Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Antonio Romano, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste considerazioni sul Prefetto della Fede, “Tucho” Fernandez. Buona lettura e diffusione.
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Víctor Manuel Fernández “Defensor fidei”
Il titolo Defensor fidei è stato conferito nel 1521 da Leone X a Enrico VIII d’Inghilterra, come riconoscimento del trattato contro Lutero Assertio septem sacramentorum; tuttavia in seguito il Re pretese dal successivo Papa che il suo matrimonio con Caterina fosse dichiarato nullo, ma Clemente VII non lo esaudì e sappiamo bene com’è andata a finire. In questi tempi è doveroso menzionare un altro grande Defensor fidei scelto da Francesco per salvaguardare la fede cattolica, e la cui sorte non sembra molto diversa da quella scelta dal Re inglese.
Víctor Manuel Fernández è stato nominato vescovo da Bergoglio nel 2013, e poi prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale nel 2023. Per i suoi indiscussi meriti, nello stesso anno l’Antipapa argentino creava Fernández cardinale. È importante conoscere lo spessore spirituale di Fernández – in Argentina detto el Tucho besame mucho – perché ci informa sulle intenzioni di Bergoglio nel nominarlo “difensore della fede”, visto che gli sono stati affidati incarichi di estrema delicatezza dottrinale; allo stesso modo queste nomine ci fanno capire chi è Robert Francis Prevost, che lo ha confermato nelle sue mansioni.
Il 1º luglio 2023 Francesco scrive a Tucho con questo augurio:
Il Dipartimento che presiederai in altri tempi è arrivato ad usare metodi immorali. Erano tempi in cui, più che promuovere la conoscenza teologica si perseguitavano eventuali errori dottrinali. Quello che mi aspetto da te è senza dubbio qualcosa di molto diverso.
Naturalmente Bergoglio non si stava riferendo alla Santa Inquisizione spagnola, bensì al prefetto della Congregazione della Fede J. Ratzinger.
Spero che non appaia come un’oziosa ripetizione, se in queste righe citerò stralci del mio libro Un massone sulla Cattedra di Pietro.
Nel 1995 Fernández ha pubblicato il suo libro Sáname con tu boca. El arte de besar, ristampato da Lumen nel 2013. Nella prefazione del libro Tucho scrive: «in queste pagine voglio sintetizzare il sentimento popolare, ciò che la gente prova quando pensa a un bacio, ciò che i mortali sperimentano quando si baciano. Per farlo, ho parlato a lungo con molte persone che hanno una grande esperienza in materia, e anche con molti giovani che stanno imparando a baciare a modo loro». Nel 1998 lo stesso sacerdote ha pubblicato La Pasión Mística. Espiritualidad y sensualidad, dove approfondisce il rapporto tra organi genitali, orgasmo ed estasi. Leggendo questo manuale di erotismo mistico si potrebbe pensare che il sacerdote in questione sia solo una persona che ha sbagliato mestiere, ma sarebbe una conclusione troppo affrettata e superficiale. Nel secondo capitolo si descrive il godimento erotico della samaritana al pozzo, che tra le braccia di Gesù si sente come «un’adolescente innamorata […] E ti permetto di inondare quel luogo più profondo del mio essere e, in un momento sublime, incredibile e soprannaturale, di toccare la parte più delicata della mia intimità». Dopo aver trattato dell’orgasmo di alcune sante ninfomani tra cui Angela da Foligno e Maria Maddalena de’ Pazzi, nel sesto capitolo Fernández inizia a raccontare la storia erotica tra una sedicenne e Gesù, con il compiacimento di Maria (la madre di Gesù), che è «la donna più libera della storia». La giovane inizia a descrivere il corpo bellissimo di Gesù accarezzandolo, poi lo bacia sulla bocca, mentre Maria la invita a continuare. Il settimo capitolo si intitola “Orgasmo maschile e femminile”, però ci fermiamo qui, anche perché Tucho ha scritto altri saggi sull’erotismo mistico, uno nel 2002 e due nel 2004.
Mi rendo conto che stiamo trattando argomenti allucinanti, con accenti di pura blasfemia che gridano contro il Cielo, ma questi sono gli inquietanti precedenti del nostro eroico Fidei defensor. Molto probabilmente qualche psichiatra direbbe che solo una persona affetta da turbe sessuali maniaco-religiose, accompagnate da allucinazioni erotiche a sfondo mistico, potrebbe scrivere cose del genere, ma non era questo il giudizio di Francesco, che ha scelto Tucho con molta oculatezza, per affidargli l’incarico di annientare la Chiesa cattolica.
In un’intervista concessa nel 2020 a Famiglia Cristiana, Fernández ha detto: “Ma i miei libri più conosciuti sono riflessioni spirituali che risalgono per lo più a quando ero parroco e tanta gente mi cercava per chiedermi consiglio. Pochi sanno che un libro di spiritualità fatto con serietà ha un linguaggio semplice ed esistenziale, ma questo non significa che sia qualcosa di light: perché anzi presuppone molta riflessione, preghiera e la capacità di valutare esperienze, di capire ciò che vive la gente, di entrare in dialogo con le scienze umane…».
