Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, don Tullio Rotondo, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sull’enciclica Mater Populi Fidelis. Buona lettura e condivisione.
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Falsità in linea ereticale nella Mater Populi Fidelis circa la dottrina cattolica e tomista sul conferimento della grazia.
La “Mater Populi Fidelis” (d’ora in poi MPF), pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della Fede nel 2025 al n. 65 con la nota 164[1] e poi parlando della “grazia” che “solo da Dio possiamo ricevere,[2]” mette in mezzo San Tommaso e cita alcuni suoi testi per affermare che nessuna creatura conferisce la grazia.
La nota presenta due testi dei quali:
– il primo, I-II q. 5 a.6 co e a. 1 non parla di grazia;
– il secondo, Quaestiones disputatae de Veritate, q. 27, a. 3, s.c. 5., è un sed contra, quindi non è un testo risolutivo e non riporta quindi la soluzione tomista della questione.
Questi testi non presentano la vera dottrina tomista sulla questione del conferimento della grazia e sono un vero e proprio inganno, infatti s. Tommaso afferma chiaramente nelle sue ultime opere che i Sacramenti conferiscono la grazia (Contra Gentiles, lib. 4 cap. 74 n. 1; Summa Th. III, q. 63 a. 6 co.; q. 66 a. 2 co; q. 79 a. 1 co., ad 1 e ad 2) ovviamente i ministri dei Sacramenti, amministrandoli, conferiscono la grazia perciò non è vero che nessuna creatura conferisce la grazia.
Dio, precisa s. Tommaso, conferisce la grazia come causa principale, i Sacramenti conferiscono la grazia come cause strumentali (III q. 62 a. 1 co).
Maria è causa strumentale della grazia e la riversa su noi, dice s. Tommaso, a livello fondamentale nell’ Incarnazione: la grazia viene da Dio ma attraverso Maria, per questo s. Tommaso ci invita a pregare Maria in tutte le necessità perché in tutte Lei ci può aiutare, evidenziando così che la Redenzione soggettiva si attua attraverso Lei e la riceviamo anche da Lei.[3]
Maria quindi per s. Tommaso è Salvatrice e Mediatrice di tutte le grazie riguardo a noi e Dispensatrice di esse, comunicatrice di esse; per i suoi meriti straordinari ci può ottenere tutto e in tutte le necessità possiamo rivolgerci a Lei.
La MPF in questo numero 65 diffonde vere e gravi falsità circa la dottrina tomista ma anche circa la dottrina cattolica.
Chiaramente, citando s. Tommaso, la MPF vuole far credere che per la dottrina cattolica nessuna creatura possa donare la grazia e in particolare Maria non può donare la grazia.
Queste affermazioni della MPF si collegano con quanto dice questo stesso documento al n. 46 per cui Maria ci: “aiuta a disporci alla vita di grazia che solo il Signore può infondere in noi.”
Al n. 50 leggiamo in questa linea: “«nessuna creatura può conferire la grazia».[4] San Tommaso lo ripete parlando della grazia sacramentale: come causa principale «solo Dio causa l’effetto interiore dei sacramenti. Sia perché solo Dio penetra nell’anima, nella quale si produce l’effetto sacramentale, e d’altra parte nessuna cosa può agire immediatamente dove non è. Sia perché la grazia, che è l’effetto interiore dei sacramenti, viene esclusivamente da Dio»[5].”
Al n. 53 leggiamo: “Nessuna persona umana, nemmeno gli Apostoli o la Santissima Vergine, può agire come dispensatore universale della grazia. Solo Dio può donare la grazia[6] e lo fa per mezzo dell’umanità di Cristo,[7] dal momento che «Cristo-Uomo detiene la pienezza di grazia in quanto unigenito del Padre».[8]”
Ora tutto ciò è radicalmente falso ed è in linea ereticale perché la Tradizione e la Bibbia affermano il contrario e il Magistero con varie pronunce solenni ha definito la dottrina tradizionale ed ha condannato come eresie ciò che la MPF insegna, come vedremo qui di seguito.
1) Negli Atti degli Apostoli al c. 8 leggiamo: “Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo».”
Qui si parla appunto del dono dello Spirito Santo e quindi della grazia, che viene conferito dagli Apostoli.
Quindi non è solo Dio che conferisce la grazia ma anche gli Apostoli, in Dio.
Maria, in questa linea, è strumento divino, in Cristo, per la comunicazione di tutte le grazie, questo si vede chiaramente nell’Incarnazione.
La Beata Vergine è lo strumento vivo e libero di Dio per l’Incarnazione e quindi per il concepimento del Redentore e del Mediatore per eccellenza di ogni grazia; passa attraverso il suo sì l’Incarnazione dell’ Autore della grazia e tutta l’opera salvifica di Cristo Salvatore.
Maria è la Madre che genera la Chiesa alla vita della grazia e quindi alla vita della gloria (Ap. 12)
Come attraverso il consenso di Maria è venuto l’ Autore della grazia così attraverso Maria ci viene comunicata la grazia.
Appunto per questo, come visto, Maria è detta Madre della Chiesa nell’ordine della grazia, Mediatrice di tutte le grazie nonché Corredentrice e Dispensatrice di tutte le grazie.
La Redenzione passa, secondo l’attuale piano salvifico, attraverso il consenso di Maria all’ Incarnazione e all’opera redentrice di Dio (Lc. 1); in modo simile la perdizione è passata attraverso il no di Eva (Gen. 3) alla volontà di Dio.
2) Il Magistero afferma che i Sacramenti conferiscono la grazia; il Catechismo della Chiesa Cattolica, che riporta tale Magistero, evidenzia chiaramente come i Sacramenti conferiscono la grazia (nn. 1262-1274; 1302-1305; 1391-1401; etc.), chiaramente i Sacramenti sono creature e creature sono coloro che amministrano tali Sacramenti.
