Netanyahu Blocca il Riconoscimento I$r@eliano del Gen*oci*dio Armeno su Richiesta degli Azeri.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Inside Over. Per molti anni, e da molti anni, ci siano occupati del primo genocidio del secolo dei genocidi, quello dei cristiani armeni; fra l’altro è interessante notare che Hitler, nella riunione in cui si decise la soluzione finale per gli ebrei, disse: “Chi si ricorda adesso dello sterminio degli armeni”? Hitler probabilmente aveva saputo degli eventi da un responsabile di alto livello dell’esercito tedesco in Turchia durante la guerra, suo amico; che fu ucciso, mentre era a braccetto di Hitler durante il fallito putsch di Monaco. Israele ha sempre evitato di riconoscere ufficilamente quello che gli armeni chiamano Metz Yeghèrn, il Grande Male. Vuoi in omaggio al dogma dell’unicità della Shoah (che affiora ancora adesso nelle dichiarazioni di personalità ebraiche) vuoi per questioni di opportunità geo-politica. Nelle settimane passate la situazione di attrito con Ankara (che da sempre pratica un negazionismo aggressivo e attivo) sembrava aver convinto il governo a prendere una posizione netta. Da notare che il governo azero ha compiuto nel recente passato una pulizia etnica nei confronti degli armeni dell’Artsakh, Nagorno Karabag. Ma…buona lettura e condivisione.

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A fine giugno il governo israeliano ha approvato all’unanimità una proposta per definire genocidio le violenze perpetrate dall’Impero Ottomano contro gli armeni durante la Prima Guerra Mondiale.

Ma secondo una fonte israeliana, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha bloccato la votazione al Parlamento dopo che Hikmet Hajiyev, consigliere per gli affari esteri del presidente azero, ha contattato l’ufficio del Primo Ministro.

Il governo israeliano ha poi informato i funzionari azeri che la questione era stata rimossa dall’ordine del giorno della Knesset e che pertanto non sarebbe stata inclusa nella serie di votazioni tenutesi prima della pausa estiva.

Il mese scorso il governo azero ha emesso una condanna ufficiale della decisione israeliana di riconoscere il genocidio armeno e ha chiesto che tale decisione venisse riconsiderata.

Nella sua dichiarazione, il Ministero degli Esteri azero ha affermato che il riconoscimento equivale a “una distorsione dei fatti storici relativi agli eventi del 1915” e riduce “una complessa questione storica a una decisione politica priva di una solida base giuridica o accademica”.

Il genocidio degli armeni cominciò ad aprile1925 e proseguì fino ai primi anni Venti. 1 milione e mezzo di armeni furono uccisi o lasciati morire attraverso deportazioni, massacri, fame, malattie, persecuzioni. La Turchia continua a negare la definizione di genocidio.

Per decenni Israele ha evitato di riconoscere formalmente il genocidio armeno, non perché mancassero documenti, testimonianze o consapevolezza storica, ma perché allora la Turchia era un interlocutore troppo importante per Tel Aviv.

L’ufficio del ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa’ar ha negato che la votazione sia stata annullata a seguito dell’intervento di Netanyahu ma non ha fornito una spiegazione alternativa sul perché la questione non sia stata sottoposta alla Knesset.

#armeniangenocide #israel #netanyahu

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1 commento su “Netanyahu Blocca il Riconoscimento I$r@eliano del Gen*oci*dio Armeno su Richiesta degli Azeri.”

  1. La storia recente ripropone in modi differenti stragi e stermini.
    Ci si può accapigliare sui termini (genocidio si o genocidio no), ma resta uguale la lucida follia che li provoca.
    Ci si può interrogare sui numeri (se dieci milioni di morti siano più genocidio di un milione di morti), ma identica è l’efferatezza che uccide.
    L’efferatezza degli architetti è sempre dipinta di nobili ideali.
    I Giovani turchi temevano ribellioni e diserzioni di massa da parte degli armeni: di lì gli arresti, le deportazioni e la strage degli armeni.
    Lenin, Trotzky e Stalin vedevano nei kulaki i nemici del contadino rivoluzionario: per dekulakizzare l’Ucraina provocarono l’holodomor.
    La collettivizzazioni forzata del granaio portò il granaio a non dare grano e milioni di persone a dover fuggire o a morire di fame!
    Le folli ragioni di Hitler andarono a colpire gli ebrei (ma anche i rom, o i dissidenti slavi) a colpi di persecuzioni e di campi di concentramento.
    Più recentemente c’è stata la barbarie genocida in Ruanda da parte degli hutu verso i tutsi (i watussi) e anche gli hutu moderati.
    Abbiamo sotti gli occhi il caso urticante della situazione di Gaza, perchè nel 2026 le cose avvengono a telecamere accese.
    In ognuno dei casi citati, le motivazioni “ideali” sono poi sconfinate in convenienze insospettabili, anche trasversali alle parti.
    Dentro una strage, anche a distanza di decenni, covano interessi ed equilibri e un uso spasmodico della propaganda.
    Nessuno potrà mai lenire lo strazio di decine di milioni di vite stritolate o soppresse, ma oggi a contare è l’uso possibile di quello strazio.
    Tutti dovrebbero temere la lucida follia dell’uomo carnefice, ma molti se ne servono per ritagliarsi spazi di manovra nel diventare carnefici.
    Non tutti i morti meritano ugualmente il ricordo, o il pentimento di chi li ha ammazzati e dei loro discendenti. E’ tristissimo, ma è così.

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