1) Nemico interno ed esterno.
Il fascismo ha bisogno di un nemico permanente: lo straniero, il comunista, l’ebreo, il migrante, il dissidente, l’intellettuale, il deviante sessuale, il femminismo, la “decadenza”, la stampa, l’università. Eco lega questa struttura all’ossessione del complotto e alla xenofobia.
2) Paura della differenza.
La differenza viene presentata come infezione del corpo nazionale. Il razzismo entra come logica profonda, anche quando cambia bersaglio storico. Eco scrive che il primo appello di un movimento fascista o pre-fascista è l’appello contro gli “intrusi”.
3) Disprezzo del pensiero critico.
Il fascismo sospetta cultura, complessità, università, dissenso, distinzione concettuale. L’azione per l’azione è un tratto decisivo. Pensare diventa debolezza, distinguere diventa tradire.
4) Violenza come purificazione.
Il fascismo celebra la violenza quando viene presentata come servizio alla comunità nazionale. L’Holocaust Encyclopedia sottolinea che, negli Stati fascisti, la violenza può assumere valore “redentivo” o “purificatore”.
5) Militarizzazione della vita civile.
Disciplina, obbedienza, virilità, gerarchia, uniforme, ordine, culto del sacrificio. La società viene immaginata come caserma morale. Britannica ricorda che i fascismi favorivano valori militari come coraggio, obbedienza all’autorità, disciplina e forza fisica.
6) Maschilismo e ossessione sessuale.
Disprezzo delle donne, o delle donne femminili, distinzione tra “santa” e “puttana”. Intolleranza verso sessualità fuori norma. Il corpo maschile armato diventa simbolo politico.
7) Anticomunismo strutturale.
Il fascismo nasce anche come guerra contro il movimento operaio organizzato. Paxton ricorda che il fascismo italiano entra nella storia con una violenza diretta contro socialismo e legalità borghese, in nome di un presunto bene nazionale superiore.
8 ) “Terza via” come retorica.
Il fascismo si presenta spesso come superamento di capitalismo e comunismo. Nei fatti storici, quella “terza via” ha protetto gerarchie sociali, proprietà, industriali, apparati militari, grandi interessi nazionali. I programmi economici della maggior parte dei movimenti fascisti furono conservatori e favorirono i ricchi più della classe media e operaia.
9) Economia di guerra.
La produzione viene orientata verso armamento, disciplina industriale, autosufficienza, espansione imperiale. Il capitalismo, in questa forma, perde la maschera liberale e diventa macchina nazionale di comando.
10) Paura della libertà.
La libertà, quando diventa precarietà, solitudine, insicurezza materiale, può generare desiderio di sottomissione. Fromm leggeva il fascismo come fuga dalla libertà. In pratica la persona rinuncia alla propria autonomia perché l’autonomia è un fardello troppo pesante, come la responsabilità.
11) Bisogno di autorità.
L’autoritarismo offre sollievo psichico. Qualcuno decide al posto tuo, nomina il nemico, semplifica il mondo, trasforma l’angoscia in obbedienza. La teoria della personalità autoritaria, sviluppata da Adorno, Frenkel-Brunswik, Levinson e Sanford, nacque proprio per spiegare predisposizioni psicologiche verso antisemitismo, etnocentrismo e fascismo.
12) Proiezione paranoica.
Il soggetto fascista attribuisce all’altro ciò che teme in sé: impurità, tradimento, aggressività, decadenza. Da qui la figura del nemico assoluto, sempre interno ed esterno insieme.
13) Desiderio di gerarchia.
La psicologia sociale contemporanea distingue tra autoritarismo di destra e orientamento alla dominanza sociale. Uno studio di Duriez e Van Hiel ha trovato una relazione positiva tra autoritarismo, dominanza sociale e razzismo; l’orientamento alla dominanza sociale riguarda la preferenza per relazioni gerarchiche tra gruppi.
14) Risarcimento narcisistico.
Il fascismo parla a chi si sente umiliato. Offre una compensazione. Ok sei povero, precario, frustrato, invisibile, però appartieni al popolo eletto, alla nazione superiore, alla civiltà minacciata, alla maggioranza offesa.
15) Semplificazione cognitiva.
Il fascismo riduce la complessità a parole d’ordine. Eco parla di “Newspeak”, un linguaggio impoverito che limita gli strumenti del ragionamento critico.
16) Estetica della durezza.
Compassione, dubbio, fragilità e mediazione vengono trattati come vizi. Durezza, freddezza, comando e punizione diventano virtù morali.
17) Culto della morte travestito da eroismo.
Eco lega il fascismo al culto dell’eroismo e della morte. Il fascista ama parlare di sacrificio, destino, sangue, patria, guerra finale; spesso manda altri a morire al posto suo.
18) Polizia politica. Impunità per la polizia. Torture negli interrogatori, criminalizzazione del dissenso, uso di informatori e delatori.
19) Censura della stampa e della cultura. Il regime fascista centralizzò progressivamente il controllo dell’informazione. Treccani spiega che l’Ufficio Stampa divenne il prototipo di un’organizzazione burocratica capace di monopolizzare censura e propaganda per tutto il periodo fascista.
20) Minculpop e fabbrica del consenso.
Nel 1937 il Ministero della Stampa e della propaganda divenne Ministero della Cultura popolare, più aderente alle ambizioni totalitarie del fascismo nella seconda metà degli anni Trenta. Il punto è essenziale: il fascismo reprimeva e insieme produceva linguaggio, immagini, miti, rituali, notizie, silenzi.
5 commenti su “Siamo Sicuri che il F@scism0 Sia Morto con Mussolini? Guardate la Nostra Realtà…Lavinia Marchetti”
L’originale. https://it.wikipedia.org/wiki/Il_fascismo_eterno
Non so se Eco i suoi simposi nelle università Ivy League li tenesse aggratis o meno. Francamente e comunque, m’ispira molta più simpatia quel cantante che, agli inizi della carriera fra ’50 e ’60, faceva la macchietta maccheronica alla tv inglese per l’ignoranza della lingua e il sollazzo del pubblico di Albione.
C’era una volta, e ancora c’è, in agguato nel luogo delle ombre, l’Eterno Uomo in Camicia Nera. Il triste figuro che un’oscura maledizione ha condannato alla filìa per i manganelli e l’olio di ricino, alla coazione a ripetere le pagliacciate di Starace (uno dei pochi, in alto, che ci credeva davvero e non scappò per tempo), e che vive solo per spalancare l’impermeabile delle vergogne davanti a paparazzi in totale incognito, attivisti sionisti e colleghi vicebrigadieri. Questo sulle bancarelle “tutto a 2 euro”, LaRaiMedia7 e Predappio. In fascia Gladio, Nato e Ue, è uno degli intercambiabili -ismi all’occhiello dei bodyguard del padrone unico dante stipendio.
Svetonio, Vita dei Cesari, Nerone, LVII: «Morì a trentadue anni, nel giorno anniversario dell’uccisione di Ottavia, e fu tale la gioia di tutti che il popolo corse per le strade col pileo. Tuttavia non mancarono quelli che, per lungo tempo, ornarono il suo sepolcro con fiori di primavera e fiori d’estate, e che esposero sui Rostri ora suoi ritratti con la pretesta indosso, ora degli editti, in cui, come se fosse ancora vivo, dichiarava d’essere in procinto di tornare per la rovina dei suoi nemici».
https://it.wikipedia.org/wiki/Sono_tornato
Se allora ci fosse stato qualcuno con l’ego di Eco l’avrebbe chiamato “Neronismus aeternus”. Ma basterebbe anche l’ironia fulminante di Petrolini per ricondurre le pretese degli aspiranti padri di Universali all’umiltà che non hanno mai avuto. Altri culti politici e della personalità a richiesta e volontà. Da Alessandro e Magni tutti, alle inconsolabili vedove bonapartiste che hanno impestato tutto il XIX secolo e la letteratura francese e oltre, agli orfani redneck del generale Lee e della Confederazione, alle nostalgie ereditarie e tribali per Ciò Che Poteva Essere, le “gloriose sconfitte” e le trascorse altrui gioventù. Da qualche parte si fanno ancora processioni a cavallo in onore di Gengis Khan. E altrove si prendono tuttora a legnate le teste di turco col fez mentre sopra volano i B-52 a pieno carico.
Sì, ma l’esemplificazione dell’orrore, il Fascismo “summa ideologica della volontà di prevaricazione”, patriarcale per antonomasia?
https://it.wikipedia.org/wiki/SCUM_Manifesto
Neanche wiki riesce a limarlo del tutto. Se paiono esagerazioni passate, si confrontino i siti femminil-femministi della nostra realtà disumanizzante che ha già festeggiato le nozze d’oro con Wall Street in cui si rivendicano le stesse bestialità, con distinzioni di nuance che vanno dal rosa-egolatria al rosso-sanguinaccio del maschio da sbudellare. Tutti/tutte/tutt* che però sottoscriverebbero fin l’ultima invettiva contro l’Uomo Nero. Troppo sperare che evochi qualche bollicina di riflessione dalla fossa delle Marianne scolastiche?
Articolo molto, molto, molto discutibile. Non mi sarei mai aspettato un articolo come questo, degno di un bollettino ANPI, su questo nostro sito.
Dr.ssa Marchetti, nel suo articolo sono elencati fenomeni ascrivibili soprattutto al nazismo ed al comunismo (l’uomo “nuovo” di Stalin e suoi seguaci), quindi a dittature sanguinarie. Il pericolo odierno deriva dal discredito rovesciato sulle istituzioni parlamentari e quindi sulla democrazia tout court, con conseguente porta aperta ai “tecnici” ed ai “competenti”.
Non essendo né fascista né democratico (né comunista) dico che
bisognerebbe, per imparzialità, mettere sull’altro piatto della bilancia
una ventina di rilevazioni sulle “delizie” delle democrazia.
Evitando il solito inutile luogo comune: la democrazia è il male minore.
Il fascismo è morto, che le piaccia o meno è così, perché altrimenti lei questo pezzo non lo scriveva. Parlare di fascismo oggi serve solo a far si che ideologie malsane, come quella gender, possano prendere piede fino all’indottrinamento scolastico, è dare cittadinanza alla distruzione della famiglia tradizionale, delle tradizioni, della fede ecc.! In buona sostanza si servono dello spettro del fascismo per costruire la porcilaia a cui mirano.
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