Leone XIV, un Anno dopo: un Papa contro le Lacerazioni nella Chiesa. Americo Mascarucci.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sull’anniversario dell’elezione di papa Prevost al Soglio di Pietro. Buona lettura e diffusione.

§§§

Un anno fa Leone XIV veniva eletto papa al quarto scrutinio di un conclave da cui ci si aspettava l’uscita di altri candidati. Pochi avrebbero scommesso sull’elezione di un pontefice proveniente dagli Stati Uniti, in virtù del celebre adagio secondo cui agli Usa mancava soltanto di avere il papa. Invece anche questo tabù alla fine è crollato.

Un anno in cui Leone ha cercato di riunificare una Chiesa mai tanto lacerata al proprio interno, non per omologare o appiattire le differenze, ma per favorirne la convivenza come avveniva ai tempi di Giovanni Paolo II quando era garantito il massimo pluralismo possibile.

Nella Chiesa di Wojtyla infatti convivevano Ratzinger e Kasper, il primo nel ruolo di “guardiano della fede” il secondo di promotore del dialogo per l’unità dei cristiani. Convivevano sensibilità pastorali e politiche spesso opposte, quelle di Ruini e di Martini, di Biffi e di Tettamanzi, di Sodano e di Silvestrini, di Caffarra e di Piovanelli.

Poi, dopo Benedetto XVI che ha cercato di garantire il pluralismo pur consapevole di essere guardato con profonda ostilità e pregiudizio dal mondo progressista (leggi congrega di San Gallo) è arrivato Bergoglio che invece ha fatto di tutto per imporre l’omologazione culturale, teologica, ideologica, pastorale, tentando di reprimere il dissenso, attaccando, ridicolizzando ed emarginando i cattolici più tradizionalisti, fatti sentire ospiti indesiderati in casa propria da un pontefice che preferiva dialogare con Emma Bonino piuttosto che con Vittorio Messori.

Un papa modello don Gallo, don Ciotti, padre Zanotelli, insofferente alla tradizione e molto sensibile alle sirene mondialiste e laiciste. Leone sin dall’ inizio ha rimesso Cristo al centro di tutto, ribadendo che la Chiesa si fonda sul suo insegnamento, è lui la pietra e soprattutto il modello da seguire a cui uniformarsi. Cristo, non George Soros, né tantomeno Obama, ed è lui il collante con cui tenere unita la Chiesa. Così come Giovanni Paolo II sapeva tenere insieme conservatori e progressisti, prendendo degli uni e degli altri gli aspetti positivi, così Leone punta a valorizzare tanto Muller che Hollerich, Dolan come Cupich, Erdo come Roche, sapendo che al di là delle divergenze di vedute, ognuno può portare un contributo importante, sia nel segno del tradizionalismo che del progressismo. Ci riuscirà? Sicuramente fino ad oggi è riuscito a rasserenare il clima e a non esasperare le tensioni come faceva Bergoglio, ben consapevole di essere stato eletto da chi si aspetta da lui buon senso, moderazione, equilibrio, saggezza, tutte doti che il predecessore aveva dimostrato di non possedere. Anche la riconferma del cardinale Parolin a segretario di stato appare il frutto di un equilibrio, nel segno di una cauta continuità, considerando che il cardinale italiano è stato nell’ ultimo periodo del pontificato bergogliano una sorta di argine all’ avanzata dei bergogliani più radicali e progressisti, tanto da essere ritenuto da più parti il candidato più gradito ai conservatori nel gioco delle operazioni pre conclave.

Soprattutto sarà interessante capire come Leone governerà i processi sinodali e come riuscirà a contenere le spinte opposte che si muovono, tanto in direzione di una restaurazione tradizionalista che di una svolta ultra progressista. Fra chi chiede maggiore rigidità dottrinale e chi invece significative aperture sul celibato sacerdotale, sul diaconato femminile e il riconoscimento delle unioni LGBT, Leone dovrà stare molto attento a far camminare la Chiesa nel segno dell’ innovazione, restando coerente con i valori e le radici della tradizione. Finora ha chiaramente fatto intendere al cardinale Marx di non essere disponibile a cedere di fronte alle forzature da questo messe in atto sulla benedizione delle coppie irregolari, così come ha fatto capire alla Fraternità San Pio X di non avere nessuna intenzione di chiudere gli occhi su eventuali consacrazioni episcopali illegittime. No dunque agli opposti estremismi, né alle prove muscolari o ai colpi di mano, fermo restando che la tradizione della Chiesa non è un feticcio ma un valore, che non può essere stravolto per accontentare le tendenze moderniste nei riguardi dei preti sposati o delle donne prete. Oggi la vera sfida non è quella di essere conservatori o progressisti, ma di guardare avanti e progredire nella verità. Serve un nuovo Giovanni Paolo II, un papa talmente progressista da essere accusato di modernismo dai lefebvriani, e talmente conservatore da essere accusato da Hans Kung e sodali di restaurazione anti conciliare.

Un pontefice capace di grandi aperture e svolte epocali ma nell’ assoluta fedeltà alla dottrina della Chiesa, capace di farsi amare e seguire dai giovani pur senza cedere ai diktat della modernità, soprattutto in materia di morale sessuale. La Chiesa non deve rimanere ferma, ma sapersi muovere conservando la sua identità, e aprirsi al mondo senza essere del mondo. Bergoglio non è riuscito nell’ impresa, dando spesso l’idea di una Chiesa pronta ad adeguarsi al mondo, come del resto chiedono proprio gli episcopati progressisti, quello tedesco su tutti, che vorrebbero una Chiesa adattata allo spirito dei tempi. E non a caso Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno proposto una nuova evangelizzazione, ripartendo dalle radici cristiane dei popoli occidentali, i primi ad aver disperso la propria identità. Speriamo che Leone segua questo esempio e se il buongiorno si vede dal mattino, qualche segnale di ottimismo sembrerebbe intravedersi, nonostante l’ inopportuno incontro con la “papessa” anglicana e la mancata riforma di Traditionis Custodes, altra grave pietra d’inciampo bergogliana nel percorso verso l’unità della Chiesa.

