Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione questa riflessione di carattere spirituale. Buona lettura e meditazione.
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Il mondo crollerebbe senza la preghiera dei giusti, disprezzati dai superbi, per i quali chiedono anche la salvezza
Viviamo in un tempo in cui l’uomo moderno si sente autosufficiente. Si vanta delle proprie conquiste, della scienza, della tecnica, del denaro, del potere economico e sociale. Molti vivono come se Dio non esistesse, come se il futuro dipendesse esclusivamente dalle loro mani. In questa illusione di autosufficienza cresce la superbia: l’uomo pensa di bastare a sé stesso, di essere padrone della vita e della storia.
Eppure il Vangelo insegna altro. Cristo dice chiaramente: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Ogni respiro, ogni giorno, ogni bene ricevuto è dono di Dio. Il Salmo ricorda: «Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori» (Sal 127). Quando l’uomo dimentica questo, il suo cuore si indurisce e arriva persino a deridere chi crede, giudicando i fedeli come deboli, ingenui, inutili agli occhi del mondo.
La Sacra Scrittura ammonisce: «L’inizio di ogni peccato è la superbia» (Sir 10,15). È proprio la superbia che porta l’uomo a credersi superiore a Dio, a vivere come se non dovesse mai rendere conto delle proprie azioni. Ma la vita è fragile, e nessuno può aggiungere un solo giorno alla propria esistenza senza il permesso di Dio.
Molti oggi corrono dietro al profitto, al successo, all’apparenza. Sono indaffarati a costruire, produrre, organizzare, guadagnare. Tuttavia, senza la grazia divina, l’uomo non potrebbe nemmeno fare un passo. E mentre tanti ignorano Dio, altri pregano nel silenzio e nel nascondimento per la salvezza del mondo.
Sono i monaci, le consacrate, gli adoratori silenziosi, gli anziani che recitano il Rosario, i malati che offrono le sofferenze, le anime semplici e fedeli. Il mondo spesso non li vede e non li comprende, ma proprio loro sostengono spiritualmente l’umanità. La loro preghiera è come un “parafulmine” che trattiene molti castighi meritati dai peccati degli uomini.
I Padri del Deserto comprendevano bene questa verità. Evagrio Pontico scriveva: «Il monaco è colui che, separato da tutti, è unito a tutti mediante la preghiera.»
E Abba Arsenio, che lasciò gli onori della corte imperiale per vivere nel silenzio e nella penitenza, insegnava: «Fuggi gli uomini e sarai salvato.» Non era un invito al disprezzo del prossimo, ma alla ricerca di Dio nel raccoglimento, perché soltanto chi è unito a Dio può davvero aiutare il mondo.
Anche la Sacra Scrittura mostra che la preghiera dei giusti salva interi popoli. Abramo intercede per Sodoma chiedendo a Dio di risparmiare la città per amore dei giusti presenti in essa. Ninive si converte grazie alla penitenza e viene salvata dal castigo annunciato dal profeta Giona. Quando invece il peccato domina senza pentimento, arriva la rovina, come per Sodoma e Gomorra o, nella storia, per Pompei, sepolta sotto la lava del Vesuvio.
La Chiesa ha sempre insegnato che la preghiera fervorosa dei giusti sostiene il mondo. L’apostolo Giacomo scrive: «Molto vale la preghiera fervorosa del giusto» (Gc 5,16).
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori affermava con forza: «Chi prega si salva, chi non prega si danna.»
E San Pio da Pietrelcina diceva: «La preghiera è la migliore arma che abbiamo; è la chiave che apre il cuore di Dio.»
Il mondo moderno considera spesso inutile la vita contemplativa. Eppure, senza quelle anime nascoste che pregano e si sacrificano, l’umanità sarebbe spiritualmente molto più povera e lontana dalla misericordia divina. Se Dio continua a concedere tempo di conversione, è anche grazie alle preghiere della Chiesa e delle anime fedeli.
San Serafino di Sarov insegnava: «Acquista la pace interiore e migliaia attorno a te troveranno la salvezza.»
Questa è la missione nascosta di tanti consacrati: portare nel mondo la presenza di Dio attraverso il silenzio, l’adorazione e l’intercessione.
Mentre molti deridono i credenti e li considerano deboli, non comprendono che forse proprio quelle ginocchia piegate nella preghiera stanno ancora sostenendo il mondo davanti alla giustizia divina. La Chiesa continua a pregare per tutti, anche per coloro che la rifiutano, perché desidera la salvezza di ogni anima.
Come ricordava San Giovanni Maria Vianney: «Datemi anime che pregano e salverò il mondo.»
E forse è davvero così: il mondo non si regge soltanto sul lavoro degli uomini, sulle economie o sul potere dei grandi, ma soprattutto sulla fedeltà silenziosa di coloro che pregano, adorano e offrono la propria vita a Dio nel nascondimento.
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1 commento su “La Preghiera dei Giusti Salva il Mondo e i Superbi, che li Disprezzano…Cinzia Notaro.”
Gent. Dott. Cinzia Notaro, quando afferma che “La chiesa continua a pregare per tutti, anche per coloro che la rifiutano, perché desidera la salvezza di ogni anima”, a quale chiesa si riferisce?
A quella massonica omoeretica degli impostori Jmbergoglio e Prevost che da 13 anni comanda in vaticano per condurre le anime alla perdizione eterna?
NO.
La vera Chiesa oggi, é povera e spirituale che, per fedeltà a Gesù Cristo e al Suo ultimo Vicario BXVI ha il coraggio di “uscire” dalla falsa chiesa di Jmb e Prevost, e prega, adora e offre la propria vita a Dio celebrando la S. Eucaristia “valida” nelle case dei fedeli.
Accettando di vivere con Cristo sulla croce dell’emarginazione e della povertà con l’unico sostegno delle offerte.
Ma sopratutto la Chiesa di Cristo non è certo quella composta da “cani muti” che non abbaiono contro i lupi travestiti da papi che da tredici anni continuano a dilaniare il gregge di Cristo con la loro dottrina massonica anticristica.
Ma neppure la vera Chiesa è quella costituita da quei “pastori scismatici”, che, pur abbaiando contro il lupo travestito da papa, inducono poi i fedeli all’APOSTASIA esortandoli a rimanere nella falsa chiesa dell’anticristo.
Ma perfavore, vogliamo dimostrare di essere veri cristiani ammonendo tutti assieme quei vescovi e cardinali indecisi che ancora mancano al loro primo dovere di dichiarare formalmente Benedetto XVI ultimo legittimo Vicario di Cristo fino alla morte?
E semi sbaglio correggetemi.