Questa dottrina è di fede definita e si trova in modo particolare nei testi del Concilio di Firenze[9] e soprattutto in quelli del Concilio di Trento.[10]
Le affermazioni della Mater Populi Fidelis sono ereticali nella misura in cui negano che la grazia sia conferita da creature e quindi negano che la grazia sia conferita dai Sacramenti nonché dai loro ministri.
Volendosi opporre alla Corredentrice, la MPF finisce per andare totalmente fuori dalla dottrina cattolica e fare affermazioni ereticali.
3) Il Magistero presenta chiaramente Maria come Colei che diffonde le grazie distribuendole.
Pio VII (1800-1823) chiama Maria Santissima «Dispensatrice di tutte le grazie»[11].
Fa notare p. Roschini che s. Pio X nell’Enciclica «Ad diem illum» (1904), dopo aver rilevato che «dalla comune unione dei dolori [specialmente sul Calvario] e di volontà tra Cristo e Maria, Ella meritò di diventare degnissimamente la Riparatrice del mondo perduto [cooperazione alla Redenzione oggettiva], rileva anche che una tale cooperazione [all’acquisto di tutte le grazie della Redenzione] è la ragione («atque ideo») che la rende «dispensatrice di tutte le grazie» «Ex hac autem Mariam inter et Christum communione dolorum ac voluntatis promeruit Illa ut reparatrix perditi orbis dignissime fieret (Redenzione oggettiva) atque ideo universorum munerum dispensatrix» (Redenzione soggettiva) (AAS., 36 [1903-1904], p. 454).[12]
Sottolineo: per s. Pio X Maria ha meritato di diventare Riparatrice del mondo perduto e Dispensatrice di tutte le grazie
Come dice s. Pio X nello stesso documento:
“Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è l’«acquedotto», o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza e efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: «Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali». È dunque evidente che noi dobbiamo attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie: quella virtù che è solo di Dio. Tuttavia, poiché Maria supera tutti nella santità e nell’unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell’opera di Redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie.”[13]
Benedetto XV affermò significativamente: «si può dire, a ragione, che Ella abbia redento con Cristo il genere umano. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della Redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell’Addolorata»[14].
Lo stesso Papa asseriva che «tutte le grazie che l’Autore d’ogni bene si degna concedere ai poveri discendenti di Adamo, per un benevolo disegno della Provvidenza divina, vengono dispensate dalle mani della Santissima Vergine».[15]
Nell’Enciclica «Ad caeli Reginam» di Pio XII si afferma che “se Maria, nell’opera della salute spirituale, per volontà di Dio, fu associata a Cristo Gesù, principio di salvezza, e in maniera simile a quella con cui Eva fu associata ad Adamo, principio di morte, sicché si può affermare che la nostra redenzione si compì secondo una certa «ricapitolazione»,[16] per cui il genere umano, assoggettato alla morte, per causa di una vergine, si salva anche per mezzo di una Vergine; se inoltre si può dire che questa gloriosissima Signora venne scelta a Madre di Cristo proprio «per essere a lui associata nella redenzione del genere umano»[17] e se realmente «fu lei, che esente da ogni colpa personale o ereditaria, strettissimamente sempre unita al suo Figlio, lo ha offerto sul Golgota all’eterno Padre sacrificando insieme l’amore e i diritti materni, quale nuova Eva, per tutta la posterità di Adamo, macchiata dalla sua caduta miseranda»;[18] se ne potrà legittimamente concludere che, come Cristo, il nuovo Adamo, è nostro re non solo perché Figlio di Dio, ma anche perché nostro redentore, così, secondo una certa analogia, si può affermare parimenti che la beatissima Vergine è regina, non solo perché Madre di Dio, ma anche perché quale nuova Eva è stata associata al nuovo Adamo. È certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e uomo, è re; tuttavia, anche Maria, sia come madre di Cristo Dio, sia come socia nell’opera del divin Redentore, e nella lotta con i nemici e nel trionfo ottenuto su tutti, ne partecipa la dignità regale, sia pure in maniera limitata e analogica. Infatti da questa unione con Cristo re deriva a lei tale splendida sublimità, da superare l’eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza, per cui ella può dispensare i tesori del regno del divin redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine l’inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre.”[19]
Aggiungo che anche Leone XIV, nonostante abbia approvato la “Mater Populi Fidelis”, nella sua visita a Pompei nel 2026 ha recitato la supplica che afferma: “Gesù ha riposto nelle tue mani
tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie … Tu sei l’onnipotente per grazia.”[20]
In questo modo Leone ha affermato che Maria è la Tesoriera e Dispensatrice di tutte le grazie divine,
Attraverso Maria è venuta e viene la nostra salvezza per questo il Magistero, indica Maria Madre della Chiesa nell’ordine della grazia, Mediatrice di tutte le grazie nonché Corredentrice e Dispensatrice di tutte le grazie.
Ricordo che Benedetto XVI ha affermato in questa linea: infine, Venerabile Fratello, ti accompagniamo con le nostre preghiere nell’adempimento della tua missione e ti affidiamo all’intercessione della Beata Vergine Maria Immacolata, Mediatrice di tutte le grazie.[21] Inoltre lo stesso Papa ha affermato: “Ella, la Tota Pulchra, la Vergine Purissima, che ha concepito nel suo seno il Redentore degli uomini ed è stata preservata da ogni macchia originale, vuole essere il sigillo definitivo del nostro incontro con Dio, nostro Salvatore. Non c’è frutto della grazia nella storia della salvezza che non abbia come strumento necessario la mediazione di Nostra Signora.”[22]
La MPF diffonde delle gravi falsità in linea ereticale contrarie alla Parola di Dio, alla Tradizione e a s. Tommaso; Dio intervenga.
