Prevenzione e sicurezza delle cure: contrastare abusivismo e turismo odontoiatrico attraverso scelte consapevoli.

Presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) di Bari e Vicepresidente della CAO Nazionale presso la FNOMCeO, è impegnato da anni nella tutela della professione, nella promozione della prevenzione e nel confronto sulle sfide che attendono il settore, dall’innovazione tecnologica all’accesso alle cure. Parliamo dell’odontoiatra  Nicola Cavalcanti , una delle figure di riferimento della professione a livello locale e nazionale. Con lui abbiamo approfondito i temi più attuali dell’odontoiatria italiana e le prospettive future della professione.

Dott. Cavalcanti, in qualità di Presidente della CAO di Bari e Vicepresidente della CAO Nazionale, quali sono oggi le principali sfide che la professione odontoiatrica si trova ad affrontare in Italia?

La Commissione Albo Odontoiatri, all’interno dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, è un ente sussidiario dello Stato a garanzia e tutela dei cittadini, affinché gli esercenti la professione odontoiatrica la svolgano nel rispetto dell’etica e della deontologia.Il nostro compito è tutelare i cittadini e, in questo ruolo, cerchiamo di sostenere e guidare gli iscritti. L’iscrizione all’Albo è un obbligo necessario per l’esercizio della professione e rappresenta una garanzia per i cittadini, assicurando che gli odontoiatri svolgano al meglio la propria opera, prendendosi cura delle persone.Dal nostro punto di vista, la principale sfida dell’odontoiatria italiana consiste nel conciliare qualità, sicurezza e accessibilità delle cure in un contesto professionale, sociale, economico e sanitario in continua evoluzione.Sul fronte delle criticità siamo particolarmente concentrati nel contrastare i rischi della commercializzazione delle cure odontoiatriche da parte di società finanziarie che acquistano strutture odontoiatriche, la pubblicità sanitaria che spesso inganna i cittadini con false promesse, il turismo odontoiatrico e l’abusivismo odontoiatrico.

Quali obiettivi si è posto per il suo mandato e quali interventi ritiene prioritari per tutelare sia i professionisti sia i cittadini?

Sia come Presidente della Commissione Albo degli Odontoiatri di Bari sia come Vicepresidente nazionale, il principale obiettivo è supportare i colleghi nello svolgimento della professione secondo etica e deontologia, oltre che nel rispetto delle regole.A livello locale organizziamo corsi di formazione e siamo al fianco degli iscritti in ogni loro necessità. Si svolge inoltre tutto un lavoro istituzionale per quanto riguarda la lotta all’abusivismo odontoiatrico, le autorizzazioni sanitarie e le norme che la Regione ha emanato sugli studi odontoiatrici.Parallelamente viene svolta un’attività di informazione rivolta ai cittadini, sia per promuovere la salute orale sia per prevenire le varie patologie che colpiscono bocca e denti, come il tumore del cavo orale, le gengiviti e la carie.A livello nazionale abbiamo il compito di indirizzo nei confronti delle CAO provinciali e, in questo lavoro, forniamo indicazioni sui vari temi legati all’esercizio della professione. Abbiamo attivato progetti formativi per gli odontoiatri, mirati a diverse patologie ma anche all’assistenza dei pazienti speciali.Tra gli obiettivi primari vi sono la vicinanza ai professionisti e la semplificazione della burocrazia, un elemento che penalizza il rapporto con il paziente, sottraendo attenzione e tempo alla cura ma, soprattutto, all’ascolto, elemento quest’ultimo fondamentale.Da sempre ci battiamo per favorire e consolidare il rapporto che si instaura tra odontoiatra e paziente, un rapporto di fiducia paragonabile a quello  con il medico di famiglia.

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso l’accessibilità delle cure odontoiatriche. Quali strategie possono contribuire a rendere le cure più accessibili senza comprometterne qualità e sicurezza? 

L’accesso alle cure odontoiatriche rappresenta attualmente una delle maggiori criticità. L’assenza di una risposta concreta del Sistema Sanitario Nazionale e regionale costringe una parte significativa di cittadini a rinunciare alle prestazioni odontoiatriche per motivi economici oppure a rivolgersi all’odontoiatra soltanto in presenza di dolore o urgenze. Ciò determina un peggioramento delle condizioni di salute orale e riduce le possibilità di diagnosi precoce di patologie anche gravi, come i tumori del cavo orale. Per questo la CAO sostiene interventi che favoriscano una maggiore accessibilità alle cure e la diffusione della prevenzione. Investire sulla prevenzione consente, in odontoiatria, di ridurre drasticamente i problemi clinici e per prevenire bisogna effettuare una corretta igiene orale quotidiana. Una visita di controllo almeno una volta all’anno abbinata ad una seduta di igiene orale professionale consentono di mantenerci in buona salute.Dal punto di vista economico, per il cittadino comporta un esborso annuale di poche centinaia di euro; dal punto di vista del benessere personale consente di non ammalarsi e quindi di guadagnare in salute ed evitare cure costose.

