“Don Ponzio Pilato e il suo dio”. Racconto di Fantasia, Una Opinione

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, Una Opinione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenziopne questo racconto di fantasia, ma solo fino a un certo punto…Buona lettura e meditazione.

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“Don Ponzio Pilato e il suo dio”.

Il Dicastero per la dottrina della fede ha recentemente scomunicato alcuni sacerdoti della Fraternità di San Pio X. Anche chi aderisce allo scisma incorre in tale scomunica. E a seguito di tutto ciò, angosciato mi sono iniziato a chiedere: “Cosa devo evitare di fare perchè non venga scomunicato anche io, visto che la Fraternità mi sta tutta simpatica? Forse evitare prima di tutto di farmi i fatti della chiesa che ha emanato la scomunica? E poi … chi sta nel giusto?
E nonostante ci abbia pensato e pensato e pensato sopra, con la ragione non sono riuscito ad arrivare ad una conclusione certa perchè il fatto è molto controverso. Ma d´altra parte il chiarimento della questione non è più da rimandare in quanto con l´avanzare dell´età mi sto chiedendo: “A chi devo dare retta per salvarmi?”
E neanche mi sono serviti quei tre giorni in cui mi sono messo in meditazione per chiedere aiuto allo Spirito Santo che proprio non ne ha voluto sapere di farsi vivo.
E così oggi, visto che è ancora inizio serata e ho del tempo a disposizione, per aiutarmi a risolvere la questione, decido di ricorrere a uno dei mezzi più usati dagli umani per risolvere una questione così delicata: il lancio della moneta. E questo perchè, penso, che se è vero che non si muove foglia che Dio non voglia, deve essere anche vero che è Dio che decide quale lato deve mostrare la moneta caduta a terra.
E a questo fine mi procuro una medaglia con il viso di papa Prevost e sull´altra faccia vi attacco lo stemma della Fraternità, quella che ha i due cuori con una corona e una croce sopra. E poiché un solo lancio non può decidere una questione così importante decido di fare mille lanci ma non di più. Chi ne ottiene di più, vince.
Primo lancio: Prevost. Secondo lancio: Prevost. Terza lancio: Prevost. Dieci lanci: dieci Prevost. Cento lanci: cento Prevost. Duecento lanci: duecento Prevost. Quattrocentonovantanove lanci: solo Prevost. E disperato perché le mie simpatie sembrano essere mal riposte ed anche perchè sono stanco, sono tre ore che lancio la moneta, la metto nella tasca dei miei pantaloni con il proposito di continuare dopo e senza svestirmi mi adagio sul letto … forse per pensare o meditare o pregare perchè non sia come la moneta mi sta dicendo che forse è … non so.
Ed ecco che una irresistibile strana stanchezza mi avvolge completamente e con la mente inizio ad entrare in uno spazio vuoto sgombro da ogni pensiero terreno. Chiudo gli occhi … e mi risveglio bello pimpante a vagare senza sapere il perchè nei corridoi del Vaticano.
E neanche ci metto piede che un drone vaticano che sta di pattuglia con tanto di morione sulla sua calotta, avvistatomi ed azionando il lampeggiante blu, subito mi raggiunge da dietro e inizia a volteggiare attorno a me, prima ispezionando il palmo della mia mano destra e poi la mia fronte per poi piazzarsi con insistenza davanti al mio viso. Ed invece di darmi con il taser la scossa elettrica di ordinanza riservata agli intrusi, mi comunica: “Qui polizia conciliare … ci segua per favore”. E io seguo.
Ed ecco che, a forza di percorrere corridoi e salire piani, arriviamo ad una porta dove è appesa un´insegna che mi ricorda vivamente, ma che non è certamente uguale, a quella di una agenzia federale americana nota per spargere i semi colorati della Democrazia in tutto il mondo. E sotto di essa leggo la scritta: “Office of the Pope – Please announce your presence”.
Fuori della porta una persona vestita da sacerdote, seduta ad un tavolino è intenta ad immergere le sue mani in una ciotola d´acqua per poi asciugarsele. Le reimmerge un`altra volta e poi se le riasciuga. Ripete l´operazione altre volte. E nonostante che senta il ronzio delle eliche del drone vicino a lui, non alza assolutamente lo sguardo per vedere cosa o chi gli abbia portato. Ed io penso: “Ognuno avrà la propria maniera per rinfrescarsi con questo caldo”. Al che lo interrompo e mi presento: “Scusi se la disturbo durante i suoi giochi d´acqua … io sono Unaopinione”. Il sacerdote, senza alzare la testa: “Lo so. Io: “Lo sa? E come fa a sapere che sono Unaopinione?” Il sacerdote: “Non hai ancora il chip sulla fronte o sulla mano destra?” Io: “Il Chip? No”. Il sacerdote: “Allora il drone ha usato il riconoscimento facciale”.
Gli domando con chi ho l´onore di parlare e perchè il drone mi abbia condotto davanti all´ufficio del papa. Il sacerdote: “Sono don Ponzio Pilato”. Io, meravigliato: “Lei è Ponzio Pilato? Quello che …?” Lui: “Non sono Ponzio Pilato quello che … sono don Ponzio Pilato e basta”. Io: “Ma allora lei deve essere un suo discendente”. Lui: “Neanche”. “E allora” dico sullo scherzoso “perchè uno che si chiama Ponzio Pilato sta davanti alla porta del Papa che è, per così dire, un discendente di Gesù? Anche lei se ne vuole lavare le mani di Lui?”
Don Ponzio Pilato, resistendo alla tentazione di rimettere un´altra volta le sue dita nell´acqua e visibilmente arrabbiato: “Non sono un discendente di Ponzio Pilato e neanche sono un giudice del Papa … io sono il suo assistente personale”. Io, non ritenendo la questione esaurita: “E allora chi le ha dato questo nome? Il papa stesso?”. Don Ponzio Pilato: “A dire il vero il mio nome all´anagrafe è “Immacolato Concepito”. Io, sbalordito per trovarmi di fronte a due nomi in uno e che solo un essere umano e per di più donna ha portato legittimamente nella storia dell´umanità: “Immacolato Concepito? E l´ufficiale dell´anagrafe lo ha accettato?” Don Ponzio Pilato: “Lui inizialmente non lo voleva registrare e la sua motivazione era che se lo avesse fatto la sua onorabilità sarebbe stata a rischio. Infatti diceva “chi mi garantisce che un giorno dopo essere stato battezzato e magari essere diventato prete, questo bel pargoletto che al momento sembra essere così innocente non diventi un apostata o un ateo di prima categoria o forse addirittura un satanista di avanguardia? E in questo caso la gente naturalmente si chiederebbe: “Ma chi gli ha dato quel nome? E tutti guarderebbero a me come il principale responsabile” … sa com`è … a quel tempo queste questioni erano ancora di importanza”. Io: “E come si è superata la cosa?” Don Ponzio Pilato: “Si è superata in quanto mia madre, che aveva già compreso fin dai miei primi vagiti che sarei diventato un importante sacerdote di Santa Romana Chiesa, non si è persa di animo e gli ha detto: “Se oggi la chiesa ammette di farsi dare una mazzetta per fare santo qualcuno che non lo è mai stato, sarà anche consentito all´anagrafe di farsi dare del denaro per dare il nome Immacolato Concepito a qualcuno che mai è stato concepito immacolatamente, o no?”. E detto questo ha buttato una sostanziosa mazzetta sul tavolo dell´ufficiale”. Io, tutto interessato: “E poi?” Don Ponzio Pilato: “E poi lui si è inginocchiato così come si fa davanti alla Madonna ed ha iniziato a dire: “Oh, dolce signora, dispensatrice di tutte le grazie che contano in questo mondo … di fronte a tanto disinteressato altruismo le mie ginocchia diventano deboli e si piegano … e se questo pargoletto che mi sta mostrando ora non lo ha fatto già immacolato Dio nel suo grembo, lo farà sicuramente immacolato la chiesa nel proprio ventre” e facendo questo è caduto sul tavolo. Quando si è rialzato non c`era più traccia della mazzetta”. Io: “Eh … sua madre doveva essere una santa donna … aveva già capito che il denaro aveva preso il posto di Dio nel mondo e che avrebbe piegato ogni ginocchio”. E ne approfitto per adularlo: “Ma se lei è riuscito a raggiungere questo tavolino che occupa, devo davvero pensare che la chiesa deve averla resa immacolato”. Don Ponzio Pilato accetta la lusinga facendo trasparire con un largo sorriso l´immensa superiore immacolata opinione che ha di sè.