Concludo facendo notare la particolare perversità che emerge dal n. 50 della MPF che afferma: “«nessuna creatura può conferire la grazia».[23] San Tommaso lo ripete parlando della grazia sacramentale: come causa principale «solo Dio causa l’effetto interiore dei sacramenti. Sia perché solo Dio penetra nell’anima, nella quale si produce l’effetto sacramentale, e d’altra parte nessuna cosa può agire immediatamente dove non è. Sia perché la grazia, che è l’effetto interiore dei sacramenti, viene esclusivamente da Dio»[24].”
Basta leggere il testo di s. Tommaso citato (III, q.64 a.1) per capire che anche delle creature conferiscono la grazia come cause strumentali, come precisa III, q. 62 a.1; ma i redattori della MPF, in evidente spregio della verità presentata da s. Tommaso, per sostenere le loro falsità nascondono la causalità secondaria della creatura per affermare solo la causalità principale divina; appunto per la loro ostinazione nell’errore cadono in affermazioni ereticali.
Sac. Tullio Rotondo
[1] Cf. S. Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 5, a. 6, co. e ad 1; Id., Quaestiones disputatae de Veritate, q. 27, a. 3, s.c. 5. Gli argomenti che usava San Tommaso d’Aquino per spiegare il perché nessuna creatura può conferire la grazia, ma solamente Dio, non possono essere considerati come superati, né all’interno della sua propia opera, né posteriormente.
[2] Cf. Id., Quaestiones disputatae de Veritate, q. 27, a. 3, s. c. 5. Ancora una volta ricordiamo che: «Sed mentem, in qua est gratia, nulla creatura illabitur».
[3] Nel Commento di s. Tommaso al Vangelo di Giovanni leggiamo: “ … c’è la pienezza dell’abbondanza, per la quale la beata vergine supera tutti i santi, a causa dell’eminenza e dell’abbondanza dei meriti. … Così la beata vergine ha riversato la grazia su di noi …” (Super Io., cap. 1 l. 10)
Nel Commento all’ Ave Maria s. Tommaso afferma che la Madonna è piena di grazia quanto a tre aspetti e il terzo è il seguente: “In terzo luogo quanto a diffusione in tutti gli uomini. Perché è cosa grande in qualsiasi santo che egli abbia tanta grazia da bastare per la salvezza di molti; ma quando avesse tanta grazia, sufficiente per la salvezza di tutti gli uomini nel mondo, questo sarebbe il massimo: e questo è in Cristo, e nella beata Vergine. Infatti in ogni pericolo puoi ottenere la salvezza dalla gloriosa Vergine stessa. Quindi nel Cant. 4, 4: Mille scudi,(cioè, rimedi contro i pericoli) pendono da lei. Allo stesso modo in ogni opera di virtù puoi averla come aiuto; e perciò dice, Ecclus. XXIV, 25: In me è ogni speranza di vita e virtù.” (Super Ave Maria, a. 1)
Nella Catena Aurea di s. Tommaso è riportato un significativo testo a nome di s. Girolamo in cui si afferma riguardo a Maria piena di grazia: “ E ben piena grazia: perché è data ad altri in parti; ma a Maria nello stesso tempo si riversò interamente la pienezza della grazia. Veramente piena di grazia, attraverso la quale ogni creatura è ricolma dell’ abbondante pioggia dello Spirito Santo.”( Catena in Lc., cap. 1 l. 9)
[4] Cf. Id., Quaestiones disputatae de Veritate, q. 27, a. 3, s.c. 5.
[5] Summa Theologiae, III, q. 64, a.1 co.
[6] S. Tommaso Summa Theologiae, I-II, q. 112, a. 1, co.
[7] S. Tommaso Super Ioannem, cap. I, v. 16, lectio 10; Id., Summa Theologiae, I-II, q. 112, a. 1, ad 1.
[8]S. Tommaso Compendium theologiae, I, n. 214.
[9] Heinrich Denzinger “Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum”
a cura di Peter Hünermann EDB 2003 n.1310
[10] Heinrich Denzinger “Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum”
a cura di Peter Hünermann EDB 2003 n. 1451. 1529. 1606s. 3315, 3858
[11] Ampliatio privilegiorum ecclesiae B.M. Virginis ab angelo salutatae in coenobio Fratrum Ordinis Servorum B. M. V. Florentiae, A. D. 1806. In Bourassé, «Summa Aurea», VII, Parisiis, 1862, col. 546
[12] G. Roschini “Maria ss.ma nella storia” ed. Pisani 1969 vol. II p.151
[13] Pio X “A Diem Illum Laetissimum” 2.2.1904 www.vatican.va https://www.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_02021904_ad-diem-illum-laetissimum.html
[14] Papa Benedetto XV Lettera Apostolica Inter sodalicia, 22 marzo 1918, in AAS, X, p. 181
[15] Papa Benedetto XV Lettera Apostolica Inter sodalicia, 22 marzo 1918, in AAS, X, p. 182
[16] S. IRENAEUS, Adv. haer., V, 19, 1: PG 7, 1175B.
[17] PIUS XI, Epist. Auspicatus profecto: AAS 25(1933), p. 80.
[18] PIUS XII, Litt, enc. Mystici corporis: AAS 35(1943), p. 247; EE 6/258.
