Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento su ciò che si sta perpetrando in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.
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C’è questo post su Instagram. cliccate sul collegamento per il video:

Un’altra notte di sangue a Gaza nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco”.
Alle 3 del mattino tra il 20 e 21 luglio l’IDF ha bombardato una casa a Gaza City mentre le famiglie dormivano.
Secondo testimoni oculari, la casa è stata bombardata tre volte ostacolando i soccorsi mentre le fiamme divampavano.
I soccorritori hanno recuperato cinque corpi carbonizzati di cui tre bambini.
Gli attacchi alla Striscia sono oramai quotidiani.
Il 19 luglio 10 persone, tra cui tre bambini, sono stati uccisi. Tra questi un’intera famiglia di 5 persone di cui è sopravvissuto solo un bambino, l’ennesimo orfano del genocidio.
Il giorno prima un attacco israeliano contro un corteo funebre ha ucciso almeno 7 persone che accompagnavano la salma di un uomo ucciso in un bombardamento avvenuto la mattina stessa.
Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco a ottobre 2025, 1.144 persone sono state uccise a Gaza, tra cui almeno 275 bambini, che si aggiungono alle oltre 300,000 persone uccise dal 7 ottobre 2023.
Non c’è nessuna tregua a Gaza.
#gazagenocide
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Poi c’è questo video di MiddleEastEye. Straordinaria l’ipocrisia della UE e del nostro governo che non prendono nessun provvedimento contro le violenze quotidiane dei “coloni” appoggiati dall’esercito israeliano. Cliccate sul collegamentoper il video.

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Poi c’è questo post di Middle East Monitor:

Nella prima metà del 2026 Israele ha ucciso otto giornalisti palestinesi e commesso 467 violazioni ai danni degli operatori dei media nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza, ha dichiarato lunedì il Sindacato dei giornalisti palestinesi.
I dati sono stati presentati da Mohammed al-Lahham, presidente del Comitato per le libertà del sindacato, durante una conferenza stampa tenutasi nella città cisgiordana di Ramallah sul tema della libertà dei media nei territori palestinesi occupati.
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E infine – ma la lista potrebbe continuare a lungo – questo post, che conferma molti sospetti sull’operazione 7 ottobre. Cliccate sul collegamento per il video.


Numerosi esponenti del governo israeliano hanno partecipato domenica 19 luglio a una marcia verso il confine con la Striscia di Gaza per chiedere il ripristino degli insediamenti ebraici nell’enclave palestinese.
A guidarli il ministro della Sicurezza di estrema destra Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.
“Oggi controlliamo il 70% della Striscia, se qualcuno ce lo avesse detto, nessuno ci avrebbe creduto. Ora torniamo a casa nostra per insediarci. A Gaza” ha dichiarato tronfio Ben Gvir.
La manifestazione si è svolta nonostante l’esercito israeliano avesse revocato l’autorizzazione pochi minuti prima dell’inizio della marcia.
Sul posto, tuttavia, i militari hanno scortato i partecipanti fino alla recinzione di confine con Gaza.
La marcia è stata organizzata dal movimento Nachala, storico gruppo favorevole alla creazione e all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Nachala è guidato da Daniella Weiss, storica esponente del movimento dei coloni ed ex dirigente di Gush Emunim. Canada e Regno Unito hanno imposto sanzioni nei suoi confronti accusandola di sostenere e favorire violenze contro i palestinesi.
L’iniziativa si è svolta con lo slogan “Ritorno a casa dopo 21 anni”, un riferimento al disimpegno israeliano del 2005, quando Israele evacuò 21 insediamenti e migliaia di coloni dalla Striscia.
Gli organizzatori hanno dichiarato che l’obiettivo è promuovere il ritorno degli insediamenti ebraici a Gaza prima delle prossime elezioni.
Smotrich ha invitato il movimento dei coloni a mobilitarsi in vista delle prossime elezioni, sostenendo che un eventuale cambio di governo potrebbe compromettere i risultati ottenuti durante l’attuale legislatura in materia di espansione degli insediamenti.
Il mese scorso Smotrich aveva dichiarato che il suo ministero è pronto ad avviare la costruzione di tre insediamenti nel nord della Striscia non appena riceverà il via libera del governo.
#gaza #israel #gazagenocide #bengvir
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