Google Earth Offre le Prove del Gen0gidi0 a G@z@. Testimonianze di Soldati Tratte da Naza.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su ciò che è accaduto a Gaza (e che continua ad accader…). Buona visione e condivisione.

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C’è questo post pubblicato su Instagram:

IMMAGINI AGGIORNATE DELLA GAZA CHE MOSTRANO UN PAESAGGIO DISTRUTTO

Le persone stanno condividendo nuovamente immagini satellitarie della Gaza — e la scala della distruzione è impossibile da capire solo dalle foto individuali.

Tutti i quartieri sono stati cancellati. I blocchi residenziali sono stati ridotti a detriti. Quelle comunità che una volta erano molto popolose ora appaiono come vasti spazi di distruzione.

Le valutazioni satellitarie dell’ONU hanno documentato la scala straordinaria del danno. A partire da giugno 2026, circa l’82% delle strutture in Gaza sono state danneggiate, secondo i dati di UNOSAT citati nella recente relazione.

E questo non riguarda solo edifici.

Si tratta di case, scuole, ospedali, luoghi di culto, infrastrutture e le condizioni necessarie per una popolazione civile intera per sopravvivere.

GUARDA LE IMMAGINI.
GUARDA CIÒ CHE RIMANE.
POI CHIEDITI A TE STESSO: QUANTA EVIDENZA È NECESSARIA?

Chiamate a boicottare e a esercitare pressione economica contro le istituzioni e le forze di sicurezza israeliane che sostengono le politiche del governo israeliano continuano a fare questo nel mondo intero.

LA GAZA NON DEVE ESSERE DIMENTICATA.

Fonte: ONUOSAT / Commissione di indagine dell’ONU / Agenzia Anadolu

 

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Poi c’è questo post sempre su Instagram, di  palestinianyouthmovement.  Cliccate sul collegamento per il video.

A seguito di un recente aggiornamento, le immagini satellitari di Google Earth mostrano ora la portata e la devastazione del genocidio perpetrato da Israele a Gaza. Gli utenti possono scorrere la versione aggiornata della mappa della Striscia di Gaza per rendersi conto dell’enorme entità della distruzione di edifici, infrastrutture e terreni agricoli in tutto il territorio assediato.

Viste dall’alto, le immagini satellitari aggiornate ricordano le conseguenze di un’esplosione nucleare, a seguito di tre anni di bombardamenti aerei incessanti, morte e distruzione da parte di Israele, finanziato e rifornito dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Europa e dalle potenze imperialiste.

Durante le prime fasi del genocidio, l’entità sionista ha dato la caccia e assassinato ogni fotografo a Gaza in possesso di un drone in grado di fotografare e registrare filmati dall’alto. Questo perché Israele sapeva bene cosa avrebbero rivelato le immagini satellitari: una testimonianza storica del genocidio perpetrato da Israele che non può essere confutata né dalla propaganda sionista né dalle argomentazioni di facciata.

Le mappe raccontano la storia meglio di quanto possano fare le parole: indicano anche ciò che deve accadere affinché tali orrori non si ripetano mai più. Chiediamo sanzioni contro Israele. Chiediamo un embargo bilaterale sulle armi. Chiediamo giustizia per la terra, per i vivi e per i nostri martiri.

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E infine

E infine questo post pubblicato su Facebook da Roberto Errante, che ringraziamo per la cortesia.

– Sì, certo che è un genocidio, certo! Sparavamo a tutti, anche ai bambini, alle donne.
– Anche se erano disarmati?
– Ma certo, certo, erano tutti disarmati! Credo di aver visto solo una volta un palestinese armato, ma ne abbiamo uccisi a centinaia ogni giorno…
– Stavamo bene. Eravamo contenti. Era divertente. Era come un videogioco.
– In che senso? Uccidere era divertente? Anche i bambini? Anche se erano disarmati? Intere famiglie?
– C’era uno psicologo. Volendo, potevamo andarci. Non ci andavamo perché stavamo bene.
– La mia era un’unità d’elite. Individuavamo i palazzi da far saltare in aria con tutte le famiglie dentro. Abbiamo distrutto interi quartieri. Abbiamo distrutto tutto il nord della Striscia perché non dovevano restare in piedi case alle quali tornare. Abbiamo dato fuoco ai ricordi, alle foto, ai libri, a tutto. Riempivamo le case di gas e davamo fuoco, oppure radunavamo i cuscini al centro del salone e davamo fuoco a quelli: la lana brucia bene, in un attimo andava a fuoco tutto l’appartamento. Era un’unità composta da giovani di sinistra, la mia. Ragazzi dell’alta borghesia di Tel Aviv. Noi non odiamo gli arabi. Lo facevamo perché andava fatto.
– I coloni, quelli matti, quelli che credono in un Dio storto e fanno cose strambe tipo non lavarsi e riprodursi come conigli: quelli, forse odiano gli arabi. Ma noi giovani progressisti di sinistra no: noi facevamo quello che ci dicevano di fare e basta e poi ci fumavamo una sigaretta o tornavamo qui a fare l’aperitivo.
– Io l’ho chiesto al mio ufficiale: “Cosa ne pensi di quello che stiamo facendo qui?” E lui mi ha detto: “Che è giusto”. “Dici?” “Tu devi solo fidarti del sistema”.
– Facciamo quello che la società israeliana vuole che facciamo. Se ti dicono che devi radere al suolo Gaza, tu devi radere al suolo Gaza.
– Io sono andato in Polonia a visitare i campi di concentramento e continuo a credere che i nazisti fossero nazisti. Solo, mi domando cosa sono io.
[testimonianze di soldati israeliani tratte dal documentario NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor]
(Fonte Antonio Micciulli )
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