Sulla Via di Loreto, e il Miracolo di Porto San Giorgio. Benedetta De Vito.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione questo “viaggio” a Loreto, compiuto attraverso i ricordi e le testimonianze di grandi personaggi e persone care. Buona lettura e diffusione.

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Carissima nonna,

non sono mai stata a Loreto e tanto mi dispiace perché parecchie strade e tutte diverse mi fan giungere nel sogno alla Santa Casa della Vergine Maria, portata dagli angeli nelle Marche dalla bionda  e lontanissima Efeso.

Lasciati sciolti i nodi del ricordo ed eccomi, ancora giornalista professionista al Gazzettino, e il marito a lavorare con l’allora ministro del Turismo del governo Berlusconi. Rullo di tamburi. Si sta per rilasciar nel mondo un video di promozione Italia.

Scorrono le immagini, la voce fuori campo descrive le meraviglie nostre e d’un tratto appare un Santuario che viene chiamato di San Francesco ad Assisi. Io, a mio marito: “Non è Assisi”. Che dici, che ne sai tu? “C’è il mare”, dico. Proseguo qui sotto. Giù.

“E’ Loreto!”, esclamo. Fatto il debito controllo si scopre che sì, è Loreto e si mutano le parole e si va avanti con la pubblicità della cara Italia e nessuno saprà mai dell’incidente, piccolo, che, se non corretto, poteva essere una figuraccia grande. Il mare, il mare mi aveva parlato! Sì perché la mia scrittrice del cuore, la sorella maggiore della mia penna (che tanto ha tribolato, di cesello per salire i gradini dell’arte e chissà dove sono arrivata…) si chiama Dolores Prato ed era per nascita Romana e per adozione di Treja, cioè marchigiana. Dolores,  venuta al mondo non voluta e clandestina, abbandonata da sua madre in casa dello zio prete, Don Domenico, e della zia Paolina, si recava  a volte, alla domenica, con loro a Loreto a visitare la casa di Maria, a comperare dei Rosari e poi, insieme andavano a mangiare il pesce sul mare, sul lungomare lauretano…

Ed ecco perché io, con sicurezza, ho detto: “E’ Loreto”. Il mare marchigiano mi chiacchierava nell’orecchio, ecco, il mare di Dolores!

Una seconda strada, anch’essa letteraria, che mi porta a Loreto reca il nome del papà di Giacomo Leopardi, il Conte Monaldo, che io ho amato, sempre nella sua mordace scrittura di tradizionalista, assai più del figlio tanto piagnone e senza Dio, quanto era sapido e cattolico suo padre che alle storie lauretane ha dedicato un libro intero. Per ribadire che sì il miracolo degli angeli spedizionieri è vero e sacrosanto! E un Leopardi, un discendente, ma alto, alto a grattare il blu del cielo, era compagno di scuola di uno dei miei fratelli e sicché di Leopardi ce n’erano già tanti fin da piccolina…

C’è poi la terza  strada che è commovente perché ha per protagonista un vecchio signore di razza pura e nobile, un marchese di nome Loredano (volato in cielo qualche mese fa) che è, diciamo così, un parente alla lontana. Loredano, marchigiano di Montegranaro, era stato testimone nella beatificazione di San Massimiliano Kolbe.

E la sua storia è talmente meravigliosa che merita una preghiera prima di essere raccontata. Sì perché Loredano, tanti anni fa, assisteva suo padre sul letto di morte, quand’ecco un trapestio alla porta, corre a vedere chi è e gli appare un fraticello piccolo così che gli offre un santino invitandolo a pregare. Quel piccolo frate era San Massimiliano Kolbe.

In questo video c’è Loredano, un gran signore d’altri tempi e tutta la storia.

https://www.youtube.com/watch?v=54SWK_70EzA

Ah, il vecchio padre morente campò altri vent’anni e, per come lo raccontava Loredano, inspiegabilmente secondo la scienza. Un miracolo del fondatore dell’esercito dell’Immacolata!

Ah,  di nuovo, dimenticavo, ora alla collana aggiungo l’ultima perla, cioè la storia del feroce pirata che da persecutore s’è fatto paladino… grazie Nonna!

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1 commento su “Sulla Via di Loreto, e il Miracolo di Porto San Giorgio. Benedetta De Vito.”

  1. vi abito vicino, perché Porto san Giorgio nel titolo ? è dove è avvenuta l’apparizione di San Massimiliano Kolbe ?
    Le consiglio di andarci a Loreto, ma di non passare per il corridoio sinistro…
    Claudio Gazzoli

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