Io: “E poi? Da dove è uscito il nome di Ponzio Pilato?”. Don Ponzio Pilato, immergendo un´altra volta sbadatamente le mani nell`acqua della ciotola: “Me lo sono dato io stesso all´atto di diventare sacerdote … sa com`è … ai tempi dell´adolescenza con la fantasia mi immedesimavo sempre con Simon Pietro e difendevo Gesù a spada tratta non solo nell´orto del Getesemani ma ovunque … era il tempo in cui mi immaginavo che all`esortazione di Gesù di mettere nel fodero la spada con la quale avevo appena tagliato l´orecchio allo sgherro incauto, disobbedendoGli per eccesso di amore verso di Lui, non avrei esitato a tagliargli anche anche la testa. Era il tempo in cui avrei giustiziato senza ritegno ogni traditore di Gesù”.
Io: “E allora perchè non si è dato il nome di Pietro … magari con un altro nome in aggiunta visto che il suo nome di battesimo è già doppio? Non so … Pietro Spadaccino, per esempio”. Don Ponzio Pilato: “E poi è arrivato il tempo della maturità e dell´ordinazione e ho iniziato a pensare che ricoprire il ruolo di Pietro, un pescatore qualunque che era quasi al fondo della gerarchia sociale, non sarebbe stato degno della divinità di Gesù e neanche sarebbe bastato a salvarLo … dovevo ricoprire un ruolo regale che fosse degno di Lui … anzi, imperiale … e ho iniziato a immedesimarmi in Ponzio Pilato che a differenza del vero Ponzio Pilato lo avrebbe difeso in ogni circostanza e che mai se ne sarebbe lavato le mani”. Dicendo questo immerge un`altra volta le sue dita nella ciotola. Don Ponzio Pilato, proseguendo: “E così, per comprendere meglio le ragioni che Gesù per umiltà ma soprattutto per volontà del Padre non presentò allora al vero Ponzio Pilato per non evitare di bere il calice amaro, mi immersi a studiare soprattutto il Vangelo e la Tradizione. E con questo mi immaginavo che Gesù invece di incontrare il vero Ponzio Pilato che era ignaro dei piani di Dio, avrebbe avuto in me uno strenuo difensore che era già a conoscenza delle Sue ragioni e che lo avrebbe assolto comunque … non importava assolutamente cosa avrebbe detto o fatto quella marmaglia sotto al pretorio”. Io, ammirato per l´amore smisurato che prova verso Gesù, sebbene facendo così, avrebbe disatteso la volontà del Padre, ritorno in me: “E ci è riuscito?”. Don Ponzio Pilato: “Niente di più facile … non vedi che posto occupo?” Io, guardando che sta affondando un´altra volta le sue dita nella ciotola: “Oh … questo non l´avevo considerato. E mi dica … come è iniziata la sua carriera, per così dire”. Don Ponzio Pilato: “Me lo ricordo ancora .. ero giovane e pieno di entusiasmo … stavo seduto al mio banchetto di preghiera al piano più basso del Vaticano con una mano sulla Bibbia e con l´altra mano su una una raccolta di testi della Tradizione. In quel momento stavo in estasi … mi accadeva spesso e qualche volta, con grande allarme dei miei superiori, levitavo pure … avevo una tendenza a distaccarmi dalle cose terrene e proprio nel momento in cui mi pareva di star parlando con Dio, è passato il papa che mi ha visto in quello stato spiritato e ha cercato di staccare le mie mani da quei due sacri testi … ancora oggi non saprei dire cosa esattamente gli dava fastidio al vedermi in quella posa. E nonostante tutto l´impegno che ci mise non ci riuscì: il mio stato di estasi era più forte della sua intenzione. E poichè lui era uno che non desisteva facilmente da quello che si era prefissato di raggiungere e pensando che le mie mani fossero attaccate ai Libri con della colla, fece chiamare il carrozziere vaticano che stava lavorando in quel momento alla papamobile. Questi giunse con uno sverniciatore, ma quando mi vide, capì subito e disse: “Ma quale colla … qui ci vuole un semplice Padre nostro” e rivolto a me: “Figliuolo … preghiamo insieme”. E tanto le mie mani si sono staccate miracolosamente dai libri sacri e si sono sono unite nella preghiera. E anche questo fatto non piacque al papa che con un tono che faceva presagire una punizione, esclamò: “Ma questo le mani staccate non le sa tenere?” e poi rivolgendosi direttamente a me mi chiese: “Bel giovanotto … come ti chiami?” Io, pensando che si volesse unire alla preghiera, gli risposi: “Ponzio Pilato” E lui cambiò improvvisamente tono: “Ponzio Pilato? Davvero? Uhm … il tuo nome fa proprio al caso Nostro “. Ed andò via pensieroso.
Ed alcuni giorni dopo mi fece chiamare nel suo ufficio e mi disse: ” Ho preso informazioni su di te .. bel giovanotto …. e mi hanno detto che passi moltissimo tempo con le mani attaccate alla Bibbia e ai testi della Tradizione ed anche a pregare” e con un tono di critica “… e soprattutto ad inginocchiarti con la massima riverenza davanti alla Croce … e proprio non riesco a capire perchè passi tanto tempo dietro queste cose secondarie. Ma lasciatelo dire da uno che è papa … continuando ad intestardirti su queste inezie rischi di avvicinarti troppo a Dio e di allontanarti troppo da me … il “PAPA!”. E disse la parola “papa” con tanto risalto quasi come se lui si ritenesse la più grande autorità nell´universo ed anche oltre. E poi aggiunse: “Del resto, salendo troppo in alto verso il Cielo con lo spirito potresti fare un giorno la stessa fine di Icaro … la cui cera che teneva unita le piume delle ali si sono sciolte a causa del glorioso splendore che emanava il sole, facendolo precipitare rovinosamente sulla terra. Ma se ti limiti a seguire solo il mio magistero e a trascurare tutto il resto starai in ogni momento ben ancorato con il tuo corpo a terra e non correrai mai il rischio di staccarti di un solo centimetro dal terreno … condurrai una vita solo orizzontale … soprattutto se segui le indicazioni del Concilio Vaticano II” e terminò dicendo “sei d`accordo con me?” Io: “Lei era d´accordo con lui?” Don Ponzio Pilato: “Non lo sapevo e tanto gli ho chiesto:”Ma perché mi dice tutto questo?” E il papa mi rispose: “Abbiamo un piano. Il piano già ci è riuscito una volta duemila anni fa, ma ora per necessità dobbiamo ripeterlo sotto altra forma in maniera che nessuno lo riconosca facilmente. Tutto è pronto ma ci manca appunto un Ponzio Pilato che non sia tale solo di nome ma anche di fatto per portarlo a termine. Sai? È da circa trecento anni che lo abbiamo avviato … e non possiamo aspettare …. dobbiamo andare avanti … ma senza un nuovo Ponzio Pilato che sia all´altezza, come si fa a portarlo a termine?” E poi aggiunse: “E quando ti ho visto mi sei apparso subito interessante, ma quando ho saputo il tuo nome mi sei sembrato subito necessario: vuoi dunque ricoprire il ruolo di Ponzio Pilato nella nostra trama? Se accetti ti farò mio aiutante personale. E se io non riuscirò a portare a termine il piano, nel solco deell´ermeneutica della continuità, sarai l´aiutante dei miei successori e questo fino a quando sarai vivo”. E vedendo che ero indeciso aggiunse: “Pensa anche agli onori che ti riserveremo, al prestigio che ne riceverai ma soprattutto al fatto che potrai essere l´orgoglio di tua madre che ti adora come se fossi tu la vera madonna e non Quella là … iniziamo domani, se sei non hai obiezioni”. E tanto gli risposi: “Lei mi ha convinto …limiterò la mia preghiera e per un paio di ore al giorno l´aiuterò nel piano … a che ora devo venire domani per timbrare il cartellino?” E di fronte alla lunga perplessità del papa per la domanda che gli avevo fatto in quanto forse si stava domandando se avessi veramente capito cosa voleva da me, aggiunsi: “Va bene … domani alle otto mi farò trovare all´entrata del Vaticano”. E stavo accennando ad alzarmi per andarmene quando il papa mi ha detto: “Eh eh eh … quanta fretta … ma dove corri … dove vai …”. Io: “Immagino che il papa ha continuato dicendo che c´era da sbrigare solo una formalità”. Don Ponzio Pilato: “Non proprio, ma mi disse: “Noi dobbiamo assicurarci la fedeltà assoluta delle nostre truppe che si devono mettere a disposizione 24 su 24 … con te non ci sarà nessun cartellino da timbrare come un impiegato qualunque del Vaticano … e se vuoi partecipare all´impresa ed anche spartire i frutti con Noi, devi semplicemente apporre qui solo una volta per tutte una firmettina che ti impegnerà per tutta la vita” e così dicendo fece atterrare sotto il mio naso un un foglio dattiloscritto”. Io: “Di cosa si trattava?” Don Ponzio Pilato: “Quando glielo chiesi lui mi rispose: “Si tratta solo di impegnarsi a stare sempre ed in ogni circostanza”cum Petrus et sub Petrus” e cioè con il papa del momento … e se non sai scrivere, una X basta”. Io: “E cosa c´era scritto sul foglio?” Don Ponzio Pilato: “Una dichiarazione di impegno senza alcuna riserva”. Io: “Una dichiarazione di impegno senza nessuna riserva? A fare cosa? Questa mi è nuova”. Don Ponzio Pilato, aprendo tirando un cassetto del suo tavolino ed estraendo una cartellina: “Lo porto sempre con me per consultarla qualora mi sorgano dei dubbi sui doveri che ho assunto verso il papa del momento … leggi tu stesso”. Io, lo leggo:
“Io, don Ponzio Pilato,
con la sottoscrizione del presente documento mi impegno a professare il credo, di aderire alla Rivelazione scritta e trasmessa e insegnata come da credere dal Magistero autentico della Chiesa; di aderire con il religioso ossequio dell’intelletto e della volontà agli atti del Magistero non autentico del Sommo Pontefice e del Collegio dei vescovi, di fare professione di fedeltà alla Chiesa cattolica e al Papa astenendomi da ogni dichiarazione pubblica che sia contro la sua persona e il suo magistero; di aderire formalmente ed esplicitamente al paragrafo 25 della costitzione Lumen Gentium e cioè di ascoltare i vescovi con venerazione quali testimoni della divina e cattolica verità, di accettare il giudizio dal mio vescovo dato a nome di Cristo in cose di fede e morale, e dargli l’assenso religioso del loro spirito estendendo in particolar modo il mio assenso religioso della volontà e della intelligenza al magistero autentico del romano Pontefice, anche quando non parla « ex cathedra » che va comunque accettato con riverenza, e di aderire alle sue affermazioni in conformità al pensiero e in conformità alla volontà di lui manifestatasi che si possono dedurre in particolare dal carattere dei documenti, o dall’insistenza nel proporre una certa dottrina, o dalla maniera di esprimersi. Inoltre in relazione ad alcune dottrine che il Concilio Vaticano II ha insegnato, oppure circa le riforme successive, sia della Liturgia sia del Diritto Canonico, che ad alcuni sembrano poter essere difficilmente riconciliate con le precedenti dichiarazioni del Magistero, assumo l’obbligo di seguire una linea positiva nell’interpretazione della dottrina sotto la guida del magistero, affinché nessuno la disgiunga dal restante sacro patrimonio della dottrina della Chiesa. Dichiaro inoltre di accettare la validità del Sacrificio della Messa e dei Sacramenti celebrati con l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e secondo i riti che si trovano nelle edizioni tipiche del Messale Romano e dei Rituali pubblicati dai Sommi Pontefici pontefici che l´hanno regolata. Prometto infine di aderire alla disciplina comune della Chiesa e alle sue leggi, soprattutto a quelle che sono contenute nel Codice di Diritto Canonico promulgato dal relativo sommo pontefice.
Firmato: Don Ponzio Pilato”. (2)
E appena ha visto che ho finito di leggere tutto, don Ponzio Pilato riassume con un poco di nostalgia come è cambiato lo scopo della sua vita: “Ed ora come vedi sto tutto il tempo ad immergere le mie mani in questa ciotola e non più ad unirle per pregare come facevo prima”.
Io, riaffiorandomi nella testa una delle mie teorie della cospirazione: “Ehhh… ma secondo me sottoscrivendo una dichiarazione come questa lei si è esposto a dei rischi”. Don Ponzio Pilato: “Che rischi?” Io: “Lei si è dato il nome di Ponzio Pilato con l´intenzione di difendere Gesù … e a quei tempi era facile individuare il Bene ed il Male: il Bene erano Gesù, Maria e tutti i suoi apostoli e seguaci; il Male era colui che gli ha dato il bacio al Getsemane, erano coloro che lo hanno poi preso prigioniero per trascinarlo nel sinedrio per fargli un processo illecito, erano coloro che lo hanno portato davanti al pretorio e ottennero la Sua ingiusta condanna. Tutte persone ben visibili. Ma ora? Il mondo è diventato così complicato e caotico tanto che è veramente difficile se non impossibile ricostruire una situazione chiara come quella dei tempi di Gesù, soprattutto se Chi vi ha l´interesse agita il più possibile le acque per intorbidirle. E mentre oggi il Bene dovrebbe avere la sua punta di diamante nel Papato, dove si trova il Male? Sotto cosa si nasconde? Che spoglie ha assunto? Sembra essere scomparso … eppure continua ad esistere” e poi proseguo “con questo “contratto” perchè di un contratto si tratta, lei si è consegnato di sua spontanea volontà mani e piedi legati al papa. E nel caso che lei diffonda l´errore a causa del papa che con il suo magistero devia, magari anche volutamente, dagli insegnamenti di Dio e della Tradizione? O nel caso che il Papa, poveretto, impazzisca? Lei con quella “firmetta” avalla ma anche condivide forzatamente la responsabilitá di tutti i suoi atti erronei perchè è stato dato a loro il nome di atto magisteriale. Come può poi sostenere la sua innocenza davanti a Dio giustificando il tutto con il fatto che lei ha semplicemente eseguito gli ordini di Pietro e non gli poteva assolutamente disobbedire?” Quando il tutto trae origine da un suo atto volontario di sottomissione a vita firmato in bianco? E poi mi sta rimbombando in mente anche la frase “condurrai una vita solo orizzontale” pronunciata dal suo papa: a camminare solo orizzontalmente c´è sempre il pericolo di cadere nelle buche … soprattutto quelle che sono state appositamente scavate per fungere da trappole di anime da dove, una volta che si è caduti, tantissime volte non si vuole uscire perchè chi le ha scavate le ha dotate di tutte le comodità”. Don Ponzio Pilato mi guarda strano, intendendo con il suo viso: “Dove vuoi giungere?” Io continuo: “Voglio dire .. non crede possibile che il Diavolo sia stato tanto scaltro da essersi presentato a lei come la personificazione del Bene affinché poi lei fosse inconsapevolemente indotto a sostenerLo per compiere il male? Semplicemente presentendo il tutto come una semplice formalità … una “firmettina, appunto?”
“Don Ponzio Pilato, guardandomi tutto scandalizzato: “Impossibile! Il papa a cui giurai fedeltà lo hanno fatto santo … e cosi pure tutti i papi che lo hanno seguito e che hanno fondamentalmente confermato le sue scelte … come fanno ad essere tutti in errore sullo stesso argomento?”. Io: “Che argomento?” Don Ponzio Pilato: “Il Concilio Vaticano II. È pienamente assodato che è stato assistito costantemente e pienamente dallo Spirito Santo … hai mai visto un Papa che ha abbandonato lo Spirito Santo?”. Io: “No, ma ho visto sicuramente più papi che sono stati abbandonati dallo Spirito Santo. E se ha abbandonato dei papi può anche ben essere che mai si è fatto vivo durante la celebrazione del Concilio Vaticano II”. Don Ponzio Pilato, affonda un`altra volte le mani nella ciotola quasi per evitare di approfondire la questione.
