Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, un mio amico molto cattolico che vive nel Nord del nostro sventurato Paese di ritorno da una visita nella capitale mi ha mandato questo messaggio che offro alla vostra attenzione. È una comunicazione privata, e perciò ne rispetto l’anonimato. Buona lettura e diffusione.
§§§
Caro Tosatti, le scrive un estimatore di Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa, Papa fino al 1559, data della sua morte), considerato dagli eretici dell’epoca, un po’ inquisitore e nemico giurato della astrologia, magia e alchimia, forse perché praticata appunto dagli eretici.
Hanno da poco commemorato la figura di Papa Francesco e la continuità’ del successore. (Mamma mia ! 12 anni di incubo non sono finiti?).
Non ho ancora capito il successore.
Mentre era chiaro cosa voleva il predecessore, il successore potrebbe non aver capito che il cattolicesimo, per sopravvivere, deve essere affrontato strategicamente, prioritariamente in Europa, in Italia.
Non in Africa.
Suggerirei viaggi a Roma in Vaticano e dintorni ma soprattutto nel Palazzo Apostolico, seconda e terza Loggia.
Capirebbe subito che cosa si dovrebbe fare per restaurare la Chiesa di Cristo.
Mi sono ricordato la eccezionale metafora “Roma brucia” e l’imperatore suona la lira.
Ora non tutti gli storici sono d’accordo, visto che per esserlo dovrebbero studiare la storia del cristianesimo del primo secolo a Roma, poi magari dovrebbero smettere di difendere chi non amava i cristiani già da allora.
Nel 64 DC la leggenda nera dice che Nerone suonava la Lira mentre Roma bruciava, dando la colpa ai cristiani.
“Roma Brucia” diventa così una metafora, un po’ come il proverbio-metafora che dice “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”(219 AC).
Eh le priorità di governo…
Mentre a Roma stavo leggendo le testimonianze dell’infermiere di Papa Francesco (su Amoris Laetitia), ascoltavo i commenti di un romano seduto vicino a me che. stava leggendo la stessa testimonianza (da non credere possa essere vera…comunque cercatela e valutatela).
Costui commentava il fatto, mettendosi nei panni del Papa che parlava a detto infermiere personale. Ma il mio vicino capitolino commentava parlando romanesco, che capisco ma non so trascrivere: “Aò’, se te sei divorziato è perché prima te sei sposato, no? E te sei sposato pure na donna che te fa pure figli, che consumano er pianeta e se magnano l’ambiente…” Sintesi simpatica di un intero Magistero, no?
(Mi scuso con i romani esperti di dialetto).
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
***
Stilum Curiae lo trovate anche qui:
https://www.instagram.com/sanpietrotos/
https://www.facebook.com/marco.tosatti/
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822
www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21
https://x.com/MarcoTosatti
***


19 commenti su “Suggerisco al Papa un Viaggio in Europa, Italia, Vaticano. Se Vuole Salvare la Chiesa. Un Cattolico.”
Un po’ patetico, l’amico anonimo.
LEONE VUOLE RESTAURARE LA CHIESA DI CRISTO???
AH AH AH AH, BUONA, QUESTA!
Buona davvero!
Giusto qualche povero sprovveduto, prete o no, può ancora crederci.
Se non è in malafede.
Cari tutti,
qui il problema non è la quantità delle obiezioni, ma la loro qualità. Provo a rispondere senza girarci attorno.
⸻
AlfonsoArrieya
Suggerire gli esercizi spirituali è sempre salutare: li faccio, e non solo prima di scrivere.
Quanto a San Tommaso d’Aquino, citarlo per insinuazione è facile; usarlo per argomentare è un’altra cosa.
Se ritiene che io lo tradisca, mostri dove. Altrimenti resta una posa.
⸻
Benedetta G.
la sua domanda è curiosa: “chi annuncia Cristo?” — come se l’annuncio fosse un marchio da attribuire a simpatia.
Prima di tutto: che cosa intende lei per “annunciare Cristo”?
Perché se significa ridurlo a slogan o a bandiera di una parte, allora non è annuncio: è propaganda.
Lei elenca nomi — Papa, cardinali, io — e poi ne salva uno solo, Robert Sarah e meno male.
Ma Questo non è discernimento: è selezione ideologica.
L’annuncio di Gesù Cristo non funziona per esclusione:
non è “questo sì, questo no”.
Quanto a me, il suo giudizio lascia il tempo che trova:
se legge superficialmente, conclude superficialmente.
Ma la domanda vera è un’altra — e gliela restituisco:
lei annuncia Cristo,
oppure si limita a giudicare chi, secondo lei, lo annuncerebbe meglio?
Perché dal modo sbrigativo con cui liquida il Papa, la risposta — mi permetta — non è così scontata.
⸻
Giacomo Giovanni
Qui conviene essere chiari.
Dire che “non ha mai sentito l’annuncio di Cristo” dai miei interventi significa una delle due cose:
* o non legge ciò che scrivo
* o legge cercando altro
Perché annunciare Cristo non è infilare il Suo nome ogni tre righe per effetto sonoro.
È mostrare che tutto — dottrina, Chiesa, morale — ha senso solo in Gesù Cristo.
Se questo le appare “noioso” o “fuori luogo”, il punto non è il contenuto:
è l’aspettativa con cui legge.
⸻
Nota generale a chi attacca
C’è un filo comune nei vostri interventi:
* poca argomentazione
* molta etichettatura
* zero confronto reale
Si passa da:
* “sofismi”
* “vada a fare esercizi”
* “lei non annuncia Cristo”
senza mai entrare nel merito.
È un metodo rapido, ma sterile.
⸻
Conclusione
La fede cattolica non si difende:
* scegliendo i “buoni” contro i “cattivi”
* riducendo la Chiesa a correnti
* sostituendo l’argomento con la battuta
Si difende tornando al centro:
Gesù Cristo.
Tutto il resto — polemica, etichette, insinuazioni — passa.
Lui resta.
E, mi permettete, fa una certa differenza.
Caro Tosatti ho appena letto su ACI stampa dei previsti viaggi di Papa Leone in Maggio, Giugno e luglio . Vabbè non conosce bene l’Italia ed è comprensibile voglia visitare Pompei , ecc.
ma mi ha incuriosito l’invito ( e la accettazione ) di andare pure alla università La Sapienza de Roma , quella che negò l’ingresso con tanto di Lectio su fede e ragione di Benedetto XVI . Con tutto
Il rispetto ma anche con tutta la corretta curiosità: ma che ci va a fare ?
Senza nessun giudizio preconcetto naturalmente…
Io invece suggerirei a questo don PietroPaolo di fare esercizi spirituali prima di scrivere commenti , senza aver prima inteso e meditato ..
Le conosce realmente San Tommaso ? Non si direbbe .
Si vede , caro Nippo che lei non conosce la seconda e terza Loggia ( Loggia ho detto)
Direi neppure Prevost
Le sarò grato se volesse informarmi più esaustivamente. Grazie.
Carissimo anonimo amico di Tosatti,
qui più che indignarsi, occorre rimettere ordine — e un po’ di realtà.
1. La nostalgia di Papa Paolo IV non è un programma ecclesiale
Invocare figure del passato come clava contro il presente è suggestivo, ma teologicamente fragile.
La Chiesa non vive di restaurazioni archeologiche, ma di fedeltà viva a Cristo nella storia.
Se bastasse “tornare indietro”, la Chiesa sarebbe già salva da secoli.
⸻
2. “Roma brucia”? Sì, ma non come dice lei
La metafora di Nerone funziona… ma qui è fuori bersaglio.
Il Papa non sta suonando la lira:
sta facendo ciò che deve fare — andare dove la Chiesa vive, cresce, soffre.
E oggi questo accade in larga parte fuori dall’Europa.
Pensare di “salvare” il cattolicesimo chiudendosi tra Vaticano e terza loggia è, francamente, una visione da sacrestia — non da Chiesa universale.
⸻
3. L’idea “strategica” tradisce un equivoco
Parlare di “strategia” per salvare il cattolicesimo rivela un fraintendimento di fondo.
La Chiesa non è un’azienda in crisi da riorganizzare.
La sua forza non è la centralità geopolitica, ma la fedeltà al Vangelo.
E il Vangelo, da sempre, cresce nelle periferie prima che nei palazzi.
⸻
4. Il romano e la “teologia da bar”
La battuta in romanesco è simpatica, certo.
Ma usarla come sintesi del Magistero è come giudicare san Tommaso da una barzelletta.
Il problema non è il dialetto:
è scambiare la semplificazione per profondità.
⸻
5. Una nota al signor Nippo (che non perde occasione…)
Quanto al refrain sul “programma già scritto” e sul Papa ridotto a esecutore di un padrino, siamo oltre la critica: siamo nella caricatura.
Attribuire alla Chiesa logiche da corrente interna o da successione pilotata significa leggerla con categorie mondane, non teologiche.
E, mi permetta, colpisce una certa costanza:
cambiano i temi, ma la conclusione è sempre la stessa — contro il Papa.
Quando ogni fatto diventa pretesto per dire la stessa cosa, non siamo più nel giudizio:
siamo nel riflesso condizionato.
⸻
Conclusione
Il cattolicesimo non si salva chiudendosi a Roma,
non si restaura imitando il XVI secolo,
non si difende riducendolo a strategia o a polemica permanente.
Si salva — come sempre — annunciando Cristo dove l’uomo vive oggi.
E questo richiede molto più coraggio
che restare affacciati alla terza loggia a commentare il mondo che cambia.
Scusi don Pietro Paolo , ma chi di voi annuncia Cristo ? Papa Francesco ? Papa Leone? Il card Marx ? Zuppi ? Lei ???
Lo fa certo un cardinale della Guinea , Sarah .
Sa don PP, che da lei non ho mai sentito – letto l’ annuncio di Cristo ?
Lei interviene troppo spesso con lunghe lezioni noiose e spesso fuori luogo , lei deve essere della scuola di P.Spadaro ,
Sa don PP, che da lei non ho mai sentito – letto l’ annuncio di Cristo ?
Lei interviene troppo spesso con lunghe lezioni noiose e spesso fuori luogo , lei deve essere della scuola di P.Spadaro ,
E l’uomo dove vive oggi ?
È chi annuncia Cristo oggi?
Ma non è forse vero che il predecessore di Leone ha fatto “teologia da bar “ di sobborgo di BuenosAyres?
Questa chiesa è fedele al Vangelo ? Ma dove vive ? O meglio a quale Vangelo si riferisce?
Questa chiesa dal 2013 le pare fedele a Cristo ?
“Contro il papa”: dov’è il papa?
Non bruciano solo Roma e l’Italia, brucia l’intera Europa occidentale e, al nord, le ceneri hanno già coperto gran parte dei Paesi. Se Prevost si sentisse davvero il principale difensore della fede, dovrebbe fare una bella tournée in Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Regno Unito e nei Paesi scandinavi per difendere la fede e la cultura cristiana. Verrebbe accolto a braccia aperte anche da milioni di protestanti. Al contrario, in modo “bergogliano”, Prevost invita ad accogliere altri milioni di musulmani che non nascondono il loro desiderio di deculturazione e sottomissione dell’Europa. Il vescovo di Roma sa bene che basta dire una frase che contraddice il suo immigrazionismo per rabbonire gli ingenui, come ha fatto recentemente durante il viaggio in Africa. I fatti, però, ci dicono che l’Europa brucia e il papa si comporta come Nerone durante l’incendio di Roma. Non voglio parlare di quei preti che invitano gli imam nelle chiese, perché il commento sarebbe troppo crudo e potrebbe urtare le oscure anime vaticane.
i primi da evangelizzare sono i vescovi ( successori degli Apostoli) , fare ai catechisti una Catechesi permanente far celebrare la Messa come Dio comanda e con l’aiuto dello Spirito Santo la barca s’addrizza
Caro quello. Lei ha ragione , ma finché ci saranno vescovi come paglia come può pensare di evangelizzarli ? Poi un vescovo prima era monsignore, prima sacerdote , prima seminarista. Ha idea cosa insegnano nei seminari oggi dopo il Vaticano II ?
Non insegnano più San Tommaso , bensì Rahner . Da cui Kasper …
Caro Don Tito, celebrare la Santa Messa e orientare l’Altare sarebbe un buon inizio. Sarebbe una Messa come Dio comanda,
Chiunque vi assista chierico o laico capirà e perchè no anche qualche seminarista qualche catechista altri sacerdoni e pure qualche vescovo e perchè no, anche il Papa. Ottimismo?, no… potenza dello Spirito Santo
Perché Prevost dovrebbe farsi un viaggio in Europa, in Italia e in Vaticano?
Egli SA PERFETTAMENTE come stanno le cose grazie al suo padrino Bergoglio che le ha “impostate”,
e che infatti non cessa di incensare e venerare.
Ancora non ci si accorge che Prevost ha intenzione di proseguire il programma di Bergoglio?
Se no il gesuita che lo ha nominato a fare suo pupillo agostiniano?
Caro Nippo , ha mai letto Rivoluzione e Controrivoluzione del prof.Plinio de Oliveira?
Le suggerisco il capitolo : “ Le due velocità della rivoluzione” . Lei avrà elementi per approfondire il tandem Bergoglio e successore
Lo lessi … trent’anni addietro!
Comunque, grazie.
I commenti sono chiusi.