Russia-Ucraina. Parlano Putin e Zaluzhnyi. Commento di Diego Fusaro: UE Treno verso l’Abisso.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione sulla guerra Russo-Ucraina, o emglio UE, Nato, Occidente contro la Russia via Ucraina. Buona lettura e diffusione.

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Il primo è questo post su Facebook di Antonio Margheriti:

Domanda del giornalista a Vladimir Putin: “Perché, dopo 4 anni di guerra, l’Ucraina esiste ancora? “
Risposta di Putin:
“È una domanda tipicamente occidentale.
Pensano che vincere significhi distruggere tutto ciò che si muove.
“Se avessi voluto che Kiev non esistesse più, non mi sarebbero serviti 4 anni, 20 minuti sarebbero bastati.
Ma non è il nostro obiettivo. Non abbiamo mai voluto radere al suolo l’Ucraina.
Vogliamo strapparla alla NATO senza distruggere un popolo fratello.
L’Occidente ha trasformato questo conflitto in un campo di sperimentazione militare. Forniscono le armi, i satelliti, i bersagli.
In altre parole, la Russia non sta combattendo contro l’Ucraina ma contro l’intero sistema militare occidentale.
Siamo noi che resistiamo.
Ancora meglio, adattiamo il nostro esercito, le nostre tecnologie, la nostra economia alla loro volontà di logorarci.
Ma mentre loro si esauriscono, noi impariamo.
Coloro che credono che la lentezza sia una debolezza non hanno mai condotto una guerra moderna.
Abbiamo scelto la pazienza strategica, non il caos perché sappiamo che quando la polvere si sarà posata, non ci sarà più un’Ucraina ma una Russia più unita che mai.”

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E il secondo è questo post, sempre su Facebook, di Giuseppe Sardini:

 

 

Ricordate il generale Zaluzhnyi, grande Capo di tutte le Forze ucraine? Era l’uomo che protestava ufficialmente perché gli occidentali mandavano le armi, ma queste si fermavano a Kiev e sparivano prima di arrivare al fronte. I nostri GLANDI capi se ne sono accorti solo ora che sono sparite quasi un milione di armi.
Gli occidentali mandavano soldi a Kiev per i soldati, ma l’esercito non li riceveva. Era l’uomo che chiese di far arrivare gli stipendi dei suoi soldati direttamente dall’estero sui suoi conti senza passare per l’ufficio del grande capo corrotto di Kiev! E, soprattutto, era il candidato che avrebbe vinto le elezioni, se il tossico le avesse indette come all’epoca chiedeva Trump. Beh, Zaluzhnyi venne spedito a Londra come ambasciatore. Stessa sorte dell’ex ministro degli Esteri Guleba. Gente che dava fastidio al manovratore ladro, paladino dell’Europa degli imbecilli! 🤣
Oggi ha scritto un articolo sull’inglese ‘Telegraph’ che ha costretto Zelensky a una ‘tirata’ doppia e tripla. 😉
E’ stato riportato dalla stampa di tutto il mondo, e oscurato come sempre dalla Libera Stampa Italica. 🤮
Riassunto: sbaglia chi crede che la Russia perderà la guerra: la Russia ha già vinto! Gli europei sono stanchi di mantenere il regime di Kiev e la sua guerra.
Il supporto sta calando paurosamente: da ‘faremo tutto quello che serve’, a ‘vediamo cosa c’è ancora nei magazzini’. 😁 Zelensky aveva paura degli ucraini. Adesso ha paura degli ucraini e dei suoi padroni occidentali, ha scritto il generale. Magari è già pronto il suo sostituto. 🙏
Ecco, stamattina non avrei voluto dare questo dispiacere al nostro governo russofobo, né alla Schlein, né ai poveracci Picierno e Calenda, né all’uomo del monte, ma non é un filorusso che parla: é il probabile prossimo presidente dell’Ucraina.
Sempre che l’Ucraina resterà ancora sulla carta geografica a fine guerra. 🤔
Fonti

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E infine, da X, questi commenti di Diego Fusaro:

 

Il guitto di Kiev Zelensky, attore Nato e prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, ora si lagna di essere rimasto senza difese. Questa sua recente dichiarazione sembra mandare in frantumi la narrazione egemonica, diffusa urbi et orbi dai pretoriani del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, secondo cui l’Ucraina sta vincendo la guerra e sta costringendo la Russia a indietreggiare. Proprio così, per intere settimane ci hanno raccontato con intensità martellante che la guerra volgeva a favore di Kiev. E che la Russia era ormai finita, pronta a capitolare ingloriosamente. Adesso, tuttavia, il guitto Zelensky getta la maschera e rivela come stiano effettivamente le cose. Potrebbe certamente essere una mossa volta a ottenere nuove armi dall’Unione Europea e magari anche da Washington. Soprattutto l’Unione Europea si è letteralmente prodigata per sostenere sul piano finanziario e bellico l’attore Nato e non si dà motivo per dubitare che non continui a farlo anche in futuro. Ma questa possibilità interpretativa non toglie il fatto che l’attore Nato sia palesemente in difficoltà, a tal punto da dover lamentare pubblicamente l’assenza di difese in cui attualmente l’Ucraina si trova. Zelensky tuttavia non vuole issare bandiera bianca perché sa bene che, quando la guerra dovesse finire, egli dovrebbe rendere conto di tutte le proprie malefatte al suo popolo.

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Lo ha annunciato il ministro Tajani, questa volta senza esibirsi nel suo proverbiale saltello: l’Italia utilizzerà il fondo Safe per il riarmo. Detto fondo prevede che gli Stati dell’Unione Europea possano attingere da Bruxelles una notevole quota di danari per armarsi. Il giullaresco governo della destra bluette neoliberale si conferma una volta di più per quello che realmente è, il nemico dell’interesse nazionale e il servo dell’imperialismo occidentale. Naturalmente il riarmo viene attuato in funzione antirussa, come se la Russia di Putin fosse in procinto di invadere l’Italia ed Europa: Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della martellante propaganda, sappiamo benissimo che è invece l’Unione Europea che si sta adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con massima ipocrisia, che sia quest’ultima a cercare il conflitto. Hanno pure il coraggio di definirsi patrioti, quando in realtà sono nemici della patria e dell’interesse nazionale: dietro il patriottismo ideale si nasconde l’atlantismo imperialistico reale. Anziché mettere a disposizione fondi per lo stato sociale e per la scuola, per la sanità e per il lavoro, l’Unione Europea investe sulle armi e sulla guerra, con ciò rivelando una volta di più la propria natura di treno in corsa verso l’abisso.

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