Americo Mascarucci

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49 commenti su “Leone XIV, un Anno dopo: un Papa contro le Lacerazioni nella Chiesa. Americo Mascarucci.”

  1. “Soprattutto sarà interessante capire…”

    Ma caro Mascarucci, cosa c’è ancora da capire?
    Se “il buon giorno si vede dal mattino”, questo buon giorno non si è visto né nel mattino, né nel pomeriggio, né – ormai dopo un anno – si è trasformato in una “buona notte”. Ne prenda atto.
    E lasciamo il buon don Pietro Paolo il siciliano scrivere i suoi trattati teologici sopraffini. Io lo proporrei a Leone come un valido sostituto di Tucho. Dato che si prende così tanto sul serio, si farebbe certamente rispettare e forse riuscirebbe a sistemare anche il Cammino Sinodalico Tedesco, dove Tucho e Leone non sono riusciti (ma a quanto sembra mancava del tutto la volontà di ricondurre costoro alla retta “dottrina della Fede”).

  2. Torquemada e basta

    Mi piace definirmi una persona del mondo di mezzo in questo mare di polemiche.
    Non mi piace l’estremismo di tanti e – purtroppo – non posso dare addosso a chi sostiene che Gesù è venuto per i peccatori.
    Ma Gesù è stato messo in Croce tra due delinquenti: ad uno ha promesso la vita eterna, mentre all’altro non l’ha degnato neanche di una parola.
    Gesù non è andato tra i peccatori per sbimbocciare con loro, ma per trarli duori dalla loro condizione e offrigli la NUOVA vita.
    Non sembra – francamente – che tanti uomini di Chiesa si pongano in questo contesto. Forse mi sbaglierò – e chiedo perdono – ma i fatti quotidiani mi portano a pensare diversamente.
    Sentendo tante giustificazioni, a volte mi viene da pensare che gli uomini della Chiesa ci prendano in giro.
    Il Catechismo della CHiesa (Cattolica, anche se non va più di moda) annuncia che l’apostasia raggiungerà la poltrona al vertice della Chiesa. Però non lo dobbiamo nè pensare nè ripeterlo.
    A La Salette la Madonna aveva annunciato l’apostasia dei vertici della Chiesa ed allora le sue testimonianze furono messe all’Indice dal Sant’Uffizio. Ma allora poteva quasi sembrare giusto.
    Poi arriva FATIMA e certi messaggi riaffiorano. Ma leggo nel libro di Gaeta sulle Memorie di suor Lucia che il cardinale Bertone (un pezzo grossso!) aveva detto che “La Madonna non può profetizzare queste cose”. È Giustissimo: “Come si permette di fare profezie senza prima consultare il cardinale Tarcisio Bertone?” Non sia MAI!
    Allora perchè alcuni Papi sono andati a celebrare messa a FATIMA? Ma siamo tutti ritardati mentali?

    Potrei continuare ma io credo più a FATIMA che alla Chiesa di oggi: la Chiesa di Bergoglio, di Fernandez, di Marx, di quel cog….. del vescovo di Innsbruck, di Zuppi (ma come fa questo miserabile a sedere sulla sede che fu dei Cardinali Biffi e Caffarra?) e tanti – troppi – altri ancora. Mc Currick era un deus machina fino a pochi mesi fa!

    Permettetemi di rubare una citazione da Antonio Socci.
    …….
    Ecco le testuali parole di quell’articolo firmato da Luigino Bruni: “Ogni generazione di cristiani entra nel mondo con una Bibbia e una etica, e lo lascia con un’altra Bibbia, un’altra etica. Tra la Bibbia, Agostino e noi ci sono millenni di amore e di dolore di miliardi di uomini e di donne, ci sono Ildegarda e Francesco, Dante e l’Umanesimo, Pico e Giordano Bruno, Kant e Nietzsche, i Lager e i Gulag, Hiroshima, l’11 Settembre, i bambini di Gaza. Tutto questo la Bibbia non lo sapeva, non lo sapevano i Vangeli, non lo sapeva Agostino, neanche Gesù. Noi però lo sappiamo, lo sappiamo molto bene, lo abbiamo imparato, e non possiamo dimenticarlo più”.

    È UN ARTICOLO APPARSO SU “AVVENIRE” GIORNALONE UFFICIALE DELLA CEI (Conferenza Episcopale Italiana) CON A CAPO ZUPPI !!!!
    Questa è CHIESA? Questa è LIBERTA’ di ESPRESSIONE? Questa è evangelizzazione?