[19] Papa Pio XII “Ad Caeli Reginam” AAS., 46 [1954] p. 634 www.vatican.va https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_11101954_ad-caeli-reginam.html
[20] Vatican News “ Pompei: Santa Messa, 8 maggio 2026 – Papa Leone XIV LIS” https://www.youtube.com/live/hzRuZyPQL6M?is=0U_ySpzmZhibHXV3
[21] “Nos denique Te, Venerabilis Frater, in tua missione implenda precibus comitamur atque intercessioni Beatae Virginis Mariae Immaculatae, Mediatricis omnium gratiarum, commendamus, Tibi Benedictionem Apostolicam libentes impertientes, quam omnibus celebrationum participibus rite transmittas cupimus.” Papa Benedetto XVI “Lettera del 10 gennaio 2013 all’arcivescovo Sigismondo Zimowski” www.vatican.va https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/la/letters/2013/documents/hf_ben-xvi_let_20130110_card-zimowski.html
[22] Papa Benedetto XVI “Omelia” 11.5.2007 www.vatican.va https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2007/documents/hf_ben-xvi_hom_20070511_canonization-brazil.html
[23] Cf. Id., Quaestiones disputatae de Veritate, q. 27, a. 3, s.c. 5.
[24] Summa Theologiae, III, q. 64, a.1 co.
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17 commenti su “Mater Populi Fidelis, San Tommaso e la Grazia: Falsità in Linea Ereticale. Don Tullio Rotondo.”
La Nota Dottrinale MPF è ben più che falsa dottrina è parte dell’opera di uno scisma integrale, a poco serve smantellare la MPF, occorre salire ai responsabili e qui nessuno vuole andare oltre ma spesso partecipa alle loro opere iniquie.
A don P.P., non si puó applicare in toto l’amara veritá riferita a don Tullio. perché questi é in buona fede ed è una brava persona, erra nell’accettare un antipapa ma, spero, la sua colpa sia senza dolo. I miei commenti servono a sollecitare un piú profondo discernimento di cui abbisogna la coscienza di chi prende decisioni e fa scelte materiali di vita.
Don PP invece non é in buona fede e non sará la mia veritá, che scambia per “veleno”, ad ucciderlo ma il suo arbitrio deciso per lo scisma. Questo è il veleno vero che lui beve di sua sponte e non c’è modo di mitridalizzarsi, non ha scampo!! La parola “scisma” é un eufemismo che non nasconde l’offesa mortale alla Salus delle anime, primo scopo della Chiesa e lui lavora per la loro dannazione. Don Tullio invece se erra lo fa senza desiderare di farlo e Dio lo sa. Don PP lo fa con piena avvertenza e deliberatamente.
Se la veritá colpisce don Tullio allora servirà alla sua salvezza per comprendere se aderisce ad un falso papa. A d. PP. questo “veleno” non fa nulla, beve già in anticipo quello dell’inferno… il mio è acqua fresca perchè non lo scuote ma gli fa fretta per uccidere di più.
La Chiesa Cattolica:
– non é criticata da chi come me auspica un vero papa e respinge ciò che è DIMOSTRATO (*) sia falso;
– non viene meno per le parole che rammentano come verità di fede (e a d. PP, questo brucia!) che esiste un piccolo esercito di credenti e di consacrati e resiste nel nascondimento (ancora senza papa poichè vale la UDG per questo) fuori dagli edifici occupati dal nemico americano;
– come da fastidio a d. PP che il sig, Nippo chieda i “fatti”. Ma la Chiesa ha bisogno di fatti e certo non viene disconosciuta esortando al ravvedimento, denunciando il tradimento e rifiutando il male e le persone che come i vv. PP vi aderiscono: nemici, come Tyconio ha predetto e Ratzinger ha confermato, che ancora (ma per poco) si nascondono in essa e che spingono a servire ciò che appare, sapendo che è con malizia apparecchiato per gli allocchi, per i tiepidi, per chi non ama, che non servirebbero mai il male si accorgessero della trappola.
Vari don PP siete “persone che hanno distrutto totalmente in sé stesse il desiderio della verità e la disponibilità all’amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in sé stesse l’amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile” (Ratzinger). Ma d. PP, voi dimenticate i santi, la forza della Grazia e la venuta di Gesù, quindi non prevarrete con i vostri trucchi.
Voi invocate l’appartenenza alla Chiesa “visibile”, ma vi basta che i cattolici scambino per vero un regime illegittimo poichè lo scisma si presenta come chiesa visibile ma NON É CHIESA: la Chiesa necessita di una pietra canonicamente eletta, non di un usurpatore, non di un prevost a caso! Gli occhi devono oggi cercare ciò che è nascosto agli accecati dal peccato ma può esser visto dalla fede e dalla fedeltà, gli occhi dell’anima, questa è la Grazia!
——–
(*) Non dimostrerò nulla a don PP, l’ho già fatto moltissime volte, da anni e lui fa finta di nulla. Dunque é in mala fede poiché chiunque puó accedere a prove documentali, fatti, libri, documenti e dichiarazioni, confessioni e alla pistola fumante che se sparasse anche questo prete verrebbe negata persino dal suo cadavere. Quanto all’APU è come parlare di teorie senza valore soprattutto oggi, scritte su quella carta per usi sanitari, comperata però dalle offerte dei fedeli e che quindi neanche merita di usare, perchè è un uomo improduttivo d’amore e dunque senza meriti, un parassita che scrive falsità.
Il testo di don Tullio Rotondo coglie un punto reale, ma lo forza fino a renderlo polemico e teologicamente squilibrato.
È vero: nella dottrina cattolica i sacramenti conferiscono la grazia. È vero anche che San Tommaso distingue chiaramente tra Dio causa principale della grazia e i sacramenti come cause strumentali:«instrumenta efficiunt gratiam instrumentaliter» (S. Th. III, q. 62, a. 1).E ancora:«solus Deus causat gratiam» (I-II, q. 112, a. 1).
