Sanzioni a Israele. Fratelli d’Italia è una Lobby al Servizio di Netanyahu. Alessandro Orsini.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Infosannio, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Intervistato da Peter Gomez, Ignazio La Russa ha sostenuto che il governo Meloni colpisce la Russia con le sanzioni, ma non Israele, perché molti Stati affermano che Israele non ha diritto a esistere. Come ho spiegato ad Accordi e Disaccordi, Fratelli d’Italia è una grande lobby israeliana. Mi accingo a dimostrarlo ricorrendo a un paradosso: se qualcuno negasse il diritto della Russia a esistere, Putin dovrebbe essere sollevato da tutte le sanzioni? La capacità del governo Netanyahu di penetrare in Fratelli d’Italia diventa ancora più chiara se passiamo dal piano logico a quello storico. Lo studio del periodo 1967-2026 mostra che gli Stati in Medio Oriente che negano il diritto d’Israele a esistere non esistono più. L’Iran è l’unico a perseverare in questa propaganda. Gli Stati che parteciparono all’attacco contro Israele nel 1948 non negano più il diritto d’Israele a esistere. La Giordania intercetta persino i missili dell’Iran diretti a Tel Aviv. Egitto e Israele hanno firmato la pace nel 1979; Giordania e Israele hanno firmato la pace nel 1994. Il quadro regionale del 2026 è molto diverso da quello del 1948. Arabia Saudita e Israele collaborano nel campo dell’intelligence. Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno normalizzato le relazioni con Israele nel 2020. Che Ignazio La Russa sia stato ministro della Difesa desta impressione alla luce della sua risposta a Gomez. Israele può essere sanzionato, anche se l’Iran nega il suo diritto all’esistenza. Le sanzioni dipendono da ciò che Israele fa a Gaza e non da ciò che l’Iran dice di Israele.
[…]
A questo punto, Ignazio La Russa obietta: “Ma Hamas nega il diritto d’Israele a esistere!”. Quando il mondo è oggetto di studio, diventa complesso. Il 1° maggio 2017 a Doha, Hamas presentò un nuovo Document of General Principles and Policies, che modificava significativamente il documento fondativo del 1988. Hamas eliminò il riferimento alla distruzione d’Israele, presente nello Statuto del 1988. Nel documento del 2017, Hamas, separando ebraismo e sionismo, eliminò anche il riferimento agli “ebrei” come nemici dell’organizzazione, sostituendolo con il riferimento agli “israeliani”. Di più: nelle modifiche, Hamas lasciò intendere che avrebbe accettato uno Stato palestinese entro i confini precedenti alla guerra del 1967 con capitale Gerusalemme, ponendo la condizione necessaria, ancorché insufficiente, per il riconoscimento d’Israele e per una soluzione negoziale. Trump si precipitò a distruggere tutto: il 6 dicembre 2017, riconobbe Gerusalemme come capitale d’Israele, senza dare niente in cambio ai palestinesi. Il messaggio politico era chiaro: “Anche se Hamas si modera, Israele continuerà a rubare la terra dei palestinesi”.
[…]
Le domande sono due: 1) perché, in materia di politica internazionale, il livello intellettuale della classe dirigente di Fratelli d’Italia è spaventosamente basso? 2) perché La Russa non si vergogna di umiliare la Repubblica italiana con le sue assurdità in difesa di Netanyahu? La risposta è agevole: perché Meloni è stata una politica di quartiere per tutta la vita. Quando “Giorgia” è diventata presidente del Consiglio, Meloni non aveva alcuna conoscenza della politica internazionale. Avendo concepito la propria esistenza politica, peraltro meritoriamente, come un servizio nei quartieri di Roma, Meloni ha nominato dirigenti totalmente incompetenti in materia di politica internazionale perché questo tema non è mai esistito nella sua mente se non come propaganda contro l’Arabia Saudita (che adesso protegge con i Samp/T italiani). Il bassissimo livello intellettuale di Meloni in questo campo ha fatto velo a quello dei suoi colonnelli. Peter Gomez, con una sola domanda, lo ha reso evidente.

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