Io sto la a pensare alle implicazioni di tale modo di ragionare, anzi … di come sia possibile che un sacerdote rinunci a comportarsi di proprio libero arbitrio a tentare di individuare e questo a causa della propria rinuncia spirituale … anzi, a causa della cancellazione spirituale di sè stesso, i migliori pascoli per le proprie pecore, e su comando a portarle a pascolare laddove il terreno è magari sterile o addirittura le conduce al macello. Ed anche mi chiedo se questo modo di procedere da parte dei sui superiori sia di fatto una maniera di assicurarsi i servigi di una truppa di mercenari … infatti a tutti i sacerdoti che li seguono gli onori sono garantiti, qualora vogliano raggiungere degli scopi che non sarebbero consentiti da Chi ha dato loro i relativi poteri. (1)
Ma non sono dell´umore di attaccare briga con lui e vado avanti chiedendogli perchè il il drone non mi ha taserizzato. “Tutto sommato”, aggiungo: “mica si può girare indisturbati nel Vaticano”. Don Ponzio Pilato: “Una volta i droni erano usati per impedire la presenza fisica di estranei per garantire così l´incolumità del papa; ma oggi li impieghiamo soprattutto per tenere lontano dal papa ogni presenza mentale che non sia in accordo con il Concilio Vaticano II e quindi con lui”. Ed io: “Davvero? E visto che sapete che sono Unaopinione come è che il drone non solo non mi ha impedito di vagare per il Vaticano ma addirittura mi ha accompagnato fino alla porta del papa?” Il “don”, indicando una scritta sulla porta del papa che mi era sfuggita: “Là sopra sta la spiegazione … oggi il papa fa un´eccezione proprio con te proprio per mostrarti la bontà delle sue ragioni”. Ed io leggendo il cartello aggiuntivo sulla porta: “Coming out day – welcome to the truth”. E tutto sorpreso chiedo al “don”: “Coming out day”? Forse che il papa è g…”. Ed il “don”, prima che vada avanti: “Quello che succederà oggi là dentro sarà molto di piú di un normale coming out day … sarà un “disclosure day”.
Io: “Un “disclosure day”? Extraterrestri? Alieni? Arconti? Vado subito via … io con queste presenze non voglio avere nulla a che fare”. Ed ecco che il “don” si alza dal tavolino, mi afferra morbidamente per il braccio con le sue mani bagnate e mi dice: “Ma quale alieni, extraterrestri, arconti, annunaki … di più … molto di più … la verità che tanto cercavi ti sarà finalmente rivelata … non stai forse per questo motivo, anche se solo in sogno, nel Vaticano? Non hai sempre desiderato di infilarti di nascosto nell´ufficio del papa per sapere cosa accade lì dentro? Ecco … oggi per te sarà “Revelation day” e ti assicuro che per te sarà un vero schock”. E detto questo apre la porta e letteralmente mi spinge dentro. Io, imbambolato per queste parole che mi hanno letto nella mente, non faccio alcuna resistenza e mi ritrovo dentro la stanza del papa … con la porta chiusa dietro di me.
Ed avanzo incerto in un grande spazio iniziando a pensare che non vi sia alcuna presenza umana, quando una voce mi dice: “Vieni avanti … vieni avanti senza paura Unaopinione … da tanto tempo volevo incontrarti … siediti siediti.”
E con grande meraviglia mi accorgo che è il papa in persona che mi sta parlando … ma uno diverso da quello che avevo lasciato quando ero sveglio. Io mi siedo. Il papa mi guarda tutto divertito perchè non so come comportarmi nè cosa dire. E per rompere il ghiaccio … e questo pensiero mi è venuto non solo perchè fa tremendamente caldo ma anche perchè vedo un grandissimo congelatore con la porta di vetro dentro il quale sta conservato un enorme pezzo di ghiaccio, gli dico: “Che maniera ingegnosa per farsi un mojto con questo caldo …”. Il papa, che al suo lato ha la sua spalla destra in piedi che lo sta rinfrescando con una cartellina che funge da ventaglio: “Quel pezzo di ghiaccio non lo uso per farmi dei cocktails … ma è il blocco di ghiaccio che un mio predecessore ha benedetto quaranta anni fa … e che da allora sta là ad ammonire l´umanità di quanto la sua presenza sul pianeta sia micidiale per la Madre Terra”. Io, capendo che siamo nell´anno 2060 circa: “Sì, mi ricordo … ma chissà quanta corrente sarà stata consumata fin da allora per mantenerlo in questo stato … è un`ammonimento che causa esso stesso dei notevoli danni per l´ambiente … forse una foto sarebbe bastata”. Il papa, assumendo un viso da cui traspare un serio rimprovero per la mia affermazione: “È vero … è stata consumata molta corrente … ma quando si tratta di mostrare dal vivo gli effetti deleteri della devastazione che l´umanità creata incautamente da Dio compie giornalmente a danno della Madre Terra che dovrebbe proteggere … “Essa vive” … questi consumi diventano irrilevanti per Noi … così anche i viaggi in aereo che faccio io personalmente e quelli dei miei alleati e amici globalisti ultramiliardari che usano il loro jet personale per partecipare ai vertici con lo scopo dichiarato di salvare il pianeta”. Io guardo il papa tutto stupito per tale affermazione. Il papa, rispondendo all´espressione del mio viso: ” Mica vorrai contestare le scelte del papa? Mica vorrai arrogarti anche tu il diritto di giudicarmi come spesso fanno quei saccenti tradizionalisti che costantemente si pongono al di fuori del Papato in quanto con le loro critiche non solo si rifiutano di stare sotto di me ma anche si pongono sopra di me?” Io ricordandomi che questo è esattamente l´argomento privo di un qualsiasi contenuto usato da “don Pietro Paolo” in Stilum Curiae per zittire chi non accetta alcune scelte del papa e che quindi così come con “don Pietro Paolo”, discutere con lui della questione equivarrebbe a pretendere che un uovo fritto rimanga attaccato ad una padella antiaderente perfettamente oleata, cambio argomento.
Ed indicando con il dito il suo assistente personale e notando che sulla cartellina che usa come ventaglio sta scritto: “Negastero per la dottrina della fede”, dico: “Che giornata calda che è oggi … tutta colpa dell´anidride carbonica … ehh … se non esistessero gli umani agli animali andrebbe certamente meglio”. Ed il papa, già a queste parole di recupero, e alzando prima il suo sguardo amorevole verso la sua spalla destra … uno sguardo che un uomo normalmente riserva solo al suo migliore amico, e poi a me, annuisce sorridente, mostrandomi così anche un poco della simpatia che avevo perso appena prima. Non dice nulla però.
