Pro Fide Ecclesiae. Germania, Nuovo Movimento per Essere Cattolici, senza Etichette. Marian Eleganti.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mons. Marian Eleganti, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione questa iniziativa. Buona lettura e diffusione.

 

 

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Alcuni termini, come “conservatore” e “progressista”, si sono ormai affermati nel nostro linguaggio quotidiano. A quanto pare, quindi, esistono cattolici di ogni tipo: cattolici di sinistra; cattolici di destra; cattolici riformisti; progressisti; reazionari; tradizionalisti; progressivisti e così via. Un neologismo particolarmente ingegnoso è stato coniato dal vescovo Bätzing: gli “altri cattolici”.

Ci siamo abituati a questi termini e spesso li usiamo noi stessi senza renderci conto di quanto siano fondamentalmente sbagliati. Infatti, o si è cattolici o non lo si è. Una terza possibilità è esclusa (tertium non daretur).

Ecco perché abbiamo fondato un’associazione – o meglio, lanciato un movimento – con l’intento di ripristinare la consapevolezza di ciò che significa essere cattolici nel senso della fede della Chiesa e di difenderlo. L’autorità di definire ciò non spetta a noi, ma al Magistero della Chiesa (Catechismo della Chiesa Cattolica).

È la Chiesa che interpreta correttamente la propria fede, non coloro che proclamano: «Noi siamo la Chiesa!». La fede della Chiesa è il criterio e la caratteristica distintiva di un cattolico. Chiamiamo eresie tutte le deviazioni da essa. Infatti, è esattamente ciò che sono: invece di «un tipo diverso di cattolico», sarebbe più corretto parlare di «non più cattolico»! Le opinioni di queste persone, esperte di sofismi, dovrebbero essere identificate per quello che sono: eretiche.

Solo perché qualcosa è etichettato come «cattolico» non significa necessariamente che lo sia anche nella sostanza. Quando si tratta di yogurt, noi svizzeri diciamo che ha un «sapore stantio»: con questo intendiamo dire che è già andato a male. Allo stesso modo, gli attributi aggiuntivi associati al termine «cattolico» rivelano che la corrispondente interpretazione della fede o della pratica religiosa è in realtà corrotta, errata o falsa. Il significato di «cattolico» nel senso pieno del termine non richiede ulteriori chiarimenti. Ortodossia e ortoprassi sono la stessa cosa. La Chiesa si schiera qui a favore della chiarezza. «Il vostro “sì” sia “sì” e il vostro “no” sia “no”. Tutto ciò che va oltre proviene dal maligno» (Mt 5,37).

Per quanto riguarda la fede della Chiesa, non esiste alcuna “diversità”. Le uniche differenze risiedono nei riti attraverso i quali si esprime la fede comune. Ma la fede della Chiesa in Germania non è diversa da quella in Africa. Nella sua sostanza, è inequivocabile e indivisibile, cattolica e apostolica. Essa si approfondisce nel tempo, viene interpretata correttamente per ogni epoca (come stabilito dal Magistero) e tramandata (Tradizione Apostolica).

A questo proposito, si parla del *Depositum fidei*, il deposito della fede, che non cambia nel tempo ma viene fedelmente tramandato di generazione in generazione dal Magistero della Chiesa. In questo contesto, Pietro è la roccia, non la duna di sabbia mobile che cambia a ogni (falsa) opinione. A questo proposito, tutti gli attributi intesi a definire ciò che è «cattolico» rimangono sospetti. Coloro che li utilizzano sono, in realtà, «dissidenti». Sono «diversi», per usare un termine di moda del nostro tempo, la cui applicazione nel nostro contesto è altrettanto errata quanto in quello da cui ha origine.

Vogliono farne parte, essere considerati cattolici, ma ridefinire la fede della Chiesa dall’interno secondo la propria interpretazione e viverla in modo diverso (“diverso”), ad esempio come coppia omosessuale.

Non ammettono apertamente di non condividere la fede della Chiesa; vogliono cambiarla, viverla in modo «contemporaneo» (un’espressione vuota che può essere riempita con qualsiasi significato si desideri). «Contemporaneo» è colui che la contraddice (i tempi). Ecco perché il mondo lo odia (Giovanni 15,19). Ama solo ciò che gli appartiene.

Non accetteremo più tutto questo e daremo voce ai cattolici che sono semplicemente cattolici. O lo sei o non lo sei! È proprio questo il punto!

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