Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione sulla situazione in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.
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Il primo è questo post su Facebook di Francesco Agnoli:
Voleva la morte di Rabin, manifestò contro Giovanni Paolo II augurando a lui la morte e ai cristiani l’ espulsione da Israele, difende l’ usanza di sputare contro i cristiani, ha collaborato al tentato genocidio di Gaza, sostiene i coloni che rubano e uccidono i palestinesi in Cisgiordania, considera i palestinesi degli animali e vuole stroncare ogni resistenza anche legittima con il cappio… Se non è un nazista questo…

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E sullo stesso tema questo post di Giorgio Aki. Come ricorderete la Knesset ha votato per la pena di morte – ma solo per i palestinesi – accusati di atti di terrorismo:

La festa di compleanno di Ben Gvir – ampiamente documentata sui canali social del suo partito – è stata un grande evento, con tanti invitati, regali, e diverse torte, due delle quali raffigurano un cappio. La prima è quella realizzata dalla moglie, Ayala Ben Gvir, con cui è sposato dal 2004: una torta di panna con sopra il simbolo del cappio e la scritta: “Complimenti al Ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà”.
Sui social del partito è possibile vedere anche una seconda torta con il simbolo del cappio dell’impiccagione, che è stata regalata al Ministro. Una torta di panna a tre piani, su cui viene raffigurato il volto di Ben Gvir, una cartina di Israele che comprende tutta la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, quindi simboleggia l’annullamento totale dei palestinesi e l’annessione di tutti i territori, con ai lati due pistole. In cima a questa torta di tre piani, il simbolo del cappio, diventato ormai i marchio di riconoscimento di Ben Gvir e del suo partito. Siamo davanti ad una rappresentazione del male, dell’orrore, della barbarie, che non ha precedenti nella storia politica recente. Ben Gvir nell’ultimo anno ha mostrato attraverso i reel sui social delle scene raccapriccianti, senza alcun filtro, diventando il simbolo della malvagità manifesta, autocelebrata ed esaltata.
Tra le telefonate di auguri arriva anche quella del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il vero artefice del successo di Ben Gvir, avendo portato al governo la sua forza politica, che altrimenti non godrebbe certo di consensi maggioritari.
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Poi c’è questo post sulla distruzione del Libano meridionale ad opera dell’esercito israeliano. Che non risparmia siti storici protetti dall’UNESCO, e siti cristiani. Per il video cliccate sul collegamento.

Non bastano le oltre 2.509 persone uccise dal 2 marzo in Libano, ora, in pieno “cessate il fuoco”, l’esercito israeliano distrugge case civili, siti patrimonio Unesco e santuari religiosi.
Dopo aver fatto esplodere lo storico castello di Shamaa e il santuario di Shamoun al-Safa, quest’ultimo ritenuto il luogo di sepoltura di San Pietro, venerato sia dai cristiani che dai musulmani, l’IDF ha demolito un monastero e una scuola gestiti dalle Suore del Santo Salvatore nella città di Yaroun.
La scuola era considerata una delle istituzioni educative più importanti della regione, avendo formato nel corso degli anni migliaia di studenti provenienti da diverse città del distretto di Bint Jbeil.
Prima, i soldati avevano distrutto la Chiesa di San Giorgio e la Moschea dell’Imam Ali nello stesso villaggio come spiega in un post X il giornalista @steve_sweeney_journalist sopravvissuto a un bombardamento israeliano a marzo
Sono almeno 9 i siti patrimonio UNESCO tra chiese, moschee e strutture romane distrutte dalle operazioni militari israeliane.
“Non infrastrutture terroristiche, siamo distruggendo tutto” ha dichiarato un comandante dell’IDF al giornale israeliano Haaretz.
L’operazione, denominata “Silver Plow” (Operazione Aratro d’Argento) prevede obiettivi quantitativi giornalieri di edifici demoliti, con unità dell’IDF incaricate di riferire il numero di case distrutte.
La reporter @courtneybonneauphotography dal Libano continua a documentare le distruzioni di strutture civili e le violazioni della tregua da parte dell’IDF.
Il cessate il fuoco di 10 giorni, iniziato il 17 aprile, è stato successivamente prorogato fino al 17 maggio, ma Israele continua a violarlo quotidianamente con attacchi aerei e la demolizione di abitazioni.
Israele mantiene anche quella che definisce una “zona cuscinetto” nel Libano meridionale, che a suo dire ha lo scopo di prevenire attacchi da parte di Hezbollah. Una precedente tregua era stata raggiunta nel novembre 2024. Secondo l’UNIFIL quella tregua era stata violata oltre 10,000 volte da Israele.
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Invece dalla Cisgiordania abbiamo questo video, che vi consigliamo di vedere. La vittima stava andando in ospedale dove sua moglie partoriva il primo figlio.

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Poi c’è questo post, sulla Flotilla piratata e sui due rapiti dalle forze israeliane. Su una nave battente bandiera italiana. Avete sentito le vigorose proteste del governo sovranista?