Passano ancora degli istanti e la mia attenzione cade su dei graziosi elefantini che stanno sulla scrivania del papa e che sembrano occuparla tutta. Di impulso ne prendo uno in mano e alla mia osservazione di quanto sembrino stare in sintonia con lo spirito dei tempi e che mi piacerebbe averne almeno uno come ricordo della mia visita papale, gli chiedo cosa rappresentino … “una volta” gli dico anche “era forse normale trovare sulla scrivania del papa una o anche più croci ma mai solo un intero branco di elefantini”: Il papa, deliziato di poter rispondere a questa domanda: “Ti piacciono, vero? Guarda quanto è bello quello che porta con la proboscide alzata la bandiera arcobaleno. E poi quello tutto verde Amazzonia” e prendendone uno lui stesso in mano “e poi questo … dove tutti i leader religiosi del mondo, compreso il papa, stanno insieme nell´howdah che l´elefante porta sul suo dorso … e poi questo … dove il papa a piedi conduce l´elefante e tutti i sacerdoti e i laici della chiesa dall´howdah gli danno le istruzioni di dove li deve portare. Li hanno ideati in varie riprese gli ultimissimi papi che hanno occupato questa sedia … io porto solo a compimento il più velocemente possibile quello che loro hanno iniziato … sai com´è … non c´è rimasto più molto tempo per portare a termine quello che ci siamo proposti di fare … e ciascuno di essi rappresenta una modernità introdotta dal Concilio Vaticano II mentre gli elefantini ancora più piccoli sono i loro figlioletti … sai com`è … la gente già allora non trovava la Croce più attraente come prima … di fatto era diventata polarizzante e molti si offendevano solo al vederla … e sebbene ognuna di essa abbia rappresentato una enorme novità nel campo teologico e liturgico … se tenessimo nel Vaticano tutti gli elefantini che le rappresentano alla loro grandezza naturale e fossero provvisti di vera vita non ci sarebbe abbastanza spazio per accomodarli tutti e certamente lo distruggerebbero completamente, li abbiamo rimpiccioliti il più possibile in maniera tale che trovino un loro spazio discreto in ogni casa cattolica senza però creare ingombro … soprattutto strascichi o reminiscenze spirituali che ricordino loro il passato di cui vorremmo tanto che si liberassero. Non so se futuramente ne aggiungeremo altri … sai come è … una chiesa in uscita ed in costante ascolto deve sempre essere pronta a recepire con gioia le istanze che il mondo le fa arrivare. E poiché i tempi sono finalmente maturi, ne abbiamo fatto fare un set completo da dare ad ogni cattolico che sta fuori del Vaticano … nessuno escluso”. Io, non riuscendo ad immaginarmi come possano riuscire a raggiungere ogni cattolico: “Ad ogni cattolico che sta fuori del Vaticano? Ormai a causa delle persecuzioni nei nostri confronti che nessuno, soprattutto chi sta a Roma, contrasta più nel mondo, non solo siamo sempre di meno ma siamo comunque ancora più dispersi per tutto il mondo. Come farete a raggiungere ognuno di noi?” Il papa, non scomponendosi assolutamente: “Ci serviremo di una grandissima campagna mondiale di marketing a costo zero per chi li riceverà … sai com´è … cose come queste non si possono imporre all´improvviso, ma vanno proposte con tanto tatto e gradualmente nel tempo in maniera da non generare alcun rigetto … ed una volta preparatili spiritualmente e psicologicamente ognuno sarà libero di accettare la Nostra offerta che non potrà certamente rifiutare, specialmente se è perseguitato a causa della sua fede” e volgendosi al suo fedelissimo con un sorriso che la dice tutta, aggiunge “infatti se si libera della fede che lo rende bersaglio come può essere più perseguitato?”. Io: “Una grandissima campagna di marketing con offerta gratuita? Il papa: “Certo …” e indicando il suo fedelissimo come colui che ha organizzato il tutto, e facendogli il gesto di consegnarmi una confezione che ne contiene un set intero, aggiunge “il messaggio che useremo per raggiungere ogni cattolico del pianeta sarà: “Butta via la vecchia Croce ed in cambio riceverai i moderni elefantini gratis … il gesto più rispettoso verso la Tradizione sta nel farla calpestare a morte dalla modernità”.
Io, tutto sbalordito per la genialità dell´idea, non appena ricevo la confezione, subito affondo le mani dentro per vedere cosa ci sta dentro e ne tiro fuori uno per osservarlo meglio e dico: “Hei … ma sono personalizzati … qui alla base di ogni elefantino vi è il mio vero nome anagrafico. Chi ve lo ha detto come mi chiamo … lo Spirito Santo?” Il papa: “No … ce l´ha detto l´intelligenza artificiale”. Io: “L´intelligenza artificiale”. Il papa: “Sì, prima per mettere in pratica il Concilio Vaticano II ci abbiamo impiegato sessanta anni ma questo solo perchè le possibilità tecnologiche non ce lo permettevano. Ma ora che siamo collegati non-stop con il mondo, non appena questo ci fa sapere come vorrebbe che la chiesa cambi intimamente, Noi subito lo facciamo in tempo reale”. Io: “Anche la facciata?” Il papa, capendo subito di avere la risposta adatta per questa domanda: “Come si fa a cambiare la facciata dei palazzi vaticani in tempo reale?” Io sto zitto. E rovisto fra gli elefantini quando all´improvviso mi ricordo di quanto ha appena detto il papa: “Lei mi ha parlato finora dei cattolici che stanno fuori del Vaticano. E i cattolici che stanno nel Vaticano cosa riceveranno?” E rendendomi conto allo stesso tempo che nella confezione manca qualcosa di veramente importante, balbetto: “”Ma ma …”. Il papa che mi stava per dare una risposta, tutto allarmato: “Qualcosa non va? Diccelo, perché se riusciamo ad accontentare uno come te, riusciremo ad accontentare praticamente quasi il 100% dei tradizionalisti. E se riusciamo ad aggiustare la nostra offerta prima che iniziamo la nostra campagna di marketing il successo sarà assicurato”. Io, mostrando disorientamento: “Ma qui … qui manca la Pachamama!”
Il papa si mette a sorridere e rilassandosi sulla sedia mi risponde: “La Pachamama c`è sempre stata … solo che le abbiamo sempre detto di mostrarsi con discrezione”. E rivolgendosi al suo fidatissimo: “Che ora è?” Il fidatissimo: “È l´ora della santissima cerimonia”.
E detto tanto, con la sua mano libera afferra una scimitarra che sta in bella mostra per i visitatori in una teca laterale e che, lui mi spiega, è un regalo dato da un imam ad un precedente papa in occasione di un suo viaggio in Medio Oriente. E con essa inizia a dare alcuni fendenti nell´aria a mò di esercizio, mostrando di averne una grande padronanza. Io penso che con la sciabola si stia apprestando a decapitare il papa e subito mi alzo per dire: “No … non lo faccia … lo so che ultimamente sta dicendo un sacco di cose strane ma è un papa tutto sommato”. Ed ecco che il fidatissimo del papa si ferma e da un sensuale bacio alla sciabola proprio laddove sta scritto: “Abu Djabi” ed altro in italiano e anche presumo in arabo. Il fidatissimo poi alza lentamente il viso verso di me e mi guarda con un sorriso sghembo quasi che volesse annunciare una resa dei conti. E tanto penso che del “Disclosure day” ne ho avuto abbastanza e che forse è venuto il momento di tagliare la corda.
Ma invece di avvicinarsi a me, si avvia verso un imponente velo di color prevalentemente porpora che sta dietro al papa e che ha impressa sopra una grande croce e con un abile colpo di sciabola lo taglia totalmente dall´alto verso il basso, facendo soprattutto attenzione a tagliare in due la Croce proprio laddove starebbe il Cuore di Gesú, se al posto della Croce ci fosse la Sua immagine umana. Il gesto mi ricorda lo squarcio del velo all´ora della morte di Gesù.
Le due parti recise ormai pendono dal relativo sostegno laterale. Il fidatissimo del papa recide anche quelli. Le due metà cadono a terra. Ed ecco che da dietro spunta una imponente statua in marmo della Pachamama posta su un alto piedistallo che è raggiungibile salendo alcuni scalini.
Il papa, del tutto indisturbato da quanto è accaduto dietro di lui, finalmente mi risponde: “Ecco … nonostante le apparenze che abbiamo dovuto mantenere finora, Noi qui in Vaticano non abbiamo bisogno di nessun elefantino per cambiare religione come abbiamo intenzione di fare con tutti i cattolici sparsi per il mondo … Noi abbiamo anticipato il tutto circa un secolo fa … da allora adoriamo esclusivamente lei”.
E detto ciò si alza, fa un cenno al suo fidatissimo di seguirlo, e non importandosene entrambi minimamente di calpestare le due metá del panno purpureo squarciato che si trovano a terra, sale fino ai piedi della Pachamama per poi versarvi alla base, quasi come segno di inizio del rito, un poco di terra e dell´acqua prima di inginocchiarsi davanti a lei in posa di adorazione.
Don Ponzio Pilato entra anche lui perchè chiamato dal papa per partecipare alla cerimonia seguito da tutti quei sacerdoti che, così penso, condividono con la volontà e l´intelligenza un simile atto di magistero del papa e che si trovano in quel momento nel Vaticano. E in rappresentanza di tutti, sale verso la Pachamama fino a inginocchiarsi su uno scalino che sta un poco più in giù del papa posando accanto a sè ed in direzione del velo squarciato, la sua ciotola piena d´acqua. Tutti i restanti “don” fra cui ci sono anche dei cardinali, si dispongono in circolo attorno alla Pachamama, iniziando a fare il girotondo attorno a lei, cantando, suonando degli strumenti musicali consoni al rito ed offrendole i vari prodotti della Madre Terra. Tutti calpestano senza importarsene il velo non più inconsutile che giace a terra. E tanto mi rendo conto che sono finito senza volerlo in mezzo ad un rito pagano e mi chiedo in silenzio: “Questa era la scioccante “disclosure” annunciata da don Ponzio Pilato? Ci sono veramente riusciti!”.