Qual è la sua valutazione sul fenomeno del turismo dentale e quali consigli si sente di dare ai pazienti nella scelta di una struttura odontoiatrica?

Il contrasto al turismo odontoiatrico rappresenta un’importante attività di tutela della salute pubblica nella nostra nazione. La preoccupazione principale riguarda i percorsi di cura effettuati all’estero che, pur risultando economicamente vantaggiosi, possono non garantire gli stessi livelli di sicurezza, tracciabilità dei materiali, continuità assistenziale e tutela del paziente che si ottengono affidandosi agli odontoiatri italiani. Molto spesso i pazienti ai quali vengono inseriti impianti e protesi vengono lasciati al loro destino, senza che siano previsti controlli periodici (decisamente difficili e antieconomici vista la distanza). Inoltre, in Italia, di frequente non possono essere trattati dagli odontoiatri per la mancanza di informazioni sulle terapie effettuate all’estero. L’azione della CAO si sviluppa anzitutto sul piano dell’informazione, attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, affinché la scelta di un trattamento odontoiatrico non sia basata esclusivamente sul costo, ma tenga conto anche della qualità delle prestazioni, della qualificazione del professionista e della possibilità di ricevere controlli e assistenza nel tempo. La CAO Nazionale ha inoltre proposto interventi normativi finalizzati a scoraggiare le forme più aggressive di promozione del turismo dentale e a rafforzare le garanzie per i pazienti, evidenziando i possibili rischi clinici e medico-legali derivanti dall’esecuzione di cure complesse lontano dal proprio contesto assistenziale.

Che ruolo hanno la prevenzione e l’educazione alla salute orale, soprattutto tra bambini e giovani, e quali iniziative ritiene più efficaci in questo ambito?

La salute orale è parte integrante della salute generale, viste le tante correlazioni con malattie importanti come il diabete, i problemi cardiaci e la digestione, anche a causa di una scorretta masticazione.Per questo la tutela della propria salute orale rappresenta un investimento sul benessere della persona in ogni fase della vita. È quindi fondamentale che i cittadini considerino la prevenzione della salute orale come il primo e più efficace strumento di cura.Nei bambini, l’adozione precoce di corrette abitudini di igiene orale e l’esecuzione di controlli periodici consentono di prevenire molte patologie e di costruire una maggiore consapevolezza nei confronti della propria salute.La prevenzione riveste un ruolo essenziale anche nell’ambito del cancro orale. Visite odontoiatriche regolari permettono infatti di individuare precocemente eventuali lesioni sospette, aumentando significativamente le possibilità di trattamento e guarigione.Con l’aumento dell’aspettativa di vita, diventa sempre più importante mantenere una buona salute orale anche in età avanzata. Questa diventerà una delle sfide della professione odontoiatrica, anche dal punto di vista dell’assistenza che, in alcuni casi, dovrà essere anche domiciliare, nelle case di riposo e non solo nello studio odontoiatrico.Per gli anziani conservare denti e gengive in condizioni ottimali e poter contare su dispositivi protesici efficaci significa favorire una corretta alimentazione, migliorare la qualità della vita, preservare le relazioni sociali e contribuire al benessere complessivo.Il messaggio che vorrei dare ai lettori è di non rivolgersi al dentista solo quando compare un problema, ma di adottare la prevenzione come una scelta di salute per tutto il corpo. Il dentista è un medico e, come tale, il suo primo obiettivo è aiutare a prevenire la malattia, non solo curarla: controlli periodici, diagnosi precoce ed educazione sanitaria rappresentano strumenti fondamentali per vivere più a lungo e meglio, riducendo l’impatto delle malattie del cavo orale e delle loro conseguenze sull’intero organismo.

L’innovazione tecnologica sta trasformando rapidamente il settore. Come stanno cambiando la pratica clinica strumenti digitali, intelligenza artificiale e nuove tecnologie?

L’odontoiatria sta vivendo una profonda trasformazione grazie alla digitalizzazione. Queste innovazioni possono migliorare la precisione diagnostica, la pianificazione terapeutica e l’efficienza delle cure, offrendo importanti benefici ai pazienti anche in una riduzione dei tempi di cura. Accanto alle opportunità esistono però anche rischi legati all’affidabilità degli algoritmi, alla protezione dei dati sanitari, all’utilizzo non appropriato degli strumenti digitali e alla possibile disumanizzazione del rapporto di cura. In questo scenario, il compito della CAO è accompagnare e formare gli odontoiatri nell’uso corretto garantendo che tecnologia, etica e sicurezza procedano di pari passo. Ulteriore sfida è data dall’intelligenza artificiale che deve essere considerata uno strumento di supporto alle decisioni cliniche e non un sostituto del professionista. La responsabilità diagnostica e terapeutica deve rimanere in capo all’odontoiatra, che integra le informazioni fornite dalla tecnologia con l’esperienza clinica, il giudizio professionale e il rapporto umano con il paziente. La sfida per la CAO sarà quindi promuovere un’innovazione governata, sicura e orientata alla tutela della salute, mantenendo sempre centrale il rapporto del medico odontoiatra con il proprio paziente basato sull’ascolto, sull’umanizzazione della cura, dove le tecnologie,  come è sempre stato per ogni strumento a disposizione del clinico, rappresentano solo un supporto alla professione.