Ma da qui non segue che Maria “conferisca” la grazia nello stesso senso dei sacramenti o come causa efficiente della grazia santificante.
Quando il documento afferma che «nessuna creatura può conferire la grazia», intende precisamente questo: nessuna creatura può produrre interiormente la grazia nell’anima come causa principale. Questo appartiene a Dio solo.
Lo stesso testo tomista citato:«nulla creatura illabitur menti» (De Veritate, q. 27, a. 3),afferma che nessuna creatura può penetrare direttamente nell’anima producendo l’effetto proprio della grazia.
I sacramenti operano invece come strumenti di Cristo:non possiedono la grazia come sorgente autonoma, ma la comunicano strumentalmente in virtù dell’azione divina (cf. S. Th. III, q. 64, a. 1).
Maria, nella Tradizione cattolica, è certamente Mediatrice, Avvocata, Dispensatrice in senso analogico e subordinato.San Pio X nella Ad diem illum e Pio XII nella Mystici Corporis e Ad Caeli Reginam parlano di una cooperazione reale e materna all’opera della Redenzione.
Ma il Magistero non ha mai definito dogmaticamente Maria come causa efficiente della grazia santificante né come “dispensatrice” nello stesso ordine causale dei sacramenti.
Il Concilio Vaticano II, in Lumen Gentium 60-62, usa volutamente un linguaggio molto preciso:«La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l’unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia».E ancora:«nessuna creatura può mai essere paragonata col Verbo incarnato e Redentore».
Dunque la MPF può forse essere discussa nella formulazione o nell’opportunità di alcune espressioni, ma definirla “ereticale” è teologicamente improprio e sproporzionato.
Perché il principio cattolico resta chiarissimo:la grazia viene da Dio solo come causa principale;Cristo ne è la fonte meritoria;i sacramenti ne sono strumenti efficaci;Maria coopera subordinatamente come Madre e Mediatrice nell’ordine dell’intercessione e della distribuzione materna delle grazie.
Confondere questi piani porta facilmente a una mariologia teologicamente sbilanciata.
Lc 22: “io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”.
É come un compito per casa, tutti si sentono in dovere di dire qualcosa sulla nota dottrinale MPF: ma non sarebbe meglio che don Tullio cerchi di comprendere perché Luca 22, 23 non si sta verificando su Prevost?
Si puó rifiutare e dichiarare eretico un documento che don Tullio (stranamente) considera Magistero ordinario? No: nel modo più assoluto! È la risposta che deve dare il cattolico ancor prima di aver letto ció che un prete si permette di rivolgere alla sua autoritá apicale, un prete ridotto allo stato laicale da una gerarchia che lui (stranamente di nuovo) riconosce legittima. La stessa che ha steso, approvato e controfirmato un documento di pura dottrina (MPF): un cardinale di Santa Romana Chiesa a Capo del potente Dicastero della Fede e persino un Santo Pontefice!
In altri tempi d. Tullio sarebbe stato arrestato, torturato e spedito al carcere a vita. Ma i tempi purtroppo son cambiati; sono colpevoli la alfabetizzazione indiscriminata che come vediamo non cambia il Q. I., internet, la spocchia umana e la mancanza di caritá. Oggi chiunque puó osare di contraddire l’Ufficio del papa e d. Tullio lo fa pur sapendo che é veritá di fede la promessa del Cristo al Suo Vicario: l’assistenza certa e indubitabile della Sua Grazia (in latino “Munus”) in materia di Fede e di morale.
Don Tullio invece da lezioni di dottrina alla Santa Sede, spiegando che la Vergine (che non si vede e lui non ha mai visto) dispensi le Grazie datele da Dio quando sa che un papa in carne ed ossa, che ben si vede, agisce nella sua “potestas”, sia titolare del Munus… ma niente, per d. Tullio oggi il papa pare incapace di usufruirne e di trasmetterne i doni, non riesca a confermare nella fede la Chiesa e dica solo eresie… che nuovo tipo di papa!!
Fede e ragione? …ma quando mai! Come si spiega che un teologo grande e grosso non sappia fare 2+2 e accetti un falso papa senza chiedersi perché in Prevost sia inefficace la Grazia? È quindi inutile che legga la Universi Dominici Gregis, la Declaratio o ripeta a memoria le parole di Benedetto: neanche con l’ipnosi accetterebbe di essere fronte ad un anti-papato, ecco un altro don P.P. come quello che infesta il Blog!
Quello che manca al nostro amico è proprio la Grazia di Dio poichè chiama papa chi non può esserlo proprio per l’assenza di quel famoso Munus e nel contempo gli da dell'”eretico”, quando dovrebbe sapere che un vero papa non può esser eretico perchè la Grazia impedirebbe ogni eresia.
Cadrà quindi nel vuoto l’invito che viene ancora dagli amici Danieli e Nippo. Don Tullio non fará nulla poichè nè per fede nè per ragione è arrivato alla conclusione che a Roma c’è un antipapa. A lui occorre un intervento di ordine soprannaturale: la Grazia. Proprio per aver accettato Prevost come papa valido, questo peccato di scisma ha rotto la relazione soprannaturale di don Tullio con Dio e tale intervento occorrebbe chiederlo a Maria!!
La Grazia cari “don Abbondi” é come il coraggio manzoniano che non avete: “se uno non ce l’ha, mica se lo può dare” e magari ditelo pure al vostro falso papa che quella Grazia divina non puó darsela da solo!
Gentile signora, che gentile non è (i cui accenti sono sempre più simili all’autoeletto prelato)
il suo intervento ha un pregio: mostra fino a dove possa arrivare la superbia quando si traveste da teologia.