E per reazione a questo pensiero mi alzo istintivamente dalla sedia non per inginocchiarmi ma per iniziare ad allontanarmi da quello che vedo. E subito accanto a me sento il ronzio di un drone che mi chiede con la massima gentilezza se voglia partecipare con assenso religioso della volontà e della intelligenza al magistero autentico del romano pontefice così come si sta svolgendo in quel momento: che sia l´unico che rimane in piedi, mostrando così di non voler partecipare al rito, mi fa notare “non è un segno di rispetto verso il papa e comunque non sta bene”; o alternativamente di lasciare la sala.
Molti “don”, facendo il girotondo, mi guardano quasi ad invitarmi ad unirmi a loro. Io non mi inginocchio e subito mi viene la determinazione di rimettere tutto il set di elefantini sulla scrivania del papa visto che non ritengo assolutamente di dare il mio assenso della volontà e dell´intelligenza ad un tale atto di magistero così apertamente idolatra da parte del papa.
Ma prima di fare questo, gridando in mezzo al frastuono, domando al papa: “Vostra Sommità … mi è venuto proprio adesso un “dubius” da sottoporle: “Quello che lei sta compiendo proprio ora vuol dire per lei mantenere intatta la tonaca inconsutile di Gesù?” Il papa inizialmente non mi risponde ma poi si vede costretto a farlo quando vede che non sto inginocchiato come dovrei stare e che sto addirittura per rimettere la scatola con gli elefantini sulla sua scrivania: “No … ti prego … non lo fare … se restiuissi gli elefantini conciliari romperesti l´unità della chiesa cattolica che è stata sempre la mia principale costante preoccupazione. E soprattutto spezzeresti definitivamente il mio cuore che da sempre sanguina perchè i tradizionalisti sono sempre così irragionevoli”. E credendo di avermi motivato abbastanza affinchè non mi disfi degli elefantini si rivolge di nuovo ad adorare la Pachamama.
Al che mi rivolgo al titolare del “Negastero della dottrina della fede” e gli domando: “Eccellenza .. lo squarciare il velo inconsutile di Gesù con una scimitarra su cui sta scritto: “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” vuol dire per lei ancora stare “cum Christo et sub Christo?” Il cardinale, vendendo anche lui che non sto per nulla inginocchiato e che sto per rimettere gli elefantini sulla scrivania del papa: “Non lo fare! Ti ammonisco! … restituendo gli elefantini che ti ha consegnato personalmente il papa di fatto, tu metti seriamente in dubbio che egli sia il primo difensore della fede come la intende lui … negheresti perciò implicitamente ma decisamente che egli sia il papa e ti porresti quindi al di fuori della chiesa incorrendo ipso facto nella scomunica latae sententiae”. E tirando fuori un foglio dalla sua cartellina, aggiunge “ho qui già pronto il decreto di scomunica con il tuo nome” e detto questo e fiducioso di avermi minacciato quanto basta perchè io mi tenga gli elefantini conciliari si rivolge di nuovo ad adorare la Pachamama.
Al che mi rivolgo a don Ponzio Pilato e gli chiedo: “Don Ponzio Pilato … l´inginocchiarsi di fronte alla Pachamama alla stessa maniera di come sta facendo il papa, significa per lei stare “cum Petro et sub Petro”? Questo è quello che sta facendo in esecuzione del contratto che ha firmato?” Don Ponzio Pilato, vedendo che non sto inginocchiato, inizialmente non mi risponde ma rendendosi conto che anche lui sta vedendo oltre al papa anche la Pachamama, usa quegli istanti per spostare la sua posizione con i ginocchi in maniera tale che il papa copra totalmente la sagoma della Pachamama e che quindi non gli sia più visibile; poi si lava le dita nell´acqua della ciotola che ha accanto a sè per poi scuotere l´eccesso in direzione del velo squarciato e solo tanto rivolge il suo viso verso il papa e quindi la Pachamama a lui nascosta, volendo darmi, così penso, l´impressione che l´oggetto della sua adorazione sia solo verso il papa e per niente la Pachamama.
E fatto questo tanto mi risponde: “Ammetto che c´è una emergenza nella chiesa, che ci sono delle oscenità morali, che le babele dottrinali dilagano, che ci sono degli eccessi liturgici … prima di tutto quella della messa tradizionale … ma tutto ciò non la deve indurre ingiustificatamente a non inginocchiarsi davanti al santo padre … proprio come sto facendo io ora … “Cum Petrus et sub Petrus” appunto. Poi il Papa, quale padrone assoluto della chiesa … e questo perché Gesù stesso l´ha detto: “Tu sei Pietro e su di te edificherò la mia chiesa” … è libero di fare quello che vuole. Non sta a me nè criticarlo, nè giudicarlo, nè mettermi al suo posto e neanche al di stare al di sopra di lui e nè spostarmi anche un poco a lato per vedere chi adora lui personalmente. E così dovrebbe fare anche anche lei: solo inginocchiandosi di fronte a tanto pieno mistero che richiede la resa incondizionata della volontà e della intelligenza al magistero autentico del romano pontefice e a ogni volontà da lui manifestata, lei potrà affermare di stare “cum Petrus et sub Petrus” e quindi di essere un vero cattolico. E se non lo fa, lei è uno scismatico … il capo del Negastero gliel´ha appena detto!” E detto questo ritorna ad adorare il suo idolo vestito di bianco.
E qui mi sovviene: “Questo bel furbetto di don Ponzio Pilato, con il suo preambolo sta cercando prima di sviare la mia attenzione verso dei problemi della chiesa di cui il papa non è minimamente responsabile dato che esistono da prima che diventasse papa e sono difficilissimi da risolvere anche per lui. Poi implicitamente afferma che l´inginocchiarsi davanti alla Pachamama non fa parte dei problemi urgenti da risolvere della Chiesa: infatti se lo fosse l´avrebbe citato nel preambolo. E questo per fare passare il messaggio che il papa rimane papa a tutti gli effetti e non è un idolatra come in realtà è. E poichè rimane cattolico, io ho il dovere di inginocchiarmi davanti a lui … la Pachamama non conta più. In pratica mi sta sdoganando il famoso detto: “Credi a quello che ti dico e non a quello che vedi”. E poichè lui stesso si sta inginocchiando davanti alla Pachamama con il pretesto di inginocchiarsi davanti al papa, e che lo sa lo dimostra il fatto che tutti gli altri “don” danzanti circolarmente vedono contemporaneamente sia il papa che la Pachamama, con tutta questa giustificazione sta facendo passare la sua stessa idolatria come un minor delitto di papolatria. In pratica pure essendo idolatra sta cercando di convincermi di starsi mantenendo nell´alveo cattolico per poi salire sul pulpito del maestro per farmi una lezioncina di catechismo cattolico perchè sto criticando il papa. E così come ora può può ripetere l´operazione in occasione di ogni altra apostasia o adorazione idolatrica da parte del papa” E giungo alla conclusione che don Ponzio Pilato mi ha detto queste parole in malafede e che quindi mi sta mentendo spudoratamente.
Io, ormai non potendone più di un così ipocrito teatro che si sta svolgendo davanti a me e venendomi improvvisamente in mente Chi stiano realmente adorando, rivolto a quelli arrampicati sulla Pachamama ma anche agli altri “don sacerdoti” adoratori circolari di idoli, grido: “Io non mi inginocchio. Io sto solo “cum Christus et sub Cristus”. E andate finalmente al Diavolo … il vostro vero padrone …. con tutti gli elefantini conciliari e la Pachamama”. E pensando improvvisamente di avere in mano un crotalo invece di una scatola con degli innocui elefantini, allargo di scatto le braccia e lascio cadere tutto lo scatolo a terra con tanto di schianto. Gli elefantini che erano stati costruiti con materiali scadenti e che di per sè non sarebbero potuti durare a lungo si rompono in mille e più pezzi.