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Un tribunale israeliano ha prorogato per due giorni l’arresto di due attivisti arrestati a bordo di una flottiglia verso Gaza, intercettata dalle forze israeliane in acque internazionali, ha dichiarato il loro avvocato domenica.
Saif Abu Keshek, un cittadino spagnolo-svedese di origine palestinese, e Thiago Avila, un cittadino brasiliano, sono stati arrestati dalle autorità israeliane mercoledì sera e portati in Israele, mentre oltre 100 attivisti a bordo della flottiglia Global Sumud sono stati portati sull’isola greca di Crete.
Secondo l’ambasciata brasiliana, Avila ha dichiarato di essere stato sottoposto a tortura, picchi e maltrattamento durante il suo arresto.
Durante una visita monitorata in cui è stato separato da vetro e non è riuscito a comunicare liberamente, gli ufficiali dell’ambasciata hanno osservato segni visibili sul suo viso. Ha anche segnalato dolori significativi, in particolare nella spalla.
Abu Keshek è stato “sottoposto a tortura e grave abuso mentre era arrestato a bordo della nave militare prima del trasferimento”, ha dichiarato il Global Sumud Flotilla, citando la testimonianza di un testimone oculari.
Il governo di Spagna e del Brasile ha emesso un comunicato congiunto riguardo alla proroga dell’arresto degli attivisti, sostenendo che le accuse includono assistenza all’avversario durante il tempo di guerra, contatto con un agente straniero, adesione e fornire servizi a un’organizzazione terroristica, e la trasferenza di proprietà per un’organizzazione terroristica.
Entrambi gli uomini negano le accuse.
Adalah avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma hanno sostenuto in tribunale che le procedure contro gli attivisti erano “errate e illegali”, affermando che non c’è alcun fondamento legale per le accuse.
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Infine c’è questo post relativo all’annessione di Gaza da parte di Israele, una realtà che dimostra post factum come il 7 ottobre sia stato permesso dal governo di Tel Aviv per avere un casus belli sufficiente a portare avanti i suoi piani.
Poco più di un mese fa Israele ha pubblicato senza annunci ufficiali le nuove mappe della Striscia di Gaza.
Migliaia di palestinesi sfollati si trovano ora all’interno di una zona sempre più ristretta, i cui confini possono essere modificati dall’esercito israeliano in qualsiasi momento.
Le mappe, come rivelato da Reuters, mostrano un ampliamento significativo delle aree sotto controllo militare oltre i limiti stabiliti dal “cessate il fuoco” di ottobre 2025.
Dopo la “tregua”, il controllo israeliano era segnato dalla cosiddetta “Linea Gialla”, identificata sul terreno da blocchi di cemento dipinti di giallo.
In base ai termini del cessate il fuoco, la Linea Gialla separava le aree di presenza militare israeliana a est dalle zone in cui i palestinesi potevano rimanere a ovest, coprendo circa il 53% dell’enclave.
Nelle nuove mappe, la Linea Gialla è ancora visibile ma accanto compare una linea arancione che delimita una zona ampliata dell’11% rispetto alla Linea Gialla.
Nel complesso, le zone occupate da Israele coprono quasi due terzi di Gaza.
La cosiddetta “linea arancione” è il risultato di mesi di attività militare israeliana con la linea gialla che veniva costantemente spostata.
L’aumento dell’occupazione ha provocato nuove ondate di sfollamenti ed è stato accompagnato da attacchi aerei, bombardamenti, sparatorie che hanno ucciso e ferito palestinesi, con la motivazione di essersi avvicinati o di aver oltrepassato la linea originaria.
I gazawi infatti ora temono di essere bersagli perché si trovano in aree dai confini incerti.
Per i palestinesi, la comparsa di “linee” sovrapposte sta progressivamente riducendo lo spazio vitale con la costante paura di essere “bersagli” perché si trovano in aree dai confini incerti.
“I residenti non sanno dove iniziano o finiscono i confini. Un giorno il confine si trova in un punto, e il giorno dopo si sposta senza preavviso”, ha affermato Amjad al-Shawa, a capo della rete delle ONG palestinesi a Gaza.
#gazagenocide #israel #netanyahu
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2 commenti su “I$r@ele Distrugge Monasteri e Santuari in Libano. Torta col Cappio di Ben Gvir. Se Questo è un Uomo.”
QUESTO NON E’ UN UOMO MA UN SIONISTA TALMUDICO. C’E UNA BELLA DIFFERENZA IN TERMINI DI UMANITA’.
Mi chiedo: che differenza c’è tra l’IDF, con a capo il governo Netanyahu e l’ambizioso al Premio Nobel per la Pace il sig. Trump?
Oggi questo presidente ci fa sapere che farà “scomparire” l’Iran (che abita dentro i propri confini, che si affaccia sul Mar Arabico) se non farà quel che l’imprenditore vuole, che abita e si affaccia sull’Oceano Atlantico.
I P O C R I T I morirete come coloro che avete ucciso.
Non si giura su Dio per la vostra bandiera.
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