Lei pretende di difendere il papato negando il Papa; invoca Luca 22 per spiegare che Pietro non sarebbe Pietro; parla di grazia mentre distribuisce patenti di scisma come volantini al mercato; cita il Munus come una parola magica, ma lo usa per costruire l’ennesima tesi da retrobottega sedevacantista.
Il punto è semplice: Cristo ha pregato per Pietro, non per il tribunale privato della signora di tutti i popoli.
Lei accusa don Tullio di non fare 2+2, ma il suo calcolo è ancora più curioso: riconosce la promessa di Cristo alla Chiesa, poi conclude che la Chiesa visibile sarebbe caduta in mano a un antipapa, mentre la verità sarebbe rimasta custodita da Nippo, Danieli e da qualche commentatore illuminato del blog.
Più che teologia, sembra cartomanzia ecclesiastica.
Quanto alla grazia, eviterei di usarla come randello contro gli altri. La grazia non è proprietà privata degli arrabbiati, né certificato di autenticità per chi passa le giornate a demolire il Papa, i vescovi, i preti e chiunque non entri nella propria setta mentale.
Lei parla di scisma, ma lo scisma pratico è proprio questo: sostituire la Chiesa reale con una Chiesa immaginaria, il Papa reale con un Papa ideale, la fede cattolica con un sistema di sospetti, insinuazioni e sentenze senza appello.
E poi il capolavoro: rimprovera agli altri la mancanza di carità dopo aver scritto un testo intriso di veleno dall’inizio alla fine.
Complimenti: predicare la grazia sputando veleno è un esercizio spirituale davvero originale.
Il cattolico non misura la legittimità del Papa con il proprio malumore, né decide da casa quando Roma è Roma e quando diventa “antipapato”.
Questo non è amore per la Chiesa.
È narcisismo dottrinale con incenso tradizionalista.
E, mi creda, la cosa più triste non è che lei attacchi don Tullio o don P.P.
La cosa più triste è che, mentre crede di difendere Pietro, sta solo dimostrando di non sopportare che Pietro esista davvero fuori dalla sua testa.
La MPF è il prodotto di una teologia razionalista e materialista che non considera la sensibilità, ma solo la sensualità.
E’ intrisa di psiche, ma fa fatica con lo spirito: perciò confonde i piani (naturale e soprannaturale) anche quando vorrebbe distinguerli.
La creatura è creata e sussiste in Cristo, Verbo incarnato e Agnello di Dio (vittima immolata per la redenzione) fin dal principio: alfa e omega.
Nel mistero di Cristo, vero uomo e vero Dio, si rivela il mistero di Dio, Uno e Trino.
Da Dio viene la grazia, che non è un suo strumento, ma Egli stesso, partecipandosi alla creatura capace di Dio. La creatura che entra in questa comunione, in questa bellezza attraente, per grazia si divinizza/cristifica/santifica.
Questo mistero toglie la creatura dal tempo per farla stare nell’eternità’’: beata, se con Dio, dannata se separata da Dio.
La teologia razionalista, materialista e sensuale non confonde solo i confini della misericordia, ma prima ancora quelli del combattimento spirituale e dunque del ruolo di una creatura ribelle, diabolica, agente per la rovina del creato.
Confusi su questo, l’Immacolata purezza del cuore di Maria sfugge alla contemplazione e quindi al suo essere tempio dello Spirito Santo, che è capace del Fiat decisivo per l’Incarnazione e di quello di Madre addolorata sul Calvario: perciò assunta in cielo in anima e corpo.
La creatura piena di grazia non ne è gelosa, ma la dispensa: la dispensa è tipica della cucina, dove ogni madre si adopera per nutrire i figli. Maria è “collo”, transito aperto per ogni ricchezza vitale, che sale e che scende dal corpo al capo e dal capo al corpo (mistico): la Chiesa.
La teologia razionalista e sensuale ha smarrito la sensibilità e anche la fede, che sono doni di Dio, Grazia. La grazia, di cui Maria (divinizzata/santificata/cristificata) è piena, non è un pacchetto di aiuti umanitari distribuito da una ONG, ma Dio stesso che opera da dentro, nel profondo.
I sacramenti della Chiesa sono canali per la Grazia, ma non la portano da fuori a dentro: caso mai fanno si’ che ciò che è dentro possa affiorare ne la vita terrena perché la terra tocchi il cielo.
Come in cielo così in terra… la preghiera è scuola di umiltà e l’umiltà fa il recipiente della grazia.
La teologia razionalista ha ritoccato in peggio la preghiera del Padre nostro, quasi bestemmiando un Dio che ci abbandonerebbe…. No, è l’ignoranza dottrinale a chiuderlo dentro, sotterrato sotto psichismi e sensualità che fanno l’occhiolino sl peccato, mentre fanno le pulci alla pienezza di grazia.
Ottima riflessione Rev. Don Tullio.
Ma dopo 13 anni che gli impostori ERETICI Bergoglio e Prevost continuano a dilaniare il gregge di Cristo, non è più sufficiente mettere in luce le loro ERESIE.
È neccessario che Lei e tutti i vescovi e i cardinali di S. Romana Chiesa dimostrate Vera compassione per il gregge di Cristo, PROCLAMANDO ufficialmente VERE PAPA BXVI MORTUUS EST‼️ Onde permettere a Gesù di tornare a governare VISIBILMENTE la Sua Chiesa e liberarla dalle mani dei nemici attraverso il legittimo successone di Pietro Benedetto XVI che mai ha abdicato, invalidando le elezioni di Bergoglio e del suo successore Prevost.
E ora? Dopo aver DETTO come dovrebbero stare le cose, che si FA?
