Chiediamo Giustizia a Dio, ma Siamo Giusti davanti a Lui? Cinzia Notaro.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla giustizia, Dio, e noi. Buona lettura e diffusione.

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Chiediamo giustizia a Dio, ma siamo giusti davanti a Lui?

 

Viviamo in un tempo in cui continuamente si invoca giustizia.
Si chiede giustizia nelle guerre, nelle ingiustizie sociali, nei tradimenti, nelle violenze, nelle menzogne. Quando veniamo feriti gridiamo a Dio: “Signore, fammi giustizia!”. Ma raramente ci fermiamo a domandarci: io sono giusto davanti a Dio?

La Sacra Scrittura ci ammonisce:

“Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”
(Mt 7,3)

E il libro dei Proverbi ci ricorda:

“C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma la sua fine conduce alla morte.”
(Pr 14,12)

Spesso pretendiamo da Dio una giustizia che noi stessi non pratichiamo. Desideriamo misericordia per noi, ma siamo severi con gli altri. Vogliamo essere compresi, ma non comprendiamo. Cerchiamo rispetto, ma non sempre rispettiamo.

Dio ci ha lasciato i Dieci Comandamenti non come un peso, ma come una via di vita, di libertà e di verità:

  1. Non avrai altro Dio all’infuori di me
  2. Non nominare il nome di Dio invano
  3. Ricordati di santificare le feste
  4. Onora il padre e la madre
  5. Non uccidere
  6. Non commettere atti impuri
  7. Non rubare
  8. Non dire falsa testimonianza
  9. Non desiderare la donna d’altri
  10. Non desiderare la roba d’altri

Ma li viviamo davvero?
Obbediamo alla volontà di Dio oppure soltanto alla nostra?
Cerchiamo Dio oppure vogliamo un dio che approvi ciò che già desideriamo?

L’uomo moderno spesso vuole un Dio che non giudichi mai, un Dio che approvi ogni scelta, un Dio modellato sui propri desideri. Ma un dio fatto a nostra immagine non è il Dio vivente: è un idolo.

Il libro della Sapienza insegna:

“La sapienza non entra in un’anima che opera il male.”
(Sap 1,4)

E ancora:

“Lo Spirito del Signore riempie la terra.”
(Sap 1,7)

Nulla è nascosto agli occhi di Dio.
Egli vede il cuore dell’uomo, le intenzioni profonde, ciò che spesso gli altri non vedono.

Sant’Agostino scriveva:

“Se comprendi, non è Dio.”

E ancora:

“Dio è più intimo a me di me stesso.”

E la tradizione spirituale della Chiesa ci ricorda con umiltà la nostra fragilità:
“Sette volte al giorno pecchiamo.”
L’uomo tende continuamente a cadere, a giustificare se stesso, a vedere il peccato degli altri e non il proprio. Per questo abbiamo bisogno di conversione, di preghiera e della misericordia di Dio ogni giorno.

Anche il libro dei Proverbi ammonisce:

“Chi copre le proprie colpe non prospererà, chi invece le confessa e le abbandona troverà misericordia.”
(Pr 28,13)

Molti oggi parlano di Dio, ma pochi cercano davvero la Sua volontà.
Cristo dice chiaramente:

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio.”
(Mt 7,21)

E ancora il Signore ci insegna quale deve essere la vera priorità della vita:

“Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”
(Mt 6,33)

Ma noi cosa cerchiamo veramente?
Il Regno di Dio o il successo?
La verità o il compromesso?
La santità o l’approvazione del mondo?

Il libro della Sapienza ci mette in guardia:

“Pensate al Signore con bontà d’animo e cercatelo con cuore semplice.”
(Sap 1,1)

La vera domanda allora non è soltanto: “Dio mi farà giustizia?”, ma: “Io vivo secondo la giustizia di Dio?”

In una società dove avanzano immoralità, egoismo e superficialità, il Vangelo continua a indicarci la strada:

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.”
(Mt 7,12)

Questa è la misura autentica della giustizia cristiana.
Come trattiamo il prossimo?
Come parliamo degli altri?
Sappiamo perdonare?
Sappiamo essere fedeli, onesti, misericordiosi?

Ma non rischiamo forse anche noi di comportarci come i farisei?
Mostriamo agli altri un’apparenza di bontà, di religiosità, di correttezza, mentre dentro il cuore custodiamo orgoglio, giudizio, ipocrisia e durezza.

Gesù usa parole durissime contro questa falsità spirituale:

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume.”
(Mt 23,27)

E ancora:

“Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.”
(Mt 23,28)

Quante volte ci preoccupiamo più di apparire buoni che di esserlo veramente?
Quante volte giudichiamo i peccati degli altri senza piangere sui nostri?
Quante volte cerchiamo consenso umano invece della verità di Dio?

Il libro dei Proverbi insegna:

“L’inizio della sapienza è il timore del Signore.”
(Pr 1,7)

San Giovanni Crisostomo ammoniva:

“Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non disprezzarlo quando lo vedi nudo nei poveri.”

E San Basilio diceva:

“Il pane che tieni appartiene all’affamato.”

La fede non può ridursi a parole o riti esteriori. Dio guarda il cuore.
Possiamo anche pregare molto, ma se il nostro cuore è dominato dall’orgoglio, dalla menzogna, dall’odio o dall’indifferenza, siamo lontani da Lui.

Il mondo vuole diritti senza doveri, libertà senza verità, felicità senza conversione. Ma Cristo ci chiama a una via diversa:

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.”
(Mt 16,24)

Forse prima di chiedere a Dio: “Perché non fai giustizia?”, dovremmo inginocchiarci e dire:

“Signore, rendi giusto il mio cuore.”

Perché la vera giustizia comincia dalla conversione personale.
E soltanto chi cerca sinceramente Dio può comprendere che la Sua giustizia non è vendetta, ma verità unita alla misericordia.

Dio non ci abbandona, ma attende il nostro ritorno.
E ancora oggi ci ripete:

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.”
(Mc 7,6)

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1 commento su “Chiediamo Giustizia a Dio, ma Siamo Giusti davanti a Lui? Cinzia Notaro.”

  1. ” …ma siamo giusti davanti a Lui?”.

    Domanda che manda in fumo tutte le elucubrazioni di papi (veri o falsi), cardinali, vescovi,
    preti e terziari (il tutto anche al femminile).

    E siccome a occhio e croce, la risposta una vita,
    non si dovrebbe TUTTI abbassare le penne?

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