L’Orrore delle Carceri I$r@eliane nelle Chat Piene di Violenza delle Guardie. InsideOver, Haaretz.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, mentre il Parlamento discute di un Disegno di Legge liberticida, quello sull’antisemitismo, offriamo alla vostra attenzione, finché si può, questo articolo di InsideOver. Cliccate per il video. Buona lettura e condivisione.

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“Stanno praticando la rianimazione cardiopolmonare in infermeria proprio ora. Se Dio vuole, quel figlio di puttana morirà”.

Nel novembre 2023, nel carcere israeliano di Ketziot, il prigioniero palestinese Thaer Abu Asab morì dopo essere stato brutalmente picchiato dalle guardie.

Un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz ricostruisce la vicenda attraverso i messaggi WhatsApp scambiati dalle guardie durante e dopo l’aggressione, sequestrati poi dagli inquirenti.

“Sarai fiero di me, del mio turno. Dopo quello che è successo, il conteggio è durato due ore e 23 minuti. Trai le tue conclusioni”, scrive una guardia a un collega.

Quando Abu Asab morì, un’altra guardia scrisse: “È morto. È divertente come sia successo tutto in un istante: boom, conteggio. Boom, prigioniero morto”.

Abu Asab, membro di Fatah, stava scontando una condanna a 25 anni per presunti attacchi terroristici contro Israele.
A scatenare la violenza assassina delle guardie israeliane una domanda: Abu Asab chiede se ci fosse un cessate il fuoco a Gaza.

Fu dichiarato morto la sera stessa a causa di una lesione cardiaca.

“Abbiamo capito che dovevamo picchiarli per far loro capire che non c’era nessun cessate il fuoco”, ha detto agli inquirenti una guardia. “Il comandante ha detto che qualunque cosa fosse successa quella sera era responsabilità sua, che non dovevamo avere paura e che dovevamo fare quello che diceva lui.”

E la testimonianza di un altro detenuto palestinese conferma la versione: “Ci inginocchiammo con le mani sopra la testa e la faccia a terra. Arrivarono quindici guardie. Dissero: ‘Niente cessate il fuoco’. Poi ci aizzarono contro il cane. Eravamo a terra, a pezzi. Thaer non si alzò. Sanguinava e aveva tutta la faccia blu”.

A quasi tre anni dalla morte di Thaer Abu Asab, i pubblici ministeri hanno incriminato per omicidio colposo 12 guardie del Servizio penitenziario israeliano.

“Era una specie di routine. Per i comandanti, andava bene. Era la prassi”, ha detto una guardia penitenziaria a proposito dell’omicidio di Thaer.

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