Il papa, visibilmente contrariato per tutto il rumore alle sue spalle e capendo cosa ho fatto, dice qualcosa al suo fidatissimo. Il suo fidatissimo chiama a sè un drone, e dopo aver posto una firma su ognuno di loro, gli consegna due fogli. Il drone mi raggiunge e mi da un foglio: “Questo da parte del Negastero”. Leggo. È la scomunica promessa. Io faccio spallucce ed esco dallo studio del papa seguito dal drone che, solo quando ho oltrepassato la porta, mi consegna il secondo foglio. E vi leggo le condizioni per essere riammesso nella sala … esattamente quelle condizioni che don Ponzio Pilato aveva sottoscritto per essere ammesso ad adorare di persona la Pachamama ed il papa. E penso: “Queste sono le condizioni che, secondo il Concilio Vaticano II, ogni cattolico dovrebbe osservare oggi e forse firmare domani per continuare a partecipare ad uno scempio di cerimonia come questo … ma poi forse anche per accedere ad ogni messa e per prendere la Comunione? E poi ce lo vogliono anche sdoganare come uno stare “cum Petrus et sub Petrus”?” Ed io rispondo al drone: “Fino a quando là dentro avvengono queste Pachaporcate, non chiederò mai di essere riammesso. È a quel falso papa che dovete consegnare la scomunica”. Il drone vedendo che non c`è spazio per un compromesso, cambia tono: “Qui polizia conciliare … ci segua … lei, non inginocchiandosi ma soprattutto buttando a terra gli elefantini conciliari ha mostrato di non voler aderire con il dovuto religioso ossequio dell’intelletto e della volontà agli atti del magistero non autentico del sommo pontefice ed ha inoltre violato le norme di obbedienza assoluta e docilità che ogni cattolico deve al papa in base al Concilio Vaticano II. Inoltre lei ha rotto l´unità della chiesa ed ha affranto il cuore del papa. Se tutti venissero a conoscenza di quello che ha fatto tutti la prenderebbero ad esempio e l´autorità e l`esistenza del Papato sarebbero in serio pericolo”. Io: “È lui non io il colpevole. Non devo alcuna obbedienza ad un papa come questo che distrugge dall´interno il Papato”. Il drone insiste: “A noi interessa cosa fa lei non quello che fa il papa … lui qui è il padrone e può fare quello che vuole”. Io: “Il padrone? Non sta più sotto Dio?” Il drone: “Da quando esistiamo Noi Dio non lo abbiamo mai visto nel Vaticano. Lei per caso lo ha visto nell´ufficio del papa? Ci mostri dove sta e le crederemo”. Mi volto attorno nella speranza di vederLo ma non lo vedo, e penso: “Il drone forse ha ragione … forse da almeno un secolo Dio ha abbandonato questi palazzi”. Il drone: “Ci segua senza fare storie dunque e troviamo un accordo … una dichiarazione da parte sua che lei non è mai è stato nel Vaticano ci basta … potremo sempre contestare ogni sua affermazione dimostrando documentalmente che lei non è stato mai qui”. E vedendo che non lo seguo inizia a minacciare delle sanzioni elettriche in caso di rifiuto ad obbedire all´ordine. Ed inizia a contare alla rovescia: “Tre, due, uno …”. Io invoco nel frattempo a voce alta l´aiuto di Gesù: “Gesù … so che mi senti. Ma dove stai?”

Ed ecco che d´improvviso un angelo appare e si pone di fronte al drone con la sua spada infuocata pronta a colpirlo. Il drone subito lo rileva e si rivolge con il taser minacciosamente verso di lui. I due si fronteggiano. Nessuno dice niente o fa niente. E dopo un qualche minuto di logoramento di nervi il drone si volta verso di me e mi dice: “Invito annullato … può andare … grazie per la visita”. E io passo fra i due e faccio alcune decine di metri quando sento un forte schianto dietro di me. Mi volto e vedo che il drone giace a terra tutto fracassato e che rantolando sta dando le sue ultime scariche elettriche a terra. E faccio appena in tempo a vedere l´angelo scomparire nella stanza del papa. Segue del trambusto, escono delle grida e dico: “Hanno voluto adorare il Diavolo nella casa di Dio? Che ora lo adorino nella casa del Diavolo … hanno a disposizione tutta l´eternità per farlo”. E non potendone più lascio indisturbato il Vaticano … per forse non tornare mai più. (3)

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E risalendo il Tevere per la sua riva sinistra, ecco che all´altezza del Castel Sant`Angelo mi imbatto in un gruppo di persone che sta discutendo animatamente: la statua dell´Arcangelo Michele è scomparsa dalla cima del castello e neanche gli amministratori sanno dove è andata a finire.
Un teologo modernista sta appunto spiegando la sua: “La scomparsa dell´Angelo ben si concilia con i dogmi stabiliti dal Concilio Vaticano II … infatti questa assenza che sembra inspiegabile, in realtà può rivelarci la definitiva determinazione di Dio di voler rinunciare alla difesa della Tradizione per fare incondizionatamente spazio alla modernità. Infatti credo che Dio ci abbia voluto mandare questo messaggio e cioè che l´Uomo d´ora in poi può camminare su questa terra senza di Lui. E perciò la chiesa non ha piú bisogno di una presenza ultraterrena che la conduca o la difenda: ora essa, all´apice della propria maturità, può decidere responsabilmente da sè in tutto e per tutto come andare e soprattutto dove andare e la guida religiosa per assolvere a questo compito, mai da contestare ma sempre da seguire per un cattolico, è affidata solo al papa … il successore di Pietro che sempre sarà guidato dallo spirito del Concilio Vaticano II che per la sua natura fluida si adatta sempre allo spirito dei tempi e che alla fine condurrà “tutti tutti tutti” a Dio … ma questo non prima che l´Umanità abbia tentato con tutti i mezzi di cui si è dotata di raggiungere l´immortalità. Per questo l´Arcangelo Michele non sta più al suo posto … perchè non serve più alla causa terrena di Dio e Dio questa notte, quando tutti stavano a divertirsi alla movida, l´ha richiamato in Cielo per svolgere dei compiti più importanti”.
Ma poi si avanza un teologo conservatore e dice che l´Arcangelo, ormai preso atto che il peccato ha preso il sopravvento su questo mondo e trovandosi a fronteggiare un´impresa più grande di lui, mestamente si è arreso e se ne è andato a fare l´eremita da qualche parte ben nascosta vicino a Monte S. Angelo. “Ma” aggiunge “l´Uomo, anche se un poco più abbandonato a sè stesso, conserva ancora gli strumenti fondamentali per riscattarsi e cioè la misericordia incondizionata e a penitenza zero di Dio e soprattutto il Concilio Vaticano II. Per questo c`è un poco più da preoccuparsi ma non da drammatizzare”.
Tutti conconcordano o con l´una o l´altra versione, quando io da dietro mi immischio e dico: “Forse non è nè l´una nè l´altra … che l´Arcangelo Michele non sta più lì perchè è andato nei palazzi del Vaticano a schiacciare la testa a tutti quei diavoli che hanno iniziato ad entrarvi da circa cento anni per una fessura sotto forma di fumo e che ora entrano ed escono indisturbati dalla porta principale sotto forma di sacerdoti? E questo perchè Dio ne ha avuto abbastanza?” Tutti si voltano e mi guardano come se avessero davanti il più grande scemo della cristianità che ha appena detto la più grande scemenza mai detta dall´umanità. E mostrando il divertimento che si deve ad un vero scemo, iniziano a confabulare: il teologo modernista sembra a dir poco indiavolato per la mia ipotesi, quasi che lui stesso abbia paura di imbattersi nell´Arcangelo Michele; il teologo conservatore non la prende di buon grado in quanto vede confutata la propria tesi.
Questo fino a quando qualcuno dice: “Ehi … un momento … le parole di papa Paolo VI”. Tutti si fermano E in pochi secondi il divertimento dei presenti si trasforma in seria riflessione e subito dopo in preoccupazione. La persone iniziano a parlottare fra di loro colme di apprensione della famosa fessura: “È stata mai trovata? E dove esattamente? E poi è rimasta della stessa grandezza? Si è allargata o è stata richiusa? E poi il fumo … era un´allegoria o era proveniente da un vero incendio?” Di fronte a queste domande il teologo modernista afferma che grazie soprattutto al Concilio Vaticano II la chiesa è riuscita a chiudere la fessura e non c´è più nulla da temere: nessun incendio in vista; quello conservatore afferma che la fessura è ancora aperta perchè il peccato è ancora presente nel mondo ma che se si ci si sforza ad applicare meglio gli insegnamenti del Concilio Vaticano II alla fine verrà chiusa. Tutti discutono ma senza giungere ad una conclusione certa.
