticare Israele anche dopo il Decreto-legge, ah no, non lo faceva neanche prima…dimenticavo che nel partito ci sono Fiano, Fassino, Quartapelle, Delrio, Verini, Sensi, Bazoli, Zampa, Malpezzi..

 

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