Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto si sta perpetrando in Medio Oriente, con la complicità attiva del nostro governo. E con un’attenzione particolare ad alcuni elementi di cronaca che come è ovvio sembrano sfuggiti ai grandi giornali, così sensibili quando è in ballo l’antisemitismo. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo post su Instagram. Cliccate sul collegamento per vedere il video.
Giocava fuori dalla tenda della sua famiglia. Poi il colpo.
Mohammed Saif al-Din al-Shakhreeti aveva 12 anni ed è stato ucciso dalle forze israeliane nella zona di al-Mawasi, a Rafah, durante quello che viene chiamato un “cessate il fuoco”.
Provate a cercare il suo nome sui giornali. Non c’è. Non c’è la sua foto, non c’è la sua età, non c’è nulla che racconti chi fosse: quali fossero i suoi giochi, la sua squadra del cuore, cosa volesse fare da grande.
Secondo le Nazioni Unite, nei primi 300 giorni di “tregua” Israele ha ucciso almeno 1.417 palestinesi, di cui almeno 300 bambini.
Trecento bambini uccisi durante un “cessate il fuoco”.
Nella stessa giornata, sabato 26 settembre, altre due persone sono state uccise negli attacchi israeliani sulla Striscia: un raid di droni sul campo profughi di Nuseirat e le ferite riportate settimane fa in un attacco su Gaza City.
Nel frattempo i carri armati israeliani aprivano il fuoco contro le tende degli sfollati ad al-Mawasi e a sud di Khan Younis.
Gli attacchi proseguono nonostante il cessate il fuoco sia in vigore dall’ottobre 2025 e nonostante il 31 luglio il presidente Trump abbia annunciato un “nuovo accordo” per avviare la seconda fase della roadmap per Gaza.
Dall’inizio della tregua l’IDF ha ucciso almeno 1.417 persone, ne ha ferite 4.964. 834 corpi sono stati recuperati dalle macerie.
Sul terreno, quasi tutta la popolazione della Striscia vive ancora in tende, rifugi di fortuna ed edifici danneggiati. La ricostruzione è bloccata.
E Mohammed, 12 anni, giocava fuori dalla sua tenda.
#gazagenocide #childrenarenotatarget
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Poi c’è questa notizia, che stranamente è sfuggita a tutti i grandi quotidiani. Ora immaginate che cosa sarebbe successo a parti invertite: due giovani ebrei investiti e picchiati da un filo-palestinese. C’è veramente da vergognarsi di confessare di appartenere a questo mestiere. E quanto silenzio su questi episodi. Le nostre solerti forze dell’ordine non sembrano tanto solerti, come nel caso del pestaggio squadrista a Chef Rubio, dei colpi sparati al corteo dell’ANPI, all’aggressione degli studenti di liceo a Monteverde. Distrattoni. Qui sembra che sia stata presa la targa dell’aggressore. Vediamo se riusciranno a risalire al proprietario, e se lo sapremo…


