I$r@ele in Piena “Tregua” Bombarda il Libano e Continua lo Sterminio a Gaza. Civili e Giornalisti.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione di quanto si sta perpetrando in Medio Oriente con la complicità dei Paesi occidentali, e dell’Italia in particolare. Buona lettura e diffusione.

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C’è questo post di InsideOver. Cliccate sul collegamento per il video:

 

Gaza: questa mattina, lunedì 22 giugno 2026, Raghad Hussein Ashour, 18 anni, di Beit Hanoun, si è svegliata per sostenere l’esame di maturità.

Raghad era figlia unica. Suo padre era già stato ucciso da Israele in un raid dopo il 7 ottobre 2023.

Raghad si stava recando al centro d’esame Al-Rimal a Gaza.

Alle 7:30, un raid israeliano ha preso di mira le auto vicino al centro commerciale Al-Rahab e al caffè Rivo.

Raghad si trovava lì.

E poi è arrivato il secondo attacco.
Il famigerato “double strike”.

Decine di feriti, corpi mutilati, famiglie distrutte.

E Raghad, 18 anni, figlia unica, che non otterrà mai il diploma.

Il collaudato metodo israeliano: si bombarda, si aspetta l’arrivo dei soccorritori, che i passanti si radunino, poi si colpisce di nuovo.

Per uccidere chi è venuto a salvare, per finire i feriti, per moltiplicare i morti.

Dal “cessate il fuoco” a Gaza di ottobre 2025, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 1000 persone. Oltre 200 erano bambini.

#gazagenocide

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E c’è questo post che riguarda il Libano. Cliccate per il video:

 

11 morti e 176 feriti in 48 ore. Oltre 300 bombe sganciate in 24 ore.

Questo il bilancio delle operazioni di Israele nel Sud del Libano a partire da venerdì 19 giugno durante l’ennesima “tregua” mai entrata in vigore.

I bombardamenti hanno colpito soprattutto il Sud del Paese e la valle della Bekaa, spazzando via intere famiglie e provocando una nuova ondata di sfollati.

Tra gli episodi più gravi registrati sabato 20 giugno l’attacco su Qanaarit, a nord del fiume Zahrani, dove un raid israeliano ha ucciso 9 persone e ne ha ferite 22. La maggior parte delle vittime dell’attacco sono donne e bambini. L’area ospitava famiglie sfollate provenienti dai centri abitati più vicini al confine meridionale. Quattro case sono state rase al suolo e, secondo le testimonianze locali, diverse persone risultavano ancora intrappolate sotto le macerie nelle ore successive al bombardamento.

A Sohmor, nella Bekaa occidentale, sono stati uccisi 4 membri della stessa famiglia: una donna libanese, il marito siriano, la loro figlia e il nipote.

Un’altra famiglia è stata decimata ad Arabsalim, dove hanno perso la vita Ali Nader, sua moglie Leila, il figlio Mahmoud e Jana Hashem, che era incinta.

A Barish un bombardamento dell’IDF ha cancellato un’intera famiglia, compresi due bambini.

La maggior parte dei raid si è concentrata nel distretto di Nabatieh.

Attacchi sono stati segnalati anche a Sohmor, nella Bekaa occidentale, e in numerose località dei distretti di Saida, Tiro e Jezzine.

Dal sud del Libano la reporter @Courtney Bonneau, presente in una delle aree colpite dai bombardamenti, ha raccontato la devastazione provocata dsgli attacchi: “Quasi 50 morti nella giornata di ieri. Americani, le vostre tasse finanziano questo. Sono atti di genocidio”.

A partire dalle 16:00 di sabato 20 giugno, non sono stati segnalati ulteriori attacchi dopo l’ennesimo cessate il fuoco. Secondo l’Orient Today, si tratta del periodo di tregua più lungo registrato negli ultimi 110 giorni.

Dal 2 marzo l’esercito israeliano in Libano ha ucciso oltre 4.000 persone, ferite 12.000, ha costretto oltre 1 milione di persone a sfollare.

#lebanongenocide

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E continua il massacro dei giornalisti da parte di Israele.

Al Jazeera Media Network ha chiesto alla comunità internazionale e alle istituzioni giuridiche di punire i funzionari israeliani per i crimini commessi contro i propri corrispondenti e il proprio personale nella Striscia di Gaza, l’ultimo dei quali è stato l’omicidio del cameraman Ahmed Washah.

L’emittente ha ribadito la propria intenzione di perseguire penalmente gli autori di tali crimini.

Cliccate per il video:

 

Il 20 giugno, in pieno “cessate il fuoco”, il cameraman di Al Jazeera Ahmed Wishah è stato ucciso in un attacco aereo israeliano contro un’abitazione nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.

Wishah è il dodicesimo giornalista di Al Jazeera ucciso da ottobre 2023 dall’esercito israeliano.

Ahmed Wishah è il fratello di Mohammed Wishah, anch’egli giornalista di Al Jazeera, ucciso l’8 aprile da un raid israeliano mentre viaggiava a bordo del suo veicolo diretto verso il campo profughi di Bureij, Gaza centrale.

Il giorno seguente l’omicidio di Mohammed l’esercito israeliano aveva affermato, senza fornire alcuna prova, di averlo ucciso perché era un “terrorista chiave nel quartier generale di Hamas per la produzione di razzi e armi”.

Sabato 20 giugno un portavoce dell’esercito israeliano ha detto la stessa cosa di Ahmed Wishah, accusandolo, senza alcuna prova, di essere un “terrorista di Hamas”.

Al Jazeera respinge fermamente le accuse definendole “prive di fondamento” e affermando che l’esercito israeliano ha “diffonde incessantemente false accuse” contro il suo personale per “giustificare i crimini commessi contro i giornalisti e i cameraman di Al Jazeera a Gaza”.

“Questi tentativi di campagna diffamatoria non ingannano nessuno e non possono oscurare la verità testimoniata dal mondo”, ha affermato l’emittente.

Dal 7 ottobre 2023 l’esercito israeliano ha ucciso oltre 300 giornalisti a Gaza.

Nel raid di sabato che ha ucciso Ahmed Wishah diverse altre persone sono state uccise.

Il 20 giugno almeno 10 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani a Gaza.

Tra le altre vittime figurano quattro membri di una stessa famiglia , tra cui due bambini: la loro casa è stata colpita nel centro di Gaza City.

Dalla “tregua” di ottobre scorso l’esercito israeliano ha ucciso oltre 1000 persone nella Striscia.

#gazagenocide #journalistsarenotatarget

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