    1. Ma chi è questo soggetto?
      Ormai su Avvenire puoi scrivere quello che non avrebbe pubblicato su Lotta Continua…

  3. Davide Scarano

    Ecco, l’articolo di Mascarucci mi sembra centrato su categorie politiche più che soprannaturali. Egli sostanzialmente afferma: esiste una “destra” ed una “sinistra”, il papa agisce dando spazio ad entrambi, in tal modo nessuno potrà dire che “non è equilibrato”. Questo ragionamento, a mio parere, mette da parte la questione della verità, che non è e non può essere dottrina astratta, ma è, come affermato da San Tommaso d’Aquino, “aderenza al reale”. Mi sembra opportuno riflettere su quali siano gli effetti dello scegliere “l’unità prima di tutto”, anche sulla base di alcuni recenti accadimenti.
    Nella versione laica la promozione dell”’unità”, declinata in immunità di gregge, è stata quella che ha spinto le masse ad etichettare “gli altri” come no vax, mentre nella Chiesa ha spinto molti, direi troppi, ad accettare silenziosamente le restrizioni del lockdown rendendo praticamente impossibile l’accesso ai sacramenti della confessione e della comunione. Mi sembra evidente che in questi casi il prezzo dell’unità è stato la rinuncia alla carità ed alla verità, beni che vengono prima di essa. Come insegna la Chiesa, ci riconosciamo fratelli perchè figli dell’unico padre, ma se il Padre, ovvero il suo vicario, cambia abitudini, buttando nel cestino, -talvolta in modo felpato, talaltra in modo più rumoroso- ciò che aveva fino ad allora custodito, ritengo lecito, anzi necessario, sulla base dell’insegnamento evangelico, del Catechismo della Chiesa Cattolica e delle profezie, interrogarsi sul nostro futuro e di quello della Chiesa che dovrebbe custodirci. Dico “dovrebbe” perchè sappiamo che verrà un periodo di prova, che “scuoterà la fede di molti credenti” (art. 675 del Catechismo della Chiesa Cattolica).

  4. Diciamocela tutta: c’é un marasma cosmico di cui nessuno sa come andrà a finire.
    Intanto, ammazziamo il tempo con le nostre insipienti elucubrazioni 😂
    Diamoci una calmata … non sappiamo … e se non sappiamo di che parliamo?

  5. L’articolo di Mascarucci è senza senso. Non si rende conto che il tentativo di tenere insieme progressisti e conservatori è fallito? Corre appresso a miraggi.

  6. Finché non si prende atto di quello che ha dovuto sopportare Benedetto XVI, dal 2005, non è possibile valutare l’agire di Leone XIV.

    Dentro la Santa Sede c’è una guerra ancora aperta. La fazione bergogliana (Bergoglio col solo ministerium senza il munus) ha due possibilità: rompere tutto o ricucire. Leone XIV deve ricucire, ma sa che c’è chi continua a strappare.

    Ci sono poteri fortissimi e diversamente cattolici che non mollano l’osso: Benedetto XVI invito’ a non sbranarsi, ma il lupo ci è portato per natura. Con Francesco il lupo non si è ammansito, forse perché chi si è preso quel nome con Il santo di Assisi c’entra poco.

    In Segreteria di Stato è in Congregazione Dottrina ci sono situazioni incompatibili con il ricucire: Leone che cosa farà? Di chi può fidarsi? La Madre del Buon Consiglio gli ispirerà la soluzione. Non ha altra scelta.

  7. Don Pietro Paolo

    Caro don Fulvio,

    a leggerla, più che un sacerdote cattolico sembra l’esponente di qualche piccola setta ecclesiale convinta di essere l’unico “resto fedele”, mentre il Papa, i cardinali, i vescovi e l’intero orbe ecclesiale sarebbero ormai da commissariare.

    Lei invoca scomuniche contro Zuppi, Fernandez…. Ma viene spontanea una domanda molto semplice: e perché Leone XIV dovrebbe scomunicare loro e non lei?

    Perché qui il problema non è la legittima critica o il confronto teologico. Qui siamo davanti a un atteggiamento che trasuda disprezzo sistematico verso la Chiesa visibile, verso il Papa regnante e verso la comunione ecclesiale.

    E sinceramente viene persino il dubbio che qualcuno – in questo caso lei – pur ritenendo e pensando formalmente a dirsi “dentro”, si sia già spiritualmente collocato fuori.

    Lei cita continuamente la “divisione”, dimenticando però che Cristo non ha fondato una comunità di fazioni in lotta permanente.

    Il Signore infatti prega il Padre:
    “Perché tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21).
    Il Papa viaggia? Sì, sono viaggi apostolici dove incontra tutti.
    Sì ricordi di Paolo ad Atene dove il tempio del Dio scononosciuto lo fa diventare il tempio di Cristo: “Ateniesi, vedo che in tutto siete molto religiosi (non ha negato che i pagani fossero religiosi). Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: ‘Al Dio ignoto’. Ebbene, colui che voi adorate senza conoscere, io ve lo annuncio.” (At 17,22-23)

    Teologicamente, il passo è molto importante in quanto mostra:

    * la capacità cristiana di dialogare con le culture: il cristiano dialoga con tutti , non si scontra;
    * il riconoscimento di una ricerca autentica di Dio anche nei pagani: quindi non bisogna chiudersi;
    * ma anche il fatto che la pienezza della verità viene annunciata in Cristo e non lasciata nell’indeterminatezza religiosa, cosa che il Papa non ha mai negato anche se lo fa con modi non provocatori e rispettosi.

    Dividere?
    Lo stesso apostolo, contro ogni divisione, ammonisce:
    “Vi esorto… a conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,3).

    Ma certi ambienti sembrano aver sostituito il Credo con il bollettino quotidiano dell’opposizione antiromana.

    Commento piuttosto ingeneroso, don Fulvio.

    Il Papa ha sì viaggiato, ma in questi mesi ha soprattutto parlato di Cristo, della fede, della comunione ecclesiale e della necessità di rimettere il Vangelo al centro. Strano che questo passi sempre in secondo piano rispetto alle continue letture ideologiche che certi ambienti fanno di ogni gesto pontificio.