Quando un rabbino è stato aggredito (senza nessuna conseguenza) i nostri media e politici hanno riempito le prime pagine di condanne e lanciato di nuovo l’allarme antisemitismo. Tra l’altro in quel caso l’aggressione non ha avuto conseguenze, non sembrava dovuta a razzismo, quanto a banale teppismo. Eppure le massime cariche dello Stato si sono sentite in dovere di intervenire.
Ieri invece un fatto di gravità molto maggiore è accaduto a Roma, eppure non ne ha parlato NESSUNO.
Le aggressioni violente ai danni di militanti e attivisti per i diritti del popolo palestinese sono molto frequenti, eppure regolarmente minimizzate quando non direttamente nascoste dai nostri media.
Repubblica Corriere, Rai, eccetera eccetera, sono complici della violenza sionista, in Palestina e in Italia.
Notizia da Roma today:
“Prima affiancati e insultati, poi speronati in moto da dietro fino a farlo cadere e infine picchiati mentre erano rimasti incastrati sotto la due ruote. È finita in ospedale la mattinata di venerdì 25 settembre per due giovani militanti di OSA (Opposizione Studentesca d’Alternativa). I due stavano raggiungendo un presidio sventolando alcune bandiere della Palestina quando sono stati presi di mira da un uomo, anche lui a bordo di una moto.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si è avvicinato urlando “palestinesi di merda fermatevi” e “io sono ebreo”, prima di urtare violentemente il mezzo dei due giovani per farli ruzzolare sull’asfalto. Una volta a terra, con le gambe bloccate sotto il veicolo, l’aggressore si è scagliato contro di loro a colpi con calci, schiaffi e pugni. A interrompere l’attacco è stato solo l’intervento dei passanti: vedendo la scena, l’uomo è risalito sulla sua moto ed è fuggito via a tutta velocità nei vicoli vicini.”
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La denuncia dell’associazione Osa: “Due studenti con le bandiere della Palestina inseguiti e speronati in moto”
https://www.romatoday.it/cronaca/studenti-bandiera-palestina-speronati-aggrediti-roma.html
© RomaToday
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Ma appare evidente che c’è la ricerca dell’incidente, con provocazioni mirate. Vedete questo articolo:
In via Toledo. Il registra Piccoli: «Era una provocazione». E la fotografa Rosa Schiano: «Le ho detto di non riprendermi e mi ha gettato acqua addosso, diceva che Gaza deve bruciare». Arriva una volante e la porta via
Una bandiera d’Israele indossata da una donna come uno scialle, mentre visitava il centro di Napoli, ha provocato questo pomeriggio tensioni e proteste. Dopo che già dal mattino erano circolate sui social alcune foto del gruppo con bandiera in giro per il centro, nel pomeriggio in via Toledo diverse persone hanno intimato alla donna di riporre il vessillo.
C’è chi ha urlato «vergogna» e chi «assassini». Altri: «Via da Napoli» e «Palestina libera». Lei ha tenuto il punto, alias la bandiera, mentre un’altra donna che era con lei riprendeva tutto con lo smartphone. «Ho chiesto a quest’ultima di smettere di prendere immagini», racconta la fotografa Rosa Schiano, «e quella per tutta risposta mi ha lanciato contro dell’acqua».
Schiano riferisce inoltre che la signora imbandierata, la quale parlava anche in italiano, oltre che in ebraico, ha detto «tutta Gaza deve bruciare». Auspicio in verità tardivo, perché la Striscia, dopo l’assalto di Hamas del 7 ottobre e la successiva invasione da parte di Israele, è già tutta praticamente bruciata a causa dei bombardamenti senza fine dei militari israeliani.
Mentre la tensione in via Toledo montava, sono intervenute la polizia ed un’ambulanza, anche perché con le due donne, quella della bandiera e la sua accompagnatrice, c’era pure un ragazzino, probabilmente autistico, che in quel trambusto è stato inevitabilmente preso dall’ansia e dalla paura.
Alla fine la signora con il vessillo bianco ed azzurro – non prima di aver rivolto sprezzante ai contestatori il segno della V come vittoria con le dita – è salita su un’auto della polizia che si è allontanata in retromarcia dalla folla.
«Quella donna – racconta Guido Piccoli, sceneggiatore e regista, che l’ha vivacemente contestata – ha avuto un atteggiamento fortemente provocatorio». L’episodio ha richiamato alla memoria il diverbio che si verificò nella primavera del 2025 tra Nives Monda, ristoratrice nel centro storico di Napoli e promotrice di una campagna per il boicottaggio dei prodotti israeliani, ed una turista israeliana. Nella locanda ebbero uno scontro verbale molto acceso sulle politiche del governo Netanyahu. La turista accusò Monda di avere avuto atteggiamenti antisemiti e di averla cacciata dal ristorante e la denunciò. L’esposto fu presto archiviato. Monda chiarì di non essere antisemita, complice la sua militanza di lunghi anni a sinistra, e di non avere mai utilizzato frasi che potessero essere in tal senso equivocate, ma di essere antisionista e di contestare con forza l’operato di Israele in Medio Oriente. Sporse a sua volta querela contro chi l’aveva accusata di antisemitismo.
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E anche a Milano, come si vede da questo video su Instagram…
A Milano sono da ben 468 giorni che tutti i giorni organizzano un presidio, esattamente dal 16 giugno 2025.
Oggi è successo questo. Una porcheria. Immaginate se un italiano andasse a Tel Aviv col dito medio, a sputare e a gridare Palestina libera cosa succederebbe.
A ogni modo, è bene tenere ben in mente una cosa: negli ultimi due giorni è successa la stessa identica cosa in tre città italiane. A Ferrara, a Napoli e a Milano.
Ormai credo che non ci siano più dubbi sul fatto che siamo davanti a un qualcosa di organizzato.

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E anche a Ferrara si ripete il copione provocatorio. Cliccate per il video:

È allucinante: il rabbino Shmuley, amico di Trump e Netanyahu, uno che negli ultimi mesi ha girato l’Europa e ha fatto casino in almeno 5 Paesi, è riuscito a fare sfoggio di vittimismo e quindi casino anche a Ferrara, dove si scaglia contro un italiano che gli dice semplicemente “Free Palestine”.
Lui dice testualmente: “Mia moglie e io siamo stati aggrediti da tre teppisti che urlavano FREE Palestine”.
Ovviamente, dell’aggressione non vi è traccia e il video, come tutti gli altri, partono dalla litania del vittimismo, mai prima.
Resta il fatto che quel Signore italiano, tenendo la calma e non cadendo in provocazioni, con un semplice “Free Palestine” dimostra chi cerca lo scontro. Evidentemente il rabbino sperava in qualche schiaffone, così da poter completare l’opera.
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