Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento pubblicato su Facebook da Alessandro Volpi. Le perplessità sull’operato dell’inquilino del Quirinale ci sembrano molto fondate e condivisibili. Buona lettura e diffusione.
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Premesso che la credibilità del governo Meloni è ormai inesistente e che, al di là della pericolosa inconsistenza delle politiche economiche e di quella estera, i vari ministri, da Nordio, a Tajani, a Lollobrigida, alla Santanchè, a Piantedosi, a Salvini, a Crosettio hanno dato spesso prova di superficialità e incapacità, sulla vicenda della grazia a Nicole Minetti mi restano moltissimi dubbio anche in merito all’operato del Presidente Mattarella.
Provo a esporli. Dall’inizio del suo secondo mandato, il presidente ha ricevuto circa 1700 domande di grazia, di cui ne ha accolte solo 39, compresa quella per Minetti.
Dunque l’accoglimento delle domande è molto difficile; peraltro nel suo primo mandato, Mattarella ne aveva accolte in tutto 36.
Tra le domande accolte figurano casi molto chiari: Franco Cioni: 77 anni, condannato per l’omicidio volontario della moglie malata terminale (un caso di “omicidio del consenziente” o per disperazione). Mattarella ha estinto la pena residua tenendo conto delle condizioni di salute e del contesto tragico, Bardhyl Zeneli: Condannato per evasione, ma graziato perché il fatto era stato poi riqualificato dai magistrati come non costituente reato. Massimo Zen: Una grazia parziale per la guardia giurata condannata per aver ucciso un ladro in fuga. La riduzione della pena gli ha permesso di accedere all’affidamento in prova. Gabriele Finotello: Graziato per l’omicidio del padre, avvenuto in un contesto di gravi e ripetute violenze domestiche subite dalla famiglia. Antonio Russo: 88 anni, condannato per omicidio. Gli è stata concessa una grazia parziale per via dell’età avanzata e delle condizioni di salute, oltre che per il contesto del delitto (reazione a un’aggressione).
Giuseppe Porcelli: Condannato per bancarotta, ha ottenuto la grazia totale dopo aver risarcito interamente i creditori e aver cambiato vita all’estero.
Come si collochi la grazia a Nicole Minetti in questo contesto è difficile da capire.
Bisogna poi specificare che l’art. 87 della Costituzione attribuisce al solo Presidente della Repubblica il potere di concedere grazie e commutare le pene: un articolo che ha avuto una puntuale interpretazione nella sentenza n. 200 del 2006. Per assolvere a questa fondamentale funzione, il Presidente dispone di un Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali, composto da una quindicina di dipendenti, costituiti da esperti di altissimo livello.
Fondamentale poi è la motivazione: l Presidente deve motivare la scelta spiegando quali eccezionali ragioni umanitarie o di equità lo hanno spinto a derogare alla normale esecuzione della pena.
Lo scopo della grazia non è “cancellare il processo” (il condannato resta colpevole nel casellario giudiziale), ma mitigare una pena che, in quel momento specifico, risulterebbe eccessivamente crudele o priva di funzione rieducativa.
Ma allora, perché la scelta della Grazia a Nicole Minetti che avrebbe dovuto scontare una pena di 3 anni e 11 mesi per i reati di favoreggiamento alla prostituzione nel caso Ruby bis e di peculato nel processo “Rimborsopoli” della Regione Lombardia?
Peraltro Minetti non sarebbe andata in carcere perché avendo una pena inferiore ai 4 anni, i suoi legali avevano intrapreso la strada delle misure alternative, consistenti nell’affidamento ai servizi sociali.
In sintesi, il presidente Mattarella ha concesso la grazia per i reati di favoreggiamento della prostituzione e di peculato ad una condannata che avrebbe scontato la pena, recandosi un paio di giorni la settimana in un centro per anziani e che in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza, per dimostrare il suo ravvedimento, ha soggiornato a Ibiza e nella quantomeno discussa tenuta del compagno in Uruguay.
Forse la Repubblica delle banane non è solo il titolo di un noto film di Woody Allen.
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3 commenti su “La Grazia a Minetti. Mattarella Dovrebbe Rispondere a non Poche Domande…Alessandro Volpi.”
Commento perfetto.
Non conoscevo Alessandro Volpi.
Ho guardato il suo profilo Facebook e letto diversi suoi post.
Ho deciso di proseguire la lettura e di seguire il profilo di Volpi.
Grazie a Stilum Curiae
Per una repubblica delle banane un presidente delle banane…
La domanda chiave è: chi è ricattato da Minetti, e per che cosa ?
I commenti sono chiusi.