Nuovo Rapporto ONU Inchioda I$r@ele: a G@z@ “Intento Sterminatorio”. Strategia, non Side Effects.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato su Facebook da Lavinia Marchetti, a cui va il nostro grazie. Buona lettura e diffusione.

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L’ULTIMO REPORT ONU CHE CONFERMA IL GENOCIDIO IN ATTO A GAZA
(lo sapevamo già, ma è bene che mettano nero su bianco)
di Lavinia Marchetti
Già un report ONU (oltre a quelli di Francesca Albanese) aveva confermato l’intento genocidario di Israele nei confronti del popolo palestinese. Potremmo dire che questo report ONU del 23 giugno non fa che certificare al mondo quello che noi su Facebook diciamo da più di 3 anni. Vediamolo più da vicino.
Per chi ha tempo vi invito a leggerlo, lo trovate qui: https://www.ohchr.org/…/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf
Il recente rapporto della Commissione d’Inchiesta Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite (A/HRC/62/CRP.2) documenta in modo inequivocabile e agghiacciante le atrocità commesse contro i bambini palestinesi dall’inizio delle ostilità nell’ottobre 2023
Si tratta della disamina giuridica di un intento sterminatorio.
Di seguito ho tradotto e legato tra i 10 passaggi che a mio avviso sono giuridicamente più rilevanti e che restituiscono il senso del documento.
Il punto di partenza fondamentale del rapporto è l’inquadramento giuridico delle azioni israeliane, non più lette come danni collaterali, ma come parte di una strategia mirata all’annientamento demografico e alla cancellazione futura del popolo palestinese.
1. «La Commissione ritiene che l’uccisione e i gravi danni fisici e mentali inflitti ai bambini palestinesi facciano parte di una strategia volta a distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza. La Commissione ribadisce pertanto la sua conclusione secondo cui le autorità israeliane e le forze di sicurezza israeliane hanno commesso il crimine di genocidio a Gaza uccidendo e causando gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo, compresi i bambini palestinesi che vi si trovano.» (Paragrafo 347, Pagina 78)
Questa strategia genocidaria non si esprime solo attraverso bombardamenti aerei su vasta scala, ma si concretizza in esecuzioni mirate dirette intenzionalmente contro i minori, in aperta violazione dei diritti umani e del diritto umanitario
2. «La Commissione conclude per fondati motivi che, dal 7 ottobre 2023 ad oggi, anche durante le pause dei combattimenti, le forze di sicurezza israeliane hanno intenzionalmente diretto la forza letale contro i bambini in quanto tali, in violazione dei divieti di privazione arbitraria della vita e di prendere di mira i civili ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, e che tali atti costituiscono il crimine di guerra di omicidio intenzionale e il crimine contro l’umanità di sterminio.» (Paragrafo 272, Pagina 62)
L’efferata brutalità di questo targeting deliberato raggiunge livelli inimmaginabili, impiegando tecnologie avanzate come droni e quadricotteri armati per colpire freddamente le vittime più inermi nei loro momenti di maggiore intimità
3. «Il 12 aprile 2024 alle 13:00, un neonato di 10 giorni è stato colpito da un quadricottero mentre veniva allattato dalla madre all’interno della loro tenda nel campo di Nuseirat. La madre era sola nella tenda, e stava allattando il suo bambino, quando un singolo proiettile di un quadricottero ha colpito il bambino alla testa ed è uscito dalla parte posteriore del cranio […] Considerando che la sparatoria è avvenuta in pieno giorno, la Commissione conclude che l’operatore del quadricottero sarebbe stato in grado di vedere all’interno della tenda e valuta che il bersaglio fosse una madre e un bambino.» (Paragrafi 59-60, Pagina 15)
Parallelamente alle “esecuzioni chirurgiche”, le forze armate israeliane conducono attacchi collettivi che non lasciano scampo, spazzando via intere famiglie in un solo colpo e dimostrando un intento sterminatorio esteso all’intera popolazione civile.
4. «Le forze di sicurezza israeliane hanno consapevolmente e prevedibilmente causato la morte di bambini lanciando continui e intensi attacchi aerei su aree densamente popolate, impiegando bombe ad alto potenziale calibrate per causare il massimo delle vittime […] La Commissione conclude che i bambini sono stati intenzionalmente presi di mira collettivamente perché le forze di sicurezza israeliane hanno considerato la popolazione civile nel suo complesso come associata a Hamas e ad altri gruppi armati…» (Paragrafo 268, Pagina 61)
Il terrore, tuttavia, non si ferma ai bombardamenti o ai cecchini. I minori arrestati, descritti strumentalmente come “terroristi”, vengono inseriti in un sistema carcerario che utilizza la tortura e l’umiliazione come prassi punitiva istituzionalizzata
5. «La Commissione ha identificato un modello di maltrattamenti gravi e deliberati inflitti sistematicamente ai bambini palestinesi, in particolare ai ragazzi, durante la detenzione da parte delle forze di sicurezza israeliane e dei servizi carcerari israeliani […] I maltrattamenti includevano: la spogliazione forzata fino a rimanere in mutande […] percosse e calci severi che miravano deliberatamente ad aree vulnerabili tra cui la testa, il viso, il busto, i genitali e le estremità; il terrorizzare con i cani […] la privazione di cibo e acqua […] e la negazione sistematica delle cure mediche nonostante ferite o malattie evidenti.» (Paragrafo 276, Pagina 64)
La violenza fisica nei centri di detenzione e durante le operazioni assume pesanti connotati sessuali e di genere, configurandosi come un’ulteriore arma per distruggere psicologicamente e biologicamente la società palestinese a partire dai suoi membri più giovani.