O si tratta del consueto DIRE AL VENTO, visto che quelli che stanno a san Pietro
se ne infischiano e procedono imperterriti nella realizzazione
del progetto bergogliano?
Ma poi, la questione della validità dell’elezione di Bergoglio è caduta nel dimenticatoio?
E già, perché se Bergoglio fi invalidamente eletto, pure il suo pupillo Prevost …
Caro Nippo,
e infatti ci risiamo:
da un testo teologico sulla grazia si finisce puntualmente alla solita ossessione sull’invalidità dei papi e sulla delegittimazione della Chiesa.
Segno che il suo interesse reale non è chiarire la dottrina, ma alimentare continuamente il sospetto contro Roma.
E quel suo continuo “che si FA?” lascia capire fin troppo bene dove vuole arrivare:
non alla correzione nella Chiesa, ma alla contestazione della Chiesa.
La Dottrina è già chiara. Chiarissima. E’ la lobby sampietrina che la tradisce (come da programma).
La lobby woke non può essere “corretta”. SI SVEGLI!!!!!!!!!!!!!!
Caro Nippo,
la dottrina cattolica è chiarissima.Ma evidentemente non per lei.
Perché se fosse vero ciò che lei sostiene continuamente — cioè che la Chiesa cattolica sarebbe ormai una “lobby woke”, che Roma sarebbe sostanzialmente decaduta e che i papi sarebbero delegittimati — allora, secondo la stessa dottrina cattolica, io non starei qui a risponderle come sacerdote in comunione con la Chiesa.
Il problema è che lei usa scandali e ambiguità reali per arrivare a una conclusione che cattolica non è:la dissoluzione pratica della Chiesa visibile.
E mentre si presenta come difensore della fede, continua tranquillamente a flirtare con spiritualismi, suggestioni orientalistiche e derive interioristiche che col cattolicesimo hanno ben poco a che fare.
Curioso modo di difendere la Tradizione:lei non ha proprio le carte in regola per farlo.
Perché non si custodisce la fede demolendo la Chiesa concreta e annacquando il cristianesimo dentro filosofie estranee alla fede apostolica.
Caro don,
quando io andavo a catechismo e servivo Messa lei non era ancora nato.
I fondamenti della dottrina cattolica li conosco bene.
Invece Lei è un ticoniano, visto che dalle continua giustificazioni che inventa
si capisce che considera la chiesa bicefala.
Io non ho mai sostenuto che la Chiesa cattolica è diventata una lobby woke.
Al contrario: la lobby woke è una contro-chiesa che col cattolicesimo non ha nulla a che vedere.
Lei è in comunione con la la lobby, non con la Chiesa cattolica.
Io “flirto” con tutto ciò che ha risonanza spirituale in me e che LIBERAMENTE
considero di valore universale. E per questo non cesso di essere cattolico.
Invece, se c’è qualcuno che “annacqua” è proprio lei che – fenomeno molto strano! –
continua a prendere le difese della lobby ma si contraddice
spiattellando a più non posso la dottrina cattolica.
Le consiglio di decidersi: non può stare con un piede su due staffe.
Caro Nippo,
lei continua a richiamarsi al catechismo della sua infanzia come se bastasse questo a garantire automaticamente la cattolicità delle sue posizioni attuali.
Ma il problema non è ciò che lei dice di aver imparato da bambino.
Il problema è ciò che oggi sostiene pubblicamente.
Perché la fede cattolica non è un ricordo nostalgico dell’infanzia né una sensibilità religiosa personale da rielaborare a piacimento.
Lei oggi descrive la Chiesa visibile come una sorta di struttura occupata da una “lobby”, distingue continuamente tra una presunta “vera Chiesa” e quella concretamente esistente attorno al Papa, e soprattutto rivendica apertamente il diritto di “flirtare” con tutto ciò che spiritualmente le “risuona”.
Mi permetta: questa non è la fede cattolica.
È una spiritualità soggettiva in cui l’io diventa il criterio ultimo della verità religiosa.
Il cattolico non seleziona liberamente elementi spirituali universali secondo risonanza interiore, mescolando cristianesimo, intuizioni personali e suggestioni varie.
Il cattolico riceve la fede apostolica custodita dalla Chiesa.
E qui emerge la contraddizione più evidente.
Lei accusa me di stare “con un piede in due staffe”, ma è lei che tenta continuamente di restare nominalmente cattolico mentre, nei fatti, sostituisce il principio cattolico dell’autorità ecclesiale con il principio modernissimo dell’autenticità soggettiva.
In sostanza:
la Chiesa dovrebbe essere cattolica solo quando coincide con ciò che lei approva.
Il resto diventerebbe “contro-chiesa”.
Capisce bene che questo non è più cattolicesimo, ma una forma di protestantesimo spirituale mascherato da tradizionalismo.
E allora il punto finale è semplice:
la fede che lei dice di aver ricevuto da ragazzo — ammesso che l’abbia davvero assimilata nella sua interezza — non coincide più con quella che oggi espone nei suoi commenti.
Perché la fede cattolica vive nella comunione visibile, nella continuità apostolica e nella docilità ecclesiale.
Non nel costruirsi una “vera Chiesa” privata contro quella reale.
Amen. 😅
Bergoglio era Papa e anche Leone lo è. Occorre pregare e ribadire la Verità. Dio vuole agire , noi dobbiamo essere i suoi strumenti, umili e oranti.
Caro don T. sappia che in questi anni ho scritto e parlato al mio prossimo prendendo da mie opinioni ma (in tema di fede) anche da certezze dottrinali. In un caso ho citato prove, atti e fatti, avvalorando le mie ragioni, nell’altro ho ricordato magistero e codici. Mai ho usato la fantasia senza almeno un aggancio al reale e a fattispecie concrete. Se qualcuno non é d’accordo lo dimostri. Se poi ho sbagliato dimostri anche questo.