Il grafene è spesso indicato come uno dei materiali più promettenti per il futuro dell’odontoiatria. Lo utilizza già nella sua attività clinica o ritiene che sia ancora prevalentemente confinato alla ricerca? Quali applicazioni considera più interessanti e quali sviluppi si aspetta nei prossimi anni?

La ricerca in campo odontoiatrico va avanti con la sperimentazione sempre di nuovi materiali che però devono essere sicuri per la salute dei nostri pazienti. Tra i nuovi materiali proposti da usare in ambito odontoiatrico c’è il grafene e un suo derivato come l’ossido di grafene. Il grafene è un nanomateriale a base di carbonio, ancora in fase di sperimentazione e che potrebbe migliorare l’efficacia di alcuni materiali già in uso. Può portare a maggiore resistenza e rendere più leggere le protesi se viene unito alle resine PMMA. Va però verificata meglio l’eventuale citotossicità dell’ossido di grafene. Quello che posso dire è che serve nel grafene una valutazione approfondita per le sue eventuali applicazioni future perché la ricerca che lo riguarda è ancora in fase iniziale per mancanza di studi a lungo termine.

I giovani odontoiatri si confrontano con un mercato del lavoro complesso. Quali sono le principali difficoltà che incontrano e quali opportunità intravede per le nuove generazioni?

Sono una risorsa fondamentale per il futuro della professione. La CAO è impegnata a favorire il ricambio generazionale attraverso formazione, valorizzazione delle competenze e sostegno all’ingresso dei nuovi professionisti nel mondo del lavoro, affinché possano esercitare con autonomia e responsabilità clinica. Allo stesso tempo, occorre preservare il modello dello studio professionale, fondato sul rapporto fiduciario e continuativo tra odontoiatra e paziente. L’evoluzione del settore non deve trasformare la cura in una semplice prestazione commerciale. La centralità del professionista, l’autonomia delle decisioni cliniche e la relazione umana restano elementi essenziali di tutela per il cittadino. La sfida della CAO è  accompagnare il cambiamento senza perdere i valori che da sempre caratterizzano la professione odontoiatrica.

L’abusivismo professionale e la tutela della deontologia restano temi centrali. Quali azioni ritiene necessarie per garantire elevati standard etici e di sicurezza per i pazienti? 

Un altro fronte prioritario della CAO è il contrasto all’abusivismo professionale, reato che mette a rischio la sicurezza dei pazienti e compromette la fiducia nel sistema sanitario. La CAO è inoltre impegnata nel contrasto al turismo dentale quando questo avviene in contesti che non garantiscono adeguati standard di qualità, continuità assistenziale e tutela del cittadino in caso di complicanze. Particolare attenzione viene dedicata anche alla crescente commercializzazione dell’odontoiatria. Come CAO riteniamo fondamentale preservare la natura sanitaria della professione, evitando che logiche esclusivamente economiche prevalgano sul rapporto fiduciario tra odontoiatra e paziente, sulla qualità delle cure e sul rispetto dei principi deontologici. Per evitare questo, è utile garantire che l’informazione sanitaria rispetti quanto previsto dalle normative ovvero sia informativa, basata su evidenze scientifiche e non sia promozionale e finalizzata a suggerire soluzioni che possono non essere quelle ideali per il paziente ma più convenienti per la struttura che la propongono.

Guardando al futuro, come immagina l’odontoiatria italiana tra dieci anni e quale messaggio desidera rivolgere ai colleghi e ai cittadini sul valore della salute orale?

Non avendo una sfera di cristallo, è difficile dare una risposta sensata. Nel prossimo futuro vedo un odontoiatra sempre più concentrato sia sulla promozione della salute orale sia sulla riabilitazione.Mi auguro un Sistema Sanitario che, in collaborazione con il dentista privato, possa dare una risposta ai bisogni di salute orale dei cittadini, soprattutto per i pazienti anziani e per quelli fragili, e che le cure odontoiatriche siano considerate dal nostro legislatore al pari delle altre patologie.Un legislatore consapevole che la bocca è la porta per una salute generale sana e che investire sulla prevenzione odontoiatrica vuole dire consentire un risparmio per il SSN, in quanto si avranno cittadini con un numero minore di patologie da curare.