Questo fino a quando uno grida, puntando la mano verso il Vaticano: “Guardate … il Vaticano sta sta andando tutto a fuoco”. Il teologo modernista che fino ad allora aveva inseguito ogni presente pur di convincerlo delle sue tesi, richiesto di un commento, risponde: “E chi se ne è mai fregato di voi … devo andare urgentemente via per avvertire i miei fratelli e per vedere come sfuggire alla falcidia”. Quello conservatore, non sapendo cosa dire, risponde: “Sono stati i russi”. La discussione che fino a poco prima si era svolta ordinatamente si trasforma in caos. Io, vedendo che non si giunge ad alcunché, mi avvio pensando che le mie parole non porteranno a nulla, quando una voce da dietro mi raggiunge: “Magari fosse come dice lei … sarebbe veramente l´ora”. Io mi volto e vedo che colui che mi ha parlato è l´unico fra i presenti che non porta il segno sulla fronte, e gli rispondo: “Lei sta scherzando, vero?”. Lui: “No no … sto dicendo seriam …” e subito si ferma perchè si rende conto che qualora il suo desiderio si realizzasse, lui si salverebbe ma tutti gli altri morirebbero di certo. Ed infatti tutti lo stanno guardando storto. E per salvarsi dal pestaggio imminente dice: “Naturalmente sto scherzando … che scemo che sono anche io …”

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E proseguendo lungo la riva del tevere infilo distrattamente la mia mano nella tasca e mi accorgo della presenza di una grande moneta. Ed alzando lo sguardo, vedo a tre o quattro metri da me un bisognoso appoggiato con le spalle al muro che sta con la testa china sul petto e senza neanche vedere che moneta gli sto lanciando, gli dico: “Amico … prendi questa al volo”. E lui, quasi aspettando le mie parole, alza prontamente la testa, prende al volo la moneta e ritorna nella posizione precedente: non fa come quasi tutti i mendicanti che per prima cosa vedono quanto hanno ricevuto. E dopo alcuni metri mi viene una curiosità, torno indietro e gli dico: “Amico … mi fai vedere su che lato è atterrata la moneta sulla tua mano?” Lui, senza alzare il viso, apre la mano che aveva tenuto fino ad allora chiusa e alzando il suo palmo per mostrarmi meglio la moneta ma senza guardarla lui stesso, mi dice: “Amico … è venuto proprio quello che tu speravi: croce”. Io, rendendomi conto di avergli lanciata la moneta con Prevost che però mi mostra lo stemma della Fraternità di San Pio X: “Quella moneta che hai in mano mi servirebbe. Forse me la puoi restituire; in cambio ti darò una moneta di pari valore”. Il mendicante: “Dato è dato … e comunque questa proprio non ti serve perchè è stata fatta dagli uomini e mai ti sarà di buona guida … ma in cambio ti darò una medaglia che ho ideato io e che ti servirà certamente” e detto questo mi consegna qualcosa di piatto avvolta in un foglietto. E aggiunge: “Solo quando sarai uscito dal sogno apri e leggi attentamente”. E tanto alza lo sguardo sorridente. Io lo incontro con lo sguardo e qualcosa nei suoi occhi che mi fa immaginare vagamente di stare in presenza dell´infinità più perfetta che possa esistere, mi dice che non si tratta di un vero mendicante ma di qualcuno che lo fa … forse un attore, penso al momento. Non dico niente. Annuisco, prendo, ringrazio e vado via. E dopo aver fatto alcuni metri mi viene in mente: “Ma quel tipo doveva avere qualcosa di insolito … vuoi vedere che quel mendicante era Gesù … e mi ha chiamato pure amico?” Mi volto indietro ma di lui non c`è più traccia.

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E svegliandomi la mattina seguente dopo una lunghissima dormita, infilo la mano nella tasca dove mi ricordavo di aver messo la moneta per continuare i lanci ed estraendola fuori, con mia estrema meraviglia, mi accorgo che sta avvolta in un foglietto. Apro il foglietto e vedo che non è più la moneta con la faccia di Prevost ma una differente dove su ognuna delle due facce è coniata, non attaccata, lo stemma della Fraternità di San Pio X. E subito leggo il foglietto non firmato: “Amico … se proprio ci tieni, fai i restanti cinquecento lanci con questa medaglia che è a differenza dell´altra porta sempre alla Verità perché è azionata dalla Spirito Santo che tu hai tanto invocato che venisse in tuo aiuto. Te l´affido ma non te la regalo. Portala sempre con te e curala come se fosse l´oggetto più prezioso che hai mai avuto perchè se nel giorno della tua dipartita, e tu non sai quando avverrà, me la restituirai nelle stesse condizioni in cui te l´ho data, sarai salvo”. (4)
Io : “Amen”.

Fine del racconto.

(1) E qui vedo alcuni paralleli con la gestione della falsa pandemia Covid dove la situazione al pubblico, presentata artatamente drammaticamente, non fu gestita razionalmente ma a forza di ordini illogici da seguire a pena di sanzioni. E mi chiedo se l´Autore sia comune visto che il modo di procedere è simile.

(2) A tal fine credo che sia di utilità leggere questo articolo da cui ho tratto la “dichiarazione” e che mi ha spinto a scrivere il racconto:
https://www.aldomariavalli.it/2026/07/04/un-attacco-frontale-e-definitivo-alla-tradizione-ecco-perche-e-tempo-di-schierarsi/

(3) E ora immaginatevelo: il papa del racconto quale nuovo Giuda Iscariota, il capo del “Negastero” quale nuovo Caifa, e don Ponzio Pilato quale nuovo Ponzio Pilato. Forse la storia non si sta svolgendo nel 2060 ma alcuni decenni prima?

(4) “Te l´affido, non te la regalo “.
Il bene “Chiesa”, secondo me, mai è consegnato definitivamente, ma viene sempre solo affidato agli uomini (Gesù fa esattamente questo con la medaglia: l´affida perchè il ricevente la custodisca al meglio e la usi conformemente allo scopo ogni qualvolta che voglia sapere come deve comportarsi per salvarsi – è chiaro che lo stemma della Fraternità qui simboleggia gli insegnamenti di Gesù).
E però Gesù dice: ” … se la restituirai nelle stesse condizioni in cui te l´ho data”.
E due sono i casi nei quali la medaglia si può deteriorare:
– cattiva conservazione da parte dell´comodatario per cui la medaglia, appare vecchia e logora. Questo vuole simboleggiare che il ricevente pecca continuamente e mai riceve perdono per cui al momento della morta non sta in grazia di Dio;
– il rilievo della moneta si abbassa da sè con il tempo per poi scomparire totalmente (in pratica il logo della Fraternità scompare e la medaglia diventa piatta – e qui il possessore non ha alcuna colpa). E questo sarebbe il caso in cui p.e. la Fraternità di San Pio X venga apositamente infiltrata da sacerdoti modernisti appunto con lo scopo di riportare la Fraternità nell´alveo della chiesa romana senza che questa faccia alcuna concessione (questo c`è secondo me da aspettarsi qualora la Fraternità diventi un pericolo per la chiesa romana).
Quindi non è importante la visibilità in sè (lo scudo, in questo caso) ma il fatto che il comodatario rispetti la volontà del Comodante: ciò assicura che il rilievo non si consumi mai.
Il tutto mi fa pensare che la Chiesa Cattolica (quella visibile), laddove il comodatario rispetti la volontà del comodante, si chiama Papato. Ma se il comodatario si comporta infedelmente, l´obbedienza del fedele al Papato sta proprio laddove rispetta la volontà di Gesù, dovendo porre così necessariamente gli ordini del papa che sembrano deviarvi attentamente sotto esame, prima che ci si decida a seguirli.
Credo che con questo scritto, che io stesso riconosco che è lungo e a tratti un poco pesante da leggere, abbia illustrato quanto basta questa idea.
E quindi mi pare che la posizione della Fraternità al momento è secondo me pragmaticamente coerente: fedeltà incondizionata al Papato, ma attesa e ritiro misurato quando chi sta in quel momento al suo vertice non rispetti la volontà di Dio nelle questioni di fede.

Mia opinione.

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