| (Tommaso Merlo) – Che paesi sul lastrico come l’Italia buttino via una marea di soldi per missioni militari all’estero, è davvero uno scandalo. In tempi di vacche magre si riducono le spese superflue, vale per una famiglia come per un paese gestiti da persone responsabili. E le missioni miliari all’estero sono uno degli sprechi di soldi pubblici più palesi ed indigeribili. Basti pensare alla mitica missione militare nel Sud del Libano che da quasi mezzo secolo assiste a guerre e invasioni e ultimamente perfino ad un genocidio senza muovere un dito. E che dire della missione di pace in Afghanistan, vent’anni di occupazione per poi ridare il paese ai Talebani su un piatto d’argento o del bordello iracheno e dello stallo kosovaro. Decenni in cui comunque sono girati un sacco di soldi per le armi, gli equipaggiamenti, la logistica ed ovviamente generosi stipendi per tutti gli eroici protagonisti. Ma la missione militare in Arabia Saudita sembra batterle tutte, militari italiani a difesa del regime più retrogrado e misogino del pianeta, una distesa di sabbia su cui fantomatiche monarchie retaggio del peggiore colonialismo impongono ai loro schiavi regole da medioevo mentre gli sceicchi appena possono salgono sui loro jet privati e vanno a fare gli sporcaccioni nelle capitali occidentali. Ma si sa, non conta quello che c’è sopra la sabbia ma quello che c’è sotto. Mari di oro nero e nuvole di gas che servono a far funzionare il lunapark capitalistico. Scopo della missione italiana quella di difendere i cieli dell’Arabia Saudita dall’Iran. Peccato che quella all’Iran sia una aggressione illegale perpetrata dagli americani su ordine della mafia sionista, una aggressione che calpesta il diritto internazionale anche nel modo in cui si combatte visto il bombardamento di scuole ed ospedali. Oramai siamo una colonia degli Stati Uniti che sono una colonia di Israele e alla faccia dell’articolo 11 della Costituzione i governanti italioti si ostinano a credere nella guerra per risolvere le controversie internazionali. Ma c’è di più. I militari italiani sono stati mandati tra le dune per aiutare l’Arabia Saudita a proteggersi da missili e droni. Peccato che l’Iran da mesi colpisce come e quando e dove vuole e non solo in Arabia Saudita ma in tutta l’Asia Occidentale e questo per il semplice fatto che i suoi missili e droni sono tecnologicamente superiori ai costosissimi sistemi di difesa Made in USA come i Patriot ed i Thaad e ferraglia simile. È cronaca dal fronte. L’Iran ha devastato tutte le mega basi militari americane sparse nella regione, basi in teoria super protette coi Marines costretti a scappare a gambe levate. I droni iraniani non li vedono neanche mentre i missili di ultima generazione cambiano rotta in volo e sono precisi come punture. L’Iran ha poi distrutto miliardi di super radar e sistemi di allarme che hanno reso gli aggressori mezzi orbi. Non si capisce quindi cosa ci facciano in quell’inferno 700 soldati italiani, speriamo almeno qualcuno abbia comunicato a Teheran in che oasi si trovano per evitare finiscano nel mirino. Negli ultimi giorni poi, l’Arabia Saudita ha aggredito inspiegabilmente sia lo Yemen che l’Iraq, con gli Houthi che hanno risposto devastando come se nulla fosse una delle centrali petrolifere saudite più avanzate del mondo e chiuso lo stretto sul Mar Rosso alle petroliere saudite mentre da Baghdad si attende ancora la rappresaglia. Una escalation orizzontale alimentata dai deliri senili di Trump a loro volta aizzati da quelli ideologici sionisti. Hanno provato a distruggere l’Iran scaricandogli addosso il meglio degli arsenali americani per settimane, ma gli iraniani non hanno fatto una piega ed anzi si sono presi Hormuz e sono passati al contrattacco. Trump ha minacciato l’ennesimo infermo ed invece all’ultimo minuto ha fatto di nuovo il coniglio. Oltre che gli arsenali vuoti e le palle piene degli americani, a fermarlo sono stati i suoni generali a corto di piani e gli sceicchi terrorizzati che l’Iran risponda pan per focaccia radendo al suolo le loro centrali elettriche facendoli finire tutti cotti al forno. Secondo alcuni analisti, quella con l’Iran si prefigura come una sconfitta peggiore di quella del Vietnam perché porterà la fine dell’egemonia americana ed un effetto domino anche economico devastante. E non si capisce cosa diamine ci faccia l’Italia a fianco di un impero decadente e di uno stato genocida, a buttare via soldi mentre i cittadini faticano a mantenere i loro figli. Ma ormai le decisioni belliche vengono prese lontano dai cittadini, come se la guerra fosse un affare di stato che non li riguarda. Peccato che la guerra viene finanziata coi soldi dei cittadini e se a furia di giocare col fuoco scoppierà un conflitto mondiale, saranno quei figli che faticano a mantenere a finire in trincea. Le missioni miliari all’estero sono uno degli sprechi di soldi pubblici più palesi ed indigeribili e dato che l’articolo 11 della Costituzione non è ancora stato abolito, sarebbe ora che i governanti italioti di turno si decidano a rispettarlo. §§§Aiutate Stilum Curiae IBAN: IT79N0200805319000400690898 BIC/SWIFT: UNCRITM1E35 *** Stilum Curiae lo trovate anche qui: https://www.instagram.com/sanpietrotos/ https://vk.com/stilumcuriae https://www.facebook.com/marco.tosatti/ https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822 https://t.me/marcotosatti www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21 https://x.com/MarcoTosatti *** 
|
2 commenti su “I Militari Italiani in Arabia e il Coniglio Trump. Tommaso Merlo, Infosannio.”
Bisogna fare la lista di figli e nipoti di vip, giornalisti e criminali dello stato canaglia: quando arriverà la guerra bisognerà andare a prenderli per spedirli a calcioni sul fronte, dal primo all’ultimo
La Chiesa Conciliare Gesù Cristo non ha niente a che fare con la chiesa massonica-sinodale di satana che governa in vaticano da 13 anni.