Lei invece si esprime senza collegamenti e senza argomenti. Lei é simpatico ma qui non sono tanto gradite cose astratte, voli di fantasia e menate varie come le sue. La salvezza umana é fatta certo di convinzioni forti ma sulla terra funziona in una Chiesa fondata sul papa (senza papa = niente Comunione ecclesiale = niente Comunione sacramentale) che é rappresentante legittimo di Cristo e non solo marionetta visibile alla gran massa delle persone, cristiani al limite della apostasia che si bevono ció che offre il sistema mediatico massonico… Non basta che qualcuno poggi il suo bel culetto sul seggio di Pietro, deve esserne degno, in linea con le regole della Chiesa e poi fornito di Munus e queste condizioni oggi sono da dimostrare al millesimo!! Le dimostri lei don Tullio o taccia per sempre.
Ma senza argomentare lei peró dice che “Bergoglio era papa” (meglio dire “Francesco”, se si riferisce ad un vero papa, “Bergoglio” non é un suo parente, solo il suo crocefissore) “e anche Leone”… ebbene lo dimostri, in modo inconfutabile e non per sentito dire. Siamo in attesa.
Spiace sinceramente per la sua riduzione allo stato laicale, lei non é una cattiva persona ma sembra che non sia all’altezza di ció che dice e credo che neanche lo capisca. In veritá io la vedo meglio (e lo é) scomunicato L. S. per scisma; che peccato beccarsi una simile sanzione senza sapere né leggere né scrivere: lei infatti non sa distinguere un vero papa da questi due tumori conclamati, incapaci di onestá morale, ladri della sedia di Pietro e assassini di anime. (puó un papa esere assassino di anime?)
Che Lei faccia da capro espiatorio della falsa chiesa senza accorgesene é evidente, ma occhio che non vede cuore che non duole, sicuramente lei non ne soffre.
Fa tristezza che lei venga chiamato e usato per sostenere l’insostenibile farsa dei tradizionalisti che scambiano in malafede antipapi eretici per papi veri. Dispiace anche scriverle che lei vive nel limbo… magari: sarebbe un giusto.
“Dio vuole agire”? Dio agisce per vie imperscrutabili e i suoi strumenti, storicamente scelti per debolezza ed incapacitá, sono almeno divenuti dei santi. Lei ha tutte le carte in regola per esserlo.
Mi scusi se sono stata esplicita.
Cara signora, dove in modo evidente aleggia sempre più lo spettro d minutella,
lei afferma giustamente che senza Papa non esiste comunione ecclesiale né piena comunione sacramentale.
Benissimo. Ma allora la domanda diventa inevitabile:
con chi è in comunione lei?
Perché se Francesco e Leone XIV non sono papi, come sostiene, la Chiesa visibile dov’è?
Chi custodisce concretamente l’unità ecclesiale?
Quale collegio episcopale sarebbe in comunione col vero successore di Pietro?
Tutte le corbellerie che circolano nei vostri circuiti pseudo-tradizionalisti — papi invalidi, Chiesa occupata, “munus” separato dall’elezione canonica, antipapi riconosciuti da piccoli gruppi autoreferenziali — non sono mai state avallate da alcun cardinale della Chiesa cattolica, né da un’autorità ecclesiale legittima.
Anzi, prosperano sempre ai margini della comunione ecclesiale, alimentate da blog, canali personali e figure già colpite da provvedimenti canonici.
Lei chiede “prove inconfutabili” che Francesco e Leone XIV siano papi legittimi.
Ma nella Chiesa il principio visibile della legittimità non nasce dalla convinzione personale del singolo fedele:
nasce dall’elezione riconosciuta dalla Chiesa stessa e dalla pacifica accettazione ecclesiale.
È così da secoli.
Altrimenti ogni pontificato diventerebbe processabile all’infinito davanti al tribunale delle opinioni individuali.
Quanto poi alle espressioni gravissime che usa — “tumori conclamati”, “ladri della sedia di Pietro”, “assassini di anime” — mi permetta:
questo linguaggio dice molto più sullo spirito con cui giudica che non sulla realtà della Chiesa.
Perché un cattolico può criticare, soffrire, persino contestare scelte pastorali o ambiguità.
Ma quando si arriva a negare sistematicamente la legittimità della Chiesa visibile e dei suoi pastori, sostituendola con una “vera Chiesa” riconoscibile solo da chi condivide certe tesi, si è già fuori dalla logica cattolica.
E qui il pensiero corre inevitabilmente a Alessandro Minutella, che pretende perfino di parlare di “munus petrino” pur non essendo neppure vescovo ed essendo per di più scomunicato. Quello che fa più rabbrividire è che lui pensa di se stesso di essere il successore di Benedetto XVI, e questo già la dice lunga sulla sua sanità mentale, come ci può credere un pugno di preti che lo segue e qualche migliaio di persone? Ma veramente qui si realizza la parola di S. Paolo ““Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.” (2Tm 4,3-4)
Comunque,, ritornando a prima, può capire
il cortocircuito teologico?
Si nega il Papa visibile in nome della difesa del papato, e si finisce per affidarsi a figure prive proprio di quella comunione ecclesiale e successione apostolica che si dice di voler custodire.
La Chiesa cattolica ha sempre riconosciuto nel Romano Pontefice il principio visibile dell’unità.
Non un Papa ideale approvato dai blog o filtrato dal giudizio personale dei singoli.
Perché altrimenti il criterio ultimo non è più la Chiesa cattolica:
diventa il proprio giudizio privato sulla validità del Papa.
E questo, mi permetta, non è più cattolicesimo.
Amen. 😅