Sceneggiature Malefiche che si Ripresentano da Secoli…Noiose ed Efficaci, ahimè. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle sceneggiate messe in atto qualche secolo fa e anche adesso, e guarda caso sempre con l’aiuto e la cooperazione di oltre Manica. Ma che coincidenza, vero? Buona lettura e condivisione.

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Lontana da Roma, nel dondolio perfetto, tra sole e ombra, del mattino presto affacciato sul mare sardo, il mondo  al contrario sembra lontano, irreale e quasi morto, se non fosse per il viavai di aeretti bianchi che, al mattino di buon ora, partono da chissà dove per rigare il cielo, e a volte in scherno disegnare croci, con le loro code bianche (che dicono contengano bario e alluminio, cioè di nuovo baal…) e far galleggiare sul cielo azzurro la loro malefica tela di garza che imprigiona il dolce sole.

Allora io prego che il vento, che è il respiro del Creato, spazzi via quella melmaglia che affumica il firmamento e il brillar dell’astro d’oro. Intanto, seguito la mia disamina sui falsi re inglesi che hanno tramato per far fuori l’unica, vera Corona, la Francese del giglio, ovvero della purezza.

Leggendo il famoso libro di Stefan Zweig su Maria Antonietta, la dolce principessa austriaca, che fu, come Maria Stuarda (e anche lei cattolica, riempita di contumelie dalla vulgata e poi decapitata dagli inglesi, tu guarda che caso…) fatta fuori dalla rivoluzione, cioè dalla orrida mattanza giacobina, mi sono soffermata sulla celeberrima storia della collana della Regina che fu il primo nuvolone nero calato sulla dolce persona di Marie Antoinette.

Si tratta, per chi non lo sapesse, di una truffa ai danni della Regina perpetrata da una avventuriera, nobile per parte di padre, la quale brigò e tramò con un forse inconsapevole cardinale per far credere al mondo che la Regina sperperava i denari delle casse reali per la sua propria vanità e che lo faceva persino di nascosto.

Niente di più falso! Ci fu un processo e fu provato che la Regina era innocente.

Madame de la Motte fu punita severamente, ma facendo la parte della vittima e seguitando a sbraitare che le cose erano andate come diceva lei e non la legge, riuscì non si sa come a fuggir dalla prigione.  Bene, cioè male. Ma, secondo voi, dove si rifugiò questa brutta anima prava? Certo, avete indovinato: riuscì ad arrivare in Inghilterra e da lì sparse fiele, melma, fango in libri, giornali, pamphlet e carte e brogliacci che naturalmente furono riversati in Francia, con gravissimo danno della povera Maria Antonietta.

Oh, naturalmente, nessuno in Inghilterra mosse un dito per fermare le calunnie. Al contrario, credo. Stasera leggo, per un caso fortuito, che la finta principessa  inglese in visita in Italia, portava, e viene strombazzato ai quattro venti, un braccialetto da 10 euro. Ma che semplicità, che grazia (tutte patacche, naturalmente, per mostrar che la finta principessa è davvero democratica…).

Oh come sono noiosi questi sceneggiatori diavoliani!

C’è un altro particolare che mi ha colpito assai nella storia di Zweig e riguarda la famosa marcia delle donne a Versailles (per portare i coniugi Reali a Parigi e poi condurli pian piano al patibolo). Dunque, tra quelle donne, così scrive l’autore, c’erano molti uomini vestiti da femmina. Fu dunque una pantomima, una messinscena, un intrigo ben organizzato, tale e quale alle rivoluzioni arancioni, viola, verde e turchino di oggi…

E poi c’è il Lafayette, capo della Guardia nazionale,  che nulla fece per salvare Re e regina e che, tu guarda un poco che caso, aveva combattuto in America per l’indipendenza delle colonie. Sempre, gira gira, gli inglesi o gi americani che sono fratelli. Lafayette che come il “nostro” Garibaldi (e di nuovo copioni e sceneggiature noiose perché ripetitive) è detto l’eroe (sì, come no) dei due mondi. In diavoliano il nostro Lafayette si legge levrette. Andate a vedere voi che cosa significa…

Ora il vento di maestrale s’alza a levar via la coltre maligna che lattiginosa oscura il panorama e il cuore. Basta, ho concluso, e dal mio eremo sardo, dico e ripeto, viva i Borboni e che il Signore perdoni i grandi traditori d’oltre Manica, che hanno voluto fare il comodo loro, farsi re loro, quasi unici, inventarsi una falsa religione e ora, nel girotondo dei satanassi, conducono i giochi fino in fondo, cioè all’arrivo del finto Luigi. Poveri illusi, il Signore, nelle sue misteriose vie, saprà smascherarli e trionferà il Cuore Immacolato di Maria.

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1 commento su “Sceneggiature Malefiche che si Ripresentano da Secoli…Noiose ed Efficaci, ahimè. Benedetta De Vito.”

  1. E pensi un po’, cara Benedetta, ai salamelecchi ultimamente riservati agli angli in real divisa sbarcati in suolo italico: lo scranno a San Paolo, il titolo di “confratello dell’abbazia”, l’ incredibile preghiera comunitaria e prima ancora, al tempo bergogliano, i doni augurali per l’ anniversario di un matrimonio quanto meno illecito.
    Che inimmaginabili nefandezze! E che peccati… diavolerie, diavolerie…
    Lei nella quiete sarda, io in quella agreste verde e azzurra colorita ancora per divina grazia da dolci e soavi cinguettii, quanto siamo lontane da un mondo che rifiuta sempre più quello voluto dal Buon Dio…
    Sì, è ciò che chiedo anch’io:
    il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

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