6. «La Commissione ritiene che la violenza sessuale commessa contro i bambini palestinesi costituisca parte dell’atto genocidario di causare gravi danni fisici e mentali. Tale violenza deliberata non era intesa solo a causare danni immediati e a lungo termine ai singoli bambini, ma a prendere di mira e distruggere il gruppo palestinese a Gaza, poiché i bambini incarnano la continuità biologica e la sopravvivenza collettiva del gruppo» (Paragrafo 343, Pagina 77)
Al di là della violenza diretta, il rapporto dell’ONU sancisce giuridicamente che la catastrofe umanitaria a Gaza non è un effetto collaterale della guerra, ma un assedio calcolato e strutturato per annientare la popolazione attraverso la fame e la deprivazione
7. «La Commissione ritiene che le politiche israeliane, tra cui l’assedio totale, la negazione dell’assistenza sanitaria essenziale, di cibo e acqua e l’ostruzione dell’evacuazione medica salvavita, equivalgano al crimine di guerra di utilizzare intenzionalmente la fame dei civili, compresi i bambini, come metodo di guerra […] La Commissione conclude che la condotta delle autorità israeliane costituisce anche l’atto genocidario di infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per portare alla distruzione fisica del gruppo palestinese a Gaza, in tutto o in parte» (Paragrafo 304, Pagine 70-71).
Questo assedio sterminatorio trova una delle sue espressioni più raccapriccianti nell’attacco deliberato alle infrastrutture ospedaliere pediatriche e neonatali, dove le nuove vite sono state condannate alla morte in condizioni disumane.
8. «Corpi in decomposizione di neonati sono stati trovati nell’unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale pediatrico di Al-Nasr in seguito agli attacchi e alla chiusura forzata da parte delle forze di sicurezza israeliane nel novembre 2023. Le foto e i video dei neonati deceduti stabiliscono un nesso di causalità diretto tra le azioni delle forze di sicurezza israeliane nell’attaccare l’ospedale, compreso il loro rifiuto di concedere un tempo adeguato e sufficiente per l’evacuazione sicura e fattibile dei neonati, l’interruzione forzata dell’elettricità, l’imposizione di un blocco del carburante e l’ostruzione delle forniture mediche essenziali, che hanno provocato la morte prevenibile di neonati vulnerabili» (Paragrafo 291, Pagina 68).
La distruzione programmata prende di mira le fasi originarie della vita, delineando una forma spietata di violenza riproduttiva volta a negare, alla radice, il diritto stesso di nascere e sopravvivere
9. «La Commissione ritiene per fondati motivi che le condizioni imposte da Israele, compresa la distruzione del sistema sanitario, il blocco, l’imposizione di un assedio totale e lo smantellamento delle condizioni necessarie per una gravidanza sicura e la sana sopravvivenza dei neonati, abbiano causato direttamente gravi danni alla salute dei feti e dei neonati. I neonati nascono a Gaza in contesti privi di incubatrici funzionanti, scorte di ossigeno, cure intensive neonatali o nutrizione adeguata per le loro madri, con conseguenti morti fetali e neonatali e difetti congeniti.» (Paragrafo 297, Pagina 69).
Tirando le fila di queste molteplici atrocità sistemiche, le Nazioni Unite giungono alla loro conclusione finale e definitiva: distruggere sistematicamente l’infanzia significa compiere il passo estremo per eradicare il diritto all’autodeterminazione e l’esistenza stessa del popolo palestinese.
10. «La protezione, la cura e la sopravvivenza dei bambini palestinesi e delle donne incinte sono inestricabilmente legate al diritto fondamentale all’autodeterminazione del popolo palestinese, poiché i bambini rappresentano i futuri portatori della loro identità collettiva e resilienza. Prendendo di mira i bambini, Israele sta erodendo la struttura fondante della società palestinese, indebolendo la vitalità demografica e la capacità complessiva del popolo palestinese di sostenere ed esercitare il proprio diritto di determinare il proprio futuro come popolo.» (Paragrafo 353, Pagina 80).
Insomma c’è tutto ciò che raccontiamo da più di due anni. I negazionisti negano di mestiere o di cognizione. Noi continueremo a raccontare. Riusciremo a salvare qualche palestinese o libanese dallo sterminio?
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