Il vescovo di Buenos Aires Bergoglio, stimava a tal punto la pornoteologia di Fernández da raccomandarlo caldamente alla recalcitrante CDF per la nomina a rettore dell’Universidad Católica argentina, come ha confessato Tucho nella stessa intervista: “dato che si tratta di un’università pontificia la mia designazione richiedeva la ratifica di Roma. Arrivò 17 mesi dopo, perché alcune persone avevano presentato delle accuse su miei presunti errori dottrinali. All’epoca Bergoglio, che era arcivescovo di Buenos Aires, mi ha sempre sostenuto”.
Fernández è il redattore di Amoris laetitia che di fatto abolisce il sesto comandamento, ma che non possiamo trattare in questo contesto; ne riparleremo dopo l’importante incontro che Leone ha fissato dal 7 al 14 ottobre in Vaticano. Dalla collaborazione del duo argentino Bergoglio-Fernández non potevano che scaturire documenti sacrileghi, e il 18 dicembre 2023 veniva alla luce la Dichiarazione Fiducia supplicans, con la quale si permette la benedizione delle coppie omosessuali. Dopo che mezzo mondo cattolico si è ribellato a questo documento squisitamente eretico, Tucho redigeva un “Comunicato stampa circa la ricezione di «Fiducia supplicans»”, con lo scopo di fare chiarezza per gli sprovveduti vescovi che non ne avevano capito la profondità teologica. Il cardinale scrive: «Soltanto in questo contesto (il matrimonio) i rapporti sessuali trovano il loro senso naturale, adeguato e pienamente umano. La dottrina della Chiesa su questo punto resta ferma». Dopo aver condannato il peccato di sodomia, il Comunicato dichiara esattamente il contrario e auspica che attraverso la benedizione: «si chiede che possano vivere il Vangelo di Cristo in piena fedeltà». Domanda da porre al Defensor fidei: come fanno a essere fedeli al Vangelo se vivono nel peccato di sodomia?
Fernández cerca comunque di tranquillizzare i facinorosi contestatori: «La vera novità di questa Dichiarazione, quella che richiede un generoso sforzo di ricezione e da cui nessuno dovrebbe dichiararsi escluso, non è la possibilità di benedire coppie irregolari». Viene specificato che si tratta di benedizioni di pochi secondi: «Si tratta di 10 o 15 secondi… E conclude (il sacerdote) con il segno della croce su ciascuno dei due». Che bisogno c’era di questa Dichiarazione se la preghiera sul singolo esiste da sempre? Ricapitoliamo la logica dottrinale e pastorale del prefetto del DDF:
Si possono benedire le coppie irregolari,
però non è una benedizione sulle coppie irregolari,
alla fine della preghiera si benedicono i singoli.
Il 4 novembre 2025 veniva pubblicata la Nota dottrinale Mater Populi fidelis, dove leggiamo: «Considerata la necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria». Anche questa dichiarazione suscitava un vespaio di proteste, ma pronta e convincente era la risposta di Tucho. In un’intervista concessa alla giornalista Diane Montagna, Fernández ha spiegato che non intende giudicare quello che è stato detto nel passato, e ha specificato il significato di «sempre inappropriato»: «D’ora in poi, certamente. Non intende affatto giudicare il passato. Significa “d’ora in poi”». Poi Tucho faceva una generosa concessione ai difensori del Titolo mariano, e diceva alla giornalista che dopo aver letto Mater Populi fidelis si poteva usare la parola Corredentrice, però solo “tra amici”. In altre parole: se prendendo un caffè al bar, tra amici, scappa la parola “Corredentrice”, non è peccato.
Ultimamente sono stati pubblicati altri documenti firmati dall’eretico Víctor Manuel Fernández, che ho commentato in maniera sintetica su questo blog. Di fronte a questa desolante realtà dottrinale, in questo degrado spirituale nel quale sono sprofondati i responsabili di quella che veniva chiamata da diversi Padri della Chiesa «la barca di Pietro», con quale coraggio si può dire che il Vaticano sia ancora la sede della Chiesa cattolica e che la Cattedra di Pietro sia legittimamente occupata? Come ha detto il 25 settembre a John-Henry Westen di LSNTV, il noto predicatore francescano padre Mary-Isaac Relyea: “Il silenzio dei pastori non è neutrale; è complicità”. L’ho già scritto più volte: cardinali e vescovi che sostengono con i loro rumorosi silenzi questo stato di apostasia dovranno renderne conto a Dio, e non vorrei essere nei loro panni.
