La Falsa Autorità che Guida il Mondo, e Gemella Impostura. Ma non Praevalebunt. Benedetta De Vito.

 

Oh d’un tratto, mentre sego via un moncone di alberaccio che incatena un bel corbezzolo affamato di sole, so come spiegare in maniera semplice, per bambini direi, la dissonanza cognitiva che, messa così, è parola in latinorum spinto, buona per gli azzeccagarbugli di oggi, specialisti nel rendere complesso ciò che è semplice (come vuole il loro maestro satana) per arricchirsi e ipnotizzare i poveri cristiani. Dunque per spiegarlo prendo un treno che, con tunnel e rotaie immaginarie, mi conduce a una tavolata famigliare di moltissimi anni fa. Siccome occorre cominciar dal capo dello spago, meglio fare un saltello e, oplà, scendete giù con me di un rigo. Pronti, via.

Dunque al venerdì sera,  ogni santissima settimana della mia infanzia, mia madre, sbuffante, infornava la pizza rossa che la Mimma, con il cuore nelle mani, preparava, in forma di pasta lievitante, al mattino, durante le sue ore a casa nostra. Tutta felice sedevo tra i fratelli grandissimi per me che ero buona ultima e attendevo la mia pizza che, volando sul mio naso, atterrava nei piatti dei gemelli. Oh, perché, dicevo tra me e me e mi prendeva un senso di fastidio che mi sarei strappata i capelli a ciuffi! Ma tacevo perché se mia madre, che era autorità suprema della mia mente bambina, faceva così c’era una buonissima ragione che io non afferravo essendo troppo piccolina. Lei era la Giustizia – sì certo, come no – e io dovevo adeguarmi, forse capire ciò che non capivo. Tuttavia il fastidio si trasformava presto in rabbia, una rabbia che mi incupiva il viso e che mia madre chiamava “la malinconia” e così, presa di forza in braccio, venivo messa a letto, senza pizza…

Decifriamolo insieme. Dunque, la madre ingiusta del mio raccontino (è un poco vero e un poco falso) rappresenta, mettiamo, i giudici, l’Europa, l’Onu, L’Ocse, la Fed, i giornaloni, la televisione, e chi più ne ha più ne metta. Cioè tutte quelle Autorità Supreme, e senza volto, che  stabiliscono che cosa è bene e che cosa male e decidono quello che dobbiamo fare noi, il popolo. E più l’ente è ingiusto e punitivo del buono, del bello e del puro, e meglio è.

E’ lei, la falsa autorità, a scrivere le regole  ingiuste e noi, nolenti o volenti, dobbiamo adeguarci. Poiché l’ingiustizia si appoggia all’impostura e, insieme, come gemelle, vanno a braccetto per il mondo sul tappeto rosso (sangue), ecco perché sceglie le persone meno adatte,  le peggiori e  le più ricattabili. Si prende, ad esempio, un cantante senza voce e lo si rende un mito. Tipo Jovanotti. Si prende una borsa di plastica e la si trasforma in un must della moda. Si prende un finto Papa e, dai e dai, lo  si fa diventare una star globale…

Basta ho finito, credo di aver scritto quel che serve a capire il necessario e il principio e prima di chiudere il capitolo e prepararmi per andare alla Santa Messa, desidero invitarvi a conoscere un poeta francese (poi monaco a Saint Germain des Prés) di nome Huon de Mery. La sua unica opera (in lingua d’oil, credo), coeva al Roman de la Rose,  dal titolo significativo di Tournoiement Antecrist,  racconta la vittoria della Virtù sul vizio e del Bene sul male. E a proposito dell’anticristo, che vuol prevalere, si legge pour plus avoir chevaliers meint usurier et meint villain ot fet chevalier de sa main (traduzione: per avere più cavalieri, molti usurai e molti villani aveva fatto cavalieri di sua mano).

Non così il vero imperatore, Carlo Magno, e la sua discendenza che facevano cavalieri paladini e santi.

E ora il gran finale.

Il falso re d’Inghilterra, or sono cent’anni credo, fece baronetto un famoso banchiere usuraio il cui cognome ancora oggi suona potente. Uno dei discendenti  dello scudo rosso (sangue), ma tanto sempre la coda  del diavolo si rinnova, fu immortalato in foto, insieme a una falsa artista (vera strega) davanti all’enorme e orrifico quadro che rappresenta Lucifero vittorioso.  Il dipinto fu anche esposto al Quirinale, durante la mostra “Inferno” di cui proprio non i sentiva il bisogno caro signor Mattarella… Non praevalebunt!

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