    E poi mi colpisce un dettaglio: lei parla del “Magistero di Bergoglio”. Bene. Quindi riconosce che si tratta di Magistero della Chiesa? Perché in altri ambienti vicini alle sue posizioni, invece, lo si liquida spesso come irrilevante, ambiguo o addirittura dannoso. Lo sa cosa significa Magistero? Lo sa che un Papa può cambiare il magistero ordinario del suo predecessore, ma se è saggio lo fa con prudenza e quindi studia i modi e i tempi per evitare strappi all’Unita’ della Chiesa? : “Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori” (Col 3,14-15).

    Quindi, quanto al fatto che Leone XIV debba “ristudiare” Bergoglio, che cosa ne sa lei di ciò che il Papa studia, approfondisce o valuta nelle logge apostoliche e dei tempi che si è dato?

    E sinceramente lascia perplessi questo continuo schema mentale: se il Papa esercita l’autorità verso la FSSPX viene accusato di tradimento; se conferma cardinali o collaboratori non graditi a una certa area, allora diventa automaticamente sospetto.

    Don Pietro Paolo

      1. Non perda tempo, amico mio, a tentare di far ragionare i distruttori della Chiesa di Cristo, che cercano di difendere la sua satanica contraffazione con una valanga di parole. (E questo è tipico: cercano di farsi ragione con profluvi di parole, per non guardare i FATTI).

        Ma “ex fructibus eorum…”.

      2. Don Pietro Paolo

        Nippo,
        Il mio schema? è essere fedele a Cristo e alla sua Chiesa, la Cattolica il cui capo visibile è il vescovo di Roma: Leone XIV.

        1. ha detto bene: il SUO schema. Ha un’idea di quanti schemi ci siano
          soprattutto fra i suoi colleghi preti?
          Lei, giorno dopo giorno si rivela sempre più per quello che è: un guru.
          Uno dei tanti, tantissimi guru.

  8. Il bilancio un
    Anno dopo è semplice .
    La chiesa più divisa che mai . I cattolici ormai senza speranza . La pace compromessa dal
    Papa che reagisce a Trump come farebbe la Schlein. Zuppi e Gonzales al loro posto confermati . La FSPX in via di scomunica
    ,.. che meraviglia !!

    1. Americo Mascarucci

      Si pretende da Leone che cacci tutti i nominahi da Bergoglio….seguendo questo ragionamento nel 1978 Wojtyla avrebbe dovuto cacciare Casaroli, il cardinale favorevole al dialogo con i comunisti. Invece penso un po’ il grande papa più anticomunista della storia lo ha voluto al suo fianco come segretario di stato per oltre dieci anni. ..

  9. la signora di tutti i popoli

    Voglio proporre questa meditazione trascendentale, per far ridere tutti un po’ e far dimenticare quest’articolo da pianto greco.
    Da ragazza leggevo dalla biblioteca di papà e da un baule prendevo Tex Willer. Poi, fra tanti libri, c’era Urania, una collezione di autori di fantascienza e quindi oggi so “apprezzare” ogni inimmaginabile fantasia e assurdità. Ma allora era apprezzabile anche l’aspetto letterario e la bravura, a volte la pazzia (dovuta agli allucinogeni ingurgitati), dei vari autori… impetuosi, geniali eppur casti nelle loro fantasie, e che soprattutto non scrivevano per plagio o per lecchinaggio, solo per sopravvivere.

    Grazie Dott. Tosatti! Con questo articolo fantascientifico mi ritrovo ragazza e riscopro nuovi mondi, più assurdi e fasulli, cattivi e pieni di persone cattive, non di alieni ma persone vere, che purtroppo sono reali. Dal punto di vista letterario, zero naturalmente, solo falso giornalismo che nega fatti e espone le idee balzane di chi scrive e in più l’adulazione appiccicosa, insulsa e senza alcun aggancio dei personaggi con la bontà o la santitá. Il tutto assieme, non all’uso colto della lingua italiana, erano poi tutti autori stranieri, ma della lingua umida e rasposa come fonte di reddito.  La fantasia, l’assurdità e le baggianate scorrono insieme in un nuova linea editoriale che chiamerei IperUrania Vaticana. Il nostro autore ha inventato un luogo aldiqua dello spazio in una dimensione ipermetafisica che Platone stesso non saprebbe definire se non quella delle idee eternamente imperfette oppure l’archetipo della perferzione all’incontrario o se si vuole: della menzogna pura. Il bello, il bene, il giusto, sono donati a chi non sa neanche cosa siano, neanche col traduttore italiano-americano… e a chi? A Prevost che mette una candelina su un governo di incompetenza ed incapacità. A Napoli si direbbe che il conclave di 133 trentini trotterellanti ha messo “la pucchiacca ammano a Prevost”: so che parlo della Chiesa o quello che ne rimane, ma cosí l’ha intesa costui, non io. Peró costui non è una “criatura” ma un marpione grande e grosso che di innocenza o inesperienza non ne ha. E cosí Prevost, con l’aiuto di Satanasso come dice Kit Carson, ha schifezzato tutto ciò che ha toccato. La sua identità di papa illegittimo idealizzata dal Mascarucci è però reale e agisce in un luogo delle idee perfettamente maligne che non sta aldilà del cielo ma solo aldiqua delle mure vaticane.
    Vera fantascemenza e sono buona, anzi generosa, perché non vedo il dolo e la voglia di partecipare alla uccisione delle anime ma solo l’insipienza o l’ottusitá della penna che scrive ma non sa vedere tutte le cose sbagliate, ingiuste e cattive fatte in un anno da Prevost. E, ciliegina sulla torta di prato, queste sono paragonate a quelle di veri e santi papi, capaci e saggi, che Mascarucci ha misurato con un pezzetto di metro di carta preso da Brico… insomma fantascienza!
    Povero Platone: oggi rilegge “l’elogio di Socrate” trasfuso su Prevost al quale si aggiunge pure il terzo incomodo, l’eroico Parolin, traffichin, capo della  Massoneria ecclesiastica e kapò di Benedetto. Povero mondo iperuranico in mano ai delinquenti e a chi li loda.
    Quindi non posso che ringraziare anche il novello contaballe spaziali, mi ha fatto ricordare i libri e i fumetti di mio padre e il mio amore per Tex Willer e ritrovare Mefisto, che poi sarebbe il nostro papastro americano in salsa maligna moderna.
    Quanto a Tosatti ospitale -forse troppo- padrone di casa, a lui tutta la mia comprensione e lo invito a tener duro, magari a non leggere tutto quello che obtorto collo è costretto a pubblicare (a parte me, per ridere un po’). Posso comunque vendicarlo in una giustizia sommaria fatta con la mia Colt Navy sui libri dell’articolista come bersaglio, senza risparmio di colpi!!

