Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, e sulla sua narrazione – spesso volutamente mistificatoria e omissiva – messa in atto dai mass media. Buona lettura e condivisione.
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Il primo elemento è questo commento di Lavinia Marchetti a un editoriale di Mattia Feltri. Ma cara Lavinia, certe parole non le possono usare i direttori di certi giornali di certi gruppi editoriali…ma ti pare?

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C’è questo post pubblicato su Threads. Dum Romae consulitur…. Cliccate per il video:

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Poi c’è questo post su Instagram che ci dice qual è la realtà sul terreno, e che conferma una volta dipiù il sospetto che il 7 ottobre sia stato permesso da Tel Aviv per portare a termine un progetto antico. Cliccate per vedere il video:

In completa violazione del cosiddetto “cessate il fuoco”, il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all’esercito israeliano di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza.
In una dichiarazione video pronunciata in ebraico durante una conferenza presso l’Accademia di leadership Ein Prat in un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, Netanyahu ha dichiarato: “Attualmente stiamo mettendo alle strette Hamas. Ora controlliamo il 60% del territorio della Striscia. Sapete, eravamo al 50%, siamo passati al 60%. La mia direttiva è di arrivare al 70%”.
Una persona del pubblico ha gridato: “100%”, al che Netanyahu ha risposto ridendo dicendo “Procederemo per gradi. Inizieremo con il 70%.”
A marzo Israele ha pubblicato senza annunci ufficiali le nuove mappe della Striscia di Gaza in cui Israele controllava il 64% del territorio palestinese, anziché il 53% come previsto dagli accordi di “cessate il fuoco”.
Migliaia di palestinesi sfollati si trovano ora all’interno di una zona sempre più ristretta, i cui confini possono essere modificati dall’esercito israeliano in qualsiasi momento.
Nonostante la tregua nominale, i bombardamenti israeliani su Gaza continuano quotidianamente.
Tra ottobre e aprile, Israele ha violato il “cessate il fuoco” almeno 2.400 volte.
Negli ultimi giorni gli attacchi contro la Striscia si sono intensificati: giovedì 28 maggio almeno 11 persone sono state uccise mentre gli attacchi israeliani continuano a colpire la parte settentrionale della Striscia. Mercoledì 27 maggio almeno altre 16 persone sono state uccise e 39 ferite.
Con l’avvicinarsi della possibilità di un accordo Iran-Washington, Israele sta cercando di far saltare le cosiddette “tregue” a Gaza e in Libano.
Tregue durante le quali sono state uccise quasi 2000 persone: 1000 solo a Gaza, oltre 700 in Libano.
#gazagenocide #lebanonunderattack
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Invece dalla Cisgiordania, e da Betlemme, città cara ai cristiani, pubblichiamo questo articoloringranziando LifeSite News.
I soldati israeliani lanciano gas lacrimogeni su Betlemme, costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case.
Bumble Dee/Shutterstock.com( Avvisi sulla Chiesa perseguitata ) — Sabato le forze israeliane hanno preso d’assalto la città cristiana di Betlemme, nella Cisgiordania occupata, lanciando gas lacrimogeni contro i quartieri residenziali e riempiendo ampie zone della città di fumo, secondo quanto riportato da residenti locali e media sul posto.
Testimoni oculari hanno riferito che sono stati lanciati lacrimogeni all’interno e nei dintorni di aree civili, causando panico tra le famiglie e costringendo molti residenti ad abbandonare le proprie case e le strade circostanti a causa dell’aria irrespirabile. Filmati diffusi online mostravano fumo che si propagava nei quartieri di zone della città venerate dai cristiani di tutto il mondo come luogo di nascita di Gesù Cristo.
L’operazione si sarebbe svolta nel contesto di una più ampia attività militare israeliana in Cisgiordania, dove raid, arresti e scontri si sono intensificati negli ultimi mesi a causa dell’escalation delle tensioni e della crescente violenza dei coloni.
Betlemme, una delle città cristiane più importanti al mondo, si trova sempre più spesso ad affrontare la stessa instabilità che affligge le comunità palestinesi in tutto il territorio. Residenti e leader religiosi hanno ripetutamente avvertito che raid, restrizioni, collasso economico e insicurezza stanno accelerando l’esodo dei cristiani dalla Terra Santa.
L’espansione delle incursioni militari e degli scontri nei principali centri abitati cristiani come Betlemme segnala che l’instabilità e la violenza in Cisgiordania non sono più confinate a focolai isolati e che, nonostante le sue affermazioni, Israele non offre alcuna protezione ai cristiani in Terra Santa. Con l’intensificarsi della pressione nelle città palestinesi, molti cristiani temono che le condizioni che causano sfollamenti e insicurezza stiano raggiungendo progressivamente anche i centri spirituali del cristianesimo in Terra Santa.
Ristampato con il permesso di Persecuted Church Alerts .
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E sempre dalla Cisgiordania occupata illegalmente da Israele, offriamo alla vostra attenzione questo video, che mette in rilievo la duplicità delle autorità israeliane: da un lato la deprecazione del presidente Herzog, e dall’altra la complicità fattiva delle autorità con i coloni.
Ecco il video

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E finiamo con questo video, in cui un colono butta a terra una donna palestinese e il suo vambino e picchia il loro cane.
Ecco il video

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