Da quando è stato eletto papa, Leone parla di pace… pace e ancora Pace, ma questo “Principe della pace” (Is 9,5) è davvero sincero? Da molti anni sono in corso le finte indagini del Vaticano sull’ex gesuita Marko Rupnik, e nei giorni scorsi (23 settembre) le vittime dell’abusatore seriale hanno scritto una lettera aperta a Leone XIV – avevano già scritto un’accorata lettera aperta nel 2023 a Francesco, il principale protettore di Rupnik –, dove tra l’altro scrivono: «il nostro difensore, l’avvocato Laura Sgrò, nonostante abbia sollecitato più volte e con tutti i mezzi il Dicastero per la Dottrina della Fede per avere un minimo di chiarezza, nel rispetto e nell’interesse di tutti, sul procedimento che ci vede coinvolte come vittime, non ha mai avuto risposta», e lo stesso trattamento stanno subendo le vittime del pedofilo peruviano padre Lute. Confermando Fernández nei suoi incarichi, non solo Prevost ha dichiarato guerra al cristianesimo, ma sta esercitando una vergognosa violenza su queste donne; e mentre i tradizionalisti guidati da Viganò scaricano le loro frustrazioni sul Vaticano II, osannato dai telegiornali nostrani, Leone XIV è diventato una specie di «calamita della pace», attirando a sé grandi folle – affascinate e imbambolate dal nulla – anche in Francia… e la propaganda anticristica continua.
Le profezie su Prevost che ho citato su questo blog, si stanno realizzando alla lettera.
Ultime notizie:
Dopo il messaggio inviato ai vescovi francesi nel mese di marzo, dove Leone esortava alla perseveranza nel «continuare a manifestare l’attenzione della Chiesa verso le vittime» di abusi, con la stessa fermezza rinnovava l’invito agli stessi vescovi riuniti a Lourdes il 27 settembre. Dopo aver evocato per due volte lo spirito di “Papa Francesco”, Prevost ha detto:
«Abbiate sempre il coraggio di riconoscere gli errori con amore della Verità e determinazione nel medicare le ferite con la carità del Buon Pastore, che conosce le sue pecore e le chiama ciascuna per nome. Alzatevi dunque con speranza e non stancatevi mai di annunciare il Vangelo!… Negli ultimi anni avete affrontato con determinazione il doloroso flagello degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale. Avete adottato misure coraggiose per farvi fronte, attraverso l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno risoluto a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro questi crimini. Vi ringrazio per quanto avete fatto, e so che alcuni momenti sono stati molto difficili per la vostra Conferenza. È necessario proseguire sulla strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza».
Per confermare questo amore della Verità e questa determinazione, Leone ha incontrato alcune vittime di abusi, e adesso tutto il mondo conosce il suo serio impegno per estirpare questa piaga. Come si dice, «oltre il danno la beffa», e adesso le vittime di Rupnik e di Lute possono dormire sonni tranquilli.
Antonio Romano
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1 commento su “Víctor Manuel Fernández “Defensor Fidei”…Già, proprio come Enrico VIII. Antonio Romano.”
Nella sua Lettera ai Galati (1,8-9), S. Paolo ammonisce: «Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia ANÀTEMA!
L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia ANÀTEMA!»
Ecco perché ritengo quanto mai urgente e neccessario esortare in massa i legittimi Cardinali pre 2013 ad accogliere il quanto mai attuale appello che il santo Vescovo Mons. René Henry Gracida rivolse loro già nel 2018:
… «È evidente la necessità che il Collegio convochi una Congregazione Generale per dichiarare, amministrare e porre fine al più presto all’INTERREGNO che persiste dal marzo 2013.
… Sembra che alcuni cardinali di buon cuore sappiano che il conclave non era valido, ma non riescano a immaginare cosa fare al riguardo;
… Dobbiamo dunque pregare affinché la Divina Volontà della Santissima Trinità, per intercessione della Madonna Mediatrice di tutte le Grazie e di San Michele, Principe della Misericordia, rettifichi al più presto la confusione nella Santa Madre Chiesa, per mezzo dell’azione di quei Cardinali “validi” che ancora costituiscono un autentico Collegio Elettorale.
🌟 Solo i Cardinali certamente validi possono affrontare le prove manifeste e note che indicano la probabile invalidità dell’ultimo presunto conclave e solo questi Cardinali possono rispondere in modo definitivo alle domande qui poste. Possano solo i buoni Cardinali unirsi e, se riconoscono un “INTERREGNO” in corso, seppur latente, possano porvi fine attivando pienamente un “governo INTERREGNO funzionante della Santa Sede” e un rinnovato processo per un vero Conclave, che sia puramente pio, privato, sacramentale, segreto e profondamente spirituale. Se non abbiamo un vero Pontefice, allora i buoni Cardinali, svolgendo il loro compito “in vista della sacralità dell’atto di elezione”, “accolgano i movimenti interiori dello Spirito Santo” e donino alla Santa Madre Chiesa un vero Vicario di Cristo come Successore di San Pietro.
Che questi pensieri siano in sintonia con le considerazioni sinderiche di coloro che li leggono e che la loro presentazione qui sia gradita sia alla Nostra Immacolata Vergine Madre, Maria, Regina degli Apostoli, sia alla Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo».
N. de Plume
Un ami des Papes
+ René Henry Gracida
https://youtu.be/8rFjZKvoST0?is=gun5KxY22u8T5aEx
Testo integrale ⬆️ della lettera di mons. René Henry Gracida rivolto solo ai Cardinali di Santa Romana Chiesa (33-9-37 UDG)