    1. Don Pietro Paolo

      La Signora di tutti i popoli riesce nell’impresa di trasformare Tex Willer, Platone, Mefisto, la Massoneria, Satanasso e “papastri americani” in un unico minestrone apocalittico. Più che una critica ecclesiale, sembra un Urania scritto dopo una cena troppo pesante, condita con la sua preferita e usuale spezia a base di veleno. E il bello è che, mentre accusa gli altri di fantascienza, finisce col produrre il capitolo più delirante della collana.

  10. Tesi, antitesi e sintesi……… Hegel era molto piu’ avanti sull’argomento. In politica potrebbe essere una buona strada……. per politicanti. Ma qui si parla di Chiesa ove la distinzione e’ fra verita’ e menzogna, terze vie non ve ne sono. Facciamo un piccolo esempio sul Fondatore : Visto che il Padre per la Redenzione prevedeva la morte di Croce con l’effusione del Sangue , il Figlio, che lo sudo’ nel Getsemani al solo pensiero di salirvi, poteva proporgli una solenne fustigatura . Il sangue sarebbe stato effuso lo stesso ma avrebbe evitato una tale feroce morte. Invece non ha ragionato cosi’, ha ubbidito ed e’ salito sulla Croce.

  11. “Un pontefice capace di grandi aperture e svolte epocali ma nell’ ASSOLUTA FEDELTA’ ALLA DOTTRINA DELLA CHIESA”.
    Ma… DI QUALE PAPA sta parlando, di grazia, Mascarucci?
    Certo non di chi non ha fatto una piega (per dirne UNA) di fronte alla oscena parata lgbt attraverso la (ex) Porta Santa. E dico “ex” perché non mi risulta sia stata riconsacrata…
    Mah!

    1. americo mascarucci

      Lei con questi ragionamenti è il miglior alleato del cardinale Marx, sono quelli come lei a fornirgli i pretesti più efficaci….complimenti

    2. Don Pietro Paolo

      Caro Gianfranco,

      ma che cosa sta dicendo? Da quando un gruppo di peccatori che attraversa una Porta Santa sarebbe capace di “sconsacrare” una chiesa o renderla una “ex Porta Santa”?

      Altrimenti nessun pellegrino potrebbe più attraversarla, perché le Porte Sante non sono fatte per i perfetti, ma proprio per i peccatori che cercano conversione e misericordia.

      Da quanto risulta, non ci sono stati atti sacrileghi o profanazioni. Si è trattato di un pellegrinaggio di gruppi LGBT cattolici e simpatizzanti che hanno attraversato la Porta Santa con simboli identificativi, canti e momenti di preghiera. Si può discutere — e personalmente anch’io ho delle riserve pastorali — sull’opportunità e sull’ambiguità simbolica di certe iniziative, perché possono essere facilmente fraintese come approvazione automatica di comportamenti e rivendicazioni incompatibili con la morale cattolica.

      Ma altra cosa è sostenere che la Basilica o la Porta Santa siano state desacralizzate. Questo non ha alcun fondamento teologico o canonico.

      Ed è importante ricordare che la Chiesa distingue sempre tra la persona e gli atti.

      Lo stesso Papa Leone XIV ha recentemente ribadito:
      “La dottrina della Chiesa non cambia” sui temi della sessualità e del matrimonio, aggiungendo però che “tutti gli individui saranno accolti e ascoltati”. (RaiNews)

      E ancora, parlando della famiglia, ha riaffermato che essa è fondata “sull’unione stabile tra uomo e donna”. (Corriere Roma)

      Dunque né rivoluzione dottrinale né esclusione delle persone: questa è la posizione cattolica.

      Il Catechismo stesso insegna che le persone omosessuali:
      “devono essere accolte con rispetto, compassione e delicatezza” (CCC 2358),
      mentre gli atti omosessuali restano moralmente disordinati.

      Questa distinzione molti oggi non la comprendono più:
      alcuni vorrebbero trasformare ogni gesto pastorale in una rivoluzione dottrinale;
      altri invece reagiscono come se ogni presenza di peccatori nella Chiesa fosse una profanazione.

      Ma Cristo mangiava con pubblicani e peccatori senza per questo approvare il peccato.

      Don Pietro Paolo

      1. “un gruppo di peccatori ” … manca un’ aggiunta: IMPENITENTI.
        E’ chiarissimo, e solo gli struzzi non lo vedono”, che la lobby lgpt vuole essere
        inglobata nella Chiesa continuando nel peccato contro natura.
        Savino e non solo, e il documento appena pubblicato dalla lobby vaticana lo confermano.
        La lobby lgpt se la intende alla grande con la lobby vaticana.
        La situazione è grottesca. A san Pietro non c’è più la Chiesa cattolica.
        Avrà pure le sue stranezze (chi non ne ha?) ma don Minutella dice bene.

  12. Fresca fresca da Famiglia Cristiana(?😥):
    ” ‘Essere gay non è perversione’. Per la prima volta la voce Lgbt entra in un documento
    presentato in vaticano”.
    Prima il “giubileo” lgbt, adesso il documento.
    Caro Mascarucci, ma lei dove vive?

    1. Matto ma confidente

      Caro Nippo , forse dove vive Mascarucci , lei dovrebbe chiederlo a don Pietro.Paolo .
      Ma più che Mascarucci , è don Pietro Paolo che che mi lascia sempre perplesso
      Egli è uno che la sa lunga e secondo me è incaricato di intervenire sui blog per convincere che Bergoglio va beatificato subito ,

      1. Don Pietro Paolo

        Caro “Matto ma confidente”,

        vedo che oltre alla confidenza coltiva anche una notevole fantasia narrativa: agenti infiltrati nei blog, missioni occulte e sacerdoti incaricati di preparare beatificazioni lampo.

        La verità è molto più semplice — e forse proprio per questo vi disturba: non serve essere “incaricati” per ricordare che un cattolico non può vivere in permanente ostilità verso il Papa, la Chiesa visibile e la comunione ecclesiale.

        La vostra è diventata un’ssessione compulsiva di trasformare ogni Papa in un bersaglio quotidiano.

        Perché a forza di sospettare complotti, tradimenti e infiltrazioni ovunque, si finisce per non vedere più la cosa essenziale:
        la Chiesa non è fondata sui commentatori di blog, ma su Pietro.

        E sinceramente, più che i miei interventi, a lasciare perplessi dovrebbe essere questa continua incapacità di vivere il cattolicesimo senza sentirsi ogni giorno contro Roma.

        Don Pietro Paolo

    2. americo mascarucci

      Non mi risulta che Famiglia Cristiana sia la voce del papa ed esprima la posizione ufficiale della Chiesa … Le ricordo che Leone non ha impartito alcuna benedizione al Giubileo degli LGBT ed è stato per questo criticato sui siti gay

      1. Mi scusi: Leone ha fatto di peggio: se n’è disinteressato standosene a Castel Gandolfo.
        Ed il disinteresse di un papa (ma davvero lo è?) è assai peggio del non benedire.

      2. Mi scusi, ma lei scherza o fa sul serio? Famiglia Cristiana ha riportato quanto contenuto in
        un documento ufficiale del Vaticano cioè della (sedicente) Chiesa.

    3. Don Pietro Paolo

      Caro Nippo,

      lei è talmente impegnato a vedere ovunque cedimenti, tradimenti e apocalissi ecclesiali che ormai reagisce a ogni parola come se fosse il bollettino finale della dissoluzione cattolica.

      La Chiesa ha sempre distinto tra la persona e gli atti.

      Gli atti omosessuali, per la morale cattolica, restano oggettivamente disordinati. Questo il Catechismo lo insegna chiaramente. Ma altra cosa è trasformare la persona in una caricatura morale o in un’etichetta disumanizzante.

      E allora le pongo una domanda molto semplice, ma concreta — non ideologica:

      se lei avesse un figlio, un nipote o una persona cara omosessuale dichiarata e attiva, lo definirebbe tranquillamente un “pervertito”?

      Davvero riuscirebbe a guardarlo solo attraverso quella categoria?

      Perché vede, qui emerge il problema di certi ambienti: si pretende di difendere la verità dimenticando completamente la carità, la prudenza e persino il senso umano più elementare.

      Cristo non ha mai benedetto il peccato, ma non ha neppure ridotto le persone ai loro peccati.

      E sinceramente colpisce che chi rifiuta continuamente il Magistero, contesta il Papa, delegittima vescovi e vede eresie ovunque, improvvisamente diventi rigorosissimo proprio quando può puntare il dito contro qualcuno.

      San Paolo scrive:
      “Se anche conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, ma non avessi la carità, non sono nulla” (1Cor 13,2).

      E forse oggi, in certi dibattiti ecclesiali, questa parola andrebbe riletta con maggiore attenzione.

      Don Pietro Paolo

      1. Lei fa l’americano. Lei sa benissimo (e se non lo sa è gravissimo) che non si tratta di
        discriminare gli omosessuali bensì di far loro comprendere che la loro congiunzione carnale
        è contro natura e, ancor più importante, alla volontà di Cristo.
        La lobby vaticana (non la Chiesa cattolica) se ne impipa di ciò e con il Tucho afferma “la vita como viene.

        1. Don Pietro Paolo

          Caro Nippo,

          ma lei legge bene le mie risposte? Mi pare proprio di no.

          Io non ho mai negato l’insegnamento morale della Chiesa e non ho mai negato che certi atti siano contro la morale cattolica. Anzi, ho scritto esattamente il contrario.. Ho semplicemente ricordato che una persona non si riduce a un insulto .
          Lei continua invece a combattere una caricatura immaginaria:
          appena uno richiama prudenza, carità e linguaggio cristiano, subito diventa “americano”, “lobbista”, “complice del Vaticano”.

          Francamente sembra un riflesso automatico..

          Cristo chiama alla conversione, ma non disumanizza nessuno.

          E questo, mi permetta, è molto più vicino allo spirito individualista moderno che alla fede cattolica. E, se non è un paradosso, rischia di svelare il vero fine: nel suo livore verso la Chiesa romana, lei attacca tutto ciò che ritiene un punto scoperto.

          Francamente, viene persino il dubbio che della questione LGBT le interessi ben poco: sembra piuttosto un pretesto polemico da usare contro il Papa e la Chiesa.

          Don Pietro Paolo

          1. Lei continua imperterrito a menare il can per l’aia.
            Le sue GIRAVOLTE DIALETTICHE sono smentite dai FATTI.

        2. Don Pietro Paolo

          Caro Nippo,

          ma lei legge bene le mie risposte? Mi pare proprio di no.

          Io non ho mai negato l’insegnamento morale della Chiesa e non ho mai negato che certi atti siano contro la morale cattolica. Anzi, ho scritto esattamente il contrario.. Ho semplicemente ricordato che una persona non si riduce a un insulto.

          Cristo chiama alla conversione, ma non disumanizza nessuno.

          E questo, mi permetta, è molto più vicino allo spirito individualista moderno che alla fede cattolica. E, se non è un paradosso, rischia di svelare il vero fine: nel suo livore verso la Chiesa romana, lei attacca tutto ciò che ritiene un punto scoperto.

          Francamente, viene persino il dubbio che della questione LGBT le interessi ben poco: sembra piuttosto un pretesto polemico da usare contro il Papa e la Chiesa.

          Don Pietro Paolo

  13. Don Pietro Paolo

    Al di là delle tante sirene ideologiche che risuonano anche in questo blog, e dei pregiudizi di chi, per partito preso, si illude di difendere la Chiesa mentre finisce per ferirne la comunione, ho trovato l’articolo di Americo Mascarucci equilibrato e, per molti aspetti, condivisibile nella sua analisi del primo anno di pontificato di Leone XIV.

    Interessante soprattutto il richiamo a una Chiesa capace di custodire insieme verità, unità e pluralità ecclesiale, senza cadere né nelle rigidità sterili né nelle derive ideologiche. Giustamente viene ricordato che la comunione non nasce dall’omologazione, ma dall’avere Cristo al centro.

    Condivido anche l’idea che oggi la vera sfida non sia schierarsi tra “progressismo” e “conservatorismo”, ma restare fedeli al Vangelo e alla Tradizione viva della Chiesa, evitando tanto le forzature moderniste quanto le contrapposizioni che rischiano di lacerare ulteriormente il corpo ecclesiale.

    Molto lucido, infine, il passaggio sul governo delle tensioni interne: la Chiesa ha bisogno insieme di fermezza dottrinale e di autentica sapienza e pazienza pastorale. Ed è proprio questo equilibrio — difficile ma necessario — che richiede prudenza, misura e vero senso cattolico.

    Don Pietro Paolo

    1. Parole … parole … parole …
      Per di più intrecciate in una pseudo-logica per far quadrare il conto.
      Ovvero, per tenere insieme tutto e il contrario di tutto.
      A proposito: anche la teologia può scadere a ideologia.

    2. Don PeP , non ne avremmo mai dubitato del suo pensiero . Lei è il Sacerdote perfetto per “ confessare “ la Bonino. Ma anche Paglia , Fernandez , ecc
      Io capisco leggendola perché la chiesa è finita e non si solleverà più , tranne miracoli e interventi divini . Ma vada a fare esercizi spirituali .,.

      1. Don Pietro Paolo

        Caro “W Pio IX”,

        più che un cattolico, lei sembra il becchino ufficiale della Chiesa: difatti ne annuncia il funerale con entusiasmo quasi professionale.

        Dice che la Chiesa è finita, che non si rialzerà più, che servono miracoli straordinari… e poi magari pretende pure di difendere la fede. La sua è forse fede cattolica? No! è puro disfattismo isterico elevato a spiritualità.

        E mi fa sorridere che si scandalizzi perché un sacerdote sarebbe disposto a confessare Bonino, Paglia o Fernandez. Mi scusi: Cristo per chi sarebbe venuto? Per il suo piccolo club di “puri”?

        Perché vede, il problema di certi ambienti è che parlano continuamente di peccato (però quello degli altri). ma sembrano aver dimenticato la misericordia, la conversione e perfino il Vangelo.

        Quanto poi agli “esercizi spirituali”, glielo dico sinceramente: prima di consigliarli agli altri, provi lei a fare un esame di coscienza serio. Perché uno che passa il tempo a dichiarare morta la Chiesa fondata da Cristo non sta mostrando zelo cattolico, ma una forma di sfiducia quasi patologica.

        Cristo ha detto:
        “Le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18).

        Lei invece sembra tifare ogni giorno perché prevarichino.

        Don Pietro Paolo

        1. Lei deve leggere bene i commenti che critica . Invece lei pare proprio , come hanno scritto tutti gli intervenuti , che sia pronto a dare una risposta senza aver sentito prima la domanda . Ha mai pensato a farsi prete?

          1. Don Pietro Paolo

            Caro Robespierre,

            lei mi chiede se ho mai pensato a farmi prete con lo stesso tono di chi crede di aver trovato la battuta brillante della giornata.

            Il punto è che, quando mancano argomenti, si passa facilmente alla caricatura personale. È un riflesso abbastanza prevedibile.

            E comunque, detto sinceramente: da uno che si firma “Robespierre”, ghigliottinatore professionista,— non esattamente un campione di equilibrio verso la Chiesa — certe frecciate sembrano più sfoghi ideologici che osservazioni intelligenti.

            Resta il fatto che i commenti li leggo benissimo.
            Forse è proprio questo che la infastidisce.

            Don Pietro Paolo

          2. Don Pietr Paolo

            Luis,
            Caro/a,

            se lei davvero conoscesse san Tommaso, probabilmente eviterebbe di scrivere corbellerie di questo livello.

            Perché san Tommaso non ha mai insegnato una fede costruita contro la Chiesa visibile, contro l’autorità o contro la comunione ecclesiale. Al contrario: ha sempre tenuto insieme ragione, fede e ordine della Chiesa.

            Il problema è che oggi molti citano l’Aquinate come si citano gli aforismi sui social: prendendo una frase qua e là, ignorando tutto il resto.

            E così, più che san Tommaso, finisce per parlare il proprio risentimento.

            Don Pietro Paolo

          3. Don Pietro Paolo

            Caro Robespierre,

            lei mi chiede se ho mai pensato a farmi prete con lo stesso tono di chi crede di aver trovato la battuta brillante della giornata.

            Il punto è che, quando mancano argomenti, si passa facilmente alla caricatura personale. È un riflesso abbastanza prevedibile.

            E comunque, detto sinceramente: da uno che si firma “Robespierre”, giglionittstore per eccellenza, — non esattamente un campione di equilibrio verso la Chiesa — certe frecciate sembrano più sfoghi ideologici che osservazioni intelligenti.

            Resta il fatto che i commenti li leggo benissimo.
            Forse è proprio questo che la infastidisce.

            Don Pietro Paolo

    3. Torquemada e basta

      Una cosa che – non nascondo – mi irrita è quando si sostiene il tema delle “derive ideologiche” che Lei contrappone alle “rigidità sterili”.
      Qui mi pare che ci si diverta in quel gioco tanto caro a certi teologi innamorati dell’esegesi.
      Lo stesso Ratzinger affermava che dietro tanti cultori dell’esegesi si nasconde satana.
      Ma davvero abbiamo così tanto bisogno di interpretazioni? Come delle frequenti traduzioni della Bibbia? Non sarà che si vuole utilizzare la finestra di Overton (anche questa denunciata dal compianto Ratzinger?) per stravolgere tutto?
      Laa prova più tangibile la danno certe sette cattoliche che si accaparrano dello Spirito Santo per rovesciare i punti fermi della Tradizione?
      Nomi e cognomi: Neocatecumeni, Carismatici, Focolarini etc…
      Ma non dovevamo essere tutti una sola cosa in Cristo?
      Ricordo alcune parole di Paolo VI che per tanti altri motivi sarebbe utile sottoporlo anche a qualche osservazione.
      Credo che in questo caso (come in altri) la forza del sacerdozio venga comunque a galla.
      «Oggi, molti, quando parlano della Chiesa, dicono di essere ispirati da un soffio profetico; affermano cose rischiose, a volte inammissibili, e fanno appello allo Spirito Santo, come se il divino Paraclito fosse continuamente a loro disposizione. Si pretende di esprimere il proprio giudizio personale o, come spesso accade, l’esperienza soggettiva o persino l’ispirazione del momento, il criterio che guida la propria religione o il canone in base al quale viene interpretata la dottrina religiosa (2 Pt 1, 20), come se fosse un dono carismatico e un respiro profetico. Dio non voglia che una simile affermazione porti così tante anime valorose e ben intenzionate fuori dalla buona strada! Avremmo quindi un nuovo “libero esame”, che moltiplicherebbe le opinioni più varie e discutibili in materia di dottrina e disciplina ecclesiastica»
      E PENSARE CHE PAOLO VI ERA – per sua stessa ammissione – UN PROGRESSISTA, O QUANTO MENO UN MEZZO-PROGRESSISTA

      Spero di non rimanere deluso dal Papa Leone XIV, ma la Chiesa ha fretta. È ora che dia una svegliata alla Chiesa.

    1. Direi che l’autore di questo articolo “ si è ispirato “ a più articoli . Da de Mattei a Masciullo . Ma , mi perdoni . Non dice nulla di nuovo o originale .

          1. Don PietrO Paolo

            Luis,
            Caro/a,

            se lei davvero conoscesse san Tommaso, probabilmente eviterebbe di scrivere corbellerie di questo livello.

            Perché san Tommaso non ha mai insegnato una fede costruita contro la Chiesa visibile, contro l’autorità o contro la comunione ecclesiale. Al contrario: ha sempre tenuto insieme ragione, fede e ordine della Chiesa.

            Il problema è che oggi molti citano l’Aquinate come si citano gli aforismi sui social: prendendo una frase qua e là, ignorando tutto il resto.

            E così, più che san Tommaso, finisce per parlare il proprio risentimento.

            Don Pietro Paolo

    2. Don Fulvio T.

      Tobia ., più che illudersi , direi che , volendo scrivere un articolo a tutti i costi sul primo anno di pontificato sarebbe bene partire da una indispensabile premessa : cosa dovrebbe essere la chiesa e cosa dovrebbe fare un Papa . Nostro. Signore non venne a riconciliare pagani ed ebrei o i convertiti a Lui. Venne a dividere , provocare e insegnare . Fino ad oggi papa Prevost ha viaggiato . Come scrisse qualcuno su Stilum Curiae , farebbe bene a “ viaggiare” alle logge di palazzo apostolico e ristudiare il Magistero di Bergoglio . Se scomunica FSPX , se riconferma Fernandez e Zuppi , anche noi canteremo l’inno